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I Comuni della Provincia di Teramo: Teramo

Teramo

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
La preparazione delle virtù, che secondo la tradizione teramana dura tre giorni e tre notti, è estremamente laboriosa perché i numerosi ingredienti (fave e piselli freschi, lenticchie, ceci, fagioli, indivia, carciofi, spinaci, cicoria, bietole, cime di rape, cuori di sedano, zucchine, aglio, cipolla, erbe aromatiche, prosciutto, cotenna, orecchio e piedini di maiale, cotiche, “pallottine”) vanno cotti separatamente, e solo alla fine si possono amalgamare con la pasta, di vari tipi e colori, che dovrebbe essere fresca anche se sono molto comuni le paste secche ed i tortellini, nonostante i puristi storcano il naso. Le famiglie di Teramo che ancora seguono la tradizione donano e scambiano le Virtù che vengono confrontate e giudicate; al giorno d'oggi, però, gran parte dei teramani si affida ai ristoranti che, ogni primo maggio, ne vendono grandi quantità.
 
Un altro piatto principe della cucina teramana sono i Maccheroni alla chitarra o "Chitarra con le pallottine", nonostante il nome si tratta di una sorta di spaghetti a sezione quadrata che si ottengono pressando la sfoglia di pasta sulla chitarra: un attrezzo tradizionale abruzzese costituito da fili d'acciaio tesi, accostati parallelamente, su un'intelaiatura di legno. L'eccezionalità di questo piatto di Teramo è nel sugo ricco di carne sotto forma di “pallottine”: piccolissime polpettine di carne mista preparate a mano e fatte soffriggere.

Città di Teramo

Teramo (Provincia di Teramo)
Abitanti: 52.389 circa
Altitudine: 432 mt. s.l.m.
Frazioni: Castagneto, Cavuccio, Colleatterrato Alto, Colleminuccio, Colle Santa Maria-Varano, Forcella, Frondarola, Magnanella, Miano, Nepezzano, Piano D'accio, Poggio Cono, Poggio San Vittorino, Putignano, Rapino, Rocciano, Rupo, San Nicolo' A Tordino, San Pietro Ad Lacum, Sant'atto, Spiano, Tofo Sant'eleuterio, Tordinia, Valle San Giovanni, Villa Gesso, Villa Ripa, Villa Vomano.

Comune di Teramo
Piazza Orsini n°1
- 64100 Teramo
Tel.: 0861.3241 - Fax: 0861.246565
Sito web:
www.comune.teramo.it
Posta certificata:  affarigenerali@comune.teramo.pecpa.it
Posta ordinaria: info@comune.teramo.it

I.A.T.: Informazione Accoglienza Turistica
Via: Oberdan n°16
Tel.: 0861.244222 - Fax: 0861.244357
E-mail: presidio.teramo@abruzzoturismo.it
Sito web: http://www.teramo.net
C.P.T.: Centro Promozione Turistica Via: Carducci n°11
Tel.: 0861.331336 -243402 - Fax: 0861.331325
A.P.C.: Agenzia per la Promozione Culturale
Via: Ponte San Giovanni n°6
Tel.: 0861.247662 - Fax: 0861.255491

Oltre alle “pallottine”, un elemento caratterizzante della cucina teramana sono le "scrippelle": sottilissime frittatine preparate versando su una padella caldissima una pastella di farina, acqua e uova; tanto simili alle ‘crepes' dei francesi che, secondo alcuni, da Teramo furono portate oltralpe al seguito dei loro eserciti. Le "scrippelle" sono alla base di due dei piatti fondamentali della cucina teramana: le straordinarie scrippelle mbusse: cioè bagnate, immerse in un leggero brodo di gallina dopo essere state cosparse di parmigiano ed arrotolate, ed il timballo di scrippelle, dove sostituiscono la pasta sfoglia nel separare gli strati di ingredienti: poco sugo, tante “pallottine” e tutto ciò che il gusto e l'esperienza della cuoca suggeriscono.

Storia:
Antichissima colonia fenicia, chiamata Pretut, meta delle migrazioni di varie popolazioni come i Piceni e i Sabini, spinti verso il sud, nel V secolo a.C., dalle aggressioni degli Umbri. La città fu poi conquistata da Roma, che la denominò Interamnia Praetutianorum (terra inter amnes, tra due fiumi), e collegata stabilmente ad essa, con la costruzione della via Salaria, e della più diretta via Cecilia, nel 117.
Durante l’impero di Augusto e di Adriano ebbe un rigoglioso sviluppo, di cui restano, sotto l’abitato medievale e moderno, varie vestigia (i templi, le terme, il teatro, l'anfiteatro, e altre strutture). Invasa a ondate dai Goti, dai Longobardi e dai Normanni, Interamnia ebbe un ritorno di splendore nel periodo angioino, intorno alla metà del dodicesimo secolo, assumendo il nome di Teramum. Del medioevo teramano restano importanti testimonianze: il portale e il campanile del Duomo, i portici, le stupende chiese di S. Antonio (l’antica S. Francesco) e S. Domenico.
Fu poi facile preda di avventurieri, come Braccio da Montone e gli Acquaviva, che approfittarono anche delle secolari e violentissime lotte intestine tra le opposte fazioni; una originale testimonianza di questo periodo è la “lapide delle male lingue”, conservata presso la Biblioteca Provinciale, che ritrae due teste che si fronteggiano mostrandosi le lingue, trapassate dalle punte di un compasso.
Nel settecento e nell’ottocento Teramo ebbe una vivace vita culturale aprendosi alle idee illuministe di illustri studiosi, come Melchiorre Delfico, a cui diede i natali.

