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Nelle aree del Bosco di Don Venanzio e della
Lecceta di Torino di Sangro, istituite con Legge
Regionale n. 45 dell'11 settembre 1979, sono vietati
l'abbattimento di ogni specie di pianta e la raccolta o
l'estirpazione della flora minore, nonche’ l'apertura di
strade carrabili e l'utilizzo del territorio per
qualsiasi costruzione edilizia poiche’ sono state
riconosciute biotopi di particolare interesse
vegetazionale. |
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Leccete Litoranee di Torino di Sangro |
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Istituita nel 1979, si estende per 180 ettari
dall'ultimo tratto del fiume Sangro, in prossimita’
della foce, alla costa adriatica. e’ un bosco
litoraneo impiantato su arenarie del pliocene. Agli
alberi di Leccio si associano la Roverella e l'Orniello.
Il ricco sottobosco e’ coperto da tappeti di Edera.
Lo strato arbustivo e’ composto dal Sanguinello,
dalla Rosa pendulina, dal Biancospino ed
interessante e’ la presenza dell'Alaterno, della
Liquirizia e del Lentisco. Nelle zone piu’ degradate
la Lecceta si presenta con l'aspetto di steppa
litoranea grazie alla presenza dell'Ampelodesma.
Varia la fauna. Nell'area trovano rifugio numerosi
uccelli fra i quali si ricordano la Capinera, l'Occhiocotto,
la Sterpazzolina.
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Vi nidifica anche l'esotico Gruccione. Il Bosco di
Torino di Sangro e’ l'unica area abruzzese in cui
vive e si riproduce la Testuggine terrestre. La
vigilanza e’ affidata al Corpo Forestale dello
Stato. Nelle aree del Bosco di Don Venanzio e della
Lecceta di Torino di Sangro, istituite con Legge
Regionale n. 45 dell'11 settembre 1979, sono vietati
l'abbattimento di ogni specie di pianta e la
raccolta o l'estirpazione della flora minore,
nonche’ l'apertura di strade carrabili e l'utilizzo
del territorio per qualsiasi costruzione edilizia
poiche’ sono state riconosciute biotopi di
particolare interesse vegetazionale.
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Articolo tratto dal sito:
www.regione.abruzzo.it |
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