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si trovano numerosi reperti d’epoca romana e la
presenza di toponimi dedicati a santi martirizzati
nei primi secoli del cristianesimo, S. Vittoria, S.
Pancrazio, Santa Giusta, SS. Cosma e Damiano,
denotano un ulteriore sviluppo della continuità
abitativa. Nel VIII – IX sec. il comune fu
interessato alla colonizzazione monastica
benedettina come testimonia la chiesa di San
Pancrazio che conserva resti dell’abbazia del IX
sec. Il nome dell’insediamento è di origine
longobarda secondo alcuni studiosi, che propendono
per un nome Ascari da cui Rocca Ascharenea; altri
propongono un suffisso “–enn-ia”, che
significherebbe “fianco scosceso di una montagna”.
Dopo l’invasione normanna, nel XI – XII sec.,
Roccascalegna assunse un ruolo di prestigio poiché
venne costruito un castello imponente con torri,
valido presidio a difesa della valle. Ai margini di
uno sperone roccioso, il paese è sovrastato da
questo fiabesco castello su cui aleggia la leggenda
dello “jus primae noctis”, decretato dal barone
Corvo de Corvis con un editto nel 1646, che ne
avrebbe provocato l’accoltellamento da parte di un
giovane sposo. Nel XV sec. fu feudo dei De Anichino,
poi dei Gualtieri di Manoppello, gli Orsini, i
Carafa e i Corbo e nel XVIII sec. divenne possesso
dei baroni Croce – Nanni.
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