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Informazioni ed indirizzi utili dei Municipi della Provincia di Pescara: Serramonacesca

Pescara
 

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Serramonacesca è un comune italiano di 588 abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana della Maiella e del Morrone. Serramonacesca si trova su una collina a 280 m. s.l.m nel versante settentrionale della catena della Majella. Nel suo territorio scorre il fiume Alento, che poi si dirige verso est per sfociare nell'Adriatico. I primi residenti risalgono al periodo barbarico, ma il nucleo del paese ebbe origine attorno ad una fara (raggruppamento di famiglie) longobarda. Intorno all'856 si fa risalire la costruzione dell'Abbazia di San Liberatore a Majella, alla quale è legato il nome Serramonacesca, serra dei monaci.
Al centro abitato di Serramonacesca si affiancavano delle contrade, tra le quali Castrum Polegrae sviluppatasi attorno ad un fortilizio circolare, ma alla fine del Quattrocento la peste colpì la popolazione delle contrade, che si concentrò a Serramonacesca. ‎Monumenti e luoghi d'interesse a Serramonacesca. Nel territorio del comune di Serramonacesca c'è l'importante Abbazia di San Liberatore a Majella, uno degli esempi più antichi del genere, in Abruzzo. Altri luoghi d'interesse a Serramonacesca sono: le tombe rupestri di San Liberatore a Majella; l'eremo di Sant'Onofrio; le rovine di Castel Menardo; la torre di Polegra. Serramonacesca è terra di pastori, come ancora traspare da certe espressioni culturali, ad esempio la cadenza delle feste, il Pellegrinaggio a Sant’Onofrio, il pane di Sant’Antonio e gli Omaggi, legate alla transumanza.

Città di Serramonacesca

Comune di  Serramonacesca
Via Guglielmo Marconi, 2
- 65020 Serramonacesca (Pe)
Tel.: 085 859126 – Fax: 085 859761

Altitudine: 280 mt. s.l.m.
Estensione: 23,89 kmq.

Sito web:
www.comune.serramonacesca.pe.it
PEC-Posta certificata: serramonacesca@pec.pescarainnova.it

Posta ordinaria: info@comune.serramonacesca.pe.it

Il centro, che rientrò nell’incastellamento operato dall’abbazia di San Liberatore a Majella, mostra il riutilizzo di numerosi resti architettonici e decorativi di stile romanico e prepara, per una certa dimensione raccolta,alla visita del grandioso monumento. Di fronte alla frazione Brecciarola si erge la rupe su cui sorgono i resti di Castel Menardo, che la tradizione popolare considera fondato dai paladini di Carlo Magno, per contrastarei Longobardi, e sul quale ha costruito una serie di leggende vagamente gotiche. Dalla frazione parte un sentiero Italia che raggiunge, in meno di mezz’ora l’Eremo di Sant’Onofrio e poco lontano si mostra il complesso rupestre di San Giovanni, formato da tombe scavate sotto un arcosolio, da cellette eremitiche e da un minuscolo oratorio, dove si individuano le tracce di un culto delle acque.

Il paese di Serramonacesca è situato in collina sul versante della vallata del Pescara.
Un tempo terra di pastori e allevatori, come ancora traspare dalla cadenza delle feste patronali di giugno e settembre (il pellegrinaggio a S. Onofrio, il pane di S. Antonio e gli Omaggi) che sono legate al ritorno e alla partenza della transumanza, il centro, che si trova in una zona di confine già sotto Roma e di nuovo con i longobardi (passava di qui la frontiera tra i ducati di Spoleto e di Benevento), rientrò nell'incastellamento operato dalla vicina chiesa di S. Liberatore a Maiella; all'attività pastorale si ricollega la rinomata ricotta, prodotto tipico del luogo.
Su una rupe opposta alla frazione Brecciarola si ergono, ancora imponenti, i resti di Castel Menardo, che la tradizione popolare considera fondato dai paladini di Carlo Magno per contrastare gli attacchi longobardi e la cui importanza crebbe sotto gli Svevi su di esso, come del resto sui numerosi castra e castelli fortificati che costellano la zona, è stata inventata una serie di leggende e storie dal gusto vagamente gotico.
Dalla suddetta frazione parte il sentiero Italia segnato con i colori rosso - bianco - rosso - che in 20 minuti di agevole passeggiata risale il fosso di Sant'Onofrio fino all'eremo di S.Onofrio. La costruzione, in parte in muratura (secolo XII) in parte scavata nella roccia, servì da cenobio ai monaci di S. Liberatore a Maiella che periodicamente vi si ritiravano in solitudine, ma in seguito divenne una grancia della chiesa, che da qui curava i propri interessi in montagna.
Questo luogo spirituale è un punto di riferimento della devozione pastorale, che vi pratica ancora un interessante rituale: per curare i dolori addominali o la febbre ostinata i malati si sdraiano nella cosiddetta culla di S.Onofrio, incavatura del terreno nella quale le due conchette si dice siano state fatte dalla continua pressione delle ginocchia del religioso.
Il 12 giugno, ricorrenza della festa del santo, il luogo è meta di un suggestivo pellegrinaggio: dopo aver acceso nella notte precedente una grossa croce di fuoco sulla montagna, i fedeli ascoltano la messa e si fermano a fare colazione nei pressi di una fontana; quindi ridiscendono fino alla Parrocchiale di Serramonacesca recando in processione la statua di S. Onofrio.

 
 

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L'Abruzzo: un grande museo all'aperto. Un'altra delle caratteristiche peculiari dell'Abruzzo è il numero altissimo di antichi castelli che si vedono spuntare ovunque. Si può dire, anzi, che non vi sia paese, sommità dominante, passo o promontorio che non abbia la sua torre, il suo castello, il suo recinto fortificato. Le ragioni storiche sono semplici: un lunghissimo periodo di pericolo, interno ed esterno, che obbligò ogni comunità a provvedere alla propria difesa; ma ciò che più ci interessa è il risultato odierno, che rende l'Abruzzo il più grande e completo museo italiano all'aperto di architettura militare: vanta infatti almeno un esemplare, e di buon livello, per ogni tipo di fortificazione conosciuta. Un'altra particolarità unica è poi che la gran parte di essi conserva pressoché intatto anche il territorio circostante, il proprio contesto originario. Un esempio, per tutti, è lo straordinario castello duecentesco di Rocca Calascio: le forme essenziali, di perfetta simmetria, la coerenza dell'impianto architettonico, che tradisce non solo la sicurezza progettuale ma pure una consapevole volontà espressiva, ne fanno uno dei più belli e suggestivi castelli d'Europa. Posto a quasi 1500 metri di altitudine in posizione dominante sulla vallata sottostante, spazia su di un panorama montano mozzafiato, senza epoca, intatto. È difficile immaginare un castello più dominante di questo: il suo ambiente, al limite, coincide col più lontano orizzonte. La suggestione del luogo permette di cogliere appieno quella sensazione di "sospensione del tempo" che più di ogni altra caratterizza l'Abruzzo interno, affascinando il visitatore.


Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Pescara


 
 
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