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Regione Abruzzo: Scoprire la natura nella Regione Abruzzo

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Regione Abruzzo


Palazzo Ignazio Silone
Via Leonardo da Vinci, 6
- 67100 L'Aquila
Tel. 0862 3631

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Grotte del Cavallone (Comune di Taranta Peligna - Ch)
La Grotta del Cavallone (altrimenti conosciuta come Grotta della Figlia di Jorio) è una grotta di interesse speleologico che si apre nella Valle di Taranta, nel cuore del Parco Nazionale della Majella, e ricade nel territorio dei comuni di Taranta Peligna e Lama dei Peligni, in lt provincia di Chieti. Il percorso interno alla grotta del Cavallone si snoda per un chilometro con la possibilità di attraversare sale di grande interesse, in particolare per ciò che concerne i primi 600 metri; è qui infatti che si notano innumerevoli stalattiti e stalagmiti. Vale la pena di ricordare la "foresta incantata", la "sala degli elefanti" e lo stupendo "pantheon" con la sua "sala delle statue" Il resto della grotta, pur essendo privo di particolari concrezioni, resta interessantissimo sotto il punto di vista geologico: i terremoti hanno infatti scrostato le pareti rendendo ammirabile la montagna del suo interno. Alcuni punti salienti della grotta sono stati denominati con termini dannunziani come ad esempio la Sala di Aligi, l'Eremo di Cosma o L'angelo muto. Del sistema speleologico della Grotta del Cavallone fanno parte anche la Grotta del Bue, la Grotta dell'Asino e la Grotta del Mulo.

 

Grotta del Colle (Comune di Rapino – Ch)
La grotta del Colle è una cavità naturale aperta sul versante nord-orientale della Maiella, a quota 550 m sul livello del mare, in località Costa Le Solagne. Oltrepassato un grande arco di roccia, largo oltre 15 m, che ne costituisce l'ingresso, si accede a un ampia sala irregolarmente rettangolare, di 40 x 60 m, alta tra i 4 e i 12 m, con piano pavimentale attualmente inclinato verso il fondo della grotta. Un cunicolo, a quota più alta del piano, si apre sulla destra dell'ingresso. Nella cavità è ancora attivo il fenomeno dello stillicidio delle acque, a cui si deve la formazione di numerose stalattiti e forse anche il distacco della volta di grossi blocchi, che attualmente ingombrano la zona centrale. Le emergenze archeologiche visibili riguardano il piccolo edificio sacro che sorge all'ingresso della cavità, parzialmente al suo interno, su una preesistente struttura tradizionalmente nota come "tempio italico".

Riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca
La Riserva Naturale delle Grotte di Pietrasecca, nata nel 1992, e’ circoscritta nell'area dei Monti Carseolani e in quelle limitrofe, nel comune di Carsoli (AQ); la sua estensione e’ di 110 ettari circa.  Nella riserva si trovano due grotte dovute a fenomici carsici:
- La Grotta Grande del Cervo (scoperta nel 1984) che deve la sua importanza al ritrovamento nel suo interno delle ossa di un cervo di notevole interesse paleontologico e di monete romane del IV-V sec. d.C. e del XV secolo. Forse per alluvioni o in occasione di un terremoto nel 1456 l'apertura dovette ostruirsi ed è rivenuta alla luce nel 1984 a seguito di uno studio e ricerca sul posto da parte del Gruppo Speleologico Romano. Nella Grotta del Cervo alcune università hanno condotto studi sulla paleosismicità che hanno permesso di definire gli eventi sismici della zona in un arco di 350.000 anni. L’interesse scientifico delle grotte è legato anche alla ricostruzione della loro frequentazione dalla preistoria all’età romana e alla presenza di un’interessante fauna cavernicola.
- La Grotta dell'Ovito, inghiottitoio naturale che raccoglie le acque del bacino omonimo per restituirle dopo 1300 m. di distanza nella cosiddetta risorgenza della Vena Cionca a Pietrasecca.
La riserva merita di essere visitata soprattutto a primavera, quando la portata della cascata e’ piu’ forte e le faggete d'intorno formano un ovattato e suggestivo tappeto verde. La portata delle acque e’ discreta anche a cavallo tra l'autunno e l'inverno, mentre in piena estate la cascata si riduce ad un esile rivolo o si prosciuga del tutto. D'estate e nelle prime settimane d'autunno e’ la fresca faggeta alle spalle della cascata a costituire il motivo piu’ importante per le visite alla zona che, solo guidate, possono essere effettuate tutto l'anno. Nella Riserva fioriscono, tra le altre, l’Anemone apennina, il Ranuncolino muschiato, la Saxifraga rotundifolia. Fra gli uccelli sono presenti picchio verde e coturnice.

