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Turismo in Abruzzo. Vacanze in Abruzzo. Hotel in Abruzzo.

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La guida sulla Regione Abruzzo con informazioni sul turismo balneare, turismo invernale e turismo religioso. In più l’enogastronomia, le tradizioni popolari folkloristiche, le sagre e gli itinerari turistici per scoprire la regione verde per eccellenza. Inoltre, informazioni sulle città con gli hotel, gli alberghi, i camping, i villaggi turistici, i residence e i Bed & Breakfast, gli agriturismi e i ristoranti.
                 
       

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Regione Abruzzo - Lo stemma della Regione Abruzzo è stato adottato nel 1976, sedici anni dopo la costituzione della Regione, quindi alla sua quarta legislatura. Fu bandita una serie di otto concorsi, sette dei quali andati a vuoto. Lo stemma raffigura uno scudo, di tipo italico, con la punta rivolta verso il basso. Molto semplice la sua simbologia: vi sono raffigurate tre fasce: una superiore, bianca, che simboleggia i monti innevati; una mediana, verde, il colore delle colline, e l’ultima, in basso, azzurra, che richiama il colore del mare. In questi simboli sono sintetizzate le caratteristiche morfologiche, economiche e sociali della nostra regione.  Guida alle meraviglie dell'Abruzzo
Regione Abruzzo - Lo stemma della Regione Abruzzo è stato adottato nel 1976, sedici anni dopo la costituzione della Regione, quindi alla sua quarta legislatura. Fu bandita una serie di otto concorsi, sette dei quali andati a vuoto. Lo stemma raffigura uno scudo, di tipo italico, con la punta rivolta verso il basso. Molto semplice la sua simbologia: vi sono raffigurate tre fasce: una superiore, bianca, che simboleggia i monti innevati; una mediana, verde, il colore delle colline, e l’ultima, in basso, azzurra, che richiama il colore del mare. In questi simboli sono sintetizzate le caratteristiche morfologiche, economiche e sociali della nostra regione.  Il turismo balneare in Abruzzo
Regione Abruzzo - Lo stemma della Regione Abruzzo è stato adottato nel 1976, sedici anni dopo la costituzione della Regione, quindi alla sua quarta legislatura. Fu bandita una serie di otto concorsi, sette dei quali andati a vuoto. Lo stemma raffigura uno scudo, di tipo italico, con la punta rivolta verso il basso. Molto semplice la sua simbologia: vi sono raffigurate tre fasce: una superiore, bianca, che simboleggia i monti innevati; una mediana, verde, il colore delle colline, e l’ultima, in basso, azzurra, che richiama il colore del mare. In questi simboli sono sintetizzate le caratteristiche morfologiche, economiche e sociali della nostra regione.  Il turismo montano in Abruzzo
Regione Abruzzo - Lo stemma della Regione Abruzzo è stato adottato nel 1976, sedici anni dopo la costituzione della Regione, quindi alla sua quarta legislatura. Fu bandita una serie di otto concorsi, sette dei quali andati a vuoto. Lo stemma raffigura uno scudo, di tipo italico, con la punta rivolta verso il basso. Molto semplice la sua simbologia: vi sono raffigurate tre fasce: una superiore, bianca, che simboleggia i monti innevati; una mediana, verde, il colore delle colline, e l’ultima, in basso, azzurra, che richiama il colore del mare. In questi simboli sono sintetizzate le caratteristiche morfologiche, economiche e sociali della nostra regione.  Il turismo religioso in Abruzzo
Regione Abruzzo - Lo stemma della Regione Abruzzo è stato adottato nel 1976, sedici anni dopo la costituzione della Regione, quindi alla sua quarta legislatura. Fu bandita una serie di otto concorsi, sette dei quali andati a vuoto. Lo stemma raffigura uno scudo, di tipo italico, con la punta rivolta verso il basso. Molto semplice la sua simbologia: vi sono raffigurate tre fasce: una superiore, bianca, che simboleggia i monti innevati; una mediana, verde, il colore delle colline, e l’ultima, in basso, azzurra, che richiama il colore del mare. In questi simboli sono sintetizzate le caratteristiche morfologiche, economiche e sociali della nostra regione.  Terme e benessere in Abruzzo
Regione Abruzzo - Lo stemma della Regione Abruzzo è stato adottato nel 1976, sedici anni dopo la costituzione della Regione, quindi alla sua quarta legislatura. Fu bandita una serie di otto concorsi, sette dei quali andati a vuoto. Lo stemma raffigura uno scudo, di tipo italico, con la punta rivolta verso il basso. Molto semplice la sua simbologia: vi sono raffigurate tre fasce: una superiore, bianca, che simboleggia i monti innevati; una mediana, verde, il colore delle colline, e l’ultima, in basso, azzurra, che richiama il colore del mare. In questi simboli sono sintetizzate le caratteristiche morfologiche, economiche e sociali della nostra regione.  L'enogastronomia in Abruzzo
Regione Abruzzo - Lo stemma della Regione Abruzzo è stato adottato nel 1976, sedici anni dopo la costituzione della Regione, quindi alla sua quarta legislatura. Fu bandita una serie di otto concorsi, sette dei quali andati a vuoto. Lo stemma raffigura uno scudo, di tipo italico, con la punta rivolta verso il basso. Molto semplice la sua simbologia: vi sono raffigurate tre fasce: una superiore, bianca, che simboleggia i monti innevati; una mediana, verde, il colore delle colline, e l’ultima, in basso, azzurra, che richiama il colore del mare. In questi simboli sono sintetizzate le caratteristiche morfologiche, economiche e sociali della nostra regione.  L'artigianato in Abruzzo
Regione Abruzzo - Lo stemma della Regione Abruzzo è stato adottato nel 1976, sedici anni dopo la costituzione della Regione, quindi alla sua quarta legislatura. Fu bandita una serie di otto concorsi, sette dei quali andati a vuoto. Lo stemma raffigura uno scudo, di tipo italico, con la punta rivolta verso il basso. Molto semplice la sua simbologia: vi sono raffigurate tre fasce: una superiore, bianca, che simboleggia i monti innevati; una mediana, verde, il colore delle colline, e l’ultima, in basso, azzurra, che richiama il colore del mare. In questi simboli sono sintetizzate le caratteristiche morfologiche, economiche e sociali della nostra regione.  Tradizioni popolari, folklore e Sagre in Abruzzo
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Regione Abruzzo

