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I Comuni della Provincia de L'Aquila: Tagliacozzo

L'Aquila

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Il Nome di Tagliacozzo - Numerose ipotesi si affacciano all’orizzonte degli studiosi di etimologia per quanto riguarda l’origine del nome della Città di Tagliacozzo, tuttavia la più credibile fa derivare il nome di Tagliacozzo dai termini latini Talus (= Taglio) e Cotium (= Roccia), quindi: taglio nella roccia; e ciò a specificare anche la toponomastica dove si è sviluppato l’insediamento urbano ossia in mezzo alla fenditura che divide il monte. Lo Stemma di Tagliacozzo - Nello stemma della città di Tagliacozzo sono rappresentati due guerrieri con elmo coronato i quali con la sinistra sostengono un mantello e con la destra impugnano due spade in atto di volerlo pacificamente dividere. Il mantello simboleggerebbe il territorio Marso ed Equo e i due guerrieri di Tagliacozzo coronati sarebbero quindi i capi delle due regioni che proprio in questo luogo fissano il confine di Tagliacozzo. Il motto di Tagliacozzo, risalente circa al XVI secolo, recita “Taleacotium Ducatus Amplissimus Caput Marsorum” (= Tagliacozzo, amplissimo Ducato, capitale dei Marsi).
La Storia di Tagliacozzo - Il territorio di Tagliacozzo era stato abitato nell’antichità prima dagli Equi poi dai Marsi, fiero popolo mai domo e grande combattente. Esistono sicuri cenni storici di Tagliacozzo di un abitato, nell’attuale località alta di Tagliacozzo, a partire dall’XI secolo. Prima di allora si sono ritrovati, in alcuni testi imperiali Carolingi del 964 e del 998, riferimenti al Monastero di S. Cosma di Tagliacozzo, altrimenti detto “In Heloritu” (cioè in un bosco di alloro). Prima ancora sussistono tracce di insediamenti in grotte, alcuni addirittura in epoca Neolitica e nell’ Età del Bronzo. Il centro abitato di Tagliacozzo di cui si è detto si sarebbe sviluppato attorno a tre Parrocchie – S. Nicola, S. Egidio e S. Pietro – e comunque nella parte alta dei monti Arunzo e Civita, che sovrastano l’attuale città di Tagliacozzo. Nel corso dell’XI secolo il territorio fu inglobato nella Contea dei Marsi, enucleata dal Ducato Longobardo di Spoleto e attribuita, nel 926, a Berardo il Francigeno, capostipite del casato Berardi. Nel 1074 ci sarebbe stato, nel territorio di Tagliacozzo in questione, un centro abitato che, avente base nel castello sul monte Civita, si estendeva verso il basso. Nel 1173 il feudo passò ai De Pontibus, antica famiglia della zona.

Città di Tagliacozzo

Comune di Tagliacozzo
Piazza Duca degli Abruzzi
- 67069 Tagliacozzo (Aq)
Tel.: 0863.6141 - Fax: 0863.614227

Altitudine: 740 mt. s.l.m.
Estensione: 89,40 kmq.

Sito web: www.comune.tagliacozzo.aq.it
PEC: comune.tagliacozzo.aq@pec.comnet-ra.it

