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che lo possedette nel X secolo.
Le uniche vestigia del passato sono il Castello
(secolo XII) posto su uno sperone idrogeologicamente
instabile, e alcuni luoghi di culto.
La vita si è spostata verso est intorno alla
chiesa di S. Maria in Blasiano (secolo XII) un'aula
absidata formata da due navate divise da quattro
esili colonne di spoglio.
Della tradizionale lavorazione della pietra
bianca, effettuata sino ai primi del '900, restano
alcuni esempi in finestre e portali delle
abitazioni.
Meta turistica religiosa è il santuario eretto
in onore del beato Nunzio Sulprizio nel luogo dove
era solito curare, con l'acqua di una sorgente, le
piaghe che lo affliggevano a una gamba a causa della
tubercolosi ossea. Agli appassionati di free
climbing il paese offre ampie possibilità: a partire
dalla grotta del Peschio, dove sono attrezzate una
dozzina di vie d'arrampicata.
Sui valichi, nelle montagne e lungo le strade di
questa zona la storia ha giocato spesso le proprie
vicende. A ovest di Pescosansonesco - tra i monti
Picca, la Queglia e Pietra Corniale - sembra siano
passati gli italici nel 90 a.C. prima di porre in
assedio "Pinna Vestinorum" che non accettava di
federarsi contro Roma nella guerra sociale.
Il toponimo Ara Mamarca documentato nel
territorio comunale, ricorda un santuario tenuto dai
maestri di Marte, collegio sacerdotale virile cui
facevano capo pastori e guerrieri mentre Colle del
Parlamento, verso Corvara, testimonia il luogo in
cui italici e Vestini s'incontrarono per trovare un
punto di accordo. |