Itinerari e percorsi turistici in Abruzzo in trekking: dalla Valle Fondillo al Rifugio di Forca Resuni - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

Itinerari e percorsi turistici in Abruzzo in trekking: dalla Valle Fondillo al Rifugio di Forca Resuni

Abruzzo > Itinerari d'Abruzzo > Itinerari a piedi
         
 

Valle Fondillo — rifugio di Forca Resuni (1931 m)
(a piedi nel Parco Nazionale d'Abruzzo)

Accesso: dal Km 51 della strada statale 83 ‘Marsicana’.
Dislivello: 1128 m.
Tempo: 4 ore.

Difficoltà: facile fino al valico del passaggio dell’Orso, media fino al rifugio di Forca Resuni.
 
Sì tratta di un itinerario piacevolissimo, per nulla faticoso, dal momento che il dislivello è distribuito su un percorso abbastanza lungo cosicché il sentiero non si presenta mai troppo ripido. Per camminatori meno allenati è possibile abbreviare la gita fermandosi al valico del passaggio dell’Orso (1672 m). Almeno una parte di questo percorso è comunque consigliata a tutti per la grande bellezza e serenità dei luoghi.
Da Pescasseroli si percorre in automobile la strada per Villetta Barrea, due chilometri circa dopo il bivio per Opi (è consigliabile una visita) si trova sulla destra un bivio por una segheria abbandonata nei pressi della quale si parcheggia. E’ presente un cancello di accesso ai sentieri del Parco e una zona di campeggio. Da questo punto si diriparte una strada sterrata chiusa al traffico con una sbarra (segnavia "F2") cha s’inoltra con andamento quasi pianeggiante nella valle seguendo abbastanza da presso corso del torrente ed entrando nella faggeta dopo un primo tratto d percorso fra i prati. senta alcuna fatica si raggiunge un bivio ove si trova anche una fonte (rifornimento d’acqua consigliabile) si precede seguendo ancora il segnavia “F2” non prendendo in considerazione il sentiero “F5” che porta al passo delle Gravare.
Il tracciato si fa più ripido seppure non di molto, mentre la stradina sale tra faggi; in questa zona ci troviamo in un territorio ove è relativamente facile l’incontro con i cervi. Si deve tenere presente tuttavia che nei periodi di maggior afflusso (luglio e agosto) la continua frequentazione dei sentieri da parte dei turisti rende gli animali più guardinghi; gli incontri con la fauna sono pertanto più probabili durante la primavera, dopo lo scioglimento delle nevi e alla fine dell’estate-inizio dell’autunno, prima delle nevicate.
Poco prima di giungere al passaggio dell’Orso si incontra sulla destra un bivio con l’indicazione per la caverna delle Fate, cui si può fare una breve visita (sono sufficienti pochi minuti di percorso in discesa) per vedere la piccola cavità dalla quale esce un vivace torrentello di acque limpide e fresche. Tornati sul sentiero si procede ancora in salita nella fitta faggeta, la cui suggestione resa maggiore dalla presenza di alberi secolari, fino al valico del passaggio dell’orso (1672 m) al di la del quale ci si affaccia sulla valle del Canneto.
Dal valico si procede per un breve tratto in discesa seguendo il segnavia “04” che conduce alla località detta Tre Confini ove si abbandona il sentiero che scende e si riprende a salire per una mulattiera (segnavia "05") che diviene un sentiero (ben segnato) in ambiente piuttosto roccioso. Sempre salendo (sono 430 metri di dislivello dai Tre Confini al rifugio) si perviene a Forca Resuni (1931 m).
Coloro che intendono finire qui la gita potranno ritornare per l’itinerario di salita in meno di tre ore; chi invece volesse visitare Civitella Alfadena potrebbe scendere lungo la val di Rose. In alternativa è possibile percorrere la val Canneto, ritornando ai Tre Confini e riprendendo in discesa il sentiero “04” che conduce alla Madonna del Canneto (1020 m) e all’accesso “O” del Parco Nazionale d'Abruzzo. La val Canneto, boscosa e tranquilla, era un tempo percorsa dai pellegrini abruzzesi che scendevano al santuario.
Infine dal rifugio di Forca Resuni è possibile la salita al monte Petroso, una meta d’obbligo per chi trascorre una vacanza nel Parco Nazionale d'Abruzzo. L’ascensione si effettua per cresta, lungo il crinale che si individua facilmente di fronte al rifugio, su tracce di sentiero, Quando si giunge alla base delle rocce dell’anticima sud si devia verso destra per attraversare un canalone e uscire su ripidi pascoli ove la traccia scompare; intuitivamente si segue la cresta tino alla vetta. Dal rifugio calcolare circa 1,15 ore.

Fonte: Portale Turismo delle Regione Abruzzo / www.regione.abruzzo.it
 

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

Info Regione Abruzzo

L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e cinqecentomila.
La fisionomia della Regione Abruzzo è caratterizzata dall’accostamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare.
L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con il Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875, opera grandiosa, che peraltro era stata più volte programmata fin dall’epoca dell’impero Romano.
Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale.
L’Abruzzo marittimo si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera sostanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari.
Le stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roselo degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Marina di Citta' Sant'Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, Marina di San Vito Chietino, Fossacesia Marina, Torino di Sangro Marina, Lido di Casalbordino, Marina di Vasto e San Salvo Marina.
I centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150.
Di grande interesse turistico, sportivo e climatico i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e Bomba.
Una nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di fauna.
Nel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.

 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu