Guida turistico-culturale di Giulianova. Porto & Marineria a Giulianova - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Guida turistico-culturale di Giulianova. Porto & Marineria a Giulianova

Giulianova > Guida turistica
 

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
 
Turismo a Giulianova. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi monumenti, pinacoteche, santuari, chiese, il suo verde, il suo mare. Questa sito oltre a sottolineare ciò che di Giulianova è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute. Tutti i vostri desideri saranno esauditi: amate la spiaggia? Un’immensa e pulita spiaggia, costituita da sabbia finissima colore oro, vi attende con stabilimenti balneari ed esercizi pubblici pieni di vita. La sabbia vi accompagna quando scendete in acqua, e così i servizi di vigilanza sulle torrette. Il bagnino ed il suo ombrellone sono il punto di riferimento per fare amicizia. C’è spazio per tutti: per camminare, correre, divertirsi, abbronzarsi. In mare le occasioni aumentano: nuoto, pedaloni, pattini, windsurf, vela, gite in motoscafo e pesca d’altura. Volete la vita, il movimento? Ecco le vie piene di vita con i loro negozi dove fare gli acquisti, animate gelaterie, caffè e pizzerie sempre affollatissimi, per chi ama la vita notturna sono a disposizione moderne discoteche, molti hotel e villaggi turistici hanno le loro, e un po' ovunque sorgono locali caratteristici, nights, spettacoli piacevoli e manifestazioni organizzati dall’Amministrazione comunale dei Giulianova. Volete gustare la cucina tradizionale? Giulianova vi offre accoglienti ristoranti con specialità di carne e di pesce, con il famoso “brodetto alla giuliese”. Vi piace praticare lo sport? Giulianova vi offre attrezzature per tutti i gusti: piscine, campi da tennis, fitness, minigolf, pesca subacquea, bocce, pallacanestro, pallavolo, calcetto, footing, sci nautico, e una splendida pista ciclabile che collega i comuni limitrofi. Preferite una vacanza culturale? Un viaggio gastronomico? Giulianova vi offre anche viaggi organizzati per visitare il tramano e non solo. Fare due passi per visitare laboratori artigianali e dedicarsi allo shopping può rientrare nei programmi di un pomeriggio diverso senza mare e spiaggia. In Abruzzo esiste un artigianato tra i più ricchi d’Italia, espressione genuina del sentimento artistico-popolare integrato da sempre alla vita degli abruzzesi.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera del Medio Adriatico per circa 5 km e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
Il Porto di Giulianova: storia e sviluppo. “Da Castrum Novum al Terzo Millennio”. Importante scalo militare e mercantile gia’ durante la prima guerra punica, il porto canale di Castum Novum Civitas ha rivestito un ruolo decisivo nel sistema dei trasporti, dell’economia e della politica dell’intera regione pretuziana. Nel corso dei secoli le relazioni e le interferenze fra questi fattori hanno determinato fasi di sviluppo e di declino, ma anche trasformazioni culturali grazie allo scambio di idee ed informazioni che generazioni di anonimi navigatori hanno fatto circolare insieme alle merci. La vocazione al mare, nonostante le difficoltà  ed i costi umani, è stata una costante di vita dei nostri pescatori la cui attività è stata da sempre una irrinunciabile risorsa per il territorio. Dopo quasi duemila anni, a metà del secolo XVII inizia un lungo periodo di crisi e di abbandono delle strutture portuali che termina nell’anno 1913. Giuseppe de Bartolomei, infatti, sindaco di Giulianova dal 1907 al 1922, grazie all’appoggio del deputato del Collegio giuliese, l’on. Roberto de Vito, realizza il primo pennello del molo sud al quale negli anni ’20 e ’30 si aggiungono il secondo pennello e vari prolungamenti; fra i due moli si crea una bocca di circa 130 metri di larghezza con un fondale di circa 4-5 metri. Sul finire degli anni ’30 la sistemazione del lungomare (1937-1962), l’inaugurazione del mercato ittico all’ingrosso (1938), la prima mostra ittica (1939), la costruzione di alloggi popolari e della Casa del pescatore (1939), i primi pescherecci a motore evidenziano grande fermento e vivacità progettuale e gli echi di uno sviluppo futuro incentrato sempre più sul sistema portuale.

