I Comuni della Provincia de L'Aquila: Scurcola_Marsicana - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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I Comuni della Provincia de L'Aquila: Scurcola_Marsicana

L'Aquila

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Scurcola Marsicana è un comune italiano di 2.684 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Scurcola Marsicana fa parte della Comunità montana Marsica 1. Importante centro commerciale e culturale della Marsica, è situato ai piedi del Monte S. Nicola, nel margine occidentale di quello che una volta era il Lago del Fucino, a 700 m s.l.m., e si estende su una superficie di 3.000 ettari. Dalla parte alta del Paese di Scurcola Marsicana si dominano i Piani Palentini, teatro della Battaglia di Tagliacozzo. Il clima mite di Scurcola Marsicana e l'aspetto paesaggistico fanno di questo paese un centro di fiorente villeggiatura, soprattutto d'estate. Le prime tracce di un abitato nel territorio scurcolano risalgono all'età del bronzo e successiva età del ferro, come da ricerche degli anni ottanta, con la necropoli dell'età del ferro sita nei pressi del fiume Imele-Salto che scorre nei pressi dell'abitato; si tratta di tombe a tumulo in cui sono stati ritrovati una serie di oggetti in ferro e bronzo, quali fibule, spade e pettorali (oggi conservate presso il museo di Chieti).
La presenza di questa grande necropoli testimonia l'esistenza di un villaggio posto alla sommità del Monte S. Nicola, che sovrasta il borgo attuale di Scurcola Marsicana. Nel periodo preromano la zona era popolata da genti eque in perenne conflitto con i confinanti Marsi il cui territorio si estendeva intorno al lago del Fucino, poco distante da Scurcola. La scarsità delle risorse di Scurcola Marsicana e la presenza di una fertile piana (Piani Palentini) erano alla base di questi contrasti. Nel momento in cui Roma emergeva tra le città-stato latine, per assurgere al ruolo di guida delle genti italiche, si scontrò anche con gli Equi che assoggettò in diverse campagne militari; nel territorio equo di Scurcola Marsicana, sul confine di quello marso, realizzò la colonia di Alba Fucens, mentre il territorio scurcolano venne inserito nell'Ager publicus aequicolanus, da cui trae il Cicolàno. Nell'occasione il territorio di Scurcola Marsicana fu inserito nella Centuriazione albense realizzata a seguito della costituzione della colonia latina di Alba Fucens. Durante la Guerra sociale, che Roma combatté con i suoi alleati italici (89-91 a.C.), le popolazioni assoggettate ormai da secoli non si ribellarono all'Urbe, subendo quindi le devastazioni ad opera delle truppe marse insorte (assedio e distruzione di Alba Fucens).

Città di Scurcola Marsicana

Comune di Scurcola Marsicana
Via Cavalieri di Vittorio Veneto, 1
- 67068 Scurcola Marsicana (Aq)
Tel.: 0863.562333 - Fax: 0863.561689

Altitudine: 700 mt. s.l.m.
Estensione: 30,01 kmq.

Sito web: www.comune.scurcolamarsicana.aq.it
PEC: mail@pec.comune.scurcolamarsicana.aq.it

Posta ordinaria: info@comune.scurcolamarsicana.aq.it

Durante l'epoca imperiale a Scurcola Marsicana, e soprattutto nel tardo impero, ci fu una proliferazione di ville di campagna, conseguentemente all'abbandono dell'Urbe da parte dei ceti privilegiati. Con la fine dell'Impero romano d'Occidente la zona di Scurcola Marsicana fu dapprima soggetta alle lotte tra Goti e Bizantini e poi soggetta ai Longobardi all'interno del Ducato di Spoleto, passato poi al Sacro Romano Impero di Carlo Magno. A questo periodo risalgono le tracce di Scurcola Marsicana certe di un borgo sul Monte S. Nicola; si trattava quasi probabilmente di un posto di guardia sopra la via Valeria, realizzata in epoca romana e tuttora percorribile. Questo primitivo agglomerato urbano prese il nome di "Sculcula", dall'unione del longobardo skulk, "guardia", e il diminutivo latino - ula. Nell'XI secolo la zona di Scurcola Marsicana finì sotto il dominio normanno. A questo periodo risale il primo castello di Scurcola, una torre (forse di epoca più antica) circondata da una cerchia di mura e successivamente inglobata in un castello di forma pentagonale.

Non lontano da Avezzano, il centro agricolo di Scurcola Marsicana è dominato dalla presenza dell’imponente castello Orsini. Da reperti archeologici rinvenuti a Scurcola Marsicana si suppone che l’uomo fosse presente in questo territorio già dalla preistoria. Il borgo di Scurcola Marsicana fu fondato da Carlo I D’Angiò con il nome di Excubia per celebrare la vittoria su Corradino di Svevia nella famosa battaglia di Tagliacozzo.

