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I Comuni della Provincia de L'Aquila: Pescina

L'Aquila

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
L'Impero Romano si espande e tra alleanze, guerre e pacificazioni con i Marsi, si arriva alle famose guerre Italiche o Marse (negli anni 91 - 88 a.C.). Nel 91 a.C., un certo Quinto Vezio Veziano, con l'incarico d'oratore italico, fa un'ambasceria al Senato Romano. Egli è originario del casale di Vezzano o Vezziano (Pescina), della famiglia Marsa dei Vezzia di Pescina, che in loco possedevano una villa; prove se ne hanno dai ritrovamenti di tombe nella contrada pescinese di Castelrotto. Successivamente, si ha notizia di un'avvenuta distruzione di Rocca Vecchia nell'anno 8'9 a.C., con Milonia (Milionia) da parte del console romano Lucio Silla. E' certo che pescinesi presenziano, nell'estate del 52 d.C., alla festosa inaugurazione dell'emissario che l'Imperatore Claudio aveva realizzato per prosciugare il Lago Fucino. Nel 303 d.C., durante la persecuzione dei cristiani dell'Imperatore Diocleziano, e martirizzato in Apamea (Pescina) il Santo Massimo Levita; infatti, nel martirologio cristiano, al 30 d'ottobre così si legge: "Apameae S. Maximi Martyris sub eodem Diocletiano".
La presenza remota più tangibile dell'uomo nelle vicinanze di Pescina risale al Paleolitico Superiore Mesolitico, precisamente nella grotta Tronci e nel Riparo Maurizio. Vi e continuità storica, provata da ritrovamenti di reperti archeologici, nelle successive Età del Bronzo e del Ferro. Con il VI sec. a.C., c'e l'arrivo nelle nostre zone di gruppi umbro - sabellici, la cui unione con gli indigeni (locali) genera il popolo dei Marsi. Nei secoli successivi: VI, V, IV a.C., si formano nel territorio di Pescina dei Marsi, le cinte fortificate od Oppida. Nel tenimento di Pescina vi troviamo gli Oppida di Rocca Vecchia, Colle Cucume o Castelrotto, La Giurlanda, Vallo di S. Nicola, Piano di S. Nicola e M. Parasano. Una delle scarse testimonianze di questo periodo si ha nel ritrovamento di tombe italiche nella zona detta "Le Pergole", nelle vicinanze di Pescina: tombe databili intorno al VI, V sec, a.C.

Città di Pescina

Comune di Pescina
Piazza Mazzarino
- 67032 Pescina (Aq)
Tel.: 0863.84281 - Fax: 0863.841067

Altitudine: 1.167 mt. s.l.m.
Estensione: 92,54 kmq.

