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Residenze nel centro urbano di Giulianova: La Villa Palma (Cerulli Irelli)

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Il Liberty in Italia. La mostra propone una rilettura del Liberty italiano, sottolineandone l’originalità e l’autonomia nel contesto europeo. Com’è nata l’idea di questa rassegna? Erano vent’anni che non si faceva una mostra sul tema, e c’era quindi la necessità di riproporlo. Inoltre, si sono tenute recentemente due rassegne internazionali molto significative sull’Art Nouveau, una a Parigi ed una a Londra, poi passata alla National Gallery di Washington. In queste rassegne, peraltro molto belle, l’Italia praticamente non esisteva. Su oltre 400 pezzi esposti soltanto quattro o cinque erano italiani, una percentuale assolutamente irrisoria. Proprio dalla constatazione della mancanza di conoscenza del nostro contesto culturale è venuta l’idea di organizzare questa mostra.
 

Residenze nel centro urbano di Giulianova (Te) Abruzzo


                                                                                                                                  di Sandro Galantini

Villa Palma (Cerulli Irelli)
 
Ubicazione: Via Traversa Cerulli
Epoca dell’impianto: primi del ‘900
Stato di conservazione: Discreto
 
La prima indicazione dell’abitazione nel Catasto Provvisorio, è riferita ad una “casa rurale” di estensione pari a 6 canne, rendita pari a grana 31, in località Fosso Mustaccio di proprietà di “Palma Giampalma, Benestante in Campli”. Nella annotazione del 1842, alla voce n. 202 corrispondono sia una casa rurale che una casa di due piani superiori con forno; tale proprietà viene ceduta per successione il 21 dicembre del 1850 al Cavaliere Palma Vincenzo. Il successivo passaggio, 17 maggio 1871, è a favore di “Palma Nicola del fu Giampalma, proprietari domiciliati a Giulianova”, ultimo di questa casata a detenere il possesso dell'edificio prima della vendita, il 23 novembre 1888, a Cerulli Emidio fu Serafino. Il 26 gennaio 1895 diviene proprietario “Cerulli Cavalier Giuseppe di Serafino”; gli ultimi intestatari nel catasto risultano “Cerulli-Irelli Gastone, Vincenzo, Serafino e Pasquale fu Giuseppe, proprietari domiciliati a Teramo”. Oggi la villa è di proprietà del dott. Serafino Cerulli-Irelli, ex senatore ed ex ambasciatore dell'Italia in Portogallo, figlio di Giuseppe e Lia Stecher.


 Villa Palma, foto d’epoca della villa nei primi del ‘900.


 Villa Palma, foto d’epoca della villa nei primi del ‘900.

Si racconta che anche il noto storico Niccola Palma amasse trascorrere alcuni periodi in tale dimora, quando la proprietà era della sua famiglia, ed avesse anche composto la seguente epigrafe: “Cara domus tellusque ridens ubi ruris et urbis incola tranquillus meque meisque fruor”. Quando la villa ed i terreni furono acquistati dai Cerulli, vi fu realizzata una azienda agricola gestita dal geologo e paleontologo Serafino Cerulli (1873 – 1946), cattedratico alla Sapienza, noto per aver dato impulso a svariate opere pubbliche, tra le quali la bonifica del Salinello; inoltre sembra che fosse stato il primo, nella zona, ad introdurre la concimazione chimica, con un notevole incremento delle produzioni agricole; i vini rossi imbottigliati nella cantina annessa alla villa, e soprattutto quelli prodotti con uve “pinot”, ricevettero, tra le due guerre, numerosi premi nei concorsi enologici nazionali.


Villa Palma, indicazione della dimora “Palma”, mappa dell'Esercito Borbonico,
1852-1856, Ufficio Tecnico della Provincia di Teramo.


Villa Palma, foto di uno dei proprietari il prof. Manlio Cerulli-Irelli (1913-1992), ritratto
in bicicletta nel piazzale della villa e, a cavallo, collezione Serafino Cerulli-Irelli.

Durante la seconda guerra mondiale, la villa diventò sede di un comando tedesco; gli ufficiali tedeschi dettero ordine di evacuare la villa in poche ore cosicché chi vi abitava dovette trasferirsi in fretta e furia altrove, portando via quanto strettamente necessario come vestiario ed oggetti minuti. L'occupazione nazista e soprattutto le varie razzie operate da alcuni gruppi fascisti causarono la sparizione degli arredi contenuti nella villa, mobili e libri compresi, taluni addirittura risalenti al periodo in cui la villa era ancora posseduta dalla famiglia Palma. Alla fine del conflitto, dopo che anche le truppe alleate ebbero alloggiato nella villa, essa venne requisita, per un certo periodo, in forza di un provvedimento dell'allora sindaco, per dare alloggio ai numerosi sfollati che ancora erano presenti a Giulianova.


Villa Palma, prospetto frontale.

