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Residenze nel centro urbano di Giulianova: La Villa Costanza (Priori Parere)

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I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Il Liberty in Italia. "Verso la fine del secolo si registra, quasi improvvisa, una generale protesta contro l'accademismo eclettico imperante, deridendo i goffi plagi degli stili del passato e la produzione di massa, contribuendo a diffondere i primi germi di una nuova estetica. Artisti in ogni campo ora plaudono alla creazione di oggetti semplici e funzionali, originali e logici nel modulo costruttivo e nel contempo di raffinata esecuzione. In Francia, in Inghilterra, in Germania e in Scozia pulsioni verso questa nuova concezione di vivere l'arte sorsero quasi all'unisono, seppure indipendenti. Tuttavia fu a Monaco che venne la nuova estetica assunse importanza di primo piano. Il periodico Die Jugendstil fondato da Georg Hirth fu il battistrada che indicò per primo il Modern Style o Stile Giovinezza, che nei fatti anticipa la grande stagione del Liberty. In Inghilterra trovò facili radici nel movimento Arts and Craft con particolare vocazione a esaltare le tradizioni artigianali sopravvissute all'industrializzazione massificante. Altro centro di primario interesse per la codificazione del nuovo spirito moderno fu Vienna, con Klimt e Olbrichche nel 1897 vararono la Secession Art. Il Liberty in Italia. Victor Horta, architetto belga (1861-1947), figlio di un falegname, a 17 anni, contro la volontà del padre , andò a studiare a Parigi. Tornato a Gand , completò gli studi presso l'accademia di Belle Arti di Bruxelles (1881), entrando poi a studiare nello studio di A. Balat, architetto di formazione neoclassica. Negli anni fino alla prima guerra mondiale Hortaprodusse una serie di importanti edifici ( Casa Solvay, 1895-1900 ; Casa Horta 1898 ) e soprattutto l'opera considerata il suo capolavoro, la Maison du Peuple (1896-99), ora distrutta , nella quale a una maggiore castigatezza decorativa corrispondeva lo slancio di un' impostazione volumetrica spinta a negare la massa muraria non solo con la struttura di ferro e le trasparenze superficiali delle vetrate continue, ma anche con l'ondulazione del vasto prospetto e con la moltiplicazione delle sfuggenti prospettive .Ormai famoso in campo internazionale, Horta ripiegò successivamente su posizioni più tradizionali, realizzando opere come il Palais des Beaux-Arts a Bruxelles (1922-28).
 

Residenze nel centro urbano di Giulianova (Te) Abruzzo


                                                                                                                                  di Sandro Galantini

Villa Costanza (Priori Parere)
 
Ubicazione: Nazionale per Teramo
Epoca dell’impianto: primi del ‘900
Stato di conservazione: In abbandono
 
Al tempo della formazione del Catasto provvisorio sono intestati ad Antonio De Luca dei terreni ed un Casino a due piani in contrada della Brecciola. Nel 1825 si ha la vendita a favore di “Partenope Anton Felice, benestante in Nereto”, già sindaco di Colonnella nel biennio 1810-1811 ed ivi possidente. Nella cartografia del 1828 è segnalato sia il “Casino del Sig. Partenope” con uno stabile accanto, sia il mulino sito al di sotto della “Strada nuova”, cioè l'attuale via Nazionale per Teramo; il “Molino a grano” era stato precedentemente costruito da De Luca.

  
Villa Costanza: prospetto frontale e particolare di un cantonale della villa.

  
Villa Costanza: vista dalla strada Sud-Ovest e recinto esterno.

  
 





“Pianta topografica
del terreno con casino
e molino del signor
Partenope in Giulia, in
contrada Terravecchia,
e dei terreni comunali in detta contrada, e delle Marine”, 1836.
Particolare e porzione
delle didascalie.
Alle lettere K corrispondono: “Casino, e bovile del S.r Partenope”; alla
lettera L: “Molino del S.r
Partenope”, alla lettera I:
“Peschiera”, alla lettera O:
“Sito destinato a
Camposanto”, al numero 2:
“Molino della Sig.a
Duchessa di Atri”; alla lettera B:
“Traversa che conduce alla
Consolare”.

A.S.Te, Intendenza borbonica, b.673.









 
Un acquerello del 1847 indicativo dell'impianto viario sul suolo giuliese, riporta la residenza “Partenope” nel crocevia tra “la strada circondale che conduce a Giulia” (attuale via Gramsci) e “la strada distrettuale che conduce a Teramo” (attuale SS.80); la valenza dell'ubicazione dell'edificio è quella di un noto e visibile contrassegno sul territorio al pari della Chiesa di Santa Maria a mare e del Convento degli “ex celestini”, oggi dei Padri cappuccini. Gli altri edifici dipinti riguardano il “posto doganale e l'officina sanitaria”, ed il nucleo cittadino cinto dalle mura con i torrioni su cui sovrasta la cupola di San Flaviano. Il passaggio alla famiglia Chichetti della residenza con annesso mulino, diritti sul formale e terreni, si ha nel 1849 (1).
All’interno di questa vasta proprietà la villa si dispone lungo la strada che porta a Teramo, con il lato corto a ridosso della via. Pur se la pianta risulta di semplice realizzazione e poco movimentata, la peculiarità di questo edificio sta nell’apparato decorativo costituito da stucchi dai temi fitomorfici che ornano finestre e cornici.

  
Villa Costanza: prospetto con ingresso laterale; apertura al primo livello.

  
Villa Costanza: finestre gemellate al primo piano e balconata sulla strada.

  
Villa Costanza: prospetto sul giardino sul retro; scala doppia dell’ingresso laterale.

  
Villa Costanza: particolare della decorazione in stucco di una finestra a piano terra
e particolari della cornice del tetto e del marcapiano. 

