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I Comuni della Provincia di Teramo: Sant'Omero

Teramo

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
 

Città di Sant'Omero

Sant'Omero (Provincia di Teramo)
Distanza dal capoluogo di provincia (Km): 27
Abitanti: 5.402
Altitudine: 209 mt. s.l.m.
Frazioni: Garrufo, Poggio Morello, Villa Ricci.

Comune di Sant'Omero
Via Vittorio Veneto
- 64027 Sant'Omero (Te)
Tel.: 0861.88098 - Fax: 0861.88555
Sito web:
www.comune.santomero.te.it
Posta certificata:
Posta ordinaria: info@comune.santomero.te.it

I.A.T.: Informazione Accoglienza Turistica
Telefono:    - Fax:

Storia:
Di origine medievale, ma i reperti di epoca arcaica rinvenuti sul suo territorio lasciano supporre insediamenti ben più remoti.
Appartenne al Marchesato di Bellante, quindi agli Acquaviva e infine agli Alarcon y Mendoza.

Arte e cultura:
In zona collinare tra il torrente Vibrata e il fiume Salinello. Nel centro abitato si segnala la chiesa barocca di S. Antonio Abate; nei dintorni, incastonata nel verde della campagna, è la chiesa di S. Maria a Vico (fine X sec.),il più integro tra i monumenti della regione, anteriori al Mille; secondo recenti ricerche, sorgerebbe su un tempio dedicato a Ercole.
La pianta è quella tipica della basilica, l'interno, diviso in tre navate, mostra pilastri dalla forma tozza e rudimentali capitelli e conserva un'iscrizione romana relativa ad un tempio di Ercole.
Di un certo rilievo architettonico è il palazzo medievale De Mendoza. Nei dintorni sorgono le tipiche "pinciaie", case in terra e paglia.

Illustri:

Musei:

Eventi:
2, 3 e 4, giugno, festa del santo patrono.
Luglio, sagra del baccalà, degli spaghetti, della zuppa di ceci e delle olive farcite.
Prima decade di Agosto, sagra della birra (frazione Garrufo).
Agosto, Festival Internazionale del teatro comico.
3/8 Settembre, festa di S.Maria a Vico.

 
 

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Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Teramo

Molto suggestivo anche il centro storico di Sant'Omero, dove spiccano il Torrione medievale e la Chiesa della Misericordia, oggi detta Marchesale. Fu eretta nel '300 in occasione di una tremenda pestilenza e ricostruita nel XVII secolo per volontà del Marchese e Abate Don Alvaro Mendoza y Alarçon. Le colline che costeggiano Sant'Omero sono ricche di testimonianze della vita rurale abruzzese, dalle pinciaie, case in terra cruda molto diffuse in tutta l'area vibratiana, alle caratteristiche "grotte dei Saraceni", cisterne di epoca romana utilizzate fino a pochi decenni fa per la raccolta di acqua.
Una caratteristica dell’Abruzzo è la varietà morfologica del territorio che mette a confronto realtà solitamente distinte e difficilmente coniugabili, come mare e montagna, parchi nazionali, riserve naturali e centri storici, collegati con un’efficientissima rete stradale. Dalla foce del_Tronto a quella del Trigno 129 chilometri di costa, assolata e godibile dalla primavera all’autunno, fronteggiano i massicci più elevati dell’Appennino, tanto che non è raro poter scorgere dal litorale sabbioso e in piena vacanza marina le cime innevate del Gran Sasso e della Maiella. Del resto la storia antropologica e sociale della regione Abruzzo è tutta coniugata sul costante rapporto mare-montagna, vissuto dalla gente.
Meritano una visita a Sant'Omero, infine, le piccole frazioni nei dintorni. Ad iniziare da Poggio Morello, dove nell'XI secolo ebbe sede l'importante monastero benedettino di San Lorenzo a Salino. Villa Ricci si segnala invece per la presenza di due mulini idraulici risalenti al XVI secolo, quando il paese di Sant'Omero costituiva il principale centro economico dell'intero territorio circostante. Ed infine Garrufo, originariamente Castrum Rufi dal nome del nobile romano (Lucio Tario Rufi) che lo abitò. Qui sono stati ritrovati i resti di un acquedotto romano e di una Statua acefala, riportata da Corinto nel 146 a.C. e donata alla città di Palma che sorgeva tra le colline di Sant'Omero e Tortoreto.
 
 
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