 
 

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Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia de L'Aquila

Quando il Meridione d'Italia divenne possedimento della casata sveva la regione conobbe un periodo di stabilità e di crescita economica di Scurcola Marsicana; il borgo a ridosso del fortilizio si ingrandì e si svilupparono le attività agricole ed artigianali. Nel 1268 la zona divenne il teatro della Battaglia di Tagliacozzo, scontro finale tra Svevi ed Angioini per la conquista del Sud: proprio nella piana dei Palentini sotto il villaggio di Scurcola Marsicana si svolse l'atto finale che portò alla sconfitta della dinastia tedesca da parte di quella francese; qui infatti si affrontarono Corradino di Svevia e Carlo d'Angiò, il quale, con un'abile mossa della sua cavalleria, sconfisse l'esercito avversario. Da questo momento in poi il territorio di Scurcola Marsicana, come tutta l'Italia meridionale, passò sotto il dominio angioino.
Parrocchia della Santissima Trinita’ a Scurcola Marsicana. Una chiesa che lotta contro lo spopolamento e che spera nei giovani. La parrocchia della santissima Trinità, guidata da un giovane parroco, don Nunzio D’Orazio, racchiude in sé antiche tradizioni del passato, ma allo stesso tempo è impegnata in un rinnovamento della comunità, in un ammodernamento spirituale che tenga però ben saldi gli originali e sani valori della chiesa cattolica. E’ l’unica parrocchia del piccolo comune palentino. Oltre alla chiesa della Santissima Trinità comprende quella di Santa Maria della Vittoria, a cui la popolazione è molto legata, Sant’Egidio, Sant’Antonio e l’Immacolata concezione. Il paese, in passato prettamente agricolo e legato all’allevamento, oggi conta circa 1.800 abitanti. Negli anni Settanta, con l’arrivo del centro commerciale di Cappelle dei Marsi la situazione è cambiata anche se l’attività rurale non si è estinta. Don Nunzio arrivò a Scurcola nel 1990, sostituendo don Carlo Grassi. «Da allora il paese ha subito un progressivo spopolamento», ha spiegato, «nonostante ci sia stata una costante espansione urbanistica». Ma un altro problema riguarda l’invecchiamento della popolazione, naturale conseguenza dello spopolamento. A dare un po’ di problemi, inoltre, secondo il parroco, ci sono anche la secolarizzazione e la modernità. «Il paese», sottolinea don Nunzio, «è caratterizzato da un po’ di virtù antiche e molti vizi moderni». Il legame con il passato e le tradizioni in paese è però ancora molto forte. Il livello culturale medio del paese negli ultimi decenni si è innalzato notevolmente ma quello che spera il parroco è che l’esodo inarrestabile dal piccolo centro immerso nei Piani Palentini si arresti, «magari con il potenziamento dei collegamenti con Roma», afferma, «oppure con lo sviluppo del commercio e l’aumento dei posti di lavoro sul territorio». Il sogno di don Nunzio è quello di avere una chiesa sempre più giovane, coinvolgendo in maniera sempre più intensa le nuove generazioni che decideranno di trascorrere la loro vita in paese. L’attività pastorale è molto intensa e la parrocchia pullula di gruppi e associazioni. C’è l’Azione cattolica, molto attiva e che organizza numerose iniziative nel corso dell’anno e c’è il coro della parrocchia, formato soprattutto da giovani e che anima le liturgie nelle festività e la domenica. Il gruppo di preghiera diretto dal parroco è molto frequentato, così come quello che si occupa della formazione religiosa che fa capo alle suore Maestre pie filippini. La congregazione si trova in paese da ben due secoli e proprio quest’anno festeggerà duecento anni dall’insediamento a Scurcola. La realtà legata agli antichi gruppi religiosi è molto viva in parrocchia. Sono quattro le confraternite: Santissimo sacramento, Santissima trinità, San Berardino da Siena e del Suffragio delle anime sante. Numerose anche le attività culturali e le associazioni di volontariato e ricreative. La più attiva è l’associazione italotedesca, gemellata con Passau Hals, la diocesi di origine di papa Benedetto XVI. L’intenso scambio culturale e religioso va avanti dal 1990. Orbitano intorno alla parrocchia, inoltre, la banda musicale e la Schola cantorum Vincenzo De Giorgio.
A questo periodo risale la grande Abbazia cistercense nei Piani Palentini dedicata a Maria SS. della Vittoria, di cui restano i ruderi e la pregevole statua lignea di arte francese della Vergine Maria (oggi però è considerata quattrocentesca da alcuni studiosi). La zona di Scurcola Marsicana fu quindi controllata dai monaci francesi e dalla famiglia De Pontibus (emanazione dei Berardi, conti di Celano), che ricevette dal re una serie di privilegi. Lo stemma della famiglia di Scurcola Marsicana, con la dicitura "Sculcule", è ancora il simbolo del Comune di Scurcola Marsicana. La storia di Scurcola restò legata alle sorti della Marsica fino al XVI secolo, quando nella regione iniziò ad inserirsi la famiglia romana degli Orsini, la quale aveva come obiettivo quello di estendere le proprietà dallo Stato Pontificio a quello di Napoli. Questo è il periodo in cui il vecchio castello fu inglobato nella nuova Rocca, realizzata secondo i nuovi canoni costruttivi, per resistere meglio agli assedi fatti anche con l'uso delle prime armi da fuoco. Con l'arrivo degli Orsini presto si ebbe anche la penetrazione dell'altra importante famiglia romana, i Colonna, la quale entrò ben presto in conflitto con quella. Più volte la Rocca passò da una famiglia all'altra per rimanere infine saldamente ai Colonna fino al XIX secolo.
 
 
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