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Residenze nel centro urbano di Giulianova: La Villa Gasbarrini

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L'Art Nouveau in Austria: La secessione viennese nasce nel 1897, in reazione all’accademismo austriaco, ed è animata dalle personalità del pittore Gustav Klimt, dell’architetto Otto Wagner e dai giovani che escono dalla sua scuola, tra cui spiccano Josef Hoffmann e Josef Maria Olbrich. Gli esponenti della Secessione si accostano all’art nouveau secondo la sobrietà della variante inglese, rinunciando al decorativismo che si sviluppa in Belgio e in Francia. Precursore dell’art nouveau a Vienna è Otto Wagner che dal 1898 rinnega la prassi del recupero degli stili storici, tipica della sua generazione, per aderire alla secessione propugnata dai suoi due allievi. Le maggiori opere di Wagner sono la facciata della Majolikahaus (1898), interamente rivestita di piastrelle in maiolica e il Postsparkassenamt (1906), l’ufficio postale della Cassa di Risparmio di Vienna, caratterizzato da una copertura in vetro sostenuta da esili pilastri. Josef Maria Olbrich è suggestionato dalla raffinatezza e dalla semplicità dell’arte giapponese e soprattutto dalla sobrietà propugnata dal movimento dalla Morris&Co., di cui fonderà con Hoffmann il parallelo austriaco, le Wiener Werkstätte. Le principali opere di Olbrich sono il Padiglione per l’esposizione della Wiener Sezession (1897), compatto edificio culminante in una elegante cupola di foglie di metallo (forse ispirato a un bozzetto di Klimt) e la costruzione del quartiere degli artisti a Darmstadt. L’opera architettonica che conclude lo stile secessionista viennese e prelude a soluzioni future è il Palais Stoclet, realizzato tra il 1905 e il 1911 da Josef Hoffmann a Bruxelles, dove solo dieci anni prima aveva trionfato l’art nouveau “fiorita” di Horta. L’unica concessione al decorativismo in Palais Stoclet è l’eccentrica torretta, ma l’insieme dell’edificio e il suo arredo sono improntati alla sobrietà e alla funzionalità.
 

Residenze nel centro urbano di Giulianova (Te) Abruzzo


                                                                                                                                  di Sandro Galantini

Villa Gasbarrini
 
Ubicazione: Via Gasbarrini, 12
Progettista: Arch. Silvio Gambini (edifici annessi)
Epoca dell’impianto: primi del ‘900 (annessioni 1930)
Stato di conservazione: Ottimo
 
Nell’omonima via a ridosso del litorale giuliese sorge la Villa Gasbarrini, residenza estiva dell'illustre chirurgo e patologo Antonio Gasbarrini (1882-1963), archiatra pontificio di Pio XII e Giovanni XXIII. La costruzione è sopraelevata ed è posta su di un basamento che rispetto al circostante terreno si collega mediante varie rampe di scale, una per ogni ingresso, delimitate da parapetti a balaustri.

Villa Gasbarrini, cartolina d’epoca

La composizione d'insieme si distingue per la spiccata bicromia fra fondo scuro e colore chiaro dei partiti architettonici. Le aperture e i loggiati sono di varia tipologia, decorati da elementi di diversa foggia: paraste, colonnine, capitelli, mensole, medaglioni. Le arcate delle finestre sono a tutto sesto: monofore o binate, sormontate rispettivamente da cornici rettilinee sorrette da mensole, o concluse da modanature ad arco a pieno centro.


Villa Gasbarrini, prospetto frontale.


Villa Gasbarrini, prospetto sud.

Il loggiato quadrangolare, coperto da un terrazzo con parapetto a balaustri, è risolto con arcate binate e da un’arcata con motivo a serliana. A protezione del dislivello di quota fra piano del loggiato e piano di campagna, sono state poste fra le arcate eleganti fioriere sorrette da esili colonnine. Altri fusti di colonne, con o privi di capitelli, sono distribuiti a decoro del vasto spazio circostante sistemato a giardino e abbellito anche da una fontana a vasca di forma poligonale. All'inizio degli anni trenta del ‘900, in questo spazio annesso alla villa sorse una graziosa cappellina completa di torretta campanaria, utilizzata solo nel periodo estivo.


Villa gasbarrini, il giardino della villa.

La villa Gasbarrini conferma la penetrazione in profondità, nel tessuto edilizio, di quella vena spensieratamente decorativa che, strettamente legata al decollo turistico - balneare della città.
Nel giardino della villa possiamo trovare dei piccoli edifici, quali due rustici e una chiesetta privata, annessi successivamente alla proprietà, progettati dall’Arch. S. Gambini nel 1927.

 
Villa gasbarrini. ingresso con scalinata e foto d’epoca della cappelletta privata, Fondo Gambini, Busto Arsizio.


Villa Gasbarrini: progetto del giardino della villa, prospetti di un rustico, Fondo Gambini, Busto Arsizio.


Villa Gasbarrini: progetto del giardino della villa, prospetti di un rustico, Fondo Gambini, Busto Arsizio.


Villa Gasbarrini: proposta di progetto della piccola cappella (matita su cartoncino), Fondo Gambini, Busto Arsizio.


Villa Gasbarrini: proposta di progetto della piccola cappella (matita su cartoncino), Fondo Gambini, Busto Arsizio.


