I parchi nazionali in Abruzzo: Parco Nazionale della Majella - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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I parchi nazionali in Abruzzo: Parco Nazionale della Majella

Abruzzo > Le Oasi in Abruzzo > I Parchi nazionali
Il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. I sapori del Parco: A Campotosto si produce uno dei salumi abruzzesi più pregiati e ricercati, la strepitosa mortadellina di Campotosto, salame di carne di suino lavorata a mano, macinata a grana fine e con una caratteristica barretta di lardo inserita all’interno (lardello). Ha forma ovoidale ed è in genere commercializzata a coppie, per questo è anche nota con la colorita denominazione di “coglioni di mulo”. Nell’area di CASTEL DEL MONTE (una delle “capitali” abruzzesi della pastorizia, uno splendido paese medievale il cui nome è un’evidente conferma dei collegamenti e degli scambi strettissimi che Abruzzo e Puglia intrattenevano sulle plurimillenarie rotte della transumanza, che univa le pianure del Tavoliere ai pascoli di Campo Imperatore) i pecorini tipici sono il canestrato ed il marcetto. Il canestrato di Castel del Monte è un formaggio di media e lunga stagionatura, a pasta dura, dall’aroma intenso ricco di fragranze legate alle essenze spontanee presenti nelle erbe di pascolo e nei foraggi utilizzati per l’alimentazione delle pecore, e talvolta ha sapore lievemente piccante. Il marcetto deve il nome e le caratteristiche organolettiche allo sviluppo nelle forme del pecorino, durante il periodo di stagionatura, di larve della mosca Piophila casei, che attivano un processo di degradazione che trasforma la pasta in forma cremosa. Si presenta dunque come un formaggio spalmabile, dal gusto notevolmente piccante, un prodotto molto particolare per veri estimatori. Più in generale il pecorino, uno dei prodotti simbolo d’Abruzzo, è prodotto in tutti i territori della transumanza. È un formaggio a pasta dura o semidura ed è il prodotto tipico di quella antichissima forma di gestione del territorio del sud dell’Italia. Insieme alle giuncate ed alla ricotta, consumate fresche, ha rappresentato, fino a pochi decenni or sono, la base economica e alimentare dei pastori che si spostavano con gli armenti tra Puglia ed Abruzzo, secondo il naturale ciclo delle stagioni, alla ricerca di pascoli che, diversificando il nutrimento delle greggi, conferivano aromi e fragranze del tutto unici ai prodotti della pastorizia. Un pecorino particolarmente qualificato e originale si produce nel distretto agropastorale di FARINDOLA, utilizzante caglio di suino, che gli conferisce odore e sapore tipici.

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La natura in Abruzzo.
Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela.
 
 
I parchi nazionali in Abruzzo
Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela.
Parco Nazionale della Majella
Istituito, insieme a quello del Gran Sasso-Laga nel 1991, si estende per 74.095 ettari nelle province di Pescara, Chieti e L'Aquila interessando il territorio dei seguenti comuni: Abbateggio, Ateleta, Bolognano, Campo di Giove, Cansano, Caramanico Terme, Civitella Messer Raimondo, Corfinio Fara San Martino, Gamberale, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Lettomanoppello, Lettopalena, Montenerodomo, Pacentro, Palena, Palombaro, Pennapiedimonte, Pescocostanzo, Pizzoferrato, Popoli, Pretoro, Rapino, Rivisondoli, Rocca Pia, Roccacasale, Roccamorice, Roccaraso, Salle, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Sant'Eufemia a Maiella, Serramonacesca, Sulmona, Taranta Peligna e Tocco da Casauria.
L'Ente Parco ha sede a Guardiagrele e uffici a Pacentro e Caramanico Terme. Il sistema delle montagne della Majella e’ nettamente separato dalla cresta del Morrone he rappresenta il prolungamento del Gran Sasso verso Sud. La forma massiccia e arrotondata della Majella e’ molto caratteristica. Simile ad una grandiosa cupola ellittica, domina il paesaggio abruzzese innalzandosi tra il mare e la catena appenninica. Il fianco occidentale, privo di valli, e’ solcato da ampi ghiaioni che si spingono fino alle faggete che rivestono il versante, mentre quello orientale si presenta piu’ arrotondato. Oltre alla cima principale, il Monte Amaro (2795 m), ve ne sono una trentina che superano i 2000 m. Tra queste si ricordano il Monte Acquaviva (2737 m), la Cima delle Murelle (2596 m) e il Monte Focalone (2676 m) con pareti quasi dolomitiche.
Il fascino della Majella e’ aumentato dai profondi valloni, veri e propri "canyon", e dai vasti pianori culminali al di sopra di 2.000 m, come ad esempio la Valle di Femmina Morta. Molto diffuso e’ il fenomeno del carsismo testimoniato da numerose grotte fra le quali si ricorda la Grotta del Cavallone che D'Annunzio prescelse per ambientarvi il secondo atto della Figlia di Iorio.
MONUMENTI DELL'UOMO - Da non perdere i centri storici di Caramanico Terme, Guardiagrele, Pacentro, Pennapiedimonte e Pescocostanzo, l'abbazia di San Liberatore a Majella, gli eremi celestiniani del Morrone (S. Onofrio e S. Pietro) e della Majella (S. Bartolomeo di Legio, Santo Spirito a Majella, S. Giovanni all'Orfento, S. Onofrio di Serramonacesca, Madonna dell'Altare), il santuario romano di Ercole Curino e la chiesa di S. Tommaso presso Salle.
Articolo tratto dal sito: www.giulianovaweb.it
 
 
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