Sito web: www.comune.pescina.aq.it
PEC: sindacopescina@postecert.it

Posta ordinaria: info@comune.pesciana.aq.it

Parrocchia di San Giuseppe a Pescina. Una parrocchia in espansione, con un grande futuro davanti, ma anche con una pesante responsabilità: quella di conservare le spoglie di Santina Campana, la ragazza dell’Azione cattolica divenuta morta con i dolori della malattia ma sempre col sorriso sul suo angelico volto. La chiesa di San Giuseppe, guidata da don Michele Saltarelli, lavora per ricucire le storiche divisioni tra chiesa madre e periferia. E’ arrivato in parrocchia nel otto anni fa. Don Michele, originario di Pescasseroli è succeduto a don Antonio Tirabassi e a don Emidio Cipollone. Si tratta di una comunità di circa duemila abitanti. «Questa è una zona si sta espandendo», spiega don Michele, «e che è destinata ad accogliere una comunità sempre più numerosa e variegata». La chiesa venne realizzata dopo il terremoto del 13 gennaio 1915, nel periodo della ricostruzione, in una zona dove c’erano vigneti, campi coltivati e aperta campagna. Con il terremoto, uno dei più catastrofici avvenuti sul territorio italiano e che causò più di 29mila vittime su un totale di 120mila abitanti della Marsica, Pescina venne completamente rasa al suolo. Le vittime furono circa cinquemila su un totale di seimila abitanti. Basti pensare che il sisma, avvenuto alle 7.48, isolò completamente la zona e la notizia del disastro fu segnalata solamente nel tardo pomeriggio. I soccorsi, partiti a tarda sera, arrivarono solamente il giorno successivo a causa dell’impraticabilità delle strade causata da frane e macerie. I pochissimi sopravissuti, in gran parte feriti, rimasero senza tetto poiché tutti gli edifici crollarono su se stessi. C’era quindi la necessità di ricominciare e quella zona libera da costruzioni venne utilizzata dalla popolazione per le nuove abitazioni. La curia decise di costruire anche una chiesa. In centro rimase la cattedrale, che per diversi secoli aveva ospitato il vescovo dei Marsi. «Oggi siamo di fronte a una zona più fruibile», sottolinea il parroco, «di passaggio, il paese ha spostato il suo baricentro verso questa zona perché la gente ha costruito dove aveva i terreni». Questo processo di espansione, iniziato negli anni trenta, è ancora in atto. «Ci sono molte famiglie giovani», spiega don Michele, «che rendono la parrocchia vitale e dinamica». Si tratta di famiglie di media borghesia, ma non mancano nella zona anche problemi di povertà. «E’ un fenomeno diverso da quello di una volta», sottolinea il sacerdote, «che si collega con la presenza di immigrati». Nella zona sono numerosi infatti i braccianti che lavorano nella piana del Fucino, ma non mancano le badanti provenienti dalla Romania, dalla Polonia e dall’Est in genere. «Oggi stiamo lavorando», afferma don Michele, «per l’unità delle due parrocchie, cercando di dar vita a un’unica comunità, facendo un cammino insieme». Oggi viene svolto un corso biblico congiunto. Sono diverse le realtà associative della parrocchia. Ci sono la Confraternita di San Giuseppe, composta da 60 persone, il coro, che anima le funzioni festive e domeniche, l’attività di catechesi, l’incontro per fidanzati e il corso biblico per gli adulti. Ciò che manca in parrocchia, secondo il parroco, sono le struttura di supporto alla chiesa per l’attività pastorale. C’è solo una saletta per le riunioni ma mancano luoghi aggregativi per i giovane e una strutture adeguata per gli incontri. Quando fu portata in chiesa per essere battezzata si compì la prima profezia legata alla sua esistenza. Era un freddo mattino dell’inverno 1929. Sua nonna contrariata sulla scelta del nome protestò esclamando: «perché volete chiamarla Santina? Sul calendario non c’è alcuna santa con tale nome!». Ma il parroco rispose: «Stai tranquilla, questa bimba sarà la prima santa con questo nome sul calendario». Settima di nove figli, Santina Campana nacque ad Alfedena il 2 febbraio 1929. Era una bambina precoce e imparò subito ad amare Gesù sopra ogni cosa . A 7 anni si offrì “vittima” per la vocazione religiosa della sorelle e sacerdotale dei fratelli. Terminò le scuole elementari e vide, a poco a poco, partire le sue sorelle e i suoi fratelli per diverse Congregazioni religiose. Santina commentò: «Dove c’è una vocazione, non può mancare una vittima». Qualche tempo dopo le sfuggì una profezia: «Gesù mi farà sua sposa come Teresina». Il suo modello, infatti è la piccola Santa di Lisieux. Fece parte dell’Azione Cattolica e partecipò, portando cesti di sabbia e secchi di acqua a duecento metri di distanza, alla costruzione della sede. Presto la sua casa diventò un piccolo cenacolo dove si radunavano molti bambini per ascoltarla. Arrivarono gli anni difficili della Seconda Guerra mondiale. Fu sfollata per le montagne nevose d’Abruzzo e del Molise. Si ammalò gravemente di pleurite. In quell’occasione di grande sofferenza fisica e mentale rivelò subito il suo carisma e la sua santità. Dispensando serenità e fiducia ai familiari e al prossimo dava forza a tutti ripetendo: «coraggio, sarà quello che il Signore vorrà, se egli non permetterà, nessuno ci potrà fare del male». All’Armistizio dell’8 settembre 1943, mentre molti esultano perché la “guerra è finita”, lei, ad appena 14 anni, disse: «La guerra inizia adesso». A 16 anni entrò novizia tra le Suore di Carità edificando le Maestre e Consorelle con lo spirito di sacrificio e di fede.

Il paese di Pescina è posto sui monti della conca del Fucino. Da visitarea Pescina: la casa dove nacque il cardinale Mazzarino.

 
 

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Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia de L'Aquila