Posta ordinaria: info@comune.tagliacozzo.aq.it

Chiesa di San Francesco a Tagliacozzo (Aq). Un reportage durato otto mesi (ottobre 2007-maggio 2008) e che ha toccato ben 27 realtà della diocesi di Avezzano. L’idea fu dell’allora caposervizio, Nino Motta, che conoscendo il mio attaccamento alla religione e il mio legame con la Chiesa cattolica pensò che tutto ciò potesse divenire un servizio per i lettori del giornale, ma anche per le comunità parrocchiali a volte dimenticate nonostante il loro grande impegno nell’evangelizzazione e di migliaia di fedeli di tutto il vasto territorio. Così, d’accordo con il direttore Luigi Vicinanza, decise di farmi intraprendere questo affascinante “Viaggio nelle parrocchie” della Marsica. Io ero abbastanza titubante e ritenevo l’impresa troppo dispendiosa in termini di tempo e impegno che sarebbero stati sottratti alla cronaca del giornale. Invece presto mi accorsi che ne sarebbe valsa la pena. Nacque così una rubrica sul quotidiano Il Centro, del gruppo Espresso, che usciva la domenica mattina. Fu un successo. I giornali andavano a ruba e i fedeli si precipitavano in edicola per leggere cosa si diceva della loro parrocchia, del loro impegno nel volontariato, nella preghiera e nell’apostolato. Grande apprezzamento per l’iniziativa fu espressa dal vescovo dei Marsi, Pietro Santoro, che arrivato da poco alla guida della diocesi era entusiasta di conoscere, se pure solo da un punto di vista mediatico, ogni singola realtà della Marsica. Il giornale ricoprì veramente un ruolo di servizio e approfondimento sociale e culturale, oltre che di informazione. Un territorio immenso, con una superficie di 1.700 chilometri quadrati e una popolazione di 115mila abitanti. Un mondo, quello delle parrocchie, a volte invisibile e misterioso, ma che nasconde, dietro il lavoro quotidiano di tanti sacerdoti, straordinarie storie di amore e altruismo; che cela, dietro l’apparenza di imponenti facciate di marmo e cemento, uomini e donne impegnati con sacrificio e dedizione in una missione di vita. Che sia una chiesa di campagna, come quella di Castelnuovo, o una maestosa cattedrale, come quella di Avezzano, si tratta di comunità impegnate ogni giorno, con piccoli o grandi gesti, a far rivivere il miracolo delle prime comunità cristiane e il mistero di Cristo morto sulla croce e risorto.

La località di Tagliacozzo offre bei Monumenti. Quali il Palazzo Ducale, Piazza dell'Obelisco "salotto d'Italia", il complesso monastico di San Cosma e di San Francesco con lo splendido chiostro rinascimentale di Tagliacozzo.

 
 

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Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia de L'Aquila

