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Le montagne d'Abruzzo sono formate in buona parte da
calcare. Culminano nei 2912 metri del Gran Sasso, ai
piedi del quale si cela il piccolo ghiacciaio del
Calderone, il più meridionale in Europa e l’unico
dell'Appennino. Grande importanza hanno anche i
massicci della Majella (2795 metri), del Velino
(2486 metri) e del Sirente (2358 metri) e dei monti
del Parco Nazionale d'Abruzzo, che hanno la loro
vetta più elevata nel monte Marsicano (2253 metri).
Sul confine con il Lazio, spicca la catena dei
Simbruini-Ernici, la cui massima elevazione è il
monte Viglio (2156 metri). Pareti rocciose compaiono
sul Gran Sasso, sulla Majella, sul Velino e sul
Sirente. Tipici della regione sono gli altopiani,
gli inghiottitoi e i canyon. Da non perdere le
cascate di Zompo lo Schioppo, della Sfischia e del
Verde, i laghi di Campotosto, di Barrea e di Scanno
e le grotte del Cavallone, Beatrice Cenci e di
Stiffe. Sola eccezione geologica nel regno del
calcare sono i Monti della Laga, costituiti da marne
e arenarie, in cui svetta il monte Gorzano (2458
metri), ai quali si affiancano i massicci calcarei
della Montagna dei Fiori e della Montagna di Campli.
Al confine con il Molise si alzano i Monti Pizi e i
Monti dei Frentani. Scandite dai fiumi (tra questi
il Tronto, il Tordino, il Vomano, il Tavo-Saline, l'Aterno-Pescara,
il Sangro e il Trigno), le colline abruzzesi sono in
buona parte coltivate. Sorgenti, boschi e torrenti
offrono però delle parentesi di natura intatta, cui
si affiancano i calanchi di Atri e dell'Alento.
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Di grande valore naturalistico sono i laghi di
Serranella e di Penne, dove sostano molte specie
rare di uccelli. Anche il litorale merita una visita
da parte degli appassionati della natura. In gran
parte sabbiosa, la costa si alza tra Ortona e Vasto
nei promontori di Punta del Cavalluccio e Punta d'Erce.
Oasi verdi sono offerte dalle pinete di Santa
Filomena e Pineto e dalla lecceta di Torino di
Sangro.
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Articolo tratto dal sito: www.regione.abruzzo.it
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