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dell’Aventino,
ora distesa sulla dorsale lungo la quale si snoda la
via Peligna. Il suo toponimo deriva dal latino
“gypsum” per la presenza una roccia cristallina da
cui si ricava il gesso. In documenti del XII sec. è
detta “Gissum de domo”, in altri del XIII sec.
“Terra Gypsi”, in altri posteriori “Lo Gissum”, ma
negli ultimi secoli è stata aggiunta l’indicazione
geografica “palenam”, dunque Gessopalena. Attestato
già dal periodo romano, il borgo ha raggiunto la sua
espansione massima nel periodo medioevale intorno a
un castello distrutto che dominava la valle
dell’Aventino e interamente scavato nel gesso
costituisce una sorta di piccola Pompei, in cui la
vita si fermò a causa del terremoto del 1933. |