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Regione Abruzzo: Scoprire la natura nella Regione Abruzzo

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I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
I parchi in Abruzzo. L'Abruzzo è soprannominato a ragion veduta la "regione dei parchi", perché concentra entro i propri confini una varietà sorprendente di ambienti naturali: dalla variegata costa mediterranea (arenile, dune, palude, pineta, macchia litoranea, scogliera, faraglioni, bassi litorali sassosi), alla fascia collinare con oasi fluviali e lacustri, fino a una zona montana vastissima dagli habitat più diversi (foreste, praterie, laghi montani, enormi altipiani carsici, canyon, cascate, grotte, cime e ambienti d’alta quota di carattere francamente alpino, ghiacciai, vulcanismi). Aree naturali custodite gelosamente e per questo ancora incontaminate e selvagge, che ospitano una fauna boschiva da far invidia ai safari africani per varietà e rarità. Il lupo appenninico, l'orso marsicano, il camoscio d'Abruzzo, l'aquila reale, il piviere tortolino, lontre e martore, linci e gatti selvatici, falchi e gufi, cervi e caprioli, tutte specie molto rare, alcune in via d'estinzione, per questo ben protette in un laboratorio biologico a cielo aperto per la conservazione degli ecosistemi. La scelta è ardua tra i tre Parchi Nazionali - lo storico Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, istituito nel 1923, quelli del Gran Sasso-Laga e della Majella -, il Parco Regionale Sirente-Velino e oltre 30 riserve e oasi naturalistiche. Gli accompagnatori di media montagna, le guide alpine, le guardie parco e forestali, affiancate dagli operatori turistici locali, offrono percorsi adatti a tutti: a piedi, a cavallo, in mountain-bike, con gli sci... E di tutte le difficoltà: dalla semplice passeggiata al trekking estremo, sino ai percorsi per disabili.


Regione Abruzzo


Palazzo Ignazio Silone
Via Leonardo da Vinci, 6
- 67100 L'Aquila
Tel. 0862 3631

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Grotte del Cavallone (Comune di Taranta Peligna - Ch)
La Grotta del Cavallone (altrimenti conosciuta come Grotta della Figlia di Jorio) è una grotta di interesse speleologico che si apre nella Valle di Taranta, nel cuore del Parco Nazionale della Majella, e ricade nel territorio dei comuni di Taranta Peligna e Lama dei Peligni, in lt provincia di Chieti. Il percorso interno alla grotta del Cavallone si snoda per un chilometro con la possibilità di attraversare sale di grande interesse, in particolare per ciò che concerne i primi 600 metri; è qui infatti che si notano innumerevoli stalattiti e stalagmiti. Vale la pena di ricordare la "foresta incantata", la "sala degli elefanti" e lo stupendo "pantheon" con la sua "sala delle statue" Il resto della grotta, pur essendo privo di particolari concrezioni, resta interessantissimo sotto il punto di vista geologico: i terremoti hanno infatti scrostato le pareti rendendo ammirabile la montagna del suo interno. Alcuni punti salienti della grotta sono stati denominati con termini dannunziani come ad esempio la Sala di Aligi, l'Eremo di Cosma o L'angelo muto. Del sistema speleologico della Grotta del Cavallone fanno parte anche la Grotta del Bue, la Grotta dell'Asino e la Grotta del Mulo.

