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Istituita nel 1983 su 4.202 ettari, e' situata nel
cuore della Majella Madre, 4.202 ettari compresi tra
i due omonimi comuni in provincia di Chieti. Di
notevole impatto scenico sono le Gole di Fara San
Martino, una forra suggestiva larga qualche metro,
scavata in passato dall'azione incessante delle
acque; nella tradizione popolare si credeva aperta
dalla forza delle braccia di San Martino, chiara
trasposizione cristiana del mito di Ercole.
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L'azione erosiva delle acque ha creato il Vallone di
Fara, lungo 14 km e con un dislivello di 2400 m.
Esso puo’ essere diviso in tre parti: la prima,
dall'ingresso fino a Bocca dei Valloni, viene
denominata Vallone di S. Spirito per la presenza di
un'omonima grotta; la parte centrale, con una grande
faggeta, e’ quella di Macchia Lunga; l'ultima, Valle
Cannella, termina con un circo glaciale pieno di
doline ed inghiottitoi. Parallelo alla Valle di Fara
e’ il Vallone del Fossato.
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Numerose sono le grotte presenti nel territorio
della riserva, molte delle quali, in passato, sono
state luoghi di culto e rifugio di pastori e
briganti. La presenza dell'uomo nell'area oggi
protetta risale ad epoche remote tant'e’ che vicino
a Capo le Macchie, in un abisso di circa 90 m, sono
stati ritrovati importanti reperti archeologici
attribuibili all'Eta’ del Bronzo.
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La flora e’ costituita da oltre 1700 entita’. Sulle
rocce piu’ basse vegetano il Leccio, il Corbezzolo,
il Terebinto e la rara Ginestrella di Valenza. La
vegetazione piu’ rara e’ comunque quella legata ad
ambienti rupicoli. Ci sono piante piccole, come la
Campanula di Cavolini, la Primula orecchio d'Orso,
la Potentilla appenninica, e specie arboree come il
Pino nero sub-specie lancio, del quale e’ stato
scoperto un esemplare della veneranda eta’ di 520
anni. Nella Valle di Macchia Lunga c'e' una vasta
faggeta con un ricco sottobosco dove cresce la
rarissima orchidea Corallorhiza trifida. Nelle zone
interne, quando la faggeta viene a contatto con le
formazioni di Pino Mugo, si trovano specie poco
comuni come la Pyrola chlorantha, la Lonicera nigra
e soprattutto la Scarpetta di Venere, la piu’ grande
delle orchidee italiane.
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Dove e’ assente la mugheta ci sono arbusti come il
Ginepro nano, l'Uva orsina ed il Ginepro sabino.
All'ambiente roccioso e’ legata la presenza
dell'Aquila reale, del Falco pellegrino, del Lanario
e dell'elegante Picchio muraiolo. Le formazioni di
Pino mugo ospitano il Crociere e la Coturnice,
simbolo della Riserva. A Fara San Martino e’ in
funzione un centro visite e ricerche.
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