     
L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e trecentomila.
La fisionomia della Regione è caratterizzata dall’acco-stamento di due lineamenti geografici profondamente diversi: la montagna e il mare.
L’Abruzzo montano, con numerosi centri sciistici con impianti di avanguardia, comprende i maggiori massicci dell’Appennino (il Gran Sasso d’Italia e la Majella), numerosi rilievi che raggiungono anch’essi notevole altitudine e altipiani intervallati dalle conche dell’Aquila e di Sulmona, mentre verso il confine con il Lazio si stende la fertile conca del Fucino, risultante dal prosciugamento del lago omonimo portato a termine dal Duca Alessandro Torlonia nel 1875, opera grandiosa, che peraltro era stata più volte program-mata fin dall’epoca dell’impero Romano.
Oggi l’ex alveo del lago rappresenta il fulcro della produttività agricola marsicana. Nel suo territorio è stata installata, da alcuni decenni, l’antenna parabolica della Società Telespazio, i cui sistemi di trasmissione e di ricezione per via satellite sono all’avanguardia in campo mondiale.
L’Abruzzo marittimo si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera so-stanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari.
Le stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roselo degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto.
I centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150.
Di grande interesse turistico, sportivo e climatico i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e Bomba.
Una nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di fauna.
Nel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.

Un po' di storia

In età paleolitica l’Abruzzo era già abitato e l’afflusso di popolazione di stirpe mediterranea continuò nel Neolitico e nei corso del primo millennio a. C. In età storica la popolazione era di ceppo indoeuropeo (Sabini, Marsi, Peligni, Frentani). La vittoriosa politica di espansione perseguita da Roma portò, nel corso dei sec. IV e III a. C., all’assoggettamento delle popo-lazione indigene ed alla loro associazione al dominio romano, salvo la breve parentesi di indi-pendenza durata dal 91 all’88 a C., in conseguenza della guerra sociale. Con la suddivisione della penisola italica operata da Augusto, l’Abruzzo formò la IV regione. L’invasione longobarda non risparmiò l’Abruzzo dalle devastazioni e nel 572 il suo territorio venne Incorporato nel ducato di Spoleto con il nome di provincia dei Marsi o Marsia.
In seguito fu diviso In diversi contadi tra i quali la Sabina, che venne annessa al dominio del Papa intorno al 939.
Verso la metà del sec. XII, i Normanni occuparono tutto il territorio abruzzese. annullando qualsiasi autonomia locale. Fu successivamente conquistato dall’imperatore Enrico IV e seguì quindi le sorti del regno di Napoli nelle lotte tra gli Svevi e la Chiesa. Nei secoli che seguirono, Durazzeschi, Angioini e Aragonesi che si disputarono il possesso della regione che lasciarono in preda a lotte intestine e al banditismo. Terremoti devastatori colpirono l’Abruzzo nei primi anni del sec. XVIII, durante la guerra tra Spagnoli ed Austriaci. Nel 1838 passò ai Borboni di Napoli, sotto il cui dominio rimase fino all’annessione ai Regno d’Italia avvenuta nel 1860.

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