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Residenze nel centro urbano di Giulianova: La Villa Madé (Trifoni)

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Il Liberty in Italia. Il quartiere Coppedè a Roma: Esistono in Italia moltissimi esempi in questo stile, declinato in ogni città, in diversi modi. Un esempio interessante di un Liberty particolare è il quartiere Coppedè a Roma. La zona (non è propriamente un quartiere ma è conosciuto come tale) si snoda attorno ad una piazza centrale e prende il nome dall’architetto che lo progettò nel 1915: Gino Coppedè. Si entra nel quartiere tramite un arco all’interno del quale pendono grandi lampadari in ferro battuto ed un’edicola con una Madonna con Bambino. Subito dopo l’arco c’è la Fontana delle Rane, costruita nel 1924. Gli edifici presentano uno stile molto particolare. Si riscontrano molte caratteristiche proprie del Liberty ma l’eclettismo dell’architetto prevale a tal punto e in maniera così unica per cui viene chiamato stile Coppedè. Gli elementi naturali si mescolano con stucchi barocchi, torrette dal gusto medievale, gotico e classicismo greco. Se siete in zona non potete evitare una passeggiata in questo angolo di città che sembra immerso in una bolla incantata.
 

Residenze nel centro urbano di Giulianova (Te) Abruzzo


                                                                                                                                  di Sandro Galantini

Villa Madé (Trifoni)
 
Ubicazione: Strada Bigattiera Trifoni
Progettista: Ing. Giuseppe Sabatini
Epoca dell’impianto: fine ‘800
Stato di conservazione: Buono
 
La villa è sita poco distante dalla Statale per Teramo; entrando in via Bigatteria Trifoni, sulla sinistra è riconoscibile il viale cinto di ulivi che accompagna fino alla villa oggi di proprietà del sig. Mario Ascolani e della moglie sig.ra Maria Adelaide Trifoni, con i figli Sergio e Giorgio.

Villa Madé, Prospetto principale sul
giardino, lato sud.

La villa era proprietà della famiglia Trifoni e la originaria costruzione edilizia presentava oltre ai vasti ambienti destinati ad uso residenziale, anche degli ampi locali che fungevano da bigattiera, da cantina o da frantoio. L’immensa proprietà nel tempo venne spezzettata e divisa tra i numerosi componenti della famiglia: Serafino Trifoni ereditò dal padre Bartolomeo dei terreni con un villino ed essendo, quest’ultimo, motivo di litigi con il fratello Davide, fu da lui fatto abbattere. Al suo posto egli fece costruire dall’ingegnere Giuseppe Sabatini, che aveva costruito altre ville nei dintorni, inclusa quella del cugino Giustino Trifoni, l’attuale residenza in questione; la data esatta è difficile da individuare ma, in base ad alcune lettere antiche, è possibile inserirla con certezza nell’ultimo ventennio del 1800.
Serafino Trifoni, non avendo eredi, lasciò poi la villa al cugino Giustino, per riparare ad un vecchio torto ma anche perché, secondo quanto si racconta, cambiò il testamento fatto in favore della sorella Teresa, sposata con Scialletti, dopo aver per caso ascoltato un commento poco gentile nei suoi confronti da parte del cognato.
Alla morte di Giustino, avvenuta nel 1923, i figli Vincenzo e Giuseppe avevano ereditarono dieci “campagne” ciascuno; quando Vincenzo rientrò in patria, abitò per un paio di anni nella villa del fratello “Peppino” per poi trasferirsi in quest’altra villa Trifoni (Villa Madè) rimanendovi fino al momento della vendita, avvenuta congiuntamente ai terreni rimasti, alla nipote e al marito, Maria Adelaide Trifoni e Mario Ascolani.
L’impianto della villa odierna presenta una struttura compatta con l’aggiunta nel fronte d’entrata di un corpo cilindrico ricavato dalla forma a semicerchio delle scale che anticamente conducevano all’ingresso situato al primo piano.

Villa Madé, Progetto del rifacimento della villa, anni ’60, documentazione privata Sig. Mario Ascolani.

Al posto dell’attuale ingresso principale della villa, situato al centro del semicilindro e al piano terra, c’era un bel rosone in ferro che è stato conservato ed inserito come elemento ornamentale nel muro divisorio tra la cucina e il retro cucina. La disposizione degli ambienti ha subito nel tempo delle profonde trasformazioni in quanto, tra l’altro, il solo piano abitabile in origine era solo quello nobile ed il piano terra serviva come deposito di attrezzi agricoli e cantina; inoltre la via nobile d’accesso era quella rivolta ad est, come è possibile notare dalla doppia balconata, dai fregi sulle finestre e dal portale di maggior levatura.
Oltre a tale prospetto, ad avere una miglior cura ornamentale è quello verso mare che presenta lesene e timpanatura sulle finestre oltre alla già ricordata duplice rampa della scalinata, realizzata in pietra di Manoppello. Interessante è la presenza del terrazzo “panoramico” al centro della struttura, che si differenzia dalle normali torrette tipiche nelle villette di questa zona.

Villa Madé, Vista aerea di tutta la proprietà.

La prima costruzione non appariva particolarmente stabile in quanto la spinta delle volte era superiore alla resistenza delle murature ed infatti, una volta ultimata, ha subito forti dissesti e alcuni crolli. Abbandonata per diversi anni, la villa era diventata ricettacolo di topi, bisce ed Alberi secolari, soprattutto cedri, furono fatti abbattere per evitare altre soste di mezzi blindati della Wehrmacht in cerca di ripari e nascondigli.