 
Il Parco Nazionale d'Abruzzo è il parco più antico d'Italia, nato da iniziativa di privati nel 1922 (l'idea era creare un parco come quello di Yellowstone) riconosciuto come parco con decreto legge nel 1923. Oggi il parco è una realtà a livello internazionale (il primo come biodiversità) e modello per la conservazione di specie animali importanti come l'orso, il lupo, il camoscio, il cervo, la lince ed il capriolo. Ogni anno oltre 2 milioni di persone visitano questo parco, molti gli stranieri che probabilmente apprezzano il parco più di quanto facciano gli italiani, basti pensare che il noto regista francese Jaque Jacquet ha dedicato al parco il film "La volpe e la Bambina", film che ha avuto un enorme successo in Francia. La caratteristica che appare evidente del Parco Nazionale d'Abruzzo è il verde (non a caso l'Abruzzo è la regione più verde d'Europa), la flora è veramente eccezionale, i due terzi del territorio è coperto da faggete e molte sono le varietà di piante che vivono solo in questo territorio. Nel parco si trovano centri visita, aree faunistiche e tanti sentieri ben segnati. I comuni del parco sono un esempio di integrazione urbana, nel parco esiste un'unica strada asfaltata, e meritano di essere visitati: Alfedena, Gioia dei Marsi, Lecce dei Marsi, Ortona dei Marsi Opi, Pescasseroli, Scanno, Villavallelonga, Villetta Barrea, Barrea, Bisegna, Civitella Alfedena. I verdi paesaggi e la presenza di animali allo stato libero creano nel Parco Nazionale d'Abruzzo un'atmosfera da fabia.

Grotta del Colle (Comune di Rapino – Ch)
La grotta del Colle è una cavità naturale aperta sul versante nord-orientale della Maiella, a quota 550 m sul livello del mare, in località Costa Le Solagne. Oltrepassato un grande arco di roccia, largo oltre 15 m, che ne costituisce l'ingresso, si accede a un ampia sala irregolarmente rettangolare, di 40 x 60 m, alta tra i 4 e i 12 m, con piano pavimentale attualmente inclinato verso il fondo della grotta. Un cunicolo, a quota più alta del piano, si apre sulla destra dell'ingresso. Nella cavità è ancora attivo il fenomeno dello stillicidio delle acque, a cui si deve la formazione di numerose stalattiti e forse anche il distacco della volta di grossi blocchi, che attualmente ingombrano la zona centrale. Le emergenze archeologiche visibili riguardano il piccolo edificio sacro che sorge all'ingresso della cavità, parzialmente al suo interno, su una preesistente struttura tradizionalmente nota come "tempio italico".

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è nato nel 1991, insieme al Parco Nazionale d'Abruzzo ed il Parco della Majella costituisce l'asso della regione più verde d'Europa. Il Parco del Gran Sasso è tra i più grandi d'Italia con i suoi 141.341 ettari di superficie ed abbraccia ben 44 comuni. La caratteristica peculiare del Parco sono le sue montagne, ci sono tre gruppi montuosi, a nord i Monti della Laga, a nord-est i Monti Gemelli ed a sud la catena del Gran Sasso. Il parco annovera venti cime sopra i 2.000 metri di altezza che formano una cresta di ben 50 chilometri fatta di vette e selle con al centro il massiccio del Gran Sasso che domina l'appennino. Il Corno Grande nel massiccio del Gran Sasso con i suoi 2.912 metri di altezza è la vetta più alta dell'appennino. Il paesaggio offerto dalla montagna abruzzese è unico, un paesaggio dolomitico a pochi chilometri dal mare. Alle pendici meridionali del Gran Sasso si trova il suggestivo altopiano di Campo Imperatore soprannominato il "piccolo Tibet", questo luogo è stato ed è la location preferita per molti film internazionali. Oltre alla roccia il parco offre tanto verde, il suo territorio è per metà coperto da boschi e foreste. In particolare nella parte del versante teramano ed al nord del parco, ai confini con le Marche, la ricchezza d'acque rende il paesaggio verdissimo con torrenti, laghi e boschi fittissimi. La combinazione di ecosistemi differenti produce una eccezionale ricchezza di specie vegetali ed animali. Tra un'escursione e l'altra bisogna assolutamente visitare i borghi medioevali del parco. Ricordiamo che sotto il Gran Sasso c'è uno dei laboratori di fisica nucleare più famosi al mondo nonchè il più grande laboratorio scientifico al mondo.

Riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca
La Riserva Naturale delle Grotte di Pietrasecca, nata nel 1992, e’ circoscritta nell'area dei Monti Carseolani e in quelle limitrofe, nel comune di Carsoli (AQ); la sua estensione e’ di 110 ettari circa.  Nella riserva si trovano due grotte dovute a fenomici carsici:
- La Grotta Grande del Cervo (scoperta nel 1984) che deve la sua importanza al ritrovamento nel suo interno delle ossa di un cervo di notevole interesse paleontologico e di monete romane del IV-V sec. d.C. e del XV secolo. Forse per alluvioni o in occasione di un terremoto nel 1456 l'apertura dovette ostruirsi ed è rivenuta alla luce nel 1984 a seguito di uno studio e ricerca sul posto da parte del Gruppo Speleologico Romano. Nella Grotta del Cervo alcune università hanno condotto studi sulla paleosismicità che hanno permesso di definire gli eventi sismici della zona in un arco di 350.000 anni. L’interesse scientifico delle grotte è legato anche alla ricostruzione della loro frequentazione dalla preistoria all’età romana e alla presenza di un’interessante fauna cavernicola.
- La Grotta dell'Ovito, inghiottitoio naturale che raccoglie le acque del bacino omonimo per restituirle dopo 1300 m. di distanza nella cosiddetta risorgenza della Vena Cionca a Pietrasecca.
La riserva merita di essere visitata soprattutto a primavera, quando la portata della cascata e’ piu’ forte e le faggete d'intorno formano un ovattato e suggestivo tappeto verde. La portata delle acque e’ discreta anche a cavallo tra l'autunno e l'inverno, mentre in piena estate la cascata si riduce ad un esile rivolo o si prosciuga del tutto. D'estate e nelle prime settimane d'autunno e’ la fresca faggeta alle spalle della cascata a costituire il motivo piu’ importante per le visite alla zona che, solo guidate, possono essere effettuate tutto l'anno. Nella Riserva fioriscono, tra le altre, l’Anemone apennina, il Ranuncolino muschiato, la Saxifraga rotundifolia. Fra gli uccelli sono presenti picchio verde e coturnice.

Parco Nazionale della Majella. Il massiccio della Majella è grande ed aspro, le sue vallate e altopiani sono i più selvaggi della regione, aree mistiche e silenziose luogo ideale per eremi e pastori. Il parco è ricco di grotte per effetto del fenomeno del carsismo in particolare le rocce della Majella sono rocce carbonatiche.

Grotta Sant’Angelo (Ripe di Civitella del Tronto - Te)
La  Grotta  di Sant’Angelo è una delle cavità rupresti più interessanti della  preistoria italiana . Situata a poca distanza dalla splendida  Città-fortezza di Civitella del Tronto , la  Grotta  è stata per molti secoli un importante luogo di culto e ancora oggi è meta di pellegrinaggi in onore di  San Michele Arcangelo. Gli scavi archeologici condotti a partire dagli anni ‘60 hanno restituito reperti che vanno dal Neolitico (V millennio a. C.) fino all’età del Ferro (I millennio a. C.), mentre i resti di epoca medievale sono relativi all’eremo che qui si insediò attorno al XIII secolo. Un’imponente  parete stratigrafica , alta circa 3 metri, custodisce la storia più antica dei popoli italici attraverso materiali di straordinario valore: punte di frecce, raschiatoi e lamelle realizzate con osso di Sus, cilindretti cavi in osso, la ceramica impressa o quella dipinta più antica d’Italia con le famose produzioni di Catignano e Ripoli. Ad avvalorare la tesi che nella  grotta  si praticassero riti di fertilità vi sono i numerosi resti ossei umani, principalmente di soggetti giovani. Su iniziativa del  Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga , è stato allestito un  Museo all’interno della  Grotta che, attraverso pannelli e immagini, racconta la storia del sito. Nel vicino Centro Visite di Ripe di Civitella, inoltre, è stata ricostruita una capanna protostorica a scopi didattico-educativi.

