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Informazioni ed indirizzi utili dei Comuni della Provincia di Chieti: Torricella Peligna

Chieti
 

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La Città di Torricella Peligna. Posta in alta collina a 901 mt. s.l.m. e situata di fronte alla Maiella, in mezzo alle Valli del Sangro e dell’Aventino, Torricella Peligna spazia panoramicamente fino al Mare Adriatico. Il centro urbano di Torricella Peligna offre una piacevole passeggiata lungo il corso principale su cui si affacciano interessanti palazzi Ottocenteschi fino alla Chiesa di San Giacomo che svetta su una bella scalinata che introduce ad una visita nel centro storico di Torricella Peligna. La chiesa, la cui struttura originaria risale al decimo secolo, presenta una facciata tripartita che dialoga con il possente campanile posto sul fianco, è stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli ma conserva una Pisside e un ostensorio in argento di scuola napoletana e una statua della Madonna del Rosario in legno. Il santuario della Madonna delle Rose, a tre chilometri dal paese di Torricella Peligna, presenta la semplicità e la compattezza tipiche delle chiesette rurali. Poco distante, impressa su una rupe di roccia calcarea, si scorge la mitica orma di Sansone che secondo la leggenda si plasmò quando Sansone con un solo passo attraversò l’intera vallata.
 
Il Santuario della Madonna delle Rose di Torricella Peligna era teatro di un’interessante processione campestre e meta di pellegrinaggio dai paesi vicini nell’ultimo sabato di maggio. A pochi chilometri da Torricella Peligna La cittadina sorge l’antico borgo di Fallascoso ove sono situati l’eremo di San Rinaldo legato al percorso di Celestino V da Morrone, e il Castello di Fallascoso. Torricella Peligna vanta un primato nella cultura, infatti diede i natali a uomini illustri. La storia di Torricella Peligna. Il territorio di Torricella Peligna è importantissimo dal punto di vista paleontologico nazionale: la sua ittofauna costituisce una delle novità più significative in questo campo. Qui in un’epoca molto lontana da noi, all’interno di un bacino pelagico di 700 metri di profondità, si depositarono dei particolari sedimenti. All’interno di tali sedimenti sono stati scoperti dei fossili di pesci che risalgono al Miocene medio, quindi a circa 13 milioni di anni fa. L’ittofauna è dominata dai pesci lanterna, rappresentati da circa un terzo degli esemplari rinvenuti, e per la prima volta segnalati allo stato fossile. Sempre a Torricella Peligna, accanto a questi ritrovamenti più numerosi, importanti sono stati anche quelli di fossili dalle caratteristiche uniche: il “pesce dragone Abruzzoichthys erminioi”, il cui nome deriva dalla regione e dallo scopritore Erminio di Carlo (un esemplare è conservato al Museo Paleontologico di Palena), il “pesce Fanteichthys torricellensis” dedicato allo scrittore John Fante, ed infine il “pesce luna Ranzania zappai”, in onore del musicista Frank Zappa.


Città di Torricella Peligna

Tutta la zona compresa tra Torricella Peligna, Lama dei Peligni, Gessopalena, Monteneredomo e Civitaluparella sembra rivelare tracce di un’antichissima presenza dell’uomo attestata almeno a partire da 5500 anni fa, quando nella zona abitava il cosiddetto “uomo della Maiella”, i cui resti sono stati riconosciuti nel territorio di Lama dei Peligni. Più corposi sono i rinvenimenti archeologici di epoca preromana risalenti anche al VI secolo a.C.: a Torricella Peligna alcune località hanno dato informazioni su questo periodo, ed in particolare si ricorda una tomba preromana localizzata a Sant’Antonio. Dalla tomba provengono un elmo in bronzo con la stilizzazione sulla calotta di una cervide di capride (conservato al Museo di Iuvanum), una punta di lancia, un pugnale, un collare a fascetta, un bracciale a spirale, quattro anelli digitali e una fibula di ferro a doppia ondulazione. Nei secoli successivi l’area di Torricella Peligna è parte integrante della regione italica del Sannio centrale; i nostri antenati erano dunque appartenenti alla popolazione dei Sanniti. Le nostre zone in particolare appartenevano alla tribù dei Carecini.

