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Guida al quartiere di Giulianova Paese: La salita Montegrappa

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SALITA MONTEGRAPPA
(Via delle Fontanelle)
di Berardo Montebello
Viaggio nei luoghi della memoria storica - La salita Montegrappa

Grande importanza urbanistica riveste l'opera pubblica di riqualificazione ambientale del declivio collinare tra il centro storico e il Lido di Giulianova.

La fontana pubblica della Salita Montegrappa

La realizzazione prevede soprattutto il recupero dei vecchi percorsi pedonali di collegamento fra i due siti, recupero che inerisce ad un atteggiamento di considerazione nei confronti della memoria storica.
Rilevante è la valorizzazione delle vecchie fontanelle, quella a nord dell'intervento e quella porticata della fine dell'Ottocento a sud, luoghi dove i nostri avi si approvvigionavano di acqua con la tipica conca abruzzese e dove ancora, le massaie si recavano per il bucato.
Questi luoghi assumevano una grande importanza dal punto di vista sociale in quanto erano naturale punto d'incontro dapprima dei soli cittadini del centro storico e successivamente, con l'inizio della espansione litoranea della città, anche dei cittadini del Lido.

Così appariva la Salita Montegrappa prima del riassetto
(foto di Pierino Santomo)

Il progetto dell'architetto Luciano Secone assume una grande importanza proprio da questo punto di vista: è evidente come con l'inserimento di una nuova fontana e di spazi per la sosta e lo svago lungo i percorsi pedonali si miri a fare altrettanti luoghi di fruizione sociale.
Nei pressi della fontana porticata bene si inserisce uno spazio di architetture scenografiche con elementi che ricordano gli acquedotti romani, resti effimeri di un teatro romano, fontana con percorsi d'acqua che creano uno spazio di sosta utilizzabile per rappresentazioni teatrali e musicali.
Non meno importante è il sapiente uso dei materiali nelle pavimentazioni in pietra e mattoni che bene si integrano nella ambientazione paesistica del luogo.
L'inserimento di carattere post post modern dei resti di una facciata di un teatro romano nella parte più bassa sembra quasi ricordare l'origine degli insediamenti abitativi della Castrum Novum.
Interessante il sistema di illuminazione notturna con un misto di lampioni classici e moderni che ben mediano il passaggio tra la città antica e quella moderna.
Qui l'essenza del posto è costituita dalle piantumazioni di tipo mediterraneo e dal declivio collinare su cui si aggrappa la fede dell'uomo trasformata in architettura.
La scansione dei percorsi pedonali e dell'arredo vegetale portano con eleganza la rigidità della collina a stemperarsi nella parte pianeggiante del Lido.
In equilibrio tra conservazione e innovazione il progetto di recupero di questi antichi percorsi si misurano con il difficile problema della coesistenza di mondi apparentemente inconciliabili: quello del centro storico e quella della nuova espansione.
L'intervento ha ricostruito l'essenza perduta, ristabilendo la necessaria relazione tra l'antico edificato e la natura: ora, il giardino pubblico fa di nuovo da cornice al centro storico, isolandola dall'infittirsi edilizio della civiltà urbana.
Se l'intervento nel suo complesso è apprezzabile, non si può non rilevare, tra gli altri, come le floricolture costituiscano elementi di grande disturbo, privi di significato e completamente effimeri.
Aticolo tratto dalla Rivista "Madonna dello Splendore" n° 17/1998 pag. 99.

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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