Corno Grande la vetta del Gran Sasso. Il Corno Grande è la cima più alta del Gran Sasso, la sua cresta ha una forma a ferro di cavallo che include tre vette: la vetta Orientale (2.903 metri), la vetta Centrale (2.893 metri), il Torrione Cambi (2.875 metri) e la vetta Occidentale (2.912 metri) che rappresenta il punto più alto del gruppo. Il Corno Grande era un bacino marino formata da barriere coralline con acque basse e ricca di coralli.

Costa dei Trabocchi (Chieti – Ch)
L’Abruzzo è conosciuto soprattutto come regione dei parchi nazionali e come regione montuosa, per le sue vette che sono le più alte del sistema appenninico. L’Abruzzo però è anche una regione di mare, con chilometri di litorale ricchi di straordinari paesaggi, molto diversi tra di loro. In provincia di Chieti questo litorale diventa interessantissimo, con calette, promontori, scogliere alte e frastagliate, che lo rendono unico e paragonabile alle coste oceaniche del Portogallo o della Scozia. Questo tratto, che si estende da Ortona a San Salvo, comprendendo San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Casalbordino e Vasto,  è noto come "Costa dei Trabocchi" e  assume il nome, appunto, dal trabocco, antica e tipica costruzione marinara, che è frequente incontrare sulla costa e ne è diventata il simbolo. I trabocchi. I trabocchi sono strane e complesse macchine da pesca, issate su palafitte e sorrette quasi miracolosamente da una ragnatela di cavi e assi. Non hanno una forma stabile, ma, nelle loro parti essenziali, consistono in piattaforme, composte da tavole e travi non completamente connesse, elevate su primitivi pilastri conficcati sul fondo del mare o su scogli, e congiunte alla vicina riva da esili passerelle. Dalle piattaforme si staccano le antenne, che sostengono le reti per mezzo di un complicato sistema di carrucole e funi.

Il Corno Grande ed in genere il Gran Sasso sembra un paesaggio dolomitico calato nel paesaggio verde abruzzese a dimostrazione dell'estrema biodiversità di questo territorio. La montagna è fatta di pareti calcaree ricche di fessure, camini e canali il paradiso degli alpanisti e degli escursionisti. Il Corno Grande si presta a bellissime escursioni invernali e sci d'alpinismo ma l'esperienza più bella ed appagante si ha in estate quando si possono affrontare tantissimi sentieri che salgono fino alla cima del Gran Sasso. Ci sono sentieri alla portata di tutti, dagli alpinisti più esigenti agli escursionisti meno esperti. Sul Corno Grande si può salire sia da nord partendo dalla funivia di Prati di Tivo, che conduce al rifugio della Madonnina, sia da sud da Campo Imperatore, partendo dallo spiazzale dell'osservatorio di Campo Imperatore (vedi foto in alto). Il sentiero più facile per salire sul Corno Grande è la via Normale che in 3 ore di cammino conduce in vetta sulla parte occidentale (partendo da Campo Imperatore), il sentiero è ben segnato e non ci sono passaggi di arrampicata difficili, occorre ovviamente una condizione fisica almeno accettabile ( cliccando sulla mappa in alto si possono vedere i diversi sentieri ed in fondo alla pagina trovi i tracciati gps e KML con le mappe di google). Il sentiero Ricci che porta alla vetta Orientale non è estremamente complicata ma presenta diverse zone molto esposte ma anche molto belle come il paretone che punta verso est, una muraglia rocciosa alta con un precipizio di 1.600 metri, astenersi chi soffre di vertigini. Per la via Ricci si parte da Prati di Tivo e si sale verso il Rifugio Franchetti, dal rifugio si piega a sinistra e si può osservare il canale che gira verso la parete est, visto dal Franchetti l'arrampicata sembra più pericolosa di quella che è :-)

Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo (Morino – Aq)
La Riserva Naturale di Zompo Lo Schioppo è un area protetta ricadente nel comune Abruzzese di Morino (AQ) istituita con la Legge Regionale n°24 del 29/05/87. Il Comune di Morino con il contributo di Legambiente gestisce la Riserva fin dalla sua istituzione. Dal 2001 è stata costituita una società ai sensi del D.Lgs. 18/08/2002 n. 267 " T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali", la Se.Ge.Mo Servizi Generali Morino, con lo scopo di garantire la gestione ordinaria dell’Area protetta. L’Amministrazione comunale, è impegnata da anni nel coniugare politiche di salvaguardia e valorizzazione delle risorse ambientali con progetti di sviluppo sostenibile, attraverso azioni che interessano non solo il territorio di Morino ma l’intera Valle Roveto. Le molteplici iniziative attuate ed in atto, spesso fortemente innovative per l’area e la situazione socio economica in cui si opera, tendono ad individuare prospettive di sviluppo ed occupazionali fortemente legate con il territorio e la sua popolazione. Tra le principali linee d’azione troviamo interventi finalizzati alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio ambientale cofinanziati dalla Comunità Europea nell’ambito del programma Life Natura (prima trance anni 1997-2000 e seconda trance anni 2003-2007), il progetto di recupero del borgo di Morino Vecchio cofinanziato nell’ambito del programma Docup, laboratori interdisciplinari e campus creativi attivati con fondi Leader Plus. Si è concluso nel 2003 anche un processo di Agenda 21 locale cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente, che ha prodotto la stesura di un Piano di Azione locale attraverso l’attivazione di laboratori di progettazione partecipata e Forum plenari aperti ai cittadini e ai vari portatori di interessi.

Corno Piccolo del Gran Sasso. Il Corno Piccolo ha origine da terreni più argillosi e compatti del Corno Grande ed offre una roccia meno fratturata che si è mantenuta integra all'erosione. Il risultato finale sono splendide pareti di calcare con direttrici di arrampicata tra le più belle al mondo; non a caso il Corno Piccolo è il paradiso di chi fa arrampicata e non solo. Il Corno Piccolo si trova a nord ovest rispetto al Corno Grande, per arrivarci la via consigliata è quella da Prati di Tivo. Da Prati di Tivo si prende la funivia fino alla Madonnina e poi si procede in direzione del rifugio Franchetti. Se non si è preparati o non si ama l'escursionismo ci si può fermare al rifugio Franchetti dal quale ammirare il Corno Piccolo ed osservare alpinisti esperti arrampicarsi sulle pareti. Se si vuole salire in cima al Corno Piccolo la via più bella è sicuramente quella data dalla combinazione del sentiero Ventricini e Danesi. Si parte con la via Ventricini che si prende lungo la via che porta dalla Madonnina al Franchetti, dopo 10 minuti di cammino dalla Madonnina si incontra un cartello ed un bivio, girate a destra per costeggiare il fianco nord del Corno Piccolo. Come si può osservare dalla mappa del sentiero Ventricini questo effettua un giro completo del Corno Piccolo. Lungo il percorso della Ventricini ad un certo punto si trova il bivio con l'indicazione del sentiero Danesi (numero 3D secondo la nomenclatura del CAI) che conduce girando verso sinistra in vetta al Corno Piccolo. In alternativa si pu& può continuare per il rifugio Franchetti passando per la Sella dei due Corni.

Riserva naturale del Lago di Campotosto (Campotosto – Aq)
La Riserva naturale del Lago di Campotosto è una  riserva naturale statale  situata in  Abruzzo , in  lt provincia dell'Aquila. È stata istituita su una superficie di 1.600 ettari nel 1984, a tutela dell'ambiente naturale di cui fa parte il Lago di Campotosto. Il lago fu creato tra il  lt 1939  e il  1940  su di un'area caratterizzata da acquitrini e torbinere, anche se già in epoca glaciale l'intera vallata era occupata da un lago ben più grande dell'attuale. Con la realizzazione dell'invaso artificiale a servizio delle  centrali idroelettriche  di  Provvidenza,  San Giacomo  e  Montorio, l'attività estrattiva venne abbandonata e la zona si è riconvertita alla funzione turistica. Nel  1984  venne istituita una riserva naturale a tutela del  lago di Campotosto  comprendente anche 200 ettari di sponde. Il  lago di Campotosto  è un importante meta turistica, soprattutto nella stagione  estiva  e per sport quali il footing  e il  trekking. Essendo pressoché pianeggiante e lungo oltre 40 km, il lungolago, in parte  strada statale 577, è meta ambita per il  cicloturismo  e la  MTB. All'ingresso del ramo detto di Mascioni è presente un ponte che consente di arrivare alla località Mascioni evitando di costeggiare il perimetro occidentale del ramo. Tale ponte sostituisce quello più antico detto delle stecche. Il bacino lacustre vero e proprio è sito di  pesca sportiva,  canoa e windsurf. In inverno non è raro trovarlo parzialmente o completamente  ghiacciato.