Comune di Torricella Peligna
Viale R. Paolucci 3
- 66019 Torricella Peligna (Ch)
Tel.: 0872 969412 – Fax: 0872 969681

Altitudine: 910 mt. s.l.m.
Estensione: 35,40 kmq.

Sito web: www.comune.torricellapeligna.ch.it

PEC - Posta certificata: protocollo@pec.comune.torricellapeligna.ch.it
Posta ordinaria: info@comune.torricellapeligna.ch.it

Tale tribù di Torricella Peligna era la più settentrionale e probabilmente anche la meno numerosa. Essa occupava pressappoco l'area del basso Abruzzo compreso tra il fiume Sangro e le pendici della Maiella: il loro territorio era delimitato a nord da quello dei Frentani, a sud da quello dei Pentri, a est da quello dei Lucani e, infine, ad ovest da quello dei Peligni. Torricella Peligna era dunque parte integrante del territorio iuvanense e a livello politico, amministrativo e commerciale, era controllata da questa città. Come il resto del Sannio le principali attività economiche erano le foreste e il legname, la caccia e la pastorizia. Lo scambio dei prodotti e di idee avveniva tramite i tratturi, larghe vie erbose a lungo percorso, che attraversano ancora oggi tutto il territorio di Torricella Peligna. La transumanza, che ha costituito il perno economico del territorio fino almeno al XIX secolo, era uno spostamento stagionale di greggi e uomini che si muovevano fra i pascoli della Puglia e quelli dell’Abruzzo, in primavera ed in autunno. La città di Iuvanum in particolare era attraversata dal tratturo Ateleta-Biferno, il quale incrociava a sua volta quello L’aquila-Foggia, verso la costa, e Celano-Foggia, verso l’interno.

La cittadina di Torricella Peligna sorge su un colle tra le valli del fiume Aventino e Sangro. Sepolture italiche, venute alla luce nelle campagne circostanti, e la scoperta della tomba di un guerriero con relativo corredo (conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti) databile anteriormente al VI sec. a. C., fanno ipotizzare una frequenza del territorio già nel periodo protostorico. Secondo alcuni storici le origini del paese di Torricella Peligna risalgono all’insediamento di cittadini provenienti dall’antica Juvanum, dopo che questa fu distrutta da un violento terremoto. Il nome di Torricella Peligna di origine medioevale deriva dall’unificazione di Turris e Cella che stava a indicare una piccola chiesa rurale con relativa azienda agricola. Nel 1060 il nome figura su una bolla papale che assegna parte del castello ai monaci benedettini delle isole Tremiti; nel 1173 viene menzionata la chiesa di Sancti Jocobi de Turcella, mentre nel 1324 figura nel libro delle Decime come Turricella. Le notizie sul borgo di Torricella Peligna si hanno a partire dal XII sec. Vi ebbero signoria gli Orsini, conti di Manoppello e nel XVIII sec. i marchesi Celaia di Chieti.

 

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Tutto ciò significa che tutto il territorio iuvanense e quindi anche l’area di Torricella Peligna era interessata da questa attività economica, come testimoniato dal braccio stradale che da Iuvanum si dirigeva qui attraverso il Colle dell’Irco. In questo luogo è stato rinvenuto un bronzetto di Ercole del V-IV secolo a.C, protettore delle attività agro-pastorali. Gli insediamenti si concentrarono intorno al centro abitato di Torricella Peligna, mentre le fattorie divennero man mano più grandi, ma meno frequenti sul territorio in seguito all’utilizzo di una economia agricola più estensiva. L’archeologia di Torricella Peligna coinvolge anche altre epoche e dà informazioni sull’età tardo antica e sul medioevo. La tradizione di Torricella Peligna. Dal medioevo in poi una spiccata religiosità popolare si diffonde in Abruzzo. Ancora oggi l’anima del pellegrino cristiano trova una coinvolgente dimensione ascetica e spirituale nei numerosi santuari ed eremi che la regione conserva in indescrivibili paesaggi. A questo proposito nel paese di Torricella Peligna si devono ricordare l’Eremo di San Rinaldo a Fallascoso e la chiesa della Madonna delle Rose, nell’omonima contrada.


Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Chieti

 
 
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