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I Comuni della Provincia de L'Aquila: San Demetrio ne' Vestini

L'Aquila

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San Demetrio ne' Vestini. Il toponimo attuale del paese risale solo al 1862, e precisamente al 30 luglio, quando il primo cittadino di San Demetrio convocò il Consiglio comunale per pronunciarsi sulla modifica del nome del borgo, uguale a quello di un altro paese della Calabria (San Demetrio Corone, in provincia di Cosenza). Assecondando la deliberazione del consiglio di San Demetrio ne' Vestini di aggiungere al nome principale quello degli antichi abitanti del territorio, i Vestini, San Demetrio acquisì la denominazione definitiva di San Demetrio ne Vestini.
L ‘origine della prima parte del toponimo di San Demetrio ne' Vestini è tuttavia controversa. Per alcuni studiosi il nome sarebbe da collegare al culto della Dea Demetra (Cerere) e, quindi, significare cereale ; altri, invece, sostengono che questi fosse da rimandare a San Demetrio, il cui culto si era particolarmente diffuso nel Medioevo, allorchè molte colonie di Albanesi si insediarono in questa zona dell’Abruzzo aquilano e favorivano la venerazione del Santo di Tessalonica, martirizzato durante la persecuzione di Massimiano (III sec. d.C.).

Città di San Demetrio ne' Vestini

Comune di San Demetrio ne' Vestini
Via Madonna dei Raccomandati
- 67028 San Demetrio ne' Vestini (Aq)
Tel.: 0862.810834 - Fax: 0862.810017

Altitudine: 662 mt. s.l.m.
Estensione: 16,33 kmq.

Sito web: www.comune.sandemetrionevestini.aq.it
PEC: protocollo.sandemetrionv@legalmail.it

Posta ordinaria: s.demetrio@katamail.com

Il paese San Demetrio ne' Vestini, composto da numerose frazioni, è conosciuto soprattutto per la presenza delle vicine e suggestive grotte di Stiffe. Le origini del comune San Demetrio ne' Vestini risalgono al Medioevo.

 
 

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Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia de L'Aquila

Lo stemma della cittadina di San Demetrio ne' Vestini raffigura, infatti, un guerriero a cavallo su fondo dorato che, nella tradizione popolare, rappresenta il Santo in abiti militari, immagine che va attribuita probabilmente la fama dei suoi miracolosi combattimenti per difendere la città di Tessalonica contro gli attacchi degli avari e degli Slavi. Per quanto riguarda la seconda parte del nome di San Demetrio ne' Vestini, essa deriva dagli antichi Vestini, popolo Medio-Italico, vicino geograficamente e linguisticamente ai confinanti Marrucini e Peligni, che abitava a cavallo delle cime più alte dell’Appenino centrale. Quanti si insediarono a San Demetrio ne' Vestini nella parte più alta dei rilievi montuosi vivevano di pastorizia transumante, mentre quelli stanziati nella parte più orientale del territorio di San Demetrio ne' Vestini, si occupavano di agricoltura e prodotti caseari.
L’Abruzzo marittimo si aftaccia sull’Adriatico fra le foci del Tronto e del Trigno, in una fascia costiera so-stanzialmente compatta, solcata da fiumi che scendono dal rilievo appenninico e subappenninico ed affiancata dalla discontinua cornice di ridenti zone collinari. Le stazioni balneari più rinomate, dotate di ogni moderno contorto, sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto Lido, Giulianova Lido, Roselo degli Abruzzi, Pineto, Silvi Marina, Montesilvano, Pescara, Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia e Vasto. I centri storici sparsi nelle quattro province abruzzesi sono più di 150. Di grande interesse turistico, sportivo e climatico i laghi di Campotosto, Barrea, Scanno, Villalago e Bomba. Una nota particolare merita il Parco Nazionale d’Abruzzo, compreso tra l’area del Fucino a Nord-Ovest e la catena delle Mainarde Sud-Est, delimitato a Est dai Monti Marsicani, a Sud e Sud-Ovest dallo spartiacque tra il Sangro e il Liri, con gli immensi e centenari boschi, gli ameni altipiani e le gole selvagge, ricchi di straordinaria varietà di flora e di fauna. Nel suo territorio, per una estensione di 400 Kmq a vincolo intero e 600 Kmq con speciali restrizioni, viene assicurata la tutela e il miglioramento del patrimonio arboreo e faunistico.
Tra il V e il IV secolo a.C., i Vestini raggiunsero un’organizzazione amministrativa basata su pagi, ossia estesi distretti territoriali con all’interno uno o più villaggi dotati di autonomia amministrativa, finanziaria e religiosa; sulla lingua parlata a San Demetrio ne' Vestini sappiamo solo che si trattava del dialetto osco. Secondo la tradizione, il trasferimento di alcuni coloni dalla vicina Peltuinum al territorio su cui attualmente sorge il paese di San Demetrio ne' Vestini, avrebbe dato origine al primo nucleo abitativo, poi estesosi fino a coprire un’ampia zona alla destra dell’Aterno, confinante a nord con le terre appartenenti agli Amiternini, ad est con quelle dei Pentuinati ed a sud i territori appartenenti a Frustanae (oggi identificabile con il Castello d’Ocre e dintorni).
 
 
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