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Informazioni ed indirizzi utili dei Municipi della Provincia di Pescara: Villa Celiera

Pescara
 

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La Storia di Villa Celiera. Villa Celiera, come tanti altri piccoli comuni d’Italia, è sorta in epoca medioevale, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.c.) I Longobardi fondarono molti comuni, chiamati FARE: ne abbiamo anche in Abruzzo. Sotto il profilo della genesi di molte comunità, sono da tener presenti i Benedettini i quali, con la loro regola “Ora et labora”, non solo contribuirono a salvare il salvabile dalle distruzioni dei barbari, ma inglobarono, per così dire, molti altri insediamenti intorno di Villa Celiera alle loro comunità cenobitiche. Ed è probabile che VILLA CELIERA gravitasse con tutta la sua vita intorno all’abbazia di Santa Maria Casanova, che sorge molto vicina al paese di Villa Celiera. Questa fu fondata nel 1191 da Margherita, contessa di Loreto e Conversano, con un duplice intento: propiziatorio per la partecipazione del figlio Berardo II° a una crociata, e commemorativa e suffragante per il marito Berardo I°, fratello di Ottone, XV° vescovo di Penne. Furono circa 500 i monaci Cistercensi a Villa Celiera, fondati da S. Bernardo, appartenenti all’Ordine benedettino, di stretta osservanza, cioè dediti ad una rigida vita monastica.
Avevano per emblema un AGNELLO CON CROCE, scolpiti su pietra con figure a rilievo. Monaci, i Cistercensi, dediti alla preghiera, allo studio, al lavoro e alle belle arti di Villa Celiera. I loro possedimenti si estendevano dalla montagna di VILLA CELIERA sino a Lucera di Puglia, alle isole Tremiti e, per quello che più ci riguarda, comprendevano anche i territori di Cordano, di S. Benedetto e Camposacro, tra Civitella e Pianella, e quelli di Vestea, Carpineto e Brittoli. Si può affermare che i Benedettini di Casanova di Villa Celiera costituirono una centrale operativa che dava lavoro a molta gente e teneva unita intorno a sé varie comunità. Essi, divenuti maestri nell’agricoltura di Villa Celiera e nella conduzione degli allevamenti, seppero, da par loro, mettere a frutto le risorse naturali presenti nelle loro terre, avvalendosi appunto dell’opera dei “ laici ” di Villa Celiera. Di fondazioni benedettine a Villa Celiera erano, si può dire, piene le regioni d’Abruzzo di quell’epoca. Ai Cistercensi di Casanova vennero ad aggregarsi nel 1258, con il benestare del Re Manfredi, per espressa volontà di Papa Alessandro IV°, i frati di Villa Celiera del Cenobio, già celebre, di S. Bartolomeo in Carpineto, sicché venne rafforzata l’orbita abbadiale di Casanova di Villa Celiera. E si trovarono uniti nel medesimo scopo dell’ “Ora et labora”, Cistercensi e Benedettini, questi ultimi già presenti in Carpineto fin dal 962 e provenienti dal quel convento ancora oggi visibile con la torre ed i ruderi di Villa Celiera.

Città di Villa Celiera

Comune di  Villa Celiera
Via S. Egidio, 92
- 65010 Villa Celiera (Pe)
Tel.: 085.846106 – Fax: 085.846708

Altitudine: 714 mt. s.l.m.
Estensione: 12,57 kmq

Sito web:
www.comune.villaceliera.pe.it
PEC-Posta certificata: protocollo.villaceliera@pec.it

Posta ordinaria: info@comune.villaceliera.pe.it

Tra i forestieri si suol dire “Vado a Villa Celiera, è di Villa Celiera” ; i conterranei per così dire periferici parlano di Celiera, quelli più vicini reintroducono addirittura l’articolo e dicono “La Celiera”,o “ La Cilire”. L’Abate di Vestea, nella sua opera “Penne Sacra”, ci informa che Santa Maria Casanova di Villa Celiera si mantenne per oltre sette secoli una delle più famose e ricche abbazie dell’Abruzzo. L’importante cenobio di Casanova fu investito anche di speciali incarichi da Carlo d’Angiò, il quale, a ricordo della grande vittoria conseguita a Tagliacozzo su Corradino di Svevia, fece erigere una chiesa con annesso monastero. Della fondazione di Villa Celiera, intitolata a Santa Maria della Vittoria, furono incaricati i Cistercensi di Casanova. Fu una comunità che senza dubbio godette di meritata risonanza e di grande prestigio: da essa provennero alla chiesa due vescovi, entrambi assegnati alla sede pastorale di Penne, rispettivamente Gualtiero nel 1200 e Giacomo nel 1251. Per lunghi secoli il monastero di Villa Celiera si rese famoso per la presenza di monaci illustri e di eminenti studiosi che, con la loro opera, salvarono l’antica cultura e crearono cultura nuova, lasciando interessanti manoscritti di storia di Villa Celiera e copie di scrittori classici greci e latini in caratteri longobardi. Basti ricordare per tutti l’abate Erimondo, che produsse lavori di tecnologia e su argomenti sacro-religiosi molto importanti, e tali che il grande cardinale Federico Borromeo, in visita ai Cistercensi di Casanova, volle portarseli con sé, lasciando, in segno di tangibile ricordo e riconoscimento, i suoi paramenti prelatizi.

Il paese di Villa Celiera è situato in bassa montagna a nord di Civitella Casanova.
Secondo qualcuno erede della romana "Cutina"(o "Cingilia"), distrutta nel 325 a.C., il paese di Villa Celiera si segnala per la chiesa della Madonna della Cona, dal bel portale rinascimentale.
Verso Montebello di Bertona, una strada che si stacca sulla sinistra dopo km 4.5 sale in km 4 a Villa Celiera, piccolo borgo nei cui pressi sono le rovine dell'abbazia cistercense di Santa Maria Casanova, fondata nel 1191.
Sopra il paese di Villa Celiera si stende una bellissima piana circoscritta dai Merletti, una barriera di roccia composta da guglie calcaree slanciate ed eleganti che introducono alla piana del Voltigno, oggi inglobata nella Riserva naturale regionale del Voltigno e della Valle d'Angri; vi si praticano l'arrampicata su roccia e, d'inverno, lo sci da fondo.

 
 

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I segni della storia di Villa Celiera e della nostra cultura sono sicuri e documentati: è certo che buona parte della biblioteca del convento si trova nella celebre biblioteca Ambrosiana di Milano, fondata da S. Carlo Borromeo, del quale Casanova fu commenda. Dopo il saccheggio del 1807 il convento di Villa Celiera, con il beneplacito dei Borboni, fu affidato ai Carmelitani di Villa Celiera, che però furono molto presto richiamati a Penne. Dopo di che, dice lo scrittore “vesteiese” Massimo Di Zio di Villa Celiera, "la spoliazione del convento fu continuata da cima a fondo", fino, secondo lo storico Straforelli di Villa Celiera, ad asportare e divellere tetti e pavimenti. E la distruzione di Villa Celiera fu completa. (Quod non fecerunt barbari … quello che non fecero i barbari…). Oggi, a distanza di tanti secoli, dell’antico splendore di Villa Celiera di un’opera così eccellente quale era la Badia di Casanova e annesso convento non rimane che un cumulo di ruderi completamente abbandonati. A sanare, quasi, l’incuria degli uomini, ha provveduto, però, la natura stessa, che con espressione pietosa ha ricoperto quei ruderi di erbe e fiori, quale omaggio spontaneo a tanta grandezza tramontata di Villa Celiera.


Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Pescara


 
 
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