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Informazioni ed indirizzi utili dei Comuni della Provincia di Chieti: San Buono

Chieti
 

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Da Visitare a San Buono. Chiesa di San Lorenzo Martire a San Buono. La bellissima Chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire a San Buono che risale al XII secolo, ha avuto il suo completamento con la erezione della maestosa facciata in stile romanico eseguita, dal 1958 al 1960. La chiesa è a croce latina, ricca di stucchi del Fagnani, su disegno dell’lng. Castelli, con pitture di Ferdinando Palmerio di Guardiagrele. Ha un tiburio alto metri 21 ricchissimo di stucchi con quattro occhi sezionati a croce, con rosone centrale e cinque file di cassettoni, che decrescono andando verso il centro della volta. Ricca di tantissime opere d’arte di cui, un organo di rilevante valore artistico a mantice del XVII sec dei F.lli D’Onofrio, un battistero e un’artistica acquasantiera del 1619 con stemma dei Caracciolo. Ferdinando Palmerio di Guardiagrele affrescò, verso il 1900, i Quattro Evangelisti, la Nascita di Gesù Cristo, la Fuga in Egitto e il Battesimo di Nostro Signore: il primo sulle quattro vele del tiburio e gli altri tre affreschi lungo la volta del tempio.
 
Il Martire San Buono. Ben poche notizie si hanno del Protettore, San Buono. Nel Martirologio Romano, al primo di agosto si legge: Nella via Latina vi fu il martirio di Buono prete, Fausto, Mauro, con altri nove che sono scritti negli Atti di Santo Stefano I, Papa. Negli stessi scritti di San Buono si legge: “Accadde che tra i suoi chierici si trovavano dodici di cui indichiamo i nomi: Buono, Fausto, Mauro etc. i quali, senza essere interrogati, furono condannati alla decapitazione. Furono decollati nella via Latina presso la forma dell’acquedotto. I loro corpi furono raccolti da Tertullino e furono seppelliti vicino ai corpi dei Santi Giovino e Basileo, nella via Latina, lo stesso giorno primo di agosto 259, sotto l’Imperatore Valeriano( 254-260 d.C.)?. Dalla Bolla autentica delle sue reliquie sappiamo che il Sacro Corpo del Martire Buono è giunto nella nostra cittadina nel 1753, su richiesta di uno dei Principi Caracciolo, feudatario di San Buono, che lo portò in dono alla comunità di San Buono.


Città di San Buono

Palazzo Caracciolo a San Buono. Pregevole esempio di palazzo baronale. Appartenne ai Caracciolo, prìncipi di San Buono, è parzialmente edificato intorno alla corte, con elementi dei sec. XVI - XVII, stemma d’angolo in pietra e paramenti di facciata in pietra e laterizio. Manca del portale. La Fontana Vecchia a San Buono. Su una La cittadina sorgente naturale denominata “Fontana Vecchia” verso il XVI secolo fu costruita una tipica fontana lavatoio con sequenza di archetti e vasca. Realizzata in pietra scolpita a mano, con archi che servivano a proteggere anche l’abbeveratoio degli animali. Un tempo costituiva il luogo più frequentato e più vivace di tutto il paese di San Buono. Il giorno era luogo di ritrovo delle donne che lavavano i panni, la sera era luogo di sosta e di incontro dei contadini che rientravano dai campi per abbeverare gli animali. L’Amministrazione al fine di tutelare il lavatoio ha approvato il progetto per il restauro, i cui lavori sono in fase di avanzata realizzazione.

Comune di San Buono
Piazza San Rocco, 1
- 66050 San Buono (Ch)
Tel.: 0873.930145 – Fax: 0873.930612

Altitudine: 470 mt. s.l.m.
Estensione: 25,03 kmq.

Sito web: www.comune.sanbuono.ch.it
PEC - Posta certificata: comune.sanbuono@legalmail.it

Posta ordinaria: info@comune.sanbuono.ch.it

Il Convento di Sant’Antonio a San Buono. Giovannantonio II fece costruire, sul versante sinistro del fiume Treste, il convento dedicato a Sant’Antonio da Padova a San Buono per i frati francescani, che beneficò con favori e donazioni. Il Convento di Sant’Antonio, a circa 2 chilometri dal paese di San Buono, La cittadina sorge su uno dei posti più suggestivi del territorio di San Buono. Il 13 giugno, giorno in cui si festeggia il Santo, il convento è meta di numerosi pellegrini dell’entroterra e del Molise. Il Convento è stato iniziato nel 1575 da Giovannantonio II, e fu ultimato, con l’annessa Chiesa, dal figlio Marino IV, principe di San Buono. L’ampia chiesa, inizialmente in stile romanico-rinascimentale, fu trasformata in seguito in stile barocco ed ornata con stucchi e putti settecenteschi. Sul portale si legge “Regia sum Regis divini sub nomine Patavini” (Sono la reggia del Re divino sotto il nome del Padovano). La chiesa di San Buono ha un’unica ed ampia navata, con un coretto sovrastato da un loggiato della medesima estensione, ripartita a destra in tre cappelle, dedicate a San Francesco, Sant’Antonio da Padova ed a San Diego.

La cittadina di San Buono sorge sul pendio di una collina, alla sinistra del fiume Treste. Le prime notizie storiche sul paese sono del XI sec., epoca in cui fu costruito il castello "de Sancto Bono", di cui rimangono solo testimonianze scritte, in quanto la sua struttura è stata interamente assorbita dalla chiesa di San Lorenzo e dal palazzo signorile. Nel territorio dell’attuale comune esistevano altri abitati di età medioevale, ma ha conosciuto anche una frequentazione di epoca assai più antica in località Fonte San Nicola, dove sono venuti alla luce materiali dell’età del ferro. San Buono, antico possesso feudale della famiglia dei Di Sangro, pervenne nel XIV sec. ai Caracciolo, che contribuirono allo sviluppo del paese di San Buono nei secoli successivi.

 

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Le vicende storiche del Convento di San Buono. Nel seicento il Convento di San Buono apparteneva alla provincia monastica di Sant’Angelo di Puglia. Nel settecento venne a far parte della provincia osservante di San Ferdinando nel Molise che contava ben 18 conventi. Grazie a questa nuova appartenenza, il Convento di San Buono fu designato come casa di formazione per allievi alla vita religiosa e sacerdotale. Nel seicento il Convento di San Buono apparteneva alla provincia monastica di Sant’Angelo di Puglia. Nel Settecento venne a far parte della provincia osservante di san Ferdinando nel Molise, In questo periodo a San Buono furono eseguiti lavori per accrescere la capacità d’accoglienza e d’abbellimento dell’edificio conventuale, come risulta dall’iscrizione “Questa porta in pietra e legno con il pavimento del chiostro fu aperta A.D. 1750, essendo guardiano R. P. Bonaventura da Furci”. Le leggi eversive della Rivoluzione Francese colpirono anche il Convento di San Buono.


Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Chieti

 
 
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