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all’età
bizantina. Il paese è immerso in un mare di verde
con flora e fauna di riconosciuto valore e tra le
ampie colline di Crecchio l’uomo si stanziò già in
epoca preistorica, come è testimoniato da una
piccola statuetta in pietra raffigurante la “dea
madre” rinvenuta in Villa Tucci e frammenti di
ossidiana e selci lavorate rinvenute a Villa
Selciaroli e a Santa Maria Cardetola. Il nome
Crecchio potrebbe ricollegarsi al toponimo Okrikam,
attestato sulla lapide italica di Santa Maria
Cardetola databile intorno al VI sec. a. C. Nel
periodo bizantino appare il nome Oppidum Ocrecchii,
nel medioevo Ocreccle e poi Ocrecle. L’impianto del
castello “ad quadratum” normanno-svevo risale
intorno al XII – XIII sec., la cui torre dell’ulivo
è tipicamente normanna. Dall’epoca angioina fino al
XX sec. il Castello ha subito numerose
trasformazioni. Il 9 settembre 1943 vi sostarono
Vittorio Emanuele III, la Regina, il Principe
Umberto, il Generale Badoglio e tutto lo stato
maggiore. Dal 1946 al 1970 il centro storico è stato
abbandonato e il castello trasformato in
falegnameria. Nel 1976 c’è stato l’avvio dei
restauri del castello e nel 1995 c’è stata
l’inaugurazione nel castello del Museo dell’Abruzzo
Bizantino e Altomedioevale. |