Parchi Territoriali Attrezzati: Sorgenti Sulfuree sul Lavino - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Parchi Territoriali Attrezzati: Sorgenti Sulfuree sul Lavino

Abruzzo > Le Oasi in Abruzzo > I Parchi attrezzati
Il Lago di Scanno. È stata una ciclopica frana caduta dal Monte Genzana a sbarrare la valle del Sagittario creando il lago di Scanno, il più suggestivo e visitato d’Abruzzo. Occupa una vasta conca a 922 metri di quota, tra gli interessanti centri storici di Villalago e di Scanno, ai piedi dei fitti boschi della Montagna Grande, sul confine del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Da oriente incombono sul bacino i ripidi pendii rocciosi della Riserva del Monte Genzana. Quando il livello dell’acqua è al massimo il lago di Scanno raggiunge i 36 metri di profondità. L’unico immissario in superficie del bacino è il fiume Tasso, che scende dal Monte Marsicano e dalla conca di pascoli del Ferroio di Scanno; mancano invece degli emissari superficiali che conducano le acque del lago verso la valle del Sagittario. Il livello delle acque rimane stabile grazie alla presenza di emissari sommersi, dato che l’evaporazione causata dal clima è minima. Assieme al vicino centro storico di Scanno, il lago è la principale attrattiva turistica della valle del Sagittario. Da decenni è meta di turismo ambientale e climatico, attratto dalla bellezza dei luoghi e del clima, con bagnanti lungo le sue rive o in pedalò sulle sue acque, solcate anche da sportivi appassionati di surf e canoa. Dopo una passeggiata, una sosta per il birdwatching o una escursione in canoa o in pedalò vale senz’altro la pena di salire a Scanno, splendido paese d’impronta medievale, uno dei più noti e caratteristici d’Abruzzo. Il centro storico – magnifico con le sue antiche case addossate le une alle altre, i palazzotti, le scalinate, i fitti vicoli, i costumi tradizionali ancora indossati dalle donne – conserva una fiorente tradizione di oreficeria e di merletti al tombolo.

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Parchi Territoriali Attrezzati
Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela.
 
Sorgenti Sulfuree sul Lavino. Le riserve regionali istituite dalla Regione Abruzzo sono gestite dai Comuni che, in piu’ casi, si avvalgono di Comitati di Gestione allargati ad altri enti e associazioni. Alcune di queste riserve, avendo reintrodotto nel loro territorio animali ormai scomparsi e salvaguardato le specie esistenti, si configurano come veri e propri laboratori viventi poiche’ offrono numerose possibilita’ di ricerche sul campo non solo agli addetti ai lavori ma, soprattutto, agli studenti di ogni ordine e grado.
 
Sorgenti Sulfuree sul Lavino
Il parco di 40 ettari, istituito nel 1987, e’ situato a pochi chilometri da Scafa dove il piccolo torrente di montagna proveniente dal settore sud-occidentale della Majella diventa il Fiume Lavino e nei pressi di Decontra riceve le acque sulfuree delle omonime sorgenti. Il complesso delle risorgenze delle acque sulfuree e’ molto suggestivo grazie ai laghetti azzurro-turchese per la presenza di solfati disciolti. Il paesaggio circostante e’ agricolo mentre Salici e Pioppi delimitano la zona d'acqua contornata da Tife, Giunchi e Cannucce. Le alghe colorano il fondo dei laghetti con le due diverse tonalita’ dell'azzurro e del verde. Risalendo il corso d'acqua si incontrano la Roverella e l'Orniello. In qualche altro settore si trova l'Acero campestre, il Carpino, la Robinia e il Biancospino. La Ginestra, i Ciclamini e le Pervinche colorano il sottofondo dei boschetti. A contatto con l'acqua vivono la Gallinella d'acqua, l'Usignolo di fiume, la Ballerina gialla e il Martin pescatore. Nelle aree agricole si ascoltano i versi di Capinere, Scriccioli, Lui, Sterpazzoline, Verzellini e Cardellini. Si aggirano di notte, invisibili, la Donnola, la Faina, il Tasso e la Volpe. Piu’ a valle e’ possibile osservare un vecchio mulino con le sue macine ancora funzionanti.
Articolo tratto dal sito: www.giulianovaweb.it
 
 
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