Primi piatti tradizionali della cucina teramana: Il timballo di sfoglie - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

Primi piatti tradizionali della cucina teramana: Il timballo di sfoglie

Teramo > Gastronomia teramana

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
La cucina abruzzese con le sue peculiarità, con le sue tradizioni i prodotti tipici di un Abruzzo forte e gentile. Pensi al  Principe in esilio a Milano e lo rivedi tutto imbacuccato in Totò Peppino e la malafemmina, entusiasta di aver trovato un vigile urbano in piazza Duomo che parla perfino in italiano, ma che è incapace di dargli «una semplice informazione: per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare?». Quanto al rapporto tra Antonio de Curtis e la cucina milanese, fa testo l’ordinazione dalla camera 35 in Fifa e arena: «Sa, sono ghiotto di ossobuchi, ma mangio solo il buco perché l’osso non lo digerisco…». Eppure Totò a Milano ci mangiava spesso e ben volentieri, non solo perché «si dice che l’appetito vien mangiando, ma l’appetito viene a star digiuni» (questa è da Totò al Giro d’Italia); ma perché sapeva dove trovare una cucina fidata di tradizione partenopea, proprio a un centinaio di metri dal Duomo, e precisamente in via Agnello. Fu lì, nel retro del ristorante A Santa Lucia, che una sera prese da parte lo chef e gli rivelò la sua ricetta segreta per la battuta perfetta. Facile a dirsi, oggi, con le parole dello chef Francesco Ibba: «Battere bene l’entrecôte di manzo (bassa e larga), scaldare in padella l’olio extravergine d’oliva con mezzo spicchio d’aglio e il peperoncino. Far rosolare la carne da ambo i lati in modo che rimanga il sangue all’interno. A cottura ultimata aggiungere un pizzico d’origano e sale». Ma in quella semplice bistecca di quella semplice trattoria, che a ottobre compirà i suoi primi ottantacinque anni, dev’esserci un segreto, se da allora ha conquistato anche Yves Montand e Catherine Spaak, Dario Argento e Placido Domingo; se dopo aver fatto la scarpetta sull’olio dorato, un’entusiasta Kim Basinger si è alzata e ha dato un bacio a Carmelo, per 26 anni cameriere, poi direttore e sempre confidente dei suoi ospiti. Proprio come sono oggi Francesco, Luigi, Bruno e gli altri camerieri del Santa Lucia.  Ieri a quei tavoli di legno, invecchiati ed eleganti come non ne fanno più, si sedevano Alberto Sordi, Vittorio Gassman e magari Frank Sinatra; ora puoi incontrare Liam Neeson e magari David Lynch. Tra gli abituali, l’attore più grande di tutti, Marcello Mastroianni, era devoto a un’altra specialità della casa, i rigatoni strascicati. Nella versione svelata dal regista Franco Parenti, l’uomo che aveva portato il teatro nelle case di tutti gli italiani, attraverso la televisione. «Sarà stata la fine degli anni Settanta – ha poi raccontato lo chef Antonio Di Nizo –. Parenti amava molto la pasta, ma da noi trovava solo spaghetti e penne. Una sera lo vidi entrare in cucina con il suo pacchetto di rigatoni. Mi chiese di cucinarli per lui con pomodoro e basilico, dopo un mese il suo piatto era già nel menu». Ed è diventato un piccolo classico della cucina milanese. Ecco la ricetta, per quattro persone: «Soffriggere mezza cipolla con olio extra vergine d’oliva (quanto basta) e un pizzico di sale, 200 grammi di pomodorini di montagna passati al setaccio, far bollire tutto per circa 30 minuti a fuoco lento. Cucinare 300/320 grammi di rigatoni al dente e saltarli in padella con la salsa preparata e basilico, aggiungere peperoncino a piacere». Come diceva Totò, e come sanno bene a Santa Lucia, meglio sempre abbondare un po’ nelle porzioni: Abbundandis in abbundandum.
Le ricette tradizionali della cucina abruzzese in Provincia di Teramo
 
 Primi piatti vari 
Timballo di sfoglie
6 persone
  • 450 gr. di farina
  • 10 uova
  • 300 gr. di carne magra di manzo
  • 1 kg. di pomodori in scatola (oppure 2 bottiglie da i litro)
  • 1 bicchiere di olio d’oliva
  • 1 cipolla piccola
  • 100 gr. di burro
  • 3 carciofi
  • 150 gr. di zucchine
  • 600 gr. di scamorze
  • 3 bicchieri di latte
  • 200 gr. di parmigiano
  • sale quanto basta.
 
Disporre la farina a fontana.
Lavorare la pasta, aggiungendo bianchi e rossi di 4 uova, per 35-40 minuti, così che l’impasto non risulti nè troppo molle nè troppo duro.
Fare con il matterello una sfoglia molto sottile e tagliarla in listelli lunghi 20 cm. circa e larghi 15.
Immediatamente dopo versare i listelli in acqua salata bollente.
Far cuocere per circa 3 minuti.
Scolarli ed asciugarli su un panno.
Preparare a parte il sugo con il pomodoro, la cipolla intera (da togliere a fine cottura), olio, tritato di carne e sale q.b.
Ancora a parte, indorare e friggere in una padella zucchine e carciofi tagliati a pezzetti (ma non troppo piccoli). In un altro tegame unire i carciofi, le zucchine e la scamorza tagliata a tocchetti.
Ungere con del burro una teglia del diametro di circa 25 cm. e disporvi alternativamente uno strato di sfoglia ed uno di ripieno (ad ogni strato di ripieno aggiungere burro, sugo, parmigiano grattugiato, battuto di uova e latte). Coperto il pasticcio con uno strato di sfoglia, mettere al forno moderatamente caldo e tenervelo per 45 minuti circa.
 
Al ripieno si possono aggiungere, volendo, piselli freschi lessati.
 
 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu