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Guida ai Parchi dell’Abruzzo: Il Parco Nazionale della Majella

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 GUIDA AI PARCHI D'ABRUZZO 
 
         
 
Parco Nazionale della Majella
 
Aspra e imponente, al centro dell’Abruzzo, la Majella è la montagna che ha forgiato l’identità dell’intera regione. Il suo grande Parco, che comprende anche la bastionata del Morrone e i Monti Pizi, oltre al grande sistema degli Altipiani Maggiori fra essi racchiusi, è uno dei più importanti contenitori di biodiversità d’Italia e d’Europa.
 
L’ininterrotta presenza dell’uomo sulle sue pendici sin dall’alba dei tempi, testimoniata da ritrovamenti di giacimenti preistorici che risalgono al Paleolitico, costituisce l’essenza stessa, l’identità peculiare del Parco, che è inestricabilmente custode della Natura e dell’uomo. Giacimenti paleolitici, grotte e villaggi neolitici, insediamenti delle età dei metalli, città e santuari italici e romani, eremi e luoghi di culto rupestri, grotte e iscrizioni di pastori e briganti, capanne a tholos disseminate ovunque tra i campi agricoli e i pascoli d’altura, testimoniano la presenza ininterrotta dell’uomo sulle tondeggianti e boscose pendici della montagna, sui suoi alti pascoli, nei suoi profondi valloni: sin dall’alba dell’umanità, è stata rifugio e fonte di vita per cacciatori e agricoltori, eremiti e pastori, soldati e briganti, carbonai e cavatori, paesani e viandanti. Il fascino della Majella, materna e aborigena sin nel nome, che richiama quella “Maja”, madre delle messi adorata dai suoi primi agricoltori, risiede dunque nel fatto che è sempre stata considerata una montagna sacra, grembo uterino per i suoi abitanti. Il Parco ha una superficie di 74.095 ettari e comprende 39 comuni nelle province di L’Aquila, Chieti e Pescara. Dal punto di vista geomorfologico la Majella si presenta come un poderoso blocco calcareo tondeggiante, profondamente inciso da profondi valloni, culminante nel Monte Amaro a un’altitudine di 2793 metri. La posizione geografica immersa nel Mediterraneo, le caratteristiche altitudinali (almeno 30 cime superano i 2000 metri), la tormentata orogenesi, il rigore e la mutevolezza del clima rendono questa montagna unica nel suo genere; custode di una diversità biologica fra le più importanti d’Europa, essa annovera la presenza di elementi mediterranei, alpini, balcanici, pontici, illirici, pirenaici e artici di grandissimo valore biogeografico, con molte specie rare e preziose. 

Vivono sulla Majella il lupo, l’orso, il camoscio, la lontra, il capriolo, il cervo. Tra le 130 specie di uccelli si possono ricordare l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale, il lanario, l’astore e il piviere tortolino. 

Veduta panoramica della Majella dal Blockhaus.

Le faggete ricoprono i versanti tra i 1000 e i 1800 metri, mentre più in alto il pino mugo, un relitto glaciale, caratterizza la fascia degli arbusti contorti. La vegetazione include oltre 1700 specie, numerose delle quali endemiche. La flora del Parco annovera oltre 2100 entità, molte delle quali endemiche, relitte, rare e/o meritevoli di protezione. Le attuali comunità vegetali della Majella sono il frutto, oltre che delle più svariate condizioni climatiche e geomorfologiche, anche della millenaria presenza dell’uomo e delle sue attività agrosilvopastorali, come attestato dalle numerose pitture rupestri dipinte nei suoi santuari neolitici.

Camosci appenninici.

Nel Parco si possono visitare piccoli centri di grande interesse storico come l’antica Pacentro, Caramanico con le sue terme, Guardiagrele col suo ricco artigianato artistico, e la splendida Pescocostanzo, dall’orgoglioso centro storico rinascimentale e barocco. Di grande interesse sono anche gli eremi e i luoghi di culto come l’abbazia di San Liberatore a Majella, gli eremi celestiniani del Morrone (Sant’Onofrio e San Pietro) e della Majella (San Bartolomeo di Legio, Santo Spirito a Majella, San Giovanni all’Orfento, Sant’Onofrio di Serramonacesca, Madonna dell’Altare), il santuario di Ercole Curino e la chiesa di San Tommaso a Caramanico.
SULMONA E LA SANTISSIMA ANNUNZIATA
Sulmona, nel cuore dell’Abruzzo, diede i natali al poeta latino Ovidio, ma fu nel Medioevo che conobbe il suo periodo di maggior fulgore, quando si arricchì dei monumenti più importanti come l’elegante acquedotto ultimato nel 1256 che attraversa piazza Garibaldi (teatro la mattina di Pasqua della sacra rappresentazione della “Madonna che scappa”), l’imponente cattedrale di San Panfilo, la chiesa di San Francesco della Scarpa, la chiesa di Santa Maria della Tomba, la vicina Porta Napoli, e il Complesso dell’Annunziata formato dal palazzo e dalla chiesa omonimi.

La facciata del Complesso a Sulmona.

Fondato nel 1320 su preesistenze romane, quest’ultimo possiede una splendida facciata rinascimentale, interni barocchi e settecenteschi, e ospita il museo civico, che conserva antichità italiche e romane, statue e dipinti medievali e preziosi oggetti sacri.
 
L’EREMO DI SANT’ONOFRIO E IL SANTUARIO DI ERCOLE CURINO
L’eremo di Sant’Onofrio al Morrone, affacciato come un nido d’aquila sulla conca Peligna, è legato alla figura e alla vita di Pietro da Morrone, che eletto papa come Celestino V diede scandalo con il proprio “gran rifiuto” al papato.

Il santuario di Ercole Curino.

Tornando al suo monte e ai suoi eremi. Alla base della immane parete rocciosa su cui sta l’eremo, si trova il grande santuario italico-romano di Ercole Curino, divinità primaria dell’olimpo italico, mentre in una cavità a mezza costa fra i due stanno pure le pitture rupestri di epoca preistorica raffiguranti figure umane oranti realizzate in ocra rossa. Un “addensamento” di luoghi di culto che attraversa i millenni, a testimoniare l’immemorabile sacralità di quest’area del Parco.
 
SAN TOMMASO, LA VALLE DEI LUCHI E LE MARMITTE DELL’ORTA
Fra Caramanico e Salle, nei pressi della chiesa medievale di San Tommaso si trovano i “luchi” (da lucus, “bosco sacro agli dei”).

Le “marmitte” dell’Orta.

Qui l’azione erosiva del fiume Orta, che discende la Majella in un profondo canyon, ha modellato forme e paesaggi davvero singolari: maestosi torrioni rocciosi che si innalzano sul letto della valle disegnando un paesaggio incredibile, e – più in basso, raggiungendo l’attuale corso del fiume – le “marmitte”, una serie di sifoni e passaggi erosivi del fiume scavati nella roccia viva. Due meraviglie naturali completate dai ruderi dell’antico ponte romano e del castello del Luco, e dalla splendida chiesa di San Tommaso, sorta agli inizi del XIII secolo su un precedente tempio pagano, con i bellissimi tre portali, ricchi di sculture e bassorilievi.
 
GLI EREMI DI SAN BARTOLOMEO E SANTO SPIRITO
Nel proprio cuore la Majella, la “montagna degli eremiti”, custodisce gli splendidi complessi di San Bartolomeo in Legio e di Santo Spirito a Majella, mimeticamente abbarbicati alle rocce. L’eremo di San Bartolomeo, a 600 metri di quota, sorge a mezza costa al di sotto di un’ampia cengia erosiva.

L’eremo di Santo Spirito.

Di origine anteriore al Mille, fu ricostruito nel Duecento per iniziativa di fra’ Pietro Angeleri, il futuro papa Celestino V, che vi si stabilì tra il 1274 e il 1276. L’eremo di Santo Spirito, poco oltre i 1000 metri, è invece circondato da fittissime faggete. I due eremi si visitano facilmente in una mezza giornata. San Bartolomeo dà lo spunto per una piacevole camminata, Santo Spirito è invece raggiunto da una strada asfaltata tra bosco e rocce; ambedue sono toccati dal Sentiero dello Spirito, uno dei più lunghi trekking del Parco.
 
IL REGNO DELLA PIETRA, L’IMMANE OPERA DEI NOSTRI ANTENATI
Terrazzamenti, capanne in pietra a secco, immani spietramenti, luoghi di culto, antiche fonti, grotte e incisioni pastorali: sulla Majella nordorientale millenni di coesistenza fra natura e attività umane hanno lasciato imponenti testimonianze delle bonifiche operate per sottrarre campi e pascoli a questo “regno della pietra”, costituendo un vero e proprio grande museo all’aperto.

Il complesso “La Valletta” a Passolanciano.

La strada locale che da Passolanciano scende verso Lettomanoppello scopre una serie di paesaggi segnati ovunque da queste testimonianze, soprattutto dai tholos, le capanne a falsa cupola simili ai trulli pugliesi e a tante primitive consimili costruzioni tipiche dell’area mediterranea.
 
LA VALLE DELL’ORFENTO
Il vallone dell’Orfento, che scende dalla Majella verso Caramanico Terme, è uno dei più selvaggi dell’Abruzzo. In pochi chilometri, e senza traccia di presenza umana stabile, scende dai 2676 metri del Focalone fino ai 556 metri di Caramanico, la cittadina nota per le sue chiese medievali e le sue terme, che offre un ottimo punto di appoggio per la visita di questo monumento naturale.

La valle dell’Orfento.

I sentieri della parte bassa del vallone permettono di scoprire spettacolari paesaggi rocciosi, e di visitare i ruderi dell’eremo di Sant’Onofrio e il medievale ponte di San Cataldo. Per entrare a piedi nell’Orfento è obbligatorio ritirare il permesso gratuito presso il Centro Visite di Caramanico.
 