Campo Imperatore Gran Sasso. Campo Imperatore è un altopiano situato ad una quota tra i 1.500 e 1.900 metri, largo dai 3 ai 7 km e lungo 20 km, viene definito il piccolo Tibet d'Abruzzo. A livello geologico l'altopiano è formato da circhi glaciali, morene di antichi ghiacciai e pianure alluvionali. A rendere ancora più bello Campo Imperatore è la catena di montagne che lo circondano: il Corno Grande, il Monte Prena, la Scindarella, il monte l'Aquila, il monte Portella, il Brancastello e parte del Monte Camicia. Campo Imperatore affascina con la sua vastità, silenzio e primordialità. L'altopiano è il punto di partenza per molti sentieri che consentono di esplorare il massiccio del Gran Sasso, in particolare occorre arrivare alla zona dell'albergo Campo Imperatore dove un ampio parcheggio consente di lasciare l'auto e percorrere i vari sentieri del CAI. L'albergo Campo Imperatore è passato alla storia nel 1943 come ultimo luogo di prigione di Benito Mussolini, la stanza del Duce è diventata un museo mentre l'albergo continua ad ospitare i turisti da tutto il mondo. Se amate osservare il cielo stellato e/o siete degli appassionati di astronomia allora questo altopiano è il luogo per voi; infatti l'assenza di fonti luminose e la quota offrono uno spettacolo unico della volta celeste. Non a caso vicino all'Albergo di Campo Imperatore c'è l'Osservatorio Astronomico e annualmente vengono organizzati campi astronomici con appassionati provenienti da tutta Italia. Visitando Campo Imperatore si possono osservare capanne di pietra, gli stazzi (recinti per gli animali) e chiese tratturali che testimoniamo la forte cultura pastorale dell'area, ancora oggi si possono incontrare greggi di pecore e bestiame vario che pascolano nella vallata.

Grotte di Stiffe (San Demetrio ne' Vestini - Aq)
Le Grotte di Stiffe sono, tecnicamente parlando, una risorgenza, cioè il punto in cui un fiume torna alla luce dopo un tratto sotterraneo; nel caso di Stiffe questo punto è situato all'apice della forra che sovrasta il piccolo paese omonimo. La presenza del corso d'acqua, che in alcuni periodi dell'anno raggiunge portate considerevoli, è sicuramente la caratteristica più importante delle Grotte, che a volte sono percorse da un piccolo ruscello le cui acque mormorano e bisbigliano, altre volte vengono attraversate da un fiume che si precipita a valle lungo rapide e cascate con un boato assordante. La risorgenza di Stiffe è conosciuta da molti anni dagli abitanti del luogo, infatti esistono documenti che ne fanno risalire la conoscenza dei primi ambienti in tempi molto lontani. Proprio la presenza di un copioso corso d'acqua all'interno della grotta ha permesso, agli inizi del XX secolo, la costruzione di una centrale idroelettrica: alimentata dalle acque trasportate a valle per mezzo di una condotta forzata, di cui qualche tratto è ancora visibile in prossimità dell'ingresso, ed ha costituito fonte di energia sino alla sua distruzione avvenuta durante la seconda guerra mondiale. Il progetto di valorizzazione turistica della grotta risale a oltre trent'anni fa, ma solo negli anni ottanta si è provveduto alla realizzazione dello stesso, per giungere, nel 1991, all'inaugurazione del Complesso Turistico "Grotte di Stiffe". Se, dopo aver visitato virtualmente questo sito, vorrai venire a trovarci, sappi che, mettendoti in contatto con il nostro centro prenotazioni, avrai tutte le informazioni di cui hai bisogno; in tal senso, è particolarmente indicato telefonare durante il periodo invernale e primaverile, poiché in qualche giorno dell'anno, a causa delle piene, le condizioni meteorologiche all'interno della grotta ne rendono impossibile la visita.

