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attestano ritrovamenti di manufatti; al periodo
italico e romano risalgono i resti di tombe ed
edifici scoperti in alcune contrade. L’origine del
paese è alto-medioevale e fu feudo dei Gualtieri,
degli Orsini, di Antonio Caldora, di Matteo Di Capua
e dei D’Aquino. Il suo territorio fu interessato
dalla penetrazione dei monaci benedettini e fino al
secolo scorso era famoso per la lavorazione dei
panni in lana. Stazione turistica invernale, alle
pendici della Majella, nel suo territorio è compresa
la verdeggiante Riserva Orientata Quarto S. Chiara.
Il sito paleontologico in località Capo Fiume ha
restituito resti di migliaia di fossili che formano
una straordinaria collezione in mostra nel museo
paleontologico in cui una ricostruzione supportata
da dati scientifici dà l’immagine dell’antico
ambiente marino della Majella, come doveva apparire
circa 7 milioni di anni fa, ricco di organismi oggi
estinti. Nel territorio del paese un’estesa faggeta
custodisce uno dei più preziosi eremi d’Abruzzo
dedicato alla Madonna dell’Altare, sul luogo in cui
dimorò Celestino V. maestoso e suggestivo è il
Castello Ducale del XI sec. testimone delle violenze
perpetrate nelle tetre prigioni. |