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I Comuni della Provincia di Teramo: Valle Castellana

Teramo

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Narra la leggenda a Valle Castellana che sotto il castello sia ancora sotterrato il tesoro del re e forse i suoi resti. Altri monumenti da scoprire sono la Chiesa di San Vito (XII secolo), quella dell’Annunziata (XI secolo) con i suoi pregievoli affreschi cinquecenteschi e la Chiesa di Santa Rufina, con facciata in pietra e porta ogivale. Per la sua natura incontaminata immersa nei grandi e lussureggianti boschi dei Monti della Laga, Valle Castellana offre un ampio ventaglio di opportunità turistiche in ogni periodo dell'anno: escursioni naturalistiche, passeggiate a cavallo o a piedi tra antichi mulini ad acqua, querce secolari, grotte naturali ed eremi.
 

Città di Valle Castellana

Valle Castellana (Provincia di Teramo)
Distanza dal capoluogo di provincia (Km): 32
Abitanti: 1.352
Altitudine: 625 mt. s.l.m.
Frazioni:

Comune di Valle Castellana
Via Capoluogo
- 64010 Valle Castellana (Te)
Tel.: 0861.93130 - Fax: 0861.93557
Sito web:
www.comune.vallecastellana.te.it
Posta certificata:  postacert@pec.comune.vallecastellana.te.it
Posta ordinaria: info@comune.vallecastellana.te.it

I.A.T.: Informazione Accoglienza Turistica
Telefono:   - Fax:

Storia:
La millenaria presenza di insediamenti, fin dall’epoca romana è testimoniata da numerosi rinvenimenti in varie località della valle : le tombe in contrada Guercia Pupa, resti di abitazioni presso la chiesa di S. Maria di Stornazzano, stazzi nelle località Sorgente, La Cordella, Assareccia di Piano Maggiore e Selva da Sente.
Secondo alcuni storici in questi luoghi passò Annibale, attraverso una strada romana che toccava anche Civitella del Tronto e Campli, tesi avvalorata dall’esistenza di un Castrum sul quale venne edificato il Castello Manfrino.
I toponimi di origine prediale lasciano ipotizzare l’esistenza di numerosi nuclei abitati, al cui sviluppo contribuì la colonizzazione monastica a partire dal X secolo; sul sito di uno di questi si è sviluppato il borgo medievale di Valle Castellana, il cui toponimo comparso alla fine del '200, indica una vasta area che comprende numerose frazioni; probabilmente molte di queste in epoca medievale erano castelli che formavano una barriera difensiva con la Fortezza di Civitella e con il Castello di re Manfredi.
Dopo la sua morte il castello fu l’ultimo baluardo degli Svevi contro gli attacchi dei d’Angiò; dal 1377 il territorio passò dall’area di Ascoli Piceno a quella di Teramo, linea di confine tra il regno di Napoli e lo Stato della Chiesa, oggetto di scorrerie e saccheggi tanto che furono demoliti molti antichi castelli per impedirne l’uso a bande armate.

Arte e cultura:
Non distante dagli impianti sciistici di San Giacomo-Monte Piselli, è un'ottima base per escursioni naturalistiche e archeologiche tra le più belle dell'Appennino, per esempio verso la grotta S.Angelo, esplorata dal paleontologo Mario Radmilli, ricca di testimonianze, dal paleolitico medio inferiore, ai giorni nostri.
Il paese fa parte della Riserva Naturale Gole del Salinello, le cui peculiarità naturalistiche e l’ottimo stato di conservazione, invitano quasi a parlare di area incontaminata.
Tutti gli studi finalizzati alla individuazione delle maggiori emergenze naturali hanno qui rilevato un alto grado di biodiversità e di qualità ambientale, dovuta anche al fatto che su una superficie estesa, (132,33 Kmq), risiedono soltanto 1.700 abitanti.
Al visitatore, ignaro di dati scientifici, non sfuggono i grandi spazi, le favolose montagne,i boschi di querce e castagni impiantati in epoca romana, i prati bassi, adorni di primule e orchidee screziate, le stelle alpine e le brughiere ricche di mirtilli, le sorgenti, anche sulfuree e ferruginose, le cascate, i ruscelli, i laghi, le grotte, gli orridi, in una parola: Natura.
Vi si trovano a loro agio, Camosci Caprioli, Falchi Pellegrini Gufi e Aquile reali, e il raro Geotritone italico.
I segni dell’uomo non mancano; eremi scavati nelle rocce, mulini ad acqua, antichi borghi, alcuni quasi disabitati, case in pietra, chiesette romaniche, castelli. Il ruscello Castellano, che dà il nome al paese, sarebbe il "Viridis fluvis", celebrato da Boccaccio e il "fiume verde" è quello che Dante indica come luogo di sepoltura di Manfredi.
Tra le testimonianze architettoniche e artistiche pregevoli, poco fuori dell'abitato, la chiesa di S. Maria di Stornazzano (o dell'Annunziata), di fondazione medievale, completamente ristrutturata agli inizi del Cinquecento (alla fase originaria risale la cripta, che viene datata tra l'XI e il XII secolo).
Inoltre la chiesa di S. Nicola di Bari a Colle Pietralta, con ciborio rinascimentale, le chiese di S. Vito (sec. XII) e la romanica S. Rufina, arricchita da un possente campanile, con l'abside ancora intatta. Nella chiesa di S.Francesco a Cavallaro trittici del tedesco Pietro Alamanno e del veneziano Carlo Crivelli, esponente di un movimento artistico, definito Rinascimento Adriatico.
In contrada Macchia da Sole si ergono i ruderi del duecentesco, misterioso Castel Manfrino, in cui la leggenda vuole che sia ancora custodito il tesoro del re Manfredi e che secondo alcuni sarebbe stato collegato, tramite un cunicolo sotterraneo, alla Fortezza di Civitella del Tronto.
Zona di silvicultura e pastorizia si caratterizza per la cucina abruzzese in versione montanara, fatta di paste sapientemente sposate con legumi locali, come nelle tajarille e fasciule o con i funghi nelle fettuccine, quindi ricotte, formaggi, castrati alla brace, castagne, miele.

Illustri:

Musei:

Eventi:
4 agosto, la notte delle paure,spettacolo e altro, riservato agli amanti del brivido, in frazione Leofara.
14-15-16 Agosto, festa della SS. Annunziata.

Nota:
Il territorio di Valle Castellana si trova nel Parco Nazionale Gran Sasso- Monti della Laga.

 

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Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Teramo

Splendido il lago di Talvacchia, una delle mete più richieste dagli appassionati di pesca sportiva a Valle Castellana così come gli altri corsi d’acqua molto pescosi. Periodo ideale per visitare Valle Castellana è senz'altro quello autunnale, quando si svolgono le ormai tradizionali sagre dedicate alle castagne (quella di Valle Castellana e quella di Leofara), eventi ormai tradizionali dell'autunno teramano e capaci di attrarre ogni anno migliaia di turisti anche dalle regioni limitrofe.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
 
 
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