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Informazioni ed indirizzi utili dei Comuni della Provincia di Chieti: Villa Santa Maria

Chieti
 

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La Storia di Villa Santa Maria. È ormai tradizione popolare che il primo nucleo di abitanti di Villa Santa Maria abbia avuto la sua dimora nei luoghi dove oggi La cittadina sorge la chiesa di Santa Maria in Basilica. Il Chronicon Vulturnense riporta a notizia che intorno allo stesso anno di fondazione di San Vincenzo al Volturno (703) Gisulfo I, Duca di Benevento, donò alla stessa abbazia la "Ecclesiam Sanctae Mariae quae vocatur in duas Basilicas, quae est iuxta Sangri fluvii alveo sita, ubi ab antiquo tempore nulla abitatio hominum memoratur, sed tantum silva pubblica" ("la chiesa di Santa Maria in due Basiliche, che è situata in prossimità della riva del fiume Sangro, dove nessuna abitazione d'uomo si ricorda da tempo antico, ma soltanto pubblica foresta"). La chiesa nominata nel Chronicon di Villa Santa Maria è proprio quella di Santa Maria in Basilica e l'appellativo di duas Basilicas riportato nell'atto di donazione non può mettere in dubbio tale corrispondenza, in quanto con questo appellativo si voleva affermare che San Vincenzo al Volturno possedeva due Basiliche, en-trambe dedicate a Santa Maria, la seconda delle quali situata in territorio teatino.
 
San Francesco Caracciolo di Villa Santa Maria, Patrono dei Cuochi d'Italia. Il principe Ferrante Caracciolo di Villa Santa Maria e donna Isabella Barattucci, genitori del Santo, di nobilissima stirpe, possedevano grandi ricchezze e vasti feudi, ma vivevano modestamente nei loro castelli, dando esempio di virtù, buon governo e saggia amministrazione. Il Santo nasce a Villa Santa Maria e gli viene imposto il nome di Ascanio. Qui Ascanio ha il suo primo impatto col mondo e, nonostante primeggiasse negli esercizi cavallereschi e si preparasse alla carriera militare, non sconfessa mai Cristo; non tralascia gli esercizi di pietà, esercita tutte le opere di carità fraterna ed è devotissimo della beata Vergine. I tre Fondatori di Villa Santa Maria, appena scesi dall'eremo di Camaldoli, subito cominciano a vivere secondo le regole che si sono dati e già nell'anno 1588 si uniscono ad essi altri nove compagni. Finalmente il Papa Sisto V riceve in udienza i l'Adorno e Ascanio, elogia e benedice i nuovi Fondatori, dà egli stesso il nome al novello Istituto chiamandolo dei Chierici Regolari Minori (egli era religioso dei Minori Conventuali) e spedisce la Bolla di erezione. É il 1° luglio 1588.


Città di Villa Santa Maria

Il 9 aprile 1589 Adorno e Ascanio fanno la loro professione religiosa di povertà, castità, obbedienza ed umiltà nell'Oratorio della Compagnia dei Bianchi il giorno di Domenica in Albis, la seconda domenica di Pasqua. Ascanio muta il suo nome in Francesco; il nuovo ordine adotta lo stemma araldico con Gesù ri La cittadina sorgente e con il motto Ad maiorem Resurgentis Gloriam: A maggior gloria di Gesù ri La cittadina sorgente. Nel Maggio 1589 i due Fondatori di Villa Santa Maria si incamminano per la prima fondazione in Spagna; lungo il travagliatissimo viaggio operano prodigi di carità e di pazienza e la loro virtù è unanimemente riconosciuta e apprezzata. Il 9 febbraio 1591, dopo lunghe e spinose trattative, Francesco prende possesso della chiesa di Santa Maria Maggiore in Napoli, mentre l'Adorno compie un viaggio a Roma per ottenere dal papa Gregorio XIV, succeduto a Sisto V, la conferma dell'Ordine e la concessione di tutti i privilegi già concessi all'Ordine dei Teatini. Il 29 settembre 1591 muore il venerabile Adorno; tutto il peso dell'Istituto rimane sulle spalle del nostro Santo, non avendo don Fabrizio Caracciolo potuto ancora professare i voti religiosi.

