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Cenni storici su Giulianova (Te) Piazza Vittorio Emanuele II a Giulianova

Giulianova > Cenni storici su Giulianova
 
 

Piazza Vittorio Emanuele II
 di Amalia Bianchetto


Nevicata a Giulianova (1923) Archivio Mario Orsini       
Nel penultimo decennio dell’ottocento, Giulianova (o meglio Giulia) vedeva esteso il suo abitato fuori delle mura medievali ed in breve tempo erano sorti i fabbricati, tuttora esistenti ai due lati di Piazza della Libertà (allora Vittorio Emanuele II), rispettando un allineamento a Nord e a Sud della piazza. Nella parte meridionale vi era la cosiddetta “linea Marcozzi”, facoltosa famiglia teramana che possedeva un’ampia proprietà terriera, molto richiesta nell’attesa dell’urbanizzazione della zona. Su un piccolo sito al centro di questa “linea” fu costruita la Cappella Gentilizia S. Gaetano, voluta da Gaetano de’ Bartolomei, notabile dell’ottocento giuliese ed ingegnere di grande talento, alla memoria dello zio Angelo Antonio Cosmo de’ Bartolomei, deceduto nel 1862. Nel progetto originale dello stesso Gaetano de’ Bartolomei era prevista la costruzione di un tempietto semicircolare con portico a colonne antistante, copertura a terrazza balaustrata e primo piano di dimensioni ridotte, esagonale, finestrato. In seguito, su consiglio di Raffaello Pagliaccetti, sostituì il suo progetto con il bozzetto di una chiesetta rettangolare inviatogli dallo stesso artista. L’autore del progetto esecutivo e direttore dei lavori fu l’architetto Giuseppe Lupi, di Teramo, che apportò delle modifiche al bozzetto di Pagliaccetti, sviluppando in altezza la facciata e realizzando un balcone balaustrato coperto da un arco a tutto sesto con ai lati due nicchie con due angeli. Nel primo dopoguerra viene aperto, sempre lungo la “linea Marcozzi”, il Cinema Teatro “Braga”, il primo nato in città, mentre nella piazza ritornano le esibizioni concertistiche della banda cittaclina, ricostituita nel ‘21. Lungo l’allineamento settentrionale, dove attualmente vi è la Scuola Elementare “Edmondo De Amicis”, un tempo c’era il Convento dei Frati Minori Conventuali o “Cordiglieri”, abbandonato a causa del crollo di alcune volte e demolito. Al suo posto fu costruito l’imponente edificio scolastico, sorto per volontà di Giuseppe de’ Bartolornei (ultimo Sindaco prefascista) e dell’Onorevole Roberto De Vito (deputato del Collegio Uninominale di Giulianova). Scendendo verso il Belvedere, dopo la Scuola “De Amicis”, vi è il Palazzo de Bartolomei con il suo maestoso Portico, separato dalla stessa da Porta S. Francesco o Sant’Antonio (nome derivato dall’omonima chiesa attigua all’edificio conventuale). La perizia ed il contratto per la costruzione del Portico risalgono al 1867, antecedente alla Cappella antistante, anch’esso voluto e progettato dall’ingegnere de’ Bartolomei. I lavori di costruzione furono affidati all’imprenditore Nicola Galantini ed alla stipulazione del contratto si rese necessaria la partecipazione del Sindaco Pasquale De Martiis e di due assessori, vista la natura demaniale dell’antico muro di cinta acquaviviano, destinato ad essere demolito per fare posto al nuovo edificio. Il 2 maggio 1920 venne inaugurata, dalla locale Sezione della Lega Proletaria, una lapide apposta su una colonna del Portico, in memoria dei “Proletari vittime della guerra borghese”. La stessa fu distrutta nel 1922, in seguito ricollocata e tuttora esistente, All’angolo con Corso Garibaldi, infine, vi è il Palazzo Montebello. Nel primo ventennio del Novecento, l’allora proprietario Antonio Montebello, commerciante di pellami, adibì alcuni locali dell’edificio a laboratorio e negozio per la confezione e la vendita di pellicce, denominata (come indica la pubblicità del tempo) “Industria Italiana di Pellicceria — Città di Mosca”.

- Articolo tratto da OPUSCOLA (1) – Giulianova in fotografia 1900-1950. A cura di Giovanni Bosica e Pierino Santuomo, Edigrafital, 1998. 

Bibliografia
PIAZZA VITTORIO EMANUELE II di Amalia Bianchetto
Riccardo Cerulli, La cappella gentilizia di S. Gaetano, in “La Madonna dello Splendore” n. 9 (1990), ora ne Il cerchio inconchiuso. Momenti di storta giuliese attraverso le pagine della rivista “La Madonna dello Splendore” a cura di Sandro Galantini, Teramo, Demian Edizioni, 1995;
Riccard o Cerulli, Il Portico de’ Bartolomei e il monumento a Vittorio Emanuele II in “La Madonna dello Splendore” n. 13 (1994), ora ne Il cerchio inconchiuso. Momenti di storia giuliese attraverso le pagine della rivista “La Madonna dello Splendorea cura di Sandro Galantini, Teramo, Demian Edizioni, 1995;
“Il Lido Abruzzese”, secondo numero unico della stagione, Giulianova, 29 luglio 1931;
Per altre informazioni si rimanda ad un lavoro di Sandro Galantini di prossima pubblicazione sulla Giulianova dei primi del ‘900.

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale Piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni. 

E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale

Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

Le bellezze dell'Abruzzo. Mare, monti, arte, gastronomia, folklore: è questa in sintesi, la realtà dell’Abruzzo; che, tra le spiagge dell’Adriatico e le nevi perenni del Gran Sasso d’Italia e della Maiella, può ancora offrire ai forestieri - oltre ad una moderna attrezzatura alberghiera e in campeggi e case private - una vacanza completa, ricca di continue scoperte. I quattro capoluoghi di provincia: L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo e numerose altre città, che in antico ebbero un ruolo determinante, custodiscono tesori d’arte e di storia, resti archeologi, musei, cattedrali, castelli, acquedotti, fontane, ecc., che testimoniano di una continua operosità sul mare, nei campi, sulle montagne. Dalle ceramiche di Castelli ai legni intagliati di dl Pretoro, dai liquori di Tocco Casauria agli orafi di Scanno e ai merletti di Pescocostanzo, è tuttora vivo in ogni angolo della regione un artigianato che spesso affonda le proprie radici addirittura nella preistoria. 

 
 
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