La villa è situata in via traversa Cerulli, strada che da via Cupa raggiunge via per Mosciano, ed è attorniata da un piccolo gruppo di edifici imperniati su fabbricato con torrino in mattone faccia a vista. I prospetti dell'edificio principale hanno aperture rettangolari con stili diversi: a sesto ribassato e a tutto sesto; di notevole valore sono il giardino circostante la villa e tutto il contesto circostante con gli edifici annessi, come la cantina, che ricordano l’antica vocazione agricola della costruzione (1).


Villa Palma, prospetto frontale; il magazzino a sud-est della villa.


Villa Palma, prospetto frontale della cappella privata. 


 Villa Palma, vista di tutti gli edifici della proprietà Cerulli-Irelli.

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NOTE
 
(1) A. PALANDRANI, a cura, “Festeggiamenti in onore di San Giuseppe” anno 2011 n. XIII, Gigiprint, Giulianova, 2011.
Nella Mostra dedicata al Liberty italiano, sono in visione 350 pezzi, tutti di altissima qualità. Com’è articolato il percorso espositivo? Tematicamente. La mostra inizia con una sezione sul contributo italiano all’Europa, su quegli artisti italiani, cioè, che negli anni Ottanta dell’Ottocento – il decennio precedente la nascita del Liberty – contribuiscono al dibattito che porta alla formazione di questo clima. Sono artisti che avevano all’epoca grande fama e larghissime relazioni internazionali, quali Segantini, Previati, Boldini, De Nittis, Costa. La sezione successiva è sul rapporto con il Simbolismo e sulla linea curva, che è germinativa del Liberty e che deriva da una sensibilità decisamente simbolista, in cui la natura è vista come un insieme panico. Altre sezioni prendono in esame aspetti più particolari, ma essenziali del movimento, quali l’Orientalismo, inteso come ricerca di libertà espressiva e di nuove soluzioni formali, o il legame con il Gotico e con il Rinascimento, che sono le radici nazionali cui guarda il Liberty. Un’altra sezione è dedicata alla crisi del movimento, di cui è sintomo la “caricatura” del segno, che da dinamico diviene espressivo, “espressionista”. Infine, una sezione sulle grandi mostre dell’epoca – le Biennali, le esposizioni di arte decorativa – che erano allora la scena della modernità.
Articolo di Sandro GalantiniSandro Galantini, storico e giornalista, e autore di oltre sessanta tra volumi, saggi e contributi apparsi in opere collettanee ed in riviste scientifiche relativi a questioni storiche abruzzesi dell’età moderna e contemporanea. Socio ordinario della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi, membro dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche e Socio Corrispondente dell’Istituto di Studi Abruzzesi di Pescara, ha conseguito per la saggistica storica numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali il “Filomena Carrara” nel 1996 ed il premio speciale “Lago Gerundo” nel 2006. Nel 2013 e stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana per benemerenze culturali e chiara fama. Per l’Editore Paolo de Siena ha pubblicato nel 2001 Giulianova com’era. Storia e memoria della città attraverso le cartoline d’epoca ed ha curato nel 2004 il volume Il calcio a Giulianova dalle origini al 1960. Storia, eventi, personaggi.
Il Liberty in Italia. Gli antecedenti del Liberty italiano vanno dunque ricercati nelle arti figurative. Ad esse è dedicato ampio spazio, con artisti tra loro molto diversi: da Boldini a Sartorio, fino a Boccioni, Casorati, Wildt. In questo senso, possiamo dire che il Liberty fu un linguaggio trasversale alle poetiche e ai movimenti artistici. Certo, infatti in mostra ci sono tre generazioni di artisti, nell’arco di trent’anni. E ci sono anche delle opere futuriste, ad esempio di Balla o Sant’Elia. La linea dinamica futurista, in personalità come Balla, nasce proprio dalla linea ondulata del Liberty. Non c’è soluzione di continuità, il Liberty non è un movimento organizzato, è uno stile, e quindi è trasversale, è un “metalinguaggio”. Il suo influsso fu infatti decisivo per gli sviluppi dell’arte moderna non solo in Italia, ma in tutta Europa. Sicuramente. Io analizzo questo aspetto nell’arte italiana, ma è un’idea vecchia: già Pevsner negli anni Trenta aveva intuito che nel Liberty c’era la radice della modernità. Lo stesso termine Art Nouveau – arte moderna – o Liberty, nella sua identificazione con la libertà, è il preannuncio delle avanguardie. Un certo ritardo dell’Italia nell’adesione al nuovo gusto vi fu, invece, nelle arti applicate. Sì, questo è vero nel complesso, ma all’interno della situazione italiana ci sono dei casi isolati estremamente precoci anche nelle arti applicate. Nell’adesione a uno stile che nasce quasi simultaneamente in tutta Europa, l’Italia ha patito, in questo settore, un ritardo di qualche anno, ma ha avuto pure dei precursori, come Carlo Bugatti, che già negli anni Ottanta esegue mobili Liberty che saranno d’esempio a tutta Europa.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km di spiaggia e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio. Da non perdere il centro storico di Giulianova Alta (GPS: Latitudine: 42.750797 / Longitudine: 13.958527 - Piazza Belvedere).

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova Lido (GPS: Latitudine: 42.753486 / Longitudine: 13.966701 - Piazza Fosse Ardeatine) è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
 
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