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romano e medioevale nelle contrade di S. Cecilia,
Piattelli, Foro e Villanesi testimonia che il
territorio di Francavilla ospitò, sin dai tempi più
antichi, importanti insediamenti abitativi. Il primo
vero centro abitativo risale al periodo longobardo e
fu creato su una prominenza della collina da una
comunità di pescatori e contadini liberi da vincoli
feudali (da qui il nome per indicare la condizione
dei suoi cittadini che erano affrancati dalla
condizione feudale), secondo un tracciato
urbanistico a spina di pesce tipico del Medioevo,
che si sviluppava dal punto più alto del paese, la
Civitella, quasi fino al mare, lungo l’odierno corso
Roma. Anticamente il borgo era circondato da mura
perimetrali con tre porte d’accesso (Porta Ripa e
Porta San Franco, che davano verso la campagna, e
Porta della Marina, verso il mare) ed era provvisto
di circa dodici torri difensive. Nel 1281 è
documentato come attivo il porto di Francavilla con
annesso fondaco per il sale. Verso la metà del XIV
sec. il borgo subì i disastri della peste nera e le
devastazioni delle soldatesche capeggiate da Frate
Monreale di Provenza. Nel 1501 Francavilla divenne
feudo di Costanza D’Avalos D’Aquino e nella seconda
metà del XVI sec. subì l’assalto dell’armata turca e
fu quasi totalmente distrutta. Nel 1602 la terra di
Francavilla venne in possesso della famiglia
Caracciolo e nel 1648 tornò ad essere un
possedimento dei D’Avalos. Negli ultimi decenni
dell’800 lungo la spiaggia si sviluppò il quartiere
della Marina con al centro il Palazzo della Sirena.
La notorietà della cittadina venne accresciuta nello
stesso periodo dal Cenacolo degli Artisti che si
raccoglieva nel Convento di Santa Maria del Gesù
intorno al pittore Francesco Paolo Michetti.
Nell’inverno 1943 – 44 la cittadina fu rasa al suolo
dalle mine delle truppe tedesche sia nel paese alto
che alla marina. Nell’immediato dopoguerra
Francavilla è stata ricostruita in forme moderne. |