Giulianova sul web: Le meraglie dell'Abruzzo - La natura e i Parchi dell'Abruzzo

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Il lupo è l'animale che meglio caratterizza l’Appennino Centro Meridionale, territorio che ha visto da sempre la convivenza dell'uomo "pastore" con questo predatore. All'inizio degli anni settanta era considerato quasi in via di estinzione a causa della persecuzione perpetrata dall'uomo. IL lupo Appenninico è di dimensioni medio grandi lungo cm 130-180 (testa-corpo-coda) pesa Kg. 30-50 e ha un'altezza alla spalla di cm. 60-80.

 

Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.

Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela.

Oasi, Parchi territoriali e biotopi: Corno Grande di Pietracamela
 
La Regione Abruzzo per le sue caratteristiche territoriali, per le sue tradizioni storiche, culturali ed artistiche ha vocazione e versatilita' prettamente turistiche. Chiunque non conosca ancora l'Abruzzo puo', attraverso questo sito Web "www.giulianovaweb.it", trovare motivi di interesse per visitarla, sia che ami le vacanze culturali sia che preferisca Io svago ed il riposo al mare o in montagna e, ci permettiamo di rivolgere a tutti un invito cordiale a verificare il caldo abbraccio della nostra terra d'Abruzzo.
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I parchi Naturali Regionali in Abruzzo Parco Regionale Sirente Velino
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Aree di particolare interesse nella Regione Abruzzo Leccete Litoranee di Torino di Sangro
Aree di particolare interesse nella Regione Abruzzo Bosco di Don Venanzio
Oasi naturalistiche del WWF Italia nella Regione Abruzzo Oasi del WWF Italia
Oasi del WWF Italia nella Regione Abruzzo Forca di Penne
Riserve naturali Regionali - Regione Abruzzo Riserve naturali Regionali
Le riserve naturali nella Regione Abruzzo Bosco Sant'Antonio
Le riserve naturali nella Regione Abruzzo Sorgenti del Pescara
Le riserve naturali nella Regione Abruzzo Zombo lo Schioppo
Le riserve naturali nella Regione Abruzzo Lago di Penne
Le riserve naturali nella Regione Abruzzo Valle dell'Orta
Le riserve naturali nella Regione Abruzzo Grotte di Pietrasecca
Le riserve naturali nella Regione Abruzzo Castel Cerreto
Le riserve naturali nella Regione Abruzzo Calanchi di Atri
Le riserve naturali nella Regione Abruzzo Abetina di Rosello
Le riserve naturali nella Regione Abruzzo Gole del Sagittario
Le riserve naturali nella Regione Abruzzo Monte Genzana Alto Gizio
Riserve naturali Regionali - Regione Abruzzo Parchi Territoriali Attrezzati
Parchi Territoriali Attrezzati della Regione Abruzzo Sorgenti del Fiume Vera
Parchi Territoriali Attrezzati della Regione Abruzzo Sorgenti Sulfuree sul Lavino
Parchi Territoriali Attrezzati della Regione Abruzzo Fiume Fiumetto
Parchi Territoriali Attrezzati della Regione Abruzzo Vicoli
Parchi Territoriali Attrezzati della Regione Abruzzo Orto botanico di Citta' Sant'Angelo
Parchi Territoriali Attrezzati della Regione Abruzzo Annunziata
Parchi Territoriali Attrezzati della Regione Abruzzo Fiume Vomano
Oasi, Parchi territoriali e biotopi nella Regione Abruzzo Oasi, Parchi territoriali e biotopi
Oasi, Parchi territoriali e biotopi nella Regione Abruzzo Lago di Serranella
Oasi, Parchi territoriali e biotopi nella Regione Abruzzo Gole del Salinello
Oasi, Parchi territoriali e biotopi nella Regione Abruzzo Voltigno e Valle d'Angri
Oasi, Parchi territoriali e biotopi nella Regione Abruzzo Corno Grande di Pietracamela
Oasi, Parchi territoriali e biotopi nella Regione Abruzzo Valle del Foro
Oasi, Parchi territoriali e biotopi nella Regione Abruzzo Majella Orientale
Avviato nel 1971 e diffuso in tutto il territorio nazionale, il sistema delle oasi del WWF ha finalità didattiche e di conservazione della fauna.
Oggi in Abruzzo sono in funzione 6 aree di questo tipo.
Le oasi del Lago di Penne, del Lago di Serranella e della Majella Orientale coincidono però con le omonime riserve naturali regionali.
Corno Grande di Pietracamela
