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Le acque
e la medicina |
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E’ ricorrente oggi la domanda: l’acqua è stata
analizzata?...
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Un tempo remoto la chimica era una cenerentola.
L’uomo, pur giovandosi delle acque
minerali, non si lasciava indirizzare
dalle analisi. Con ostinato studio di
ricerche egli sentì che potevano esservi
in tante acque mineralizzate o non,
ottimi elementi. Tante celebri acque
minerali, portano peso eguale e appena
diverso dall’acqua comune e dall’acqua
distillata. Le acque minerali spesso
sono sotterranee, di origine meteorica (vadose);
la loro origine è mista per
l’interminabile viaggio compiuto, che le
ha fatte ricche di sali e gas. Altra
volta le acque si riscaldano, il che ci
farebbe supporre che esse sono nella
formazione sotterranea relativamente
giovani e, quindi, esuberanti di
minerali. Le acque minerali sono acque
di sorgenti contenenti vari sali in dose
superiore a quanto ammesso per le acque
potabili. Alcune sono dotate di una
leggera radioattività, per esservi
disciolta una quantità conveniente di
radon, gas radioattivo.
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Rapportandole alla temperatura, le acque possono
essere fredde come, invece, superare i
70°C. Le sorgenti calde sprovviste di
determinate sostanze sciolte, assumono
il nome di acque termali con proprietà
fisiologica idroterapeutica. In altre
parole prendono il nome di acque termali
quelle che vengono fuori dalla terra a
temperature superiori ai 20°C.
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Le sorgenti termominerali hanno una temperatura
che supera la media dell’aria; di regola
posseggono qualche virtù fisiologica
idroterapeutica. Le acque oligominerali
difettano molto di sali e sono
eminentemente diuretiche. Vengono
consigliate ai malati di uricemia,
calcolosi renale e nefrite. L’aumento
della diuresi rende più agevole la
eliminazione di acido urico e di altre
sostanze azotate. Le mediominerali sono,
invece, in giusta dose mineralizzate. Le
acque minerali hanno un’alta e
qualificata mineralizzazione. Esiste una
classificazione dei minerali le cui
qualità sono: acque salse, arsenicali,
ferruginose, bicarbonate, solfate e
sulfuree. L’acido carbonico libero nelle
acque minerali è uno degli agenti che
conferisce a questi farmaci, patrimonio
della natura, il più notevole contributo
della loro attività.
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Le acque minerali in
Abruzzo rientrano soprattutto
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nel gruppo delle
sulfuree e delle ferruginose. |
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Sfogliando una enciclopedia delle
regioni d’Italia, leggiamo con stupito
rammarico che, esclusa
Caramanico, le fonti minerali
molisano-abruzzesi sono insignificanti. E’ molto chiaro che l’autore
si sia attenuto a precedenti
informazioni, lungi dal pensare che le
sorgenti minerali in questa regione
sgorgano dovunque, così come nella
Campania. L’Abruzzo,
come abbiamo detto, fu una delle prime
terre ad emergere dalle acque e di con
sequenza ad essere abitata. Si
scoprirono, anzitutto, le vette dei
monti e poi le collinette. Abitarono per
primi questa terra gli uomini del monte,
gli Aborigeni che vissero
contemporaneamente all’orso delle
caverne, al mammut, al rinoceronte, al
bisonte, animali che scomparvero dopo
l’epoca glaciale. Essi uomini vissero a
contatto della montagna madre, a
contatto di sorgenti che ancor oggi
scorrono perenni. Il rinvenimento di
oggetti archeolitici (frecce,
raschiatoi, coltelli, accette) ci
avvalora la realtà che i nostri antenati
dovettero sostenere terribili lotte
contro le belve e le insidie della
natura. Nell’Istituto di Antropologia
dell’Università di Roma sono custoditi i
resti dell’uomo della Majella, il cui
cranio risale all’epoca pre-neolitica.
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L’Abruzzo, regione altamente calcarea, possiede
abbondanza di sorgenti ai piedi della
montagna e normale alimentazione
fluviale con buone conseguenze per quel
che riguarda lo sfruttamento
idrico-elettrico. I più importanti fiumi
d’Abruzzo, pur non avendo notevoli
portate, sono contraddistinti da un
regime normale dovuto, specialmente,
alla natura calcarea dei rilievi, al
contributo di acque, dato da infinite
sorgenti carsiche. Questa ricchezza
d’acqua è in un certo senso sfruttata
per la produzione di energia elettrica.