Villa Gasbarrini: proposta di progetto della piccola cappella; vista a volo d’uccello della cappella Gasbarrini nella sua configurazione definitiva (matita su cartoncino), Fondo Gambini, Busto Arsizio.


Villa Gasbarrini: foto d’epoca della cappelletta in costruzione, con l’Arch. S. Gambini il Dott. Gasbarrini ed il costruttore e tre foto dell’edificio ultimato, Fondo Gambini, Busto Arsizio.


Villa Gasbarrini, foto della chiesetta oggi.


Villa Gasbarrini: prospetto frontale, progetto definitivo, Fondo Gambini, Busto Arsizio.


Villa Gasbarrini: pianta della chiesetta, progetto definitivo, Fondo Gambini, Busto Arsizio.
Il Liberty in Italia. Questa corrente modernista si muove verso una direzione stilistica, che sfocierà nell'Art Nouveau secondo i criteri già affermatisi nelle altre nazioni europee, e verso una direzione tecnica originata dalle nuove scoperte industriali e da nuove tecniche strutturali, soprattutto nel campo architettonico. Il movimento si affermò definitivamente nel nostro paese dopo l'Esposizione di Torino nel 1902. I promotori del nuovo stile, tutti appartenenti al circolo degli artisti di Torino, furono lo scultore Leonardo Bistolfi, Raimondo D'Aronco architetto e lo scrittore Enrico Thovez Per la prima volta, dopo lo stile impero, una corrente artistica mostrava delle qualità creative ed innovative spurie del precedente linguaggio impregnato di provincialismo. Nel settore dell'arredamento di interni si distinse il milanese Carlo Bugatti ,le cui creazioni si rifacevano alla cultura dei Mori.Eugenio Quarti, Carlo Zen e non ultimo l'architetto Ernesto Basile. Tra gli architetti sono da ricordare: Ernesto Basile operante a Palermo e Roma; Raimondo D'Aronco con i suoi lavori a Torino e Udine; Pietro Fenoglio a Torino e Piemonte dove operarono anche Antonio Vandone, Alfredo Premoli,, Giovanni Gribodo, Annibale Rigotti, Pietro Betta, Vittorio Ballatore di Rosana, Gottardo Gussoni, Velati-Bellini;Giuseppe Sommaruga a Milano come anche Alfredo Campanini, G.B. Bossi, Luigi Broggi. Giovanni Michelazzi a Firenze ed nella Toscana balneare, così come l'architetto Belluomini.
Articolo di Sandro GalantiniSandro Galantini, storico e giornalista, e autore di oltre sessanta tra volumi, saggi e contributi apparsi in opere collettanee ed in riviste scientifiche relativi a questioni storiche abruzzesi dell’età moderna e contemporanea. Socio ordinario della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi, membro dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche e Socio Corrispondente dell’Istituto di Studi Abruzzesi di Pescara, ha conseguito per la saggistica storica numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali il “Filomena Carrara” nel 1996 ed il premio speciale “Lago Gerundo” nel 2006. Nel 2013 e stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana per benemerenze culturali e chiara fama. Per l’Editore Paolo de Siena ha pubblicato nel 2001 Giulianova com’era. Storia e memoria della città attraverso le cartoline d’epoca ed ha curato nel 2004 il volume Il calcio a Giulianova dalle origini al 1960. Storia, eventi, personaggi.
Il percorso del movimento artistico nel periodo liberty, si pone lo scopo di sfatare un luogo comune, nato anche dal clima di diffusa lamentela degli intellettuali italiani, secondo il quale il Liberty avesse tardato molto nella sua diffusione in Italia. Seppure in parte vera, questa tesi non rende ragione dell'apporto innovativo e profondo di alcune personalità artistiche italiane, che pure parteciparono al dibattito estetico europeo. Il fenomeno estetico culturale della così detta Arte Nuova, è chiamato anche "floreale" per il gusto di forme biologiche, naturali e fitomorfe. Queste sfere della natura vengono concepite come un unico ed armonioso universo dal quale trarre ispirazione artistica. Germinano nella pittura, nella scultura, nelle arti applicate e in ogni oggetto della vita quotidiana: motivi floreali, delicate nervature boschive, ambienti vegetali, viticci, modanature. Contemporaneamente, in un clima di primaverile fioritura, l'arte si popola delle creature animali più piccole e indifese, di insetti e piccoli molluschi acquatici, insoliti e schivi. Le forme con cui vengono raffigurati questi soggetti sono sempre linee curve, forme flessuose provenienti dal movimento preraffaellita ottocentesco. Al rinnovo del gusto e della forma partecipa in modo decisivo il movimento filosofico positivista, che con la sua fiducia nella ragione, da avvio a nuovi studi scientifici e naturalistici con i quali l'uomo domina, o crede di dominare, la natura. In questa compagine culturale, che sembra avere una matrice del tutto europea, si inseriscono autori italiani appartenenti al movimento del Divisionismo.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km di spiaggia e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio. Da non perdere il centro storico di Giulianova Alta (GPS: Latitudine: 42.750797 / Longitudine: 13.958527 - Piazza Belvedere).

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova Lido (GPS: Latitudine: 42.753486 / Longitudine: 13.966701 - Piazza Fosse Ardeatine) è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
 
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