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parecchi punti di difesa. Per secoli, data la
posizione
a cavaliere degli accessi interni
e a guardia di un attraversamento che staccandosi
dal Tratturo magno, valicava la Maiella, Manoppello
fu attratto nelle vicende della chiesa di S.
Liberatore a Maiella e dell'abbazia di S. Clemente a
Casāuria.
Tuttora fiorente č l'artigianato del ferro e del
rame battuto.
Su un territorio caratterizzato da cave di
bitume sfruttate fin dall'antichitā, il popoloso
borgo conserva molti tratti del passato nelle case a
schiera intorno al primitivo castrum, in quelle a
blocco sorte sulla linea delle strade strette e
parallele, negli edifici gentilizi e religiosi.
La chiesa di S Nicola (secolo XIII) č stata
dichiarata per i resti della costruzione medievale,
per le belle forme della cripta, per gli arredi
sacri e le opere d'arte (la statua di S. Antonio di
Padova č di Giovanni Antonio Santarelli) - edificio
d'interesse regionale.
A sud di Manoppello cč il
santuario del Volto Santo,
meta di pellegrinaggi da tutta la regione
soprattutto la seconda domenica di maggio: nella
chiesa a tre navate, la preziosa teca sopra l'altare
maggiore custodisce un velo sottilissimo con
ritratto il volto di Cristo. La leggenda narra che
la reliquia fu condotta in paese da un angelo
vestito da pellegrino: per alcuni si tratta
dell'effigie descritta dall'Anonimo piacentino e giā
vista in Terra Santa. |