Il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata

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I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Il Gran Sasso d'Italia. Il resto del territorio regionale è occupato dal piano collinare, che scende verso la costa che, insieme ai fondovalle dei fiumi, rappresenta le uniche aree di pianura a basse quote. Questi caratteri montani, così marcati, hanno determinato una forte limitazione dell’insediamento umano in grandi nuclei urbani, favorendo la nascita di tanti piccoli centri. Allo stesso tempo, la difficoltà di accesso e di praticare l’agricoltura in modo intensivo ha favorito le condizioni per l’affermazione degli elementi naturali su vaste aree, permettendo la sopravvivenza di piante ed animali altrove estremamente rarefatti. Questo “isolamento” naturale ha consentito a determinate specie animali, un tempo presenti su tutto l’Appennino, di trovare in Abruzzo gli ultimi rifugi naturali, evitando così l’estinzione. Parliamo, in particolar modo, del Camoscio d’Abruzzo, sopravvissuto sulle montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, del Lupo e dell’Orso bruno marsicano, per citare i casi più eclatanti ed evidenti, oltrechè di elevato interesse scientifico e conservazionistico, la cui tutela è prevista da Convenzioni internazionali e da Direttive dell’Unione Europea. Questo carattere di “ultimo rifugio” non era sfuggito all’ex Casa regnante, che nel secolo scorso istituì una Riserva reale di caccia proprio nel cuore del futuro Parco d’Abruzzo. Nel 1923, infine, dopo alterne vicende della Riserva stessa, e per tutelare l’orso e il Camoscio, fu istituito il Parco Nazionale d’Abruzzo.
La Regione Abruzzo per le sue caratteristiche territoriali, per le sue tradizioni storiche, culturali ed artistiche ha vocazione e versatilita' prettamente turistiche. Chiunque non conosca ancora l'Abruzzo puo', attraverso questo sito Web "www.giulianovaweb.it", trovare motivi di interesse per visitarla, sia che ami le vacanze culturali sia che preferisca Io svago ed il riposo al mare o in montagna e, ci permettiamo di rivolgere a tutti un invito cordiale a verificare il caldo abbraccio della nostra terra d'Abruzzo.
Il Gran Sasso d'Italia. Una vocazione alla conservazione della natura, quella dell’Abruzzo, che viene quindi “da lontano” e ha accresciuto la sensibilità, trovando nell’esperienza del suo primo Parco Nazionale un motivo di crescita di uomini ed istituzioni in tema di aree protette. Questa nuova sensibilità a livello regionale si tradusse nello studio del Progetto Parchi, iniziato nel 1978 nell’ambito della legge sull’occupazione giovanile (285/77), commissionato dalla Regione Abruzzo alla Cooperativa Progettazione Integrata e conclusosi nel 1984, con la pubblicazione dei tre volumi Ipotesi di un sistema regionale di Parchi e Riserve Naturali, presentata ufficialmente come proprio progetto istituzionale dalla Regione Abruzzo in un convegno tenutosi a L’Aquila nell’autunno del 1984. Lo studio prevedeva l’istituzione di cinque parchi naturali (Laga, Gran Sasso. Sirente-Velino, Simbruini-Emici, Majella) e di 15 Riserve Naturali. Nello stesso periodo la Regione emanava le prime leggi specifiche di tutela della natura, quella sulla flora 45/1979) e quella sulle aree protette (61/1980). e redigeva. in seguito, tra le poche in Italia, il Piano Regionale Paesistico, che costituì una occasione di dibattito dell’intera società abruzzese sulla necessità di tutela del territorio, e quindi di notevole maturazione culturale e politica. I Piani Paesistici ribadirono l’opportunità che nei principali gruppi montuosi abruzzesi fossero istituiti parchi naturali.
Lo stemma della Regione Abruzzo è stato adottato nel 1976, sedici anni dopo la costituzione della Regione, quindi alla sua quarta legislatura. Fu bandita una serie di otto concorsi, sette dei quali andati a vuoto. Lo stemma raffigura uno scudo, di tipo italico, con la punta rivolta verso il basso. Molto semplice la sua simbologia: vi sono raffigurate tre fasce: una superiore, bianca, che simboleggia i monti innevati; una mediana, verde, il colore delle colline, e l’ultima, in basso, azzurra, che richiama il colore del mare. In questo simbolo sono sintetizzate le caratteristiche morfologiche, economiche e sociali della nostra regione.

La Regione Abruzzo per le sue caratteristiche territoriali, per le sue tradizioni storiche, culturali ed artistiche ha vocazione e versatilita' prettamente turistiche. Chiunque non conosca ancora l'Abruzzo puo', attraverso questo sito Web "www.ingiulianova.it", trovare motivi di interesse per visitarla, sia che ami le vacanze culturali sia che preferisca lo svago ed il riposo al mare o in montagna e, ci permettiamo di rivolgere a tutti un invito cordiale a verificare il caldo abbraccio della nostra terra d'Abruzzo.