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NOTE

(1) A. PALANDRANI, a cura, “Festeggiamenti in onore di San Giuseppe” anno 2011 n. XIII, Gigiprint, Giulianova, 2011.
Il Liberty in Italia. Floreale e rivoluzionario: il Liberty italiano a Palazzo Magnani: A Reggio Emilia, pochi giorni fa, Palazzo Magnani ha aperto le porte al grande pubblico con Liberty in Italia. Artisti alla ricerca del moderno, un inedito approfondimento sul Liberty italiano che si potrà visitare fino al 14 febbraio 2017. Lo Stile Liberty, o stile floreale, fu il termine assunto in Italia per denominare l’Art Nouveau, un movimento artistico europeo ad ampio raggio sviluppatosi nel clima di particolare progresso, prosperità e benessere di fine ‘800. La Belle Époque scorse come un fiume in piena, un brivido tra l’epoca delle conquiste e l’epoca della rovina, ossia tra la fine della guerra franco-prussiana e della grande depressione e la prima guerra mondiale: si viveva come se i bei tempi non dovessero finire mai, e non solo nei ricchi salotti viennesi, nei frizzanti cabaret parigini, anche il proletariato dopo anni di lotte godeva di una certa stabilità. La logica del mercato stava funzionando a gonfie vele, si produceva e si vendeva perché i soldi giravano un po’ in tutte le tasche. In questo clima florido la cultura non poteva che prosperare e l’arte avvicinarsi sempre più alle grandi masse. Mentre nel resto d’Europa gli artisti si godevano il risveglio borghese producendo in sostanza un’arte seriale e di altissima qualità, il Liberty italiano ebbe due anime, una in linea con la spensieratezza floreale, una più attenta all’inquietudine secessionista. Il Liberty italiano, con il piede in due scarpe, rivoluzionò per sempre l’immaginario collettivo. Palazzo Magnani, con un’esposizione che si snoda in 7 sezioni di genere, ci porta in un tempo artistico non troppo lontano da noi in termini cronologici e la cui seduzione è filtrata da una vena nostalgica. Le 7 sezioni della mostra Liberty in Italia accolgono circa 300 opere, alcune mai uscite dalle collezioni private, come una delicatissima Annunciazione di Giulio Bargellini, o scoperte di recente, come il Ritratto in giallo di Arturo Noci. Molti i prestiti illustri, come le pitture filamentose di Nomellini e Previati o la scultura simbolista di Adolfo Wildt. Nomellini, Previati e Wildt sono esponenti dell’anima inquieta di questo periodo del Liberty italiano, così rivoluzionario per l’arte dell’Italia ormai unita: la loro ricerca, come per gli esponenti floreali del cosiddetto Dolce Stil Novo, insegue la linea, l’eleganza e un grande senso di modernità, ma filtra le ricerche divisioniste e simboliste. La linea e la ricerca del segno, insieme alla coerenza tra forma, funzione e bellezza, collegano le 7 sezioni della mostra: pittura, illustrazione e grafica, case d’artista, arti decorative, scultura, grande pittura decorativa, manifesti.
Articolo di Sandro GalantiniSandro Galantini, storico e giornalista, e autore di oltre sessanta tra volumi, saggi e contributi apparsi in opere collettanee ed in riviste scientifiche relativi a questioni storiche abruzzesi dell’età moderna e contemporanea. Socio ordinario della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi, membro dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche e Socio Corrispondente dell’Istituto di Studi Abruzzesi di Pescara, ha conseguito per la saggistica storica numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali il “Filomena Carrara” nel 1996 ed il premio speciale “Lago Gerundo” nel 2006. Nel 2013 e stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana per benemerenze culturali e chiara fama. Per l’Editore Paolo de Siena ha pubblicato nel 2001 Giulianova com’era. Storia e memoria della città attraverso le cartoline d’epoca ed ha curato nel 2004 il volume Il calcio a Giulianova dalle origini al 1960. Storia, eventi, personaggi.
Per la mostra del Liberty italiano in Palazzo Magnani, i curatori Francesco Parisi e Anna Villari hanno ideato una suddivisione tipologica e non tematica. Ogni tipologia artistica dialoga con le altre, con la presenza fissa del disegno come strumento fondamentale di indagine. Non è detto che un pittore facesse solo il pittore, ad esempio Felice Casorati è presente alla mostra non solo con le sue tele, ma anche con un progetto per una fontana. Il Liberty in Italia. Tra gli altri grandissimi, Arturo Martini con le sue ceramiche e un Umberto Boccioni insolito, cartellonista e illustratore per il Corriere dei Piccoli. Strettissimi erano anche i rapporti tra illustratori e letterati, un nome tra tutti Adolfo De Carolis, membro di In Arte Liberas, di ispirazione preraffaellita, e incisore per Giovanni Pascoli e Gabriele d’Annunzio, di quest’ultimo il prediletto. Il Liberty italiano conquisto le case degli artisti e l’architettura pubblica, tanto che molti l’Italia vanta diversi esempi di architettura floreale nel patrimonio UNESCO, di cui un esempio insuperabile è il palermitano Ernesto Basile. L’apice delle tendenze del Liberty in Italia viene toccato nel 1902 in occasione dell’Esposizioni delle Arti Decorative di Torino. Di lì a poco la Secessione Romana e la grande stagione delle Avanguardie. Il tempo delle frivolezze volgeva al termine.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km di spiaggia e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio. Da non perdere il centro storico di Giulianova Alta (GPS: Latitudine: 42.750797 / Longitudine: 13.958527 - Piazza Belvedere).

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova Lido (GPS: Latitudine: 42.753486 / Longitudine: 13.966701 - Piazza Fosse Ardeatine) è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
 
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