Quest’ultimo fu peraltro uno dei protagonisti di Tagliacozzo, dopo lo scisma d’occidente, nelle contese per la limitazione del potere temporale del Papa. Nel 1400 circa il Papa Alessandro V, quale premio per l’appoggio ottenuto in una contesa territoriale, staccò la Contea di Tagliacozzo dal Regno di Napoli e lo aggregò allo Stato Pontificio, confermandone la titolarità a Giacomo Orsini. Intorno al 1410 gli Orsini ottennero di aprire in Tagliacozzo una Zecca che creò, nel tempo, due monete: prima il “Bolognino” e poi il “Cavallo”. Agli Orsini di Roma – ramo che si estinse – subentrarono nel possesso della contea gli Orsini di Bracciano, che, in particolare con Roberto Orsini, determinarono il massimo splendore di Tagliacozzo favorendo la costruzione di palazzi nobiliari e la realizzazione di molte opere d’arte a Tagliacozzo. La famiglia Orsini, proprietaria di altri feudi a Tagliacozzo e con un potere che andava dal Tirreno all’Adriatico, nel 1497 fu privata dal Papa del feudo – divenuto Ducato – di Tagliacozzo, assegnato invece alla famiglia Colonna, che lo tenne fino al 1806, (Il primo duca fu Odoardo, famosi furono poi Prospero e soprattutto Marcantonio, coinvolti pienamente nelle contese dell’epoca). Con tale nuovo dominio il centro del Ducato di Tagliacozzo si spostò gradualmente verso Avezzano, dove fu ampliato il castello costruito dagli Orsini. Iniziano per Tagliacozzo secoli oscuri, che resero la Città poco inserita nell’evoluzione maturata nei restanti territori e meno disponibile ai vari miglioramenti sociali.
Parrocchia della Santissima Annunziata a Tagliacozzo. E’ la parrocchia più grande della città con 3.500 abitanti, la chiesa che rispecchia l’identità e la cultura della popolazione, un luogo aperto a tutti, ai poveri, agli emarginati, ma anche ai giovani e alle famiglie. L'”Annunziata” è un punto di riferimento per gran parte di cittadini, ma il rischio è quello della disgregazione. Il territorio esteso e la divisione tra centro e “Giorgina” impediscono una vera aggregazione. A guidare la comunità religiosa della Santissima Annunziata è don Bruno Innocenti arrivato in città sette anni fa. «E’ una realtà sociale vivace e frastagliata», spiega il parroco, «una parrocchia quasi divisa in due, spaccata dalla Variante Tiburtina, con la parte storica e quella più nuova della Giorgina». Da un lato, infatti, c’è il cuore della cittadina, affiancato dalle zone residenziali. Dall’altro una realtà nuova «poco tagliacozzana», come spiega don Bruno. E poi c’è il fenomeno dell’immigrazione, con la presenza di comunità albanesi, bielorusse, polacche e rumene. «Nel 2007», racconta il parroco, «abbiamo celebrato a Pasqua dieci battesimi ad adulti stranieri». Per il sacerdote «traspare un po’ di lontananza e isolamento, la parrocchia spesso viene vista come una stazione di servizio e non come una comunità unita». Per questo ora l’obiettivo, secondo don Bruno, «è quello di aggregare le varie componenti della società, anche con l’attivazione di servizi sociali». E poi c’è la povertà, una fenomeno sommerso a Tagliacozzo, ma reale e preoccupante secondo quanto emerge dai dati della Caritas locale. «C’è una grossa fascia sociale di persone in difficoltà», spiega il parroco. Qui entra in gioco la solidarietà e la parrocchia cerca di assistere questa gente anche con generi alimentari, libri scolastici per i bambini e bollette di luce e gas. Perché i problemi oggi sono questi. La povertà non è più quella di una volta, degli emarginati, di quelle persone escluse dalla società. Ora i problemi li hanno le famiglie, quelle “normali”, dove in casa lavora una sola persona e magari in modo precario, quelle con più di un figlio a carico che non riescono ad arrivare alla fine del mese con uno stipendio che è sotto i mille euro. Non mancano poi i problemi di droga in città. E anche in questo caso si tratta di una problematica latente ma pericolosa. C’è poi il problema degli anziani lasciati soli. «C’è una grossa fetta di popolazione anziana», spiega, «che ha bisogno di affetto e amicizia». Ma per una città ricca di storia come Tagliacozzo, il parroco spera in una rivitalizzazione dei settori culturali. «Bisogna alzare il tiro dell’offerta culturale», sottolinea, «perché, nonostante le