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l’aggiunta “dei Peligni” è successiva ritenendo che
il popolo dei Paligni si fosse spinto fino
all’Aventino. Le origini del paese sono
antichissime. Il suo territorio fu abitato sin dalla
preistoria come testimoniano le pitture rupestri
rinvenute in alcune grotte e i resti del villaggio
di età neolitica (7000 – 5000 a. C.) in contrada
Fonterossi. Nella stessa località si rinvenne agli
inizi del XX sec. una sepoltura preistorica “uomo
della Majella”. In epoca italica e romana la zona fu
abitata dalla popolazione dei Carecini, una tribù
sannita che aveva come centri principali Cluviae e
Juvanum. Importante traccia del periodo medioevale è
l’eremo di Sant’Angelo, ben visibile dal paese,
dimora di eremiti e santi, come il Beato Roberto da
Salle, discepolo di Celestino V. In questo periodo e
nel Rinascimento, epoca alla quale si datano i suoi
principali monumenti, Lama conobbe uno sviluppo
notevole nel campo dell’industria laniera. Il paese
è stato più volte danneggiato da violenti terremoti
e da eventi bellici. Oggi dell’originario assetto
urbano restano tracce nel nucleo del paese vecchio
“la ripa” e nella piazza Umberto I. Un varco
naturale situato tra Lama dei Peligni e Palena a
sinistra del fiume Aventino costituisce l’anticamera
di un insolito viaggio per le bocche di grotte
conosciute come le più alte d’Europa: sono quelle
della D’Annunziana “Figlia di Jorio”, le Grotte del
Cavallone. Qui trovavano asilo pastori e briganti e
trovarono dimora gli sfollati durante l’invasione
tedesca. Corridoi e budelli conducono nel profondo
del ventre terrestre dove per oltre 800 metri tra
androni e angusti passaggi, dove il lavorio lento
delle acque e il calcare ha prodotto strane forme. |