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Informazioni ed indirizzi utili dei Municipi della Provincia di Pescara: Rosciano

Pescara
 

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Rosciano abitato sin dal neolitico (come testimoniano reperti rinvenuti nelle località Coccetta e Piano Ciero), e probabilmente vicus romano (lo dimostrano l'impianto in laterizio che funge da basamento alla torre del castello, nonchè vari oggetti scoperti nel territorio di Rosciano (tra i quali un sarcofago), il territorio di Rosciano vide l'insediamento di una fara longobarda posta ai confini meridionali del Ducato di Spoleto lungo la riva sinistra del fiume Pescara. Del periodo longobardo restano vari reperti a Rosciano (come un pettine in osso lavorato venuto alla luce da una sepoltura presso Villa Oliveti ed una necropoli recentemente scoperta in località Piano Fara), nonchè diversi toponimi come Piano Faram Colle della Guardia e S. Giovanni alla Pescara, in riferimento alla chiesa edificata dai longobardi ai piedi del colle sul quale, nella seconda metà del secolo XI, Achille Valignani, duca di Vacri, fece costruire a Rosciano una torre che fungesse da testa di ponte per le schiere normanne verso il comitato pinnense.
Intorno a questo elemento fortificato di Rosciano, poi ampliatosi nell'attuale Castello, le popolazioni della fara e quelle circonvicine crearono il primitivo nucleo abitato di Rosciano. Aggregati inizialmente alla contea normanna di Manoppello, il feudo e, soprattutto, il castello di Rosciano diedero ricovero ai più temibili e famosi capitani di ventura del tempo (Roscio da Montechiaro, tradizionalmente considerato l'epònimo del paese, Minuccio dell'Aquila, Giovanni Caldora, Muzio Attendolo Sforza e suo figlio Francesco, poi duca di Milano) che guadagnarono al luogo l'epiteto di "Rocca dei Capitani".

Città di Rosciano

Comune di  Rosciano
Piazza Enrico Berlinguer, 8
- 65020 Rosciano (Pe)
Tel.:  085.8505432 – Fax:  085.8505552

Altitudine: 242 mt. s.l.m.
Estensione: 27,83 kmq.

Sito web:
www.comunedirosciano.it
PEC-Posta certificata: affarigenerali.comunedirosciano@pec.it

Posta ordinaria: info@comunedirosciano.it

La storia di Rosciano si riassume nei catasti onciari del 1677 e del 1743,conservati presso l'Archivio storico del Comune di Rosciano, e nelle vicende che collegano il suo agro all'abbazia di San Liberatore a Majella, che qui aveva la grancia di San Nicola, o a quelle più recenti delle frazioni di Villa Oliveti, Villa San Giovanni, feudo dei Cavalieri di Malta, e Villa Badessa che costituisce la più settentrionale colonia italo-albanese d'Italia, un'oasi orientale, quella di Rosciano che segue il Tipikòn di Costantinopoli in lingua greca.

Il paese di Rosciano è situato su un colle alla sinistra del Fiume Pescara.
Il Paese di  Rosciano eminentemente agricolo, lega la sua storia passata alla chiesa di S. Liberatore a Maiella, che qui aveva la grancia di S. Nicola (ne resta traccia nella chiesetta romanica che ancora porta questo titolo) e quella più recente alle numerose frazioni che compongono il comune di  Rosciano.
Villa Oliveti è centro di agricoltura avanzata. Villa San Giovanni fu feudo dell'ordine dei Cavalieri di Malta.
Villa Badessa (m161), invece, costituisce la colonia italo-albanese più settentrionale d'Italia, un'oasi orientale che segue il "Tipikòn" (rito) di Costantinopoli in lingua greca. La comunità di  Rosciano è composta dai discendenti degli albanesiche partirono dai villaggi di Piqeràs, Lukòva, Shen Vasìli, Klikùrsi, Nivizza e Corfù della regione di Himara (Albania meridionale) per sfuggire all'occupazione turca dei Balcani. Si insediarono qui il 4 marzo 1744, ricevendo da Carlo III due feudi dove poter vivere di agricoltura.
Ragioni storiche e geografiche ma soprattutto la diversità di rito religioso - hanno consentito la conservazione dell'idioma di origine e delle fisionomie etniche. Ancora oggi infatti gli arbëreshe badessani si esprimono in quell'antica lingua, e gli anziani, anche se in sempre più rare occasioni, indossano gli splendidi costumi tradizionali, estremamente caratteristici perché originari e affini a quelli epiroti.

 
 

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La comunità di Rosciano è composta dai discendenti degli albanesi che, partiti dai loro villaggi di Piqeràs, Lukòva, Shen Vasìli, Klikùrsi, Nivizza e Corfù della regione di Himara, vi giunsero nel XVIII secolo per sfuggire all'occupazione turca dei Balcani. Ancora oggi a Rosciano gli italo-albanesi o arbëreshe badessani continuano ad esprimersi nel loro antico e misterioso idioma, peraltro di notevole interesse glottologico - sembra, infatti, di derivazione illirica - e gli anziani, anche se in sempre più rare occasioni, indossano gli splendidi costumi tradizionali,estremamente caratteristici perché originari ed affini a quelli epiroti.


Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Pescara


 
 
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