iniziative, se stringi non c’è poi molto». Uno dei settori da rilanciare potrebbe essere quello del “turismo religioso”, ad esempio grazie al Volto santo, a don Gaetano Tantalo, a Tommaso da Celano, al convento di San Francesco e al santuario dell’Oriente. Davanti al cammino della comunità religiosa della parrocchia oggi c’è un futuro luminoso fatto di speranza, di zelo e fervore. Dopo le ferite che hanno lacerato la parrocchia durante il tumulto avvenuto in piazza per il trasferimento dell’ex parroco don Antonio Ruscitti e l’insediamento di don Bruno, la comunità ha voltato pagina. La recente assoluzione delle undici persone indagate per quei fatti non ha solo un valore giudiziario, ma anche un significato spirituale e profetico. Annuncia e auspica una nuova storia, diversa, per la Chiesa di Tagliacozzo. Le attività della parrocchia si barcamenano tra impegno pastorale e liturgico, accoglienza e solidarietà. Le iniziative sono molteplici, soprattutto per quanto riguarda i giovani. Ma un impegno importante della parrocchia è legato anche alla missione in Panama contro la piaga dell’Aids, guidata da un religioso tagliacozzano, padre Vincenzo Morgante. L’attività di catechismo impegna ben 22 persone: Maria Bartoli, Margherita Bevilacqua, Cinzia De Luca, Luisa De Luca, Maria Teresa Del Grosso, Luciana Gagliardi, Marina Gucci, Rosella Iacomini, Anna Maria Liberati, Patrizia Luciani, Manuela Marletta, Enrica Medici, Rosella Morgante, Marida Pasquali, Mara Polinari, Rosina Pozzi, Maria Ronchetti, Marina Rubeo, Erasma Tabacco, Nives Valentini, suor Ida e suor Raffaella. Intensa l’attività anche del coro liturgico che ha rinnovato tutto il repertorio dei canti in armonia con le direttive nazionali del canto sacro. Recentemente ha tenuto un concerto a Natale. E’ diretto da Luca Bischetti e Antonello Corradetti, che ha appena iniziato un cammino religioso. La scorsa estate è nato in parrocchia un oratorio intitolato a don Gaetano Tantalo. Ospita trenta bambini al giorno per la formazione spirituale e per la collaborazione liturgica. E’ guidato da Margherita Bevilacqua e Manuela Marletta. Viene pubblicato anche un foglio informativo mensile. Intensa anche l’attività della Caritas che assiste i poveri della città. L’associazione è guidata da Roberto Giovagnorio e Fabrizio Lollobrigida. Fanno parte della parrocchia anche le suore della Carità, ordine fondato da San Giovanna Antida, che gestiscono la scuola dell’infanzia di cui sono responsabili suor Assunta e suor Felicetta. Svolgono la loro attività anche in parrocchia il gruppo Padre Pio e la Conferenza di San Vincenzo. Sono numerosi, invece, le iniziative di formazione e di preghiera. C’è la formazione permanente per adulti il giovedì sera svolta dal parroco, il corso di preparazione al matrimonio a livello di forania, l’adorazione eucaristica mensile. Sono ospiti dei locali della parrocchia, inoltre, il complesso bandistico, il coro Venturini e l’Avo (Assistenza volontari ospedalieri). La parrocchia dell'”Annunziata” porta avanti, inoltre, iniziative di raccolta fondi per sostenere una missione in Panama, guidata da padre Vincenzo Morgante, l’ultimo sacerdote tagliacozzano oltre al neoordinato don Ennio Grossi, viceparroco della chiesa dello Spirito Santo ad Avezzano e prossimo a guidare una parrocchia marsicana. La fraternità “Piccola famiglia di Maria” svolge nell’America del Sud l’apostolato per i malati terminali di Aids nel rifugio di Maria, nella diocesi di Colombo.
Parrocchia di San Pietro a Tagliacozzo. L’affascinante viaggio nelle parrocchie della Marsica si sposta da Avezzano nella storica cittadina turistica di Tagliacozzo. Quella di “Alto la terra”, oltre ad essere la parrocchia dove lavorò per tanti anni don Gaetano Tantalo, prossimo alla beatificazione, è una delle parrocchie più antiche del territorio e rappresenta l’origine della città. I problemi a cui deve far fronte la zona antica di Tagliacozzo sono quelli dello spopolamento e dell’isolamento. Negli ultimi trent’anni, infatti, i residenti hanno abbandonato le vecchie e caratteristiche abitazioni del paese vecchio e si sono riversati a valle e nella piazza dove le nuove strutture abitative possono garantire maggiore confort. ora il pericolo è che la zona, ricca