Successivamente, nell'anno 1232, Federico II emanò un decreto imperiale che invitava i pescinesi a riattare ed ampliare il proprio castello di Pescina. Nel 1225 soggiorna a Pescina S. Francesco d'Assisi e fonda il monastero, che successivamente gli sarà dedicato. Nel 1361, dopo trasferimenti temporanei, e definitivamente spostata la sede della Diocesi dei Marsi da Marsia a Pescina, con l'allora Vescovo Tommaso Pucci (di Pescina), che provvede anche al trasferimento delle reliquie di S. Berardo. Nel 1417, Pescina e tra le terre che Carlo III e la Regina Giovanna II assegnarono a Nicola Conte di Celano quando quest'ultimo fu nominato Giustiziere del Regno e Capo della Signoria di Celano. Nel 1440, nasce a Pescina Paolo dei Marsi o Paolo Marso, poeta e umanista famoso per i suoi Commenti ai Fasti di Ovidio Publio Nasone (1463). Mori a 44 anni, nel 1484, in Roma. In questo stesso anno Pescina, é menzionata tra le terre che il Papa Pio II e l'Imperatore Ferdinando D'Aragona tolgono a Ruggerotto Acclozamora e concedono ad Antonio Piccolomini D'Aragona, con un atto del 20 di Febbraio. Pescina rimane sotto i Piccolomini fino al 1591, successivamente dal 1592 al 1631 ai Peretti, dal 1632 al 1712 ai Savelli, dopo varie incertezze (1712 1741) dal 1742 al 1806 agli Sforza - Cesarini. Nel 1806 Pescina diviene comune autonomo insieme alle frazioni di Venere, S. Benedetto dei Marsi e Collarmele.
Parrocchia di San Giuseppe a Pescina. A 17 anni, a causa di una emottisi polmonare, lasciò il Noviziato per entrare in sanatorio. Dal letto di dolore, che lei chiamava il suo “trono bianco”, attirava le anime afflitte e le consolava con una delle sue frasi più irrazionali e profondi: «Coraggio, il soffrire passa, l’aver sofferto rimane». Ricca di meriti e di virtù eroiche morì a 21 anni, il 4 ottobre 1950, nel sanatorio di villa Rinaldi, l’attuale ospedale. Oggi sono centinaia le persone che ogni anno visitano la chiesa dove riposano le spoglie della dolce Santina. Molti fedeli arrivano dalla Campania e dal Lazio, ma anche da Marche, Sicilia, Sardegna e Toscana. I pellegrinaggi iniziano a maggio, fino a ottobre. La domenica prima o dopo il 4 ottobre si celebra ogni anno la commemorazione. Il processo di beatificazione è ancora lungo, ma le speranze dei fedeli sono tante. La chiesa di San Giuseppe artigiano fu realizzata negli anni trenta. L’autorità ecclesiastica marsicana decise di costruire in paese un altro luogo di culto oltre alla cattedrale, che si trovava in centro e che era stata per centinaia di anni la sede della curia. I lavori iniziarono alcuni anni dopo il terribile terremoto del 1915 che rase al suolo la cittadina della Valle del Giovenco. In molti sostengono che la decisione della chiesa marsicana di realizzare la nuova struttura di culto rappresentava una sorta di “omaggio” alla popolazione per aver ospitato per tanti anni il vescovo, prima la curia si spostasse ad Avezzano. In realtà, dopo il terremoto, iniziò la fase della ricostruzione e in quella zona, allora costituita solo da campi coltivati e da vigneti, i residenti cominciarono a realizzare le proprie nuove abitazioni. Anche per questo motivo ci fu la necessità di realizzare la nuova chiesa. All’interno della Chiesa si trova la tomba della Serva di Dio, Santina Campana. Il luogo è oggetto di continui pellegrinaggi da parte dei devoti a questa straordinaria figura cristiana di amore carità e dedizione a Dio e al prossimo. Il parroco della chiesa è don Michele Saltarelli, succeduto a don Antonio Tirabassi e a don Emidio Cipollone. I fedeli che fanno parte del territorio della parrocchia sono circa duemila in costante crescita. Le funzioni religiose si tengono nei giorni festivi alle 8, alle 10 e alle 11. nei giorni feriali, invece, la messa è alle 16.30 nel periodo invernale e alle 17.30 nel periodo estivo.
L'Unita d'Italia (1860), il passaggio e il soggiorno delle truppe per la repressione del Brigantaggio (1861 1880), l'apertura della ferrovia Roma - Sulmona (1888), il prosciugamento del Lago Fucino e la successiva modifica dell'economia marsicana (1877 -1900), il terremoto del 1915, provocano il declino dell'egemonia pescinese sull'intera Marsica, spostando l'asse del potere politico - ecclesiastico - economico verso Avezzano. L'anno 1915 è, con certezza, il più nefasto per Pescina, sia per i danni immediati subiti dal terremoto, sia per le conseguenze: su 6.000 abitanti si conteranno circa 4.000 morti. Nel 1924 e trasferita la Diocesi dei Marsi da Pescina ad Avezzano, con essa anche i notabili di Pescina, i professionisti e parte della popolazione. Verranno gli anni della guerra, e poi il nuovo corso: come molti altri paesi anche Pescina tenta in tutti i modi di stare al passo con i tempi. Alle soglie del duemila Pescina, conta 5.000 abitanti circa, ha un Museo dedicato al Cardinale Mazzarino, un Teatro, un Centro di Studi Siloniani, uno stadio, una palestra, una biblioteca, numerose associazioni civili e religiose, un ospedale, la Pretura di Pescina, la sede della Comunità Montana "Valle del Giovenco", numerose cooperative di servizio, culturali e Agricole. Pescina ha dato i natali a grandi personaggi che fanno parte della storia politica, religiosa, letteraria d'Italia e d'Europa.
 
 
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