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fortificata dell’altura sulla quale è sorto il
nucleo più antico di Gissi ne ha sempre determinato
la funzione strategica. Genti di stirpe sabellica
occuparono infatti il sito fin dall’età arcaica, e
tracce della necropoli relativa a tale insediamento
sono venute alla luce nel 1892 sulla collina di S.
Giovanni ove si scoprirono tombe e si raccolsero
oggetti come uno stamnos di bucchero italico, una
patina campana, frammenti di coppa sottilissima in
bronzo, ecc. Tra il 1993 e il 1994 sono state messe
in luce sei sepolture a fossa terragna con copertura
in ciottoli databili tra il V e IV sec. a. C. e una
tomba a cappuccina che il corredo in essa contenuto
permette di collocare tra la fine del II sec. e la
prima metà del III sec. d. C. Non sappiamo se le
mutate condizioni politiche e il nuovo ordinamento
amministrativo instaurato in seguito alla Guerra
Sociale (91 – 89 a. C.) abbiano causato l’abbandono
del centro fortificato d’altura, ma è probabile che
la sua rioccupazione possa risalire ai secoli
dell’alto medioevo. Il paese viene citato per la
prima volta in documenti del XII sec quando si
chiamava “Gissum” ed era “pheudum” tenuto da
Joczolinus, conte di Loreto. Nel XV sec. fu dominato
dai Caldora e dal XVIII sec. fu feudo dei D’Avalos. |