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insediamenti
italici. Importante è la chiave bronzea con dedica
in osco ad Harentus, oggi esposta nel Museo
Archeologico Nazionale di Chieti. La prima menzione
del borgo si ha nel Libro delle Decime in cui figura
come Tufillis, probabilmente dall’osco tufus, zolla
di terra. La località Piana S. Pietro era sede di un
antico monastero la cui memoria è stata mantenuta
viva dalla tradizione attraverso la denominazione
“fonte dei monaci” attribuita a una vicina sorgente.
Nel XV sec. fu feudo della famiglia Accozzamura e
nel XVII sec. appartenne a Carlo Bassano. |