Grotta Sant’Angelo (Ripe di Civitella del Tronto - Te)
La  Grotta  di Sant’Angelo è una delle cavità rupresti più interessanti della  preistoria italiana . Situata a poca distanza dalla splendida  Città-fortezza di Civitella del Tronto , la  Grotta  è stata per molti secoli un importante luogo di culto e ancora oggi è meta di pellegrinaggi in onore di  San Michele Arcangelo. Gli scavi archeologici condotti a partire dagli anni ‘60 hanno restituito reperti che vanno dal Neolitico (V millennio a. C.) fino all’età del Ferro (I millennio a. C.), mentre i resti di epoca medievale sono relativi all’eremo che qui si insediò attorno al XIII secolo. Un’imponente  parete stratigrafica , alta circa 3 metri, custodisce la storia più antica dei popoli italici attraverso materiali di straordinario valore: punte di frecce, raschiatoi e lamelle realizzate con osso di Sus, cilindretti cavi in osso, la ceramica impressa o quella dipinta più antica d’Italia con le famose produzioni di Catignano e Ripoli. Ad avvalorare la tesi che nella  grotta  si praticassero riti di fertilità vi sono i numerosi resti ossei umani, principalmente di soggetti giovani. Su iniziativa del  Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga , è stato allestito un  Museo all’interno della  Grotta che, attraverso pannelli e immagini, racconta la storia del sito. Nel vicino Centro Visite di Ripe di Civitella, inoltre, è stata ricostruita una capanna protostorica a scopi didattico-educativi.

Costa dei Trabocchi (Chieti – Ch)
L’Abruzzo è conosciuto soprattutto come regione dei parchi nazionali e come regione montuosa, per le sue vette che sono le più alte del sistema appenninico. L’Abruzzo però è anche una regione di mare, con chilometri di litorale ricchi di straordinari paesaggi, molto diversi tra di loro. In provincia di Chieti questo litorale diventa interessantissimo, con calette, promontori, scogliere alte e frastagliate, che lo rendono unico e paragonabile alle coste oceaniche del Portogallo o della Scozia. Questo tratto, che si estende da Ortona a San Salvo, comprendendo San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Casalbordino e Vasto,  è noto come "Costa dei Trabocchi" e  assume il nome, appunto, dal trabocco, antica e tipica costruzione marinara, che è frequente incontrare sulla costa e ne è diventata il simbolo. I trabocchi. I trabocchi sono strane e complesse macchine da pesca, issate su palafitte e sorrette quasi miracolosamente da una ragnatela di cavi e assi. Non hanno una forma stabile, ma, nelle loro parti essenziali, consistono in piattaforme, composte da tavole e travi non completamente connesse, elevate su primitivi pilastri conficcati sul fondo del mare o su scogli, e congiunte alla vicina riva da esili passerelle. Dalle piattaforme si staccano le antenne, che sostengono le reti per mezzo di un complicato sistema di carrucole e funi.

Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo (Morino – Aq)
La Riserva Naturale di Zompo Lo Schioppo è un area protetta ricadente nel comune Abruzzese di Morino (AQ) istituita con la Legge Regionale n°24 del 29/05/87. Il Comune di Morino con il contributo di Legambiente gestisce la Riserva fin dalla sua istituzione. Dal 2001 è stata costituita una società ai sensi del D.Lgs. 18/08/2002 n. 267 " T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali", la Se.Ge.Mo Servizi Generali Morino, con lo scopo di garantire la gestione ordinaria dell’Area protetta. L’Amministrazione comunale, è impegnata da anni nel coniugare politiche di salvaguardia e valorizzazione delle risorse ambientali con progetti di sviluppo sostenibile, attraverso azioni che interessano non solo il territorio di Morino ma l’intera Valle Roveto. Le molteplici iniziative attuate ed in atto, spesso fortemente innovative per l’area e la situazione socio economica in cui si opera, tendono ad individuare prospettive di sviluppo ed occupazionali fortemente legate con il territorio e la sua popolazione. Tra le principali linee d’azione troviamo interventi finalizzati alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio ambientale cofinanziati dalla Comunità Europea nell’ambito del programma Life Natura (prima trance anni 1997-2000 e seconda trance anni 2003-2007), il progetto di recupero del borgo di Morino Vecchio cofinanziato nell’ambito del programma Docup, laboratori interdisciplinari e campus creativi attivati con fondi Leader Plus. Si è concluso nel 2003 anche un processo di Agenda 21 locale cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente, che ha prodotto la stesura di un Piano di Azione locale attraverso l’attivazione di laboratori di progettazione partecipata e Forum plenari aperti ai cittadini e ai vari portatori di interessi.