di affascinanti scorci paesaggistici, diventi un quartiere fantasma e abbandonato a se stesso. Per tale motivo i residenti sperano che parti un’azione di riqualificazione della zona e che vengano attivate iniziative che valorizzino le invidiabili caratteristiche architettoniche e culturali della zona. Solo trent’anni fa la popolazione era quattro volte più numerosa e le parrocchie erano tre. Oggi la vecchia zona di “Alto la terra”, una volta cuore pulsante della città, conta solo 238 abitanti e va incontro allo spopolamento totale. Le tre comunità religiose si sono fuse in un’unica parrocchia, quella di San Pietro, dove ha svolto per molti anni il suo ministero sacerdotale il venerabile don Gaetano Tantalo. Risalendo i vicoli di Tagliacozzo vecchia, che trasudano storia in ogni angolo, si passa inevitabilmente davanti alla chiesa di San Pietro. L’atmosfera, a quel punto, si fa subito diversa e coinvolgente, non solo per l’epigrafe che indica, sul lato sinistro della chiesa, la casa canonica, proprio quella dove ha vissuto don Gaetano Tantalo. Ma a rapire l’attenzione è il clima di essenzialità e quiete che le pareti di quei vecchi edifici emanano. Il coinvolgimento maggiore, però, arriva una volta entrati all’interno della chiesa e poi nella piccola cameretta dove dormiva e pregava il prete di Villavallelonga. L’ambiente umile di quella casa sembra rimasto congelato a sessanta anni fa, a quel 13 novembre 1947, quando don Gaetano, a soli 42 anni, morì sfinito dalla malattia e dalle penitenze a cui si sottoponeva. Una finestrella collega la camera da letto alla chiesa. Davanti alla fenditura, che punta dritta al tabernacolo posto di fronte all’altare, c’è un inginocchiatoio. Lì pregava don Gaetano Tantalo, fissando dall’interno della sua cameretta l’Eucaristia in chiesa. Oggi il parroco della zona più antica della città è don Aldo De Angelis. Nessuno come lui conosce la realtà di Tagliacozzo alta. Il suo arrivo nel quartiere risale al 1970, quando fu nominato parroco di San Nicola. Allora le parrocchie erano tre, comprese quella di San Pietro e di Sant’Antonio. «Gli abitanti erano 950», racconta, «e trecento i fedeli della parrocchia di San Pietro. Poi, con il passare degli anni, la nuove famiglie si sono trasferte nella zona bassa. Un terzo della popolazione della piazza, infatti, è di Alto la terra». Le piccole abitazioni della zona non potevano far fronte alle esigenze dei nuovi nuclei famigliari, e così l’unica possibilità era quella di scendere a valle. Ma un altro fenomeno che ha portato allo spopolamento è stato quello dell’emigrazione. Ben venti famiglie sono finite negli Stati Uniti d’America, sette in Australia, e molte anche a Roma. Nel 1980 a don Aldo fu affidato il delicato compito di fare il parroco della chiesa di San Pietro, la parrocchia di don Gaetano. In seguito ha dovuto accollarsi anche la responsabilità di vice postulatore per la causa di canonizzazione del “servo di Dio”. «La zona molto disagiata», spiega don Aldo, «la popolazione pensionata e le difficoltà, specie in inverno, non mancano». Le famiglie giovani sono appena cinque e tre quelle di cittadini stranieri. Con umiltà e perseveranza don Aldo è sempre vicino a una comunità che fatica conservare la propria identità, nonostante abbia alle spalle secoli di storia. «E’ importante», sottolinea don Aldo, «il rapporto diretto, personale con le famiglie, con i singoli, far sentire una presenza consolante e di speranza, trasmettere alla gente il messaggio che Dio non abbandona mai nessuno». Oggi il rischio è che quei fantastici scorci paesaggistici lascino il posto a case vecchie e abbandonate. I residenti sono convinti che non andrà così e sperano in interventi e iniziative che valorizzino le invidiabili caratteristiche architettoniche e culturali della zona. Proprio nella parrocchia di San Pietro, dal 1939 fino alla morte, avvenuta dieci anni dopo, tra la gente di Tagliacozzo, fu parroco una delle figure più incredibili e significative della Chiesa marsicana: don Gaetano Tantalo. Ora il suo processo di beatificazione e quindi di canonizzazione è alle battute finali e i fedeli attendono da un momento all’altro la storica proclamazione.
 
 
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