Comune di Villa Santa Maria
Corso Umberto, 18
- 66047 Villa Santa Maria (Ch)
Tel.: 0872.944416 – Fax: 0872.940052

Altitudine: 320 mt. s.l.m.
Estensione: 16,18 kmq.

Sito web: www.villasantamaria.eu
PEC - Posta certificata: protocollo@pec.provincia.chieti.it

Posta ordinaria: info@villasantamaria.eu

Villa Santa Maria ('A Vill in dialetto villese) è un comune italiano di 1.435 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte ed è sede della Comunità montana Valsangro. La località di Villa Santa Maria è nota come "Patria dei cuochi", per il suo Istituto Alberghiero Statale che ha formato cuochi divenuti celebri in tutto il mondo, ed è una delle attività economiche del paese. Alcuni reperti archeologici trovati nei dintorni del paese di Villa Santa Maria attestano che la zona del Medio Sangro nei pressi della cittadina era abitato già in epoca italica (verosimilmente da gente di stirpe frentana). Durante la seconda guerra mondiale, erano presenti nel paese di Villa Santa Maria alcune famiglie di profughi ebrei stranieri in domicilio coatto, che fraternizzarono con la popolazione locale. All'arrivo delle truppe tedesche nel 1943, il podestà Roberto Castracane negò recisamente che ebrei fossero ancora presenti in paese pur essendo a conoscenza che almeno una famiglia di essi, gli Steinberg, era nascosta presso la famiglia Piccone.

La cittadina di Villa Santa Maria sorge alla sinistra della media valle del Sangro ai piedi delle rupi verticali della "Penna". Le origini di Villa Santa Maria si fanno risalire contemporaneamente all’erezione del Santuario della Madonna in Basilico avutasi intorno all’anno 828 per opera dei Padri Benedettini. Durante i decenni a cavallo dell’anno 1000, Villa Santa Maria ricalcò lo stampo di quel periodo detto delle Signorie diverse. Nel 1268 Villa Santa Maria subì una pesante capitolazione distrutta da una delle tante scorrerie delle orde saracene. L’anno dopo l’intero agro villese venne donato da Carlo I d’Angiò al nobile francese Rodolfo di Cortiniaco. Bruciata nel XIV sec. Villa Santa Maria fu ricostruita e passò nel ‘500 ai principi Caracciolo. Nel XVII sec. decimati da una terribile pestilenza e spinti a trovare luoghi più sicuri contro le incursioni bandistiche, i villesi abbandonarono l’originale dimora trasferendosi sulla riva destra del Sangro.

 

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Archeologia a Villa Santa Maria. All'interno della Chiesa della Madonna in Basilica a Villa Santa Maria, nella prima cappella a destra, sono esposti alcuni reperti raccolti durante alcuni scavi per la realizzazione di un metanodotto. Essi consistono in frammenti di ceramica e di laterizi con bolli di officina originariamente posti in copertura e pavimentazioni o come manici e colli di anfore ed un dolio parzialmente fanno pensare che appartenevano ad una villa rustica. È stata trovata a Villa Santa Maria una mano bronzea nell'atto di benedire con un serpente attorcigliato in direzione del pollice, quest'ultimo terminante a forma di pigna. Qualcuno ipotizza che appartenesse al dio Sabazio il cui culto si diffonde dal II secolo a.C. nel luogo ove vi sono tracce dei ruderi di fronte alla chiesa suddetta ed in parte portati recentemente nei giardini pubblici di Villa Santa Maria. Il serpente richiama influenze marsicane, come la Festa dei serpari e la dea Angizia.


Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Chieti

 
 
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