Riserva naturale del Lago di Campotosto (Campotosto – Aq)
La Riserva naturale del Lago di Campotosto è una  riserva naturale statale  situata in  Abruzzo , in  lt provincia dell'Aquila. È stata istituita su una superficie di 1.600 ettari nel 1984, a tutela dell'ambiente naturale di cui fa parte il Lago di Campotosto. Il lago fu creato tra il  lt 1939  e il  1940  su di un'area caratterizzata da acquitrini e torbinere, anche se già in epoca glaciale l'intera vallata era occupata da un lago ben più grande dell'attuale. Con la realizzazione dell'invaso artificiale a servizio delle  centrali idroelettriche  di  Provvidenza,  San Giacomo  e  Montorio, l'attività estrattiva venne abbandonata e la zona si è riconvertita alla funzione turistica. Nel  1984  venne istituita una riserva naturale a tutela del  lago di Campotosto  comprendente anche 200 ettari di sponde. Il  lago di Campotosto  è un importante meta turistica, soprattutto nella stagione  estiva  e per sport quali il footing  e il  trekking. Essendo pressoché pianeggiante e lungo oltre 40 km, il lungolago, in parte  strada statale 577, è meta ambita per il  cicloturismo  e la  MTB. All'ingresso del ramo detto di Mascioni è presente un ponte che consente di arrivare alla località Mascioni evitando di costeggiare il perimetro occidentale del ramo. Tale ponte sostituisce quello più antico detto delle stecche. Il bacino lacustre vero e proprio è sito di  pesca sportiva,  canoa e windsurf. In inverno non è raro trovarlo parzialmente o completamente  ghiacciato.

Grotte di Stiffe (San Demetrio ne' Vestini - Aq)
Le Grotte di Stiffe sono, tecnicamente parlando, una risorgenza, cioè il punto in cui un fiume torna alla luce dopo un tratto sotterraneo; nel caso di Stiffe questo punto è situato all'apice della forra che sovrasta il piccolo paese omonimo. La presenza del corso d'acqua, che in alcuni periodi dell'anno raggiunge portate considerevoli, è sicuramente la caratteristica più importante delle Grotte, che a volte sono percorse da un piccolo ruscello le cui acque mormorano e bisbigliano, altre volte vengono attraversate da un fiume che si precipita a valle lungo rapide e cascate con un boato assordante. La risorgenza di Stiffe è conosciuta da molti anni dagli abitanti del luogo, infatti esistono documenti che ne fanno risalire la conoscenza dei primi ambienti in tempi molto lontani. Proprio la presenza di un copioso corso d'acqua all'interno della grotta ha permesso, agli inizi del XX secolo, la costruzione di una centrale idroelettrica: alimentata dalle acque trasportate a valle per mezzo di una condotta forzata, di cui qualche tratto è ancora visibile in prossimità dell'ingresso, ed ha costituito fonte di energia sino alla sua distruzione avvenuta durante la seconda guerra mondiale. Il progetto di valorizzazione turistica della grotta risale a oltre trent'anni fa, ma solo negli anni ottanta si è provveduto alla realizzazione dello stesso, per giungere, nel 1991, all'inaugurazione del Complesso Turistico "Grotte di Stiffe". Se, dopo aver visitato virtualmente questo sito, vorrai venire a trovarci, sappi che, mettendoti in contatto con il nostro centro prenotazioni, avrai tutte le informazioni di cui hai bisogno; in tal senso, è particolarmente indicato telefonare durante il periodo invernale e primaverile, poiché in qualche giorno dell'anno, a causa delle piene, le condizioni meteorologiche all'interno della grotta ne rendono impossibile la visita.

 

Riserva Naturale di Punta Aderci (Vasto – Ch)
La Riserva naturale guidata Punta Aderci (o Punta d'Erce) è un'area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 1998. Occupa un'area di 285 ettari, compresi interamente nel comune di Vasto. Si estende lungo la costa adriatica a Nord del porto di Vasto, fino ad arrivare alla foce del fiume Sinello, dove è possibile incontrare l'unico bosco di latifoglie della riserva. Nella riserva, la zona pianeggiante appare maggiormente antropizzata; il paesaggio agricolo è di tipo tradizionale, con ampi vigneti, oliveti e appezzamenti coltivati prevalentemente a graminacee. L’area di maggiore interesse naturalistico è costituita dalla spiaggia di Punta Penna. Il promontorio di Punta Aderci (26 m s.l.m.) caratterizza l’intera area offrendo una visuale a 360° su tutta la riserva. Da Punta Aderci lo sguardo può spaziare sul Parco Nazionale della Majella e, al tramonto in condizioni di buona visibilità, sul Parco Nazionale del Gran Sasso. Tra la tipica vegetazione delle coste sabbiose si trovano il ravastrello, l'ammofila arenaria, la calcatreppola marina, lo Xanthium italicum, la euforbia delle spiagge, il papavero giallo, il mirto, la salsola, il giglio di mare, il lt finocchio spinoso e la ginestra. In alcune cavità di Punta Aderci è possibile ammirare l’Halymenia floresia, considerata l’alga rossa più bella del Mediterraneo. Al largo della riserva, non mancano mai i delfini del genere Stenella o il tursiope, oltre a diverse altre specie marine tipiche del mar Adriatico. Avifauna: gli appassionati di birdwatching possono osservare, oltre al fratino simbolo della riserva, il fenicottero maggiore, l'airone cenerino, il cavaliere d'Italia, la nitticora, la sgarza ciuffetto, il tarabusino, la garzetta, il gruccione, il martin pescatore, la cinciallegra, il saltimpalo, la cappellaccia, il beccamoschino, l'occhiocotto e la sterpazzola; tra i rapaci sono presenti il gheppio, lo sparviere e la poiana.

 
 
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