Riserva Naturale di Punta Aderci (Vasto – Ch)
La Riserva naturale guidata Punta Aderci (o Punta d'Erce) è un'area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 1998. Occupa un'area di 285 ettari, compresi interamente nel comune di Vasto. Si estende lungo la costa adriatica a Nord del porto di Vasto, fino ad arrivare alla foce del fiume Sinello, dove è possibile incontrare l'unico bosco di latifoglie della riserva. Nella riserva, la zona pianeggiante appare maggiormente antropizzata; il paesaggio agricolo è di tipo tradizionale, con ampi vigneti, oliveti e appezzamenti coltivati prevalentemente a graminacee. L’area di maggiore interesse naturalistico è costituita dalla spiaggia di Punta Penna. Il promontorio di Punta Aderci (26 m s.l.m.) caratterizza l’intera area offrendo una visuale a 360° su tutta la riserva. Da Punta Aderci lo sguardo può spaziare sul Parco Nazionale della Majella e, al tramonto in condizioni di buona visibilità, sul Parco Nazionale del Gran Sasso. Tra la tipica vegetazione delle coste sabbiose si trovano il ravastrello, l'ammofila arenaria, la calcatreppola marina, lo Xanthium italicum, la euforbia delle spiagge, il papavero giallo, il mirto, la salsola, il giglio di mare, il lt finocchio spinoso e la ginestra. In alcune cavità di Punta Aderci è possibile ammirare l’Halymenia floresia, considerata l’alga rossa più bella del Mediterraneo. Al largo della riserva, non mancano mai i delfini del genere Stenella o il tursiope, oltre a diverse altre specie marine tipiche del mar Adriatico. Avifauna: gli appassionati di birdwatching possono osservare, oltre al fratino simbolo della riserva, il fenicottero maggiore, l'airone cenerino, il cavaliere d'Italia, la nitticora, la sgarza ciuffetto, il tarabusino, la garzetta, il gruccione, il martin pescatore, la cinciallegra, il saltimpalo, la cappellaccia, il beccamoschino, l'occhiocotto e la sterpazzola; tra i rapaci sono presenti il gheppio, lo sparviere e la poiana.

L’Abruzzo è una terra tutta da scoprire, con caratteristiche uniche nel panorama italiano. Il suo territorio è composto quasi interamente da montagne e colline ricoperte di vegetazione, un territorio che a prima vista può apparire selvaggio e inospitale, ma che nasconde agli occhi della sua popolazione un’enorme varietà di flora e fauna. A questa varietà contribuiscono tutti i parchi naturali presenti in Abruzzo, di cui ben tre a portata nazionale, un parco regionale e quasi quaranta aree protette dove vengono ospitate e tutelate moltissime specie animali protette. Grazie a questa ricchezza distribuita lungo tutto il territorio, l’Abruzzo si è guadagnato il titolo di Regione più Verde d’Europa, diventando un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono passare una settimana, o anche solo un pomeriggio, a passeggiare lungo i sentieri dei suoi parchi naturali, vagando nei boschi o per gli appositi percorsi segnalati. Gli escursionisti e i patiti di trekking non avranno problemi a trovare la via a loro più adatta, per una giornata di esplorazione, sia in estate che in inverno, indimenticabile.

L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e trecentomila.

 
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