San Gabriele nasce da famiglia aristocratica ad Assisi (Perugia) il 1° marzo 1838. E' l'undicesimo di tredici figli di Sante Possenti, sindaco della città, e Agnese Frisciotti. Lo battezzano lo stesso giorno con il nome dell'illustre concittadino, Francesco. In casa però sarà sempre chiamato Checchino. Nel 1841 Sante è nominato assessore al tribunale di Spoleto (Perugia), dove si trasferisce con tutta la famiglia. Qui, a meno di 42 anni, muore mamma Agnese. Prima di spirare, vuole vicino a sé Checchino per l'ultimo addio. D'ora in poi sarà papà Sante ad educare i figli, aiutato dalla figlia maggiore Maria Luisa e dalla fidata governante Pacifica. Nel 1844 Checchino inizia le elementari. Nel 1846 riceve la cresima e nel 1851 la prima comunione. A tredici anni affronta gli studi liceali nel collegio dei gesuiti. E' intelligente, esuberante, vivace, gli piace studiare, riesce ottimamente soprattutto nelle materie letterarie. Compone poesie in latino, le recite scolastiche lo vedono sempre protagonista. Vince numerosi premi scolastici. Elegante, vivace, spigliato, diventa un punto di attrazione per la sua allegria. Gli piace seguire la moda, veste sempre a puntino. Vuole primeggiare in tutto, "la bella vita non gli dispiace". Fonte: www.sangabriele.org
San Gabriele nasce da famiglia aristocratica ad Assisi (Perugia) il 1° marzo 1838. E' l'undicesimo di tredici figli di Sante Possenti, sindaco della città, e Agnese Frisciotti. Lo battezzano lo stesso giorno con il nome dell'illustre concittadino, Francesco. In casa però sarà sempre chiamato Checchino. Nel 1841 Sante è nominato assessore al tribunale di Spoleto (Perugia), dove si trasferisce con tutta la famiglia. Qui, a meno di 42 anni, muore mamma Agnese. Prima di spirare, vuole vicino a sé Checchino per l'ultimo addio. D'ora in poi sarà papà Sante ad educare i figli, aiutato dalla figlia maggiore Maria Luisa e dalla fidata governante Pacifica. Nel 1844 Checchino inizia le elementari. Nel 1846 riceve la cresima e nel 1851 la prima comunione. A tredici anni affronta gli studi liceali nel collegio dei gesuiti. E' intelligente, esuberante, vivace, gli piace studiare, riesce ottimamente soprattutto nelle materie letterarie. Compone poesie in latino, le recite scolastiche lo vedono sempre protagonista. Vince numerosi premi scolastici. Elegante, vivace, spigliato, diventa un punto di attrazione per la sua allegria. Gli piace seguire la moda, veste sempre a puntino. Vuole primeggiare in tutto, "la bella vita non gli dispiace". Fonte: www.sangabriele.org

Il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata

San Gabriele dell'Addolorata, al secolo Francesco Possenti, nacque ad Assisi il 1 marzo 1838 in una aristocratica e numerosa famiglia. Il padre che ricopriva la carica di governatore dello Stato pontificio, lo avvio' a ricevere una educazione culturale e sociale assai completa. Le cronache descrivono il Santo come un giovane di bell'aspetto, brillante in societa' e molto colto. A diciotto anni, in seguito a una visione in cui la Madonna lo invito' a farsi religioso, entro' come novizio nel convento dei Passionisti di Morrovalle (MC), e dopo aver compiuto gli studi filosofici a Pieve Torina (MC) nel 1859 giunse a Isola del Gran Sasso, per completare in quel ritiro la sua preparazione teologica prima di ricevere gli ordini sacerdotali.
Nel convento si distinse per devozione e bonta' d'animo. Pregava intere ore davanti al Crocifisso e mostrava un sentimento particolare per la Madonna dei sette Dolori cui aveva dedicato la sua vita religiosa.
Ammalatosi di tubercolosi si spense il 27 febbraio del 1862. Fu sepolto nella fossa comune dei religiosi, all'interno della chiesa del Convento. La fama della sua santita' si era intanto sparsa nei paesi circostanti e la sua tomba divenne presto meta di pellegrini e di devoti che vi ricevevano miracoli e guarigioni prodigiose.
Nel 1892 iniziava la glorificazione di S. Gabriele che veniva proclamato Santo nel 1920. Gli abruzzesi di cui e' Patrono lo festeggiano il 27 febbraio.
Dalla Chiesa antica e' possibile seguire un percorso di visita dei Ricordi del Santo a cominciare dalla grande sala che espone gli ex-voto per grazia ricevuta. Segue poi la Camera del Transito, trasformata in cappella e adornata dalle immagini sacre che il giovane Passionista aveva piu' care e che volle contemplare in punto di morte.
La visita continua nel coro che fu luogo di preghiera di San Gabriele e si conclude nel museo che raccoglie i cimeli, documenti e reliquie insigni.