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Il declivio, che dalle montagna del Gran Sasso e
della Majella scivola verso il mar
Adriatico è ricco di argille ed
arenarie. Le prime sono sostanze
minerali di origine sedimentaria
pulverulenta, costituita quasi
esclusivamente di silicati idrati di
alluminio più ferro e magnesio. Le
arenarie, invece, esistono nei terreni
di epoche che vanno dal paleozoico al
quaternario. Sono rocce molto diffuse.
Scavando argille ed arenarie, verso la
costa, si incontrano corsi d’acqua che
talvolta giungono alla superficie come
sorgenti.
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Le acque
terapeutiche d'Abruzzo |
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Riportiamo qui di seguito, in sintesi, le
principali acque curative esistenti in
Abruzzo; alcune malattie che da esse
vengono curate; le rispettive località
delle sorgenti.
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— Acque CLORURATO SODICHE - per bibite e bagni.
Gastrite, epatite cronica, malattie
artro reumatiche primarie e secondarie.
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Località: MONTORIO AL VOMANO - CASTEL CASTAGNA -
CASTIGLIONE DELLA VALLE - BASCIANO -
PENNA S. ANDREA - PENNE.
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— Acque SULFUREE - Acne, artrite, bronchite
asmatiforme, bronchite catarrale, eczema
seborrico, linfatismo eretistico,
reumatismo articolare acuto, rinofaringo
- laringite cronica, sordità rinogena.
Sono vasodilatatrici e anabolizzanti.
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Località: POPOLI - CIVITELLA CASANOVA -
ROCCARASO - ROCCA VALLE SCURA - RAIANO -
SALLE - TORRICELLA PELIGNA - VILLA S.
MARIA - ANVERSA.
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— Acque SALSO - BROMOIODICHE - Adenopatia,
tracheo bronchiale, annessite, artrite
tubercolare, bronchite secca, flebite,
insufficienza ovarica, ipertrofia
tonsillare, leucorrea, linfatismo
torpido, menopausa, metrite e
parametrite, metropatia emorragica,
obesità pleurite in fa5e di guarigione
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Località: CARAMANICO.
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— Acque SOLFOROSE FERRUGINOSE - Affezioni
ginecologiche.
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Località: ROCCARASO - RIVISONDOLI - ROCCA PIA -
SCONTRONE - PESCOCOSTANZO - BARREA -
CASTEL DI SANGRO.
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— Acque FERRUGINOSE - Contengono il ferro
sciolto allo stato di bicarbonato. Usate
nelle forme di esaurimento, di anemia e
di clorosi.
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Località: NOTARESCO, CASTELVECCHIO SUBEQUO.
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— Acque OLIGOMINERALI - Calcolosi urinaria,
dispepsie gastriche.
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Località: CANISTRO - PENNE - FANO ADRIANO.
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— Acque MEDIOMINERALI - Nefropatie,
disintossicanti.
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Località: CIVITELLA DEL TRONTO.
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— Acque BICARBONATO - CALCICHE - Allattamento
artificiale, angiocoliti, cistiti,
nefriti interstiziale.
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Località: CITTA’ S. ANGELO - ATRI.
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— Acque MERCURIALI - Antiluetiche, antisettiche,
antimicrobiche, diuretiche.
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Località: GUARDIAGRELE - CAPITIGNANO.
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Le acque minerali che si possono
consigliare per un’ottima cura tonica
sono: le solfuree, le arsenicali e le
salse.
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Le acque radioattive, specialmente
carboniche e ipertermali sono
consigliate nelle cure sedative. Bagno e
doccia caldi considerati gli eccellenti
trattamenti. Fangature radioattive nelle
affezioni nevralgiche.
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Le malattie cardiovascolari della terza
età possono trovare nelle acque
carboniche meravigliosi risultati.
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Le calcolosi che non si possono operare,
la nefrite interstiziale, la
cistiopelite sono frequenti nella
senescenza. Ricorriamo alle acque
oligominerali.
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Articolo
tratto da "TERMALISMO ABRUZZESE" di Fiorella Ricci - 3ª
Edizione - Editoriale Eco, 1991. |
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