Porto & marineria a Giulianova

Giulianova - Veduta aerea


L’intenso e più che millenario rapporto tra Giulianova e il mare prende avvio con il porto-canale di Castrum Novum Piceni, realizzato, dopo la fondazione della città romana, su un ampio seno alle foci del fiume Tordino. Sicuramente attivo al momento della seconda guerra Punica, considerando che lo storico Livio ricorda Castrum Novum Piceni fra le colonie marittime costrette dal Senato a fornire navi per la flotta, il porto, dotato di munitissimi moli e forse protetto a sud da una rocca, o “civitella”, elevata sulla pertica coloniale castrense, oltre che base militare fu anche attivo scalo mercantile. La vivacità dei traffici tanto con l’opposta sponda dell’Adriatico come con il resto della penisola, basati prevalentemente sulla esportazione ed importazione di vino, cereali e prodotti in serie, è d’altronde testimoniata dal cospicuo numero di anfore fittili rinvenute al largo di Giulianova e risalenti al periodo, fra tarda età repubblicana e prima età imperiale, coincidente con la notevole estensione assunta dalla città.


Giulianova - La marineria giuliese


Alcuni documenti dei secoli IX-XII segnalano una sostanziale continuità nell’utilizzo delle strutture d’approdo. Fiorente nel XIII secolo, il porto di Castel San Flaviano, denominazione assunta dalla città medievale, fino almeno al 1382, anno in cui diviene parte integrante dei feudi degli Acquaviva, risulta ancora uno dei principali d’Abruzzo, per poi patire un periodo di sostanziale decadenza che tuttavia non avrebbe compromesso del tutto la funzionalità degli impianti. Utilizzato infatti per lo sbarco delle artiglierie da Giacomo Piccinino nel 1460, in occasione della celebre battaglia di San Flaviano, il porto, ormai seminterrato, recupera l’originaria importanza grazie alla edificazione, a partire dal 1470, dell’attuale Giulianova, centro principale dei vasti possedimenti del fondatore Giuliantonio Acquaviva e, insieme, baluardo di difesa e punto di attacco con pieno controllo delle vie di comunicazione sia terrestri che marittime. Dotato di vasti magazzini per il grano, di cui gli Acquaviva erano i massimi esportatori ed importatori, e dal 1472 anche di Dogana regia e quindi di fondachi per il sale, quello di Giulianova diviene, e rimarrà ancora per lungo tempo, uno dei più importanti porti abruzzesi di estrazione olearia e granaria, frequentato da mercanti bergamaschi, triestini e dalmati.


Oltre alla presenza di un notevole apparato burocratico costituito dagli uffici di Portulanato, Credençero e Guardiano, a segnalare un’attività marittima assai dinamica sono l’esistenza, nel 1576, di un cantiere veneto, e l’idea, avanzata senza successo dal marchese Alberto Acquaviva un decennio prima, di istituire a Giulianova una fiera franca di otto giorni.


Giulianova - Il trabocco


Il bradisismo che nel XVI secolo sollevò il fondo del mare e rese impraticabile al naviglio la foce del fiume, ma soprattutto la forte contrazione dei traffici sull’Adriatico a causa delle incursioni turchesche e le misure repressive nei confronti del contrabbando segnarono fortemente l’attività del porto che infine, il 26 giugno 1647, venne chiuso dalla Sommaria con la proibizione di effettuare le operazioni di imbarco del grano, forse il principale tra i prodotti soggetti ad esportazione. Data da questo periodo il sostanziale abbandono dell’attività sul mare e la conversione di Giulianova ad un’economia agro-pastorale. Dopo una lunga stagnazione, la ripresa del commercio via mare ma anche l’aumento dei pescatori, dai 7 del 1814 agli 83 operanti nel 1830, spingeranno il consiglio provinciale ad avanzare, nel 1833, la prima richiesta relativa alla realizzazione a Giulianova di un “caricatoio”. A questa seguiranno, nel 1851, nel ’52 e nel 1858, altre iniziative tutte egualmente senza seguito nonostante la presenza della Dogana marittima di prima classe, del “magazzeno” dei Regi sali, della deputazione sanitaria e delle sedi dei vice–consolati d’Austria e dello stato Pontificio, istituiti proprio per la presenza della Dogana e per i vivaci traffici commerciali tra Giulianova, le Marche ed il Veneto.