2200 ettari di Riserva nel cuore del Gran Sasso d’Italia, Parco Nazionale insieme ai Monti della Laga. Un ambiente montano dal fascino e dalle attrattive particolari. Luoghi da scoprire a piedi, selvaggi e impervi nei torrioni e nelle guglie, con le grandiose pareti che si protendono fino ai 2912 m della vetta più alta dell’Appennino. Zona ideale per la reintroduzione del Camoscio d’Abruzzo, avviata positivamente dal 1992. Si tratta di una specie faunistica che era scomparsa da questi monti per cause antropiche all’inizio di questo secolo, Il Club Alpino Italiano nazionale ha destinato al progetto i milioni (alcune centinaia) dell’eredità di una socia del CAI di Roma e oggi un primo nucleo di una trentina di esemplari può correre in libertà, attentamente seguito negli spostamenti. La Riserva è stata istituita dall’Amministrazione Comunale di Pietracamela, con i primi 1000 ettari, il 1° marzo 1991. La gestione tecnica affidata alla delegazione abruzzese del Club Alpino Italiano. Ampliata nel luglio 1991 fino agli attuali 2200 ettari. Comprende il formidabile blocco del Corno Grande, del Corno Piccolo e del Pizzo d’Intermesoli. Gelosamente custodito dalle vette del Corno Grande a 2700 m c’è il ghiacciaio del Calderone. Occupa il fondo di un circo allungato ed è singolarità naturalistica in quanto è l’unico ghiacciaio della catena appenninica e il più meridionale d’Europa. Il paesaggio è addolcito dalla conca interna di Campo Pericoli, singolare valle modellata da suggestive collinette e doline tra le quali troviamo resti di antiche capanne di pastori e ancora dalla Val Maone, dalla Conca del Sambuco, dalla Valle del Rio Arno fino al bosco delle Verracchiette e al fosso della Giunchera. Mirati percorsi escursionistici, segnalati e descritti con le schede di rilevamento del CAI, ne consentono l’avvicinamento e la conoscenza. L’emozione di intensi paesaggi, la flora specializzata d’altitudine, le estese faggete tormentate dalle valanghe, gli agili e briosi movimenti dei camosci e il volteggio di poiane e aquile reali sono alcuni degli incontri possibili nella Riserva, se ci si muove con attenzione e rispetto. Buona norma è portare nello zaino anche un binocolo. Collegamenti naturali ci sono con il bosco del Chiarino, l’altopiano di Campo Imperatore, la Valle Venacquaro e il bosco S. Nicola definendo un’area wilderness di singolare valore. Sentieri nella Riserva, per ogni interesse e capacità. Da quelli di breve durata, per lo più tematici, ai percorsi di più giorni. Anche un tratto del Sentiero Italia che contorna l’area faunistica del Camoscio con posti tappa a Pietracamela e ai Prati di Tivo per poi dividersi. Ad est, base dell’Arapietra per Casale San Nicola; a sud, la Val Maone per Campo Imperatore. Nella Riserva il regno delle rocce con numerose e varie vie d’arrampicata. L’ambiente è di quelli più importanti per la storia dell’alpinismo che ha visto, da Pietracamela, le affermazioni degli aquilotti del Gran Sasso.
Nella Riserva ben tre rifugi del CAI che, per il valore dell’area protetta, svolgono funzione educativa e di presidio contro il degrado. Il Franchetti, il più recente, costruito nel 1959 utilizzando le pietre del luogo, è posto nella parte alta del vallone delle Cornacchie a 2433 m, tra le pareti del Corno Piccolo e del Corno Grande. Il Duca degli Abruzzi, del 1908, a 2388 m sulla cresta del Monte Portella tra Campo Imperatore e Campo Pericoli, in posizione aerea con vedute sul gruppo. Il Garibaldi, il più antico, del 1886, nella conca d’oro di Campo Pericoli, a 2230 m, immerso in un suggestivo ambiente carsico dall’elevato valore naturalistico dove a pochi passi, ha avuto inizio la reintroduzione del Camoscio.
Porta di accesso per la Riserva è l’abitato di Pietracamela, arroccato come un nido d’aquile, là dove la valle del rio Arno si amplia e cambia pendenza. Un grappolo di case mimetizzato, una cornice di pareti e un’armonia di tetti in cotto. Dal basso rocce sovrastanti che, dopo le ultime case del paese, con breve sentiero natura consentono di raggiungere l’area faunistica del Camoscio, costruita per l’osservazione, lo studio e i ripopolamento dell’animale. Sono quattro gli ospiti, due adulti e i loro piccoli cuccioli le cui acrobazie si osservano già dalla piazzetta di Pietracamela.

î Articolo tratto dalla collana: Abruzzo - Guida ai Parchi e Riserve Naturali, stampato dalla Edigrafital S.p.a. nel 1998 per conto della Regione Abruzzo

 
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