|
|
|
 |
|
|
-
Ci si siede a tavola in
Abruzzo e la
gioia è grande, il paesaggio appare ogni
volta come un lampo, riprodotto nelle
portate; così il mare, così i pascoli,
così il cortile, così le montagne, così
gl’incredibili tramonti.
-
E’ opulenza trattenuta, quasi nascosta;
perché il lavoro qui, da sempre, è
particolarmente sudato e merita giusta
ricompensa.
-
Finalmente in cucina c’è libertà,
autonomia di giocare, di far musica con
la pasta (non è casuale che qui sia nata
la chitarra, strumento per la confezione
degli spaghetti), per dare l’attacco ad
un coro capace di riprodurre la popolana rifuga musicale; la personalità dei
salumi premette l’ingresso di orchestra
e coro, i doni dolci e soffusi del mare
anticipano le sonorità delle carni e
della selvaggina, per ritornare in
armonia con verdure ed olio davvero
speciali.
-
Il finale, sembra vedere il cielo
colorarsi, poi nascondersi assonnato,
assapo-rando silenzioso formaggi e dolci.
-
Se poi, tornati a casa, ci ritroviamo la
compagnia del camino e del fuoco acceso,
lì buttati per terra sopra un tappeto, o
adagiati in poltrona, allora la varietà
dei liquori potrebbe frastornarci.
-
Questa apparente grossolanità nasconde
l’immenso piacere per la natura, rivolto
al prossimo, alla colta ospitalità.
Difatti non è casuale la missione svolta
dai cuochi abruzzesi per secoli,
partendo dalla propria terra per
diffondere nel mondo la civiltà della
mensa; tanto che a Villa Santa Maria
(provincia di
Chieti) la scuola
alberghiera ne è la più viva
testimonianza.
-
La cucina e la tavola qui si fanno arte
pura, tramandata con innata sincerità e
senso del bello e del buono, che va
vissuto e riprodotto senza limiti di
tempo, una volta buttato l’orologio.
-
Un ipotetico menù abruzzese, fatto di
salumi, di
virtù (minestrone), di
maccheroni alla chitarra, di triglie
ripiene, di pollo alla Franceschiello,
di broccoli al limone, di peperoni alla
brace e di parrozzo, non soffre certo di
riverenza per nessuno.
-
Magari questa pubblicazione possa essere
un volano per conoscere meglio
l’Abruzzo, che noi percorriamo da anni,
mai domi.
-
-
•
Articolo tratto da: “La cucina
dell’Abruzzo, in cento ricette
tradizionali” di Alessandro Molinari
Pradelli – Tascabili economici Newton
|
|