Villa Madé, Due foto storiche, sullo sfondo la villa, con la dicitura: “Tori di p.s. Chiarino, di anni 5, di proprietà
del Signor Serafino Trifoni, venduti in Giulianova lì 24-XI-1894 al Signor Madrigale di Pescara p. £ 1650.
Loro peso vivo quintali 26,04”, documentazione privata Sig. Mario Ascolani; vista della tenuta fra i campi.

Occupata dagli sfollati nel periodo successivo ai primi bombardamenti sull’Abruzzo, e da polacchi e inglesi nel dopoguerra, sarà infine abbandonata a se stessa fino al matrimonio tra la signorina Maria Adelaide Trifoni e il signor Mario Ascolani di San Benedetto del Tronto, avvenuto nel febbraio del 1959. Infatti, la costruzione fu acquistata dai nuovi coniugi l’anno successivo e immediatamente furono avviati lavori di ristrutturazione e operazioni di riqualificazione sia esterna che interna; gli ambienti abitati sono purtroppo stati, in più occasioni, defraudati del mobilio antico e di tutti gli altri valori artistici.


Villa Madé, Vista aerea di tutta la proprietà.

Il pregevole giardino oggi visibile, che aveva una estensione ed una consistenza marginale fino al 1962, è stato progressivamente ampliato ed arricchito sotto la sapiente guida dell’allora giardiniere provinciale, il dott. Fregonesi; attualmente è in ottime condizioni e, una volta recintato, registra una ampiezza pari a due ettari. L’intera proprietà fondiaria odierna conta circa 35 ettari, coltivati a grano, granoturco, erba medica, vigneti e uliveti. Indennizzati i coloni ancora presenti sui terreni Trifoni, i nuovi proprietari promossero la nascita di una azienda agricola votata in maniera particolare alla viticoltura (1).
 
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NOTE
(1) A. PALANDRANI, a cura, “Festeggiamenti in onore di San Giuseppeanno 2010 n. XII, Gigiprint, Giulianova, 2010.
Il Liberty in Italia: corrente d'arte. Liberty. In Italia l'Art Nouveau viene comunemente indicata con il termine stile floreale o Liberty, facendo riferimento al nome dell'inglese Arthur Liberty. L'arte segue nel corso dei secoli la cultura e il pensiero umano; si formano così le correnti d'arte, le quali si evolvono con l'umanità, creando nuove tendenze artistiche. In queste pagine trovi, in ordine alfabetico, le principali correnti d'arte che hanno colorato l'ultimo millennio. Astrattismo Barocco  Cubismo  Dadaismo  Decadentismo  Divisionismo  Espressionismo  Fauves Futurismo  Gotico  Impressionismo  Informale  Liberty  Macchiaioli  Metafisica  Naif  Neoclassicismo  Pop Art  Realismo  Rinascimento  Rococò  Romanticismo  Surrealismo. In Italia l'Art Nouveau viene comunemente indicata con il termine stile floreale o Liberty, facendo riferimento al nome dell'inglese Arthur Liberty, il quale aveva fondato nel 1875 a Londra una ditta che commerciava in oggetti di arredamento di alto livello qualitativo, ma destinato ad un largo numero di acquirenti. Il Liberty è una tendenza artistica che a partire dall'ultimo ventennio del 1800 arriva fino all'inizio della prima guerra mondiale. Durante questi anni si crea un nuovo linguaggio espressivo, un nuovo gusto che spesso impronta di sé tutte le arti, che rivaluta le linee curve, cui spesso ci si riferisce con l'espressione coup de fouet ("colpo di frusta") ispirate alle forme sinuose del mondo vegetale e combinate a elementi di fantasia.
Articolo di Sandro GalantiniSandro Galantini, storico e giornalista, e autore di oltre sessanta tra volumi, saggi e contributi apparsi in opere collettanee ed in riviste scientifiche relativi a questioni storiche abruzzesi dell’età moderna e contemporanea. Socio ordinario della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi, membro dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche e Socio Corrispondente dell’Istituto di Studi Abruzzesi di Pescara, ha conseguito per la saggistica storica numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali il “Filomena Carrara” nel 1996 ed il premio speciale “Lago Gerundo” nel 2006. Nel 2013 e stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana per benemerenze culturali e chiara fama. Per l’Editore Paolo de Siena ha pubblicato nel 2001 Giulianova com’era. Storia e memoria della città attraverso le cartoline d’epoca ed ha curato nel 2004 il volume Il calcio a Giulianova dalle origini al 1960. Storia, eventi, personaggi.
Il Liberty accomuna quegli artisti che si propongono di diffondere l'arte e la bellezza in tutti gli oggetti di consumo, fin nelle forme della produzione industriale. Si tratta di uno stile decorativo, che trovò espressione in un'ampia gamma di forme artistiche, dall'architettura al design di interni, dalla produzione di mobili alla grafica, dall'arte della lavorazione dei metalli e del vetro alla ceramica, dai disegni su stoffa, all'illustrazione di libri. In Francia, testimoni di questo stile che qui prese il nome di Art Nouveau sono le opere dell'architetto Hector Guimard, in particolare alcune esotiche stazioni del métro di Parigi (1898-1901), dell'artigiano del vetro Emile Gallé, del disegnatore di mobili Louis Majorelle e dell'illustratore Alphonse Mucha, oltre alle decorazioni degli interni di molti locali pubblici, come quelle del celebre ristorante Chez Maxim di Parigi.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km di spiaggia e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio. Da non perdere il centro storico di Giulianova Alta (GPS: Latitudine: 42.750797 / Longitudine: 13.958527 - Piazza Belvedere).

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova Lido (GPS: Latitudine: 42.753486 / Longitudine: 13.966701 - Piazza Fosse Ardeatine) è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
 
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