Giulianova - L'ampio arenile


La questione, dibattuta per decenni, verrà ripresa ed avviata a soluzione poco prima della Grande guerra. Risale infatti al 19 ottobre 1913, anno in cui si contano ben 380 marinai con 84 tra paranzelle o bilancelle ed imbarcazioni minori, l’avvio dei lavori per la realizzazione del pennello scogliera, antesignano dell’attuale molo sud, cui seguiranno, a partire dal 1921, quelli del pennello nord. Ulteriori opere avviate a partire dal 1927 consentiranno di dare tredici anni dopo una configurazione pressoché definitiva al porto, al quale nel 1938 si aggiungerà l’imponente struttura del Mercato del pesce all’ingrosso, destinato ad abolire i tradizionali ed ormai superati sistemi di produzione e a dare un forte sviluppo all’attività del commercio ittico. Già nel 1939 la produzione, quantificata in 13.662,79 quintali per una volume di affari di oltre tre milioni, veniva collocata sulla piazze di Roma, Napoli, Milano, Torino, Venezia ed in altri centri minori. Oggi quello di Giulianova, grazie anche alla realizzazione di moderne opere, continua ad essere uno dei più importanti porti pescherecci del medio-Adriatico con 1.600 addetti alla pesca e 400 ad attività sussidiarie, senza contare il settore commerciale e l’industria di trasformazione.

Giulianova, Mercato Ittico

Il 60% del pescato (soprattutto naselli, triglie, polpi, palamiti e totani) è destinato al mercato, il 30% viene invece venduto direttamente dai pescatori e il rimanente avviato verso altri mercati. Due banchine, rispettivamente di 800 e 45 metri con 250 punti di attacco, sono riservate alle 137 imbarcazioni dedite alla pesca pelagica, allo strascico, alla circuizione e alla pesca delle vongole. Le turbo soffianti sono circa 50, mentre una quarantina sono le barche che praticano la piccola pesca con reti da posta, palangari e nasse. Alla radice del molo sud, inoltre, per tonificare il settore turistico è stata ultimata la costruzione dell’approdo per le imbarcazioni da diporto con oltre 300 posti barca.

Il Porto di Giulianova: storia e sviluppo. “Da Castrum Novum al Terzo Millennio”.  Durante la seconda guerra mondiale (1940-1945) il Governo italiano requisisce le imbarcazioni del bacino giuliese con una portata superiore a 30 tonnellate per adibirle come dragamine nelle zone belliche. Nel 1946 vengono realizzati dei massi artificiali per i lavori di ristrutturazione e ricostruzione del porto, gravemente danneggiato dai bombardamenti. Nel decenni seguenti proseguono i lavori di adeguamento delle strutture all’interno del bacino con la creazione della banchina di riva, mentre le barche si dotano di apparecchiature sofisticate (radar, scandaglio, computer). Nel 1973  viene costituito l’Ente Porto per rispondere in modo organico alle esigenze strutturali e funzionali dell’area portuale sia per l’attività peschereccia che per quella diportistica, realtà, quest’ultima, in continua crescita, direttamente collegate alle politiche turistiche del territorio. Nel anni 80-90 l’Ente Porto, infatti, progetta e realizza l’adeguamento dell’imboccatura del bacino portuale, il porticciolo turistico, l’ampliamento della banchina di riva, del suo piazzale operativo e del molo nord. In questo periodo la flottiglia peschereccia giuliese, numerosa e ben attrezzata, entra a far parte delle dieci marinerie italiane con un pescato annuo di circa 30.000 q.li, un giro d’affari di circa 20 miliardi di vecchie lire ed un’occupazione diretta ed indotta di circa 2.000 unita’ lavorative. Vengono realizzati il centro servizi per il porto peschereccio e per quello turistico, dotati di funzionali impianti idrico-elettrico ed antincendio. Oggi l’Ente Porto, oltre alle attività istituzionali, promuove eventi per lo sviluppo economico, turistico e culturale del territorio in sinergia con gli Enti Pubblici e l’imprenditoria privata. La conoscenza della storia, delle tradizioni, dei prodotti locali e la valorizzazione delle risorse umane ed istituzionali presenti nel tessuto sociale diventa obiettivo ed insieme volano di crescita per l’intera collettività.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano il territorio.
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Guida turistica-culturale realizzata dall'Amministrazione Comunale di Giulianova (Te) Abruzzo - Italy.
Fotografia Giovanni Lattanzi - Testi: Sandro Galantini - Contributi di Gabriella Magazzeni, Laura Ripani, Francesco Tentarelli - Grafica ed impaginazione Andreas Waibl (Waibl & Di Luzio).

 
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