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Città di Castelli (Te)
       
  Altitudine:   480 mt. s.l.m.
  Abitanti:   1.445
  C.a.p.:   64020
  Prefisso:   0861
  Estensione:   33,9 kmq.
  Santo Patrono:   Sant'Eusanio
       
Evento: I Ceramisti di Castelli Data: Tutto l'anno
   
Le ceramiche di Castelli (Te) Visualizza la posizione geografica di: Castelli (Te) Le ceramiche di Castelli (Te)
   

Le ceramiche di Castelli

E’ a Castelli, piccolo centro ai piedi del Gran Sasso sul versante teramano, che l’arte della ceramica abruzzese raggiunge livelli di indiscussa eccellenza. Di questa attività tradizionale, che sembra avere avuto inizio fin dalla seconda metà del Duecento, esistono testimonianze valide, per il Quattrocento, intorno a Nardo di Castelli, Renzo da Lanciano e il figlio Polidoro, che qui operarono.

Ma è indubbio che tale forma evoluta di artigianato abbia assunto piena dignità d’arte soltanto nel tardo Cinquecento con Orazio Pompei e, all’inizio del nuovo secolo, con Tito Pompei, buoni artisti anche se legati agli schemi formali e coloristici faentini.

Il distacco da questi schemi avvenne con Antonio Lolli e Francesco Antonio Grue (1595 circa - 1673), capostipite della più insigne famiglia di maiolicari abruzzesi, mediante una nuova esperienza cromatica basata sull’uso di pochi colori di grande vivacità: il verde, il giallo, l’azzurro e il bruno; il Grue operò un profondo rinnovamento dell’arte ceramica del Seicento anche grazie all’assunzione di soggetti naturalistici. Il figlio di Francesco Antonio, Carlantonio (1655-1 723) elevò l’arte ceramica ai più alti livelli, apportandovi lo spirito e il gusto del manierismo e del barocco. Nella produzione di Carlantonio fu notevole l’apporto della grande pittura seicentesca (Giordano e Solimena); fu autore di “trionfi” bordati in oro e di maioliche rappresentanti scene sacre (Storie di Davide) e profane dalle tonalità delicate. Oltre ai consueti manufatti di uso domestico (piatti, vasi, anfore), furono ornati con storie sacre e profane di mirabile fattura anche formelle, paliotti, pale d’altare e svariati oggetti, come candelabri, lucerne, cornici per quadri, tabacchiere. Altre eccellenti scuole, come quelle dei Gentile e dei Cappelletti, si aggiunsero nel Settecento a tenere alta la fama delle ceramiche castellane; dei Grue, tre furono i maggiori esponenti: Francescantonio Saverio (1686- 1746), figlio di Carlantonio, autore di raffinati vasi in cui predomina la pittura a figure; Anastasio (1691-1742), ottimo paesaggista, e Liborio (1702-1776), autore di preziose mattonelle lumeggiate in oro con raffigurazioni sacre. Saverio Grue (1731-1799) nella seconda metà del Settecento fu chiamato a Napoli da Ferdinando IV per dirigere la Real Fabbrica di porcellane di Capodimonte. La stupenda tradizione d’arte di Castelli termina ai primi dell’Ottocento: Gesualdo Fuina, delizioso pittore di fiori, di frutta, di argute figurine con una sapida tavolozza arricchita dai rossi e dai viola, è l’ultimo dei grandi maiolicari abruzzesi. D’ora in poi le maestranze castellane, ancor oggi attive, continueranno la loro ormai anonima produzione con i modesti caratteri di un dignitoso artigianato» (U. Chierici).

Fonte: Guide d'Italia - Abruzzo e Molise, Fabbri Editore

 
Come raggiungere la Città di Castelli (Te)
In autostrada: A24 (Roma – Teramo) uscita Castelli
In treno: Scalo ferroviario FF.SS. Teramo.
In auto: Strada statale n.81 a Ponte Vomano
 
Info:
Pro Loco Castelli – Sede: Castelli
 
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