Arte e cultura:
Incorniciata nello scenario del Gran Sasso e dei Monti della Laga, che snoda sullo sfondo della città una formidabile corona di cime e pareti, ma anche protesa verso lo splendido mare della sua costa, a poche decine di chilometri, Teramo è ricca di storia, di natura e di una vivace vita culturale.
Malgrado la sovrapposizione di una forte urbanizzazione in periodo moderno, vi sono notevoli testimonianze del passato romano e di quello medievale. Nel cuore del centro storico, tra i resti del teatro e dell’anfiteatro romano, vi è la Cattedrale, intitolata a San Berardo(del 1158, ampliata nel Trecento;tre navate; stupende monofore; portale di Diodato Romano, con bellissime statuine sulle colonnine laterali di Nicola da Guardiagrele, di cui all’interno è custodito il capolavoro, il celebre Paliotto d’argento; Polittico di Sant'Agostino, del veneziano Jacobello del Fiore e affreschi quattrocenteschi).
Tra le altre numerose chiese storiche, di cui la città è ricca, da vedere, in Largo Melatino, la chiesa di Sant'Antonio, del 1127 (portale romanico, grande bifora sull’abside esterna, interno a una navata, rifatto in età barocca), e, fuori dell’abitato, in località Frondarola, il Santuario della Madonna delle Grazie(capitelli ornati, archi semicircolari; numerosi dipinti; bellissima Madonna lignea, del XV secolo; chiostro).
Da visitare, inoltre, il bel Convento di San Giovanni (chiostro restaurato), il settecentesco palazzo Delfico, il Palazzo Vescovile (strutture trecentesche), la Loggia del Municipio, la Chiesa di San Domenico e Casa Capuani, in via Veneto, la Biblioteca, intitolata al Delfico, il Museo Civico (dipinti dei secoli XV-XIX, reperti archeologici, maioliche, sculture), il Museo Archeologico e la Pinacoteca, incastonati nella cornice della villa comunale, il Castello della Monica, l’Osservatorio di Colle Urania, a pochi chilometri dal centro storico, fondato nel 1890 da Vincenzo Cerulli.
La città e la sua provincia hanno tradizioni artigiane, delle quali da tempo si è avviato il recupero e la promozione: merletti e ricami a punto pittura (introdotti dalla scuola delle Suore della Carità, agli inizi dell’ottocento), artigianato orafo e soprattutto, l’arte del cuoio inciso (oggettistica, borse, cappelli, cinture, frustini, ornamenti e selle equine, ma anche elementi di arredamento, pannelli decorativi e preziose porte).
Di grande rilievo la tradizione gastronomica; la “cucina teramana” è più che famosa per le semplici, ma raffinatissime e prelibate specialità, dai “maccheroni con le pallottine” alle “scrippelle ‘mbusse”, dal timballo alle incredibili “mazzarelle”.

Illustri:

Musei:
Archivio di Stato, Via C.so Porta Romana n°68 tel. 0861/252583/252591.
Pinacoteca Civica, Viale Bovio n°4 - tel. 800138508.
Museo Civico Archeologico, Via Delfico n° 36 - tel. 0861.247772 fax 0861.247120.
Museo dell'Osserv. Astronomico di Collurania, C.da Specola Via Mentore Maggini - tel. 0861.210420.
Museo delle Tradizioni Popolari, Villa Pavone, Via Gabriele Melozzi - tel. 0861.410404.

Eventi:
Fine giugno - inizio luglio: Festa della Madonna delle Grazie.
Luglio: Interamnia World Cup - Olimpiadi di Handball.
Fine luglio: sagra del prosciutto, del formaggio e del pa-ne casereccio.
Dicembre: "Pigro - omaggio a Ivan Graziani" - manife-stazione musicale.

Note:
La Citta' di Teramo è gemellata con la Città di Mommingen (Germania).

 

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Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Teramo

Un primo piatto caratteristico del teramano è la "Zuppa di ceci, funghi e castagne". Le saporite Mazzarelle di Teramo: una foglia di lattuga legata con un budellino che avvolge pezzetti di coratella d'agnello (fegato, cuore e polmoni), con cipolla, aglio e prezzemolo, possono essere semplici o con il pomodoro. E poi le ‘Ndocca ‘Ndocca, il classico piatto povero dei contadini di Teramo nel quale si utilizzano tutte le parti del maiale (orecchie, muso, cotenna, piedi, costate) che non possono diventare prosciutti o salumi. Parlando dei dolci di Teramo, si ricordano i "Caggionetti", tipico dolce abruzzese a forma di raviolo: una sfoglia leggerissima contiene un ripieno che, nei Caggiunitt‘ teramani è a base di castagne, insieme ai classici cioccolato, mandorle tostate, cedro candito, buccia di limone, rum e cannella e Li pappatill o "Pepatelli", (anche questi tipici del periodo natalizio come i "Calcionetti") sono preparati con farina mista bianca e integrale, mandorle miele e pepe in polvere con l'aggiunta di scorza d'arancia.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Li pappatill risultano durissimi per cui vengono tagliati in fette sottili che hanno una forma che ricorda i cantucci toscani. Ancora Li sfujatell "Le sfogliatelle", che si differenziano da tutte le altre perché anticamente venivano preparate dalle pazienti massaie, con la marmellata d'uva fatta in casa; al giorno d'oggi si utilizzano anche altre marmellate. Si aggiungono mandorle e cacao in polvere e questo ripieno va poi messo dentro una sfoglia che una volta cotta avrà la tipica forma di mezza luna sfogliata. Sulle colline di Teramo si coltivano i tipici vitigni abruzzesi: il Montepulciano d'Abruzzo rosso o cerasuolo ed il Trebbiano d'Abruzzo bianco; il Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOCG è considerato uno dei i migliori vini della penisola.
 
 
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