Fonte: www.regione.abruzzo.it/

Isola del Gran Sasso, paese di San Gabriele dell’Addolorata. Anticamente chiamata Insulam, è posta alla confluenza dei fiumi Mavone e Ruzzo, ai piedi del massiccio del Gran Sasso d'Italia, ed è uno dei 40 comuni che fanno parte dell'immenso Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga. Isola del Gran Sasso si trova a 412 m. slm. ed ha il vanto di comprendere nel proprio territorio comunale la stupenda vetta del Corno Grande del Gran Sasso d’Italia (2.912 m.), la montagna più alta dell'intera catena appenninica. Il paese e il territorio comunale consta di 4.900 circa di abitanti complessivi e il paese è ricco di attrattive artistiche. Stupenda è l'antichissima abbazia di S. Giovanni ad Insulam e le riserve naturali. A poca distanza e più precisamente a soli 2 km da Isola del Gran Sasso si trova il Santuario di S. Gabriele dell'Addolorata, Patrono della Regione Abruzzo, dove sono conservate le reliquie del "Santo dei giovani". Il Santuario fu fondato da San Francesco d'Assisi nel 1215, ed è uno dei 15 luoghi di culto più visitati al mondo.
Santuario di San Gabriele dell'Addolorata. Luogo di culto e devozione popolare, il Santuario di San Gabriele è uno dei 15 santuari più visitati al mondo, grazie ai due milioni di fedeli che ogni anno vi si recano per invocare il patrono d’Abruzzo, anche noto come "Santo dei giovani e dei miracoli". L’originaria struttura del Santuario fu costruita a partire dal 1215 accanto ad un convento francescano, secondo la tradizione per volere di San Francesco d’Assisi. Nel corso dei secoli l’antica Chiesa è stata oggetto di restauri ed ampliamenti, almeno sino ad inizio Novecento quando furono aggiunte la Cupola e l’attuale facciata. Sulla navata destra si apre la Cappella del Santo, inaugurata nel 1920 e particolarmente pregevole per la finezza dello stile gotico inglese e la rara policromia del cemento. Incantevoli affreschi abbelliscono le pareti mentre, accanto al Transetto, un piccolo recinto protegge la Tomba di San Gabriele sulla quale dal 1892 – anno della glorificazione del Santo – continuano ad accadere strepitosi miracoli. Affianco al vecchio Santuario si trova la nuova basilica progettata nel 1970. Ampia e moderna, può accogliere 12.000 persone grazie ad i suoi 90 metri di lunghezza e 30 di larghezza. Il nuovo Santuario, diviso in un’aula feriale e festiva, richiama la forma di una grande nave, con la Stiva (cripta del Santo), la Tolda (Aula basilicale) e 4 vele pandireazionali, simbolo della “Chiesa in cammino" Spettacolare è la vetrata ad arco rovesciato dominata dal "Cristo-luce" ed altrettanto imponente il mosaico a tutta parete del Cristo morto e risorto. E' questo il senso di una religiosità che si esprime attraverso la vivacità e la luminosità dei colori, negli scintillanti graniti policromi che colorano il Presbiterio basilicale, nelle vetrate che sovrastano la crociera nord e che lasciano intravedere 14 campane in bronzo finemente lavorato.
La Storia di San Gabriele. S. Gabriele, al secolo Francesco Possenti, nacque ad Assisi nel 1838 da famiglia numerosa ed aristocratica. A 18 anni vide in visione la Madonna ed entrò come novizio nel convento dei Passionisti, dove si distinse per la sua devozione. Morì di tubercolosi e fu sepolto nella fossa comune della Chiesa del Convento. La sua tomba, presso la quale avvengono miracoli e guarigioni prodigiose, divenne in breve meta di devoti e pellegrini. S. Gabriele venne proclamato Santo nel 1920. Il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata. Il Convento di San Gabriele era un piccolo cenobio dichiarato monumento di pace da San Francesco d'Assisi nel 1215. Oggi dell'edificio originario resta solo il Pozzo di San Francesco, scavato nel 1216. L'antica Chiesa di San Gabriele, restaurata nel 1590 in stile francescano, fu rinnovata nel 1908 e ornata di cupola nel 1920, per la santificazione. Qui i devoti continuano ad invocare il Santo, affinchè interceda per loro. All'interno della Chiesa, alcune lapidi ricordano i momenti più importanti della storia del Santuario. Nella navata destra si apre la Cappella del Santo, che contiene le spoglie di San Gabriele.
 
 
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