DAL BLOCKHAUS ALLA TAVOLA DEI BRIGANTI
Dai prati della Majelletta, superato il colle del Blockhaus, inizia una delle più belle passeggiate d’Abruzzo che permette di godere di panorami mozzafiato sui selvaggi valloni di Selvaromana, delle Tre Grotte e dell’Orfento; il sentiero, non troppo faticoso e ben segnato, attraverso una fitta mugheta conduce ai piedi del Monte Focalone, dove sui lastroni di roccia affiorante fra gli arbusti compaiono incisioni di pastori e briganti del passato.

Alcune delle iscrizioni della Tavola dei Briganti con sullo sfondo il Monte Focalone.

Fra le quali – famosissima – quella che rimprovera a Vittorio Emanuele II di aver trasformato quel che era il “regno dei fiori” nel “regno della miseria”.
 
IL BOSCO DI SANT’ANTONIO, UNA FAGGETA MONUMENTALE A DUE PASSI DA PESCOCOSTANZO
La strada che da Pescocostanzo scende a Cansano attraversa il Bosco di Sant’Antonio, una delle più belle faggete d’Abruzzo. Conservatosi intatto per secoli perché interdetto al taglio (eredità di un’antica sacralità), attraversato dalla Via Minucia romana, che collegava Corfinio e Isernia, protetto come riserva naturale fin dal 1985, il bosco si estende su 550 ettari tra i 1290 e i 1420 metri di quota.

Il Bosco di Sant'Antonio.

Oltre ai faggi, tra i quali si contano numerose piante secolari, sono presenti gli aceri, il pero selvatico, il tasso, il cerro e il ciliegio. Il bosco merita di essere frequentato in tutte le stagioni. D’inverno, tra i suoi faggi e nel pianoro sottostante si snoda una delle più belle piste da fondo abruzzesi.
 
LA GROTTA SANT’ANGELO DI PALOMBARO
Uno degli eremi più sorprendenti dell’intero Abruzzo sorge nel selvaggio versante orientale della Majella, in territorio di Palombaro, in una colossale caverna dove gli antichi Italici veneravano Bona, la dea della fertilità.

I resti della chiesetta nella grotta Sant’Angelo.

Al suo margine, alcune vasche scavate nella roccia testimoniano la presenza di un antico culto delle acque, mentre al suo interno si erge sorprendente una minuscola ma magnifica cappella medievale absidata, in puro stile romanico. Questa opera risale probabilmente all’XI secolo, e lo stile e i decori fanno pensare che sia stata realizzata dalle stesse maestranze che edificarono la non lontana abbazia di San Liberatore a Majella.
 
FARA SAN MARTINO E IL VALLONE DI SANTO SPIRITO
L’imponente massiccio della Majella incombe su Fara San Martino, l’antico borgo longobardo che ospita oggi i più celebri pastifici d’Abruzzo. A breve distanza dall’abitato, la bastionata calcarea della montagna è incisa da due gole, la Valle di Santo Spirito e la Valle Serviera. Mentre quest’ultima, inaccessibile dal basso, è riservata solo ad alpinisti e speleologi esperti, la gola di Santo Spirito è accessibile a tutti e frequentata per la sua bellezza e la vicinanza all’abitato.

Fara S. Martino e le gole.

Il tratto iniziale e più frequentato ha strette e altissime pareti, molto spettacolari; proseguendo, il sentiero offre al camminatore allenato il più grande dislivello delle montagne d’Abruzzo, giungendo sino al Monte Amaro, più di 2300 metri più in alto. Di recente, poco oltre l’inizio della gola, è stato dissepolto l’antico monastero di San Martino in Valle (IX-XV secolo).
 
SUI COLLI DI JUVANUM
Affacciata su uno spettacolare panorama del versante orientale della Majella, l’area archeologica di Juvanum, antica città italico-romana, si trova nei pressi di Montenerodomo. Gli scavi, distesi su ampi pendii erbosi che circondano il cocuzzolo dell’acropoli, includono due tempietti gemelli (almeno uno dei quali era dedicato a Ercole) collegati da una bella via lastricata con il foro, al centro del quale è una piazza.

L’area archeologica di Juvanum.

Su questa sorgeva una basilica dedicata al culto dell’imperatore. Intorno ai tempietti rimangono i resti delle poderose mura dell’acropoli. A breve distanza dalla zona sacra si trova anche la cavea del teatro, affacciata su un ampio panorama. La zona è adattissima a itinerari in bicicletta, in mountain bike o a cavallo.
 
LA VALLE GIUMENTINA, ANTICO LAGO DEI PRIMI UOMINI D’ABRUZZO
Prima di giungere a Roccamorice, un bivio sulla destra sale in montagna fino a una bellissima conca intramontana, la Valle Giumentina, che mezzo milione di anni fa era un grande lago alimentato dalle acque di quello stesso fiume che corre ora ben più in basso nella stretta gola dell’Orfento.

Il complesso di capanne a tholos di Valle Giumentina.

Sulle sue rive si stabilirono i primi gruppi di uomini preistorici che giunsero in Abruzzo, trovandovi acqua dolce, animali da cacciare e ricchi giacimenti di selce nei dintorni, con cui costruire le proprie armi. Oggi ospita anche alcune belle capanne a tholos e pozzi in pietra, testimonianza di una più “recente” presenza di pastori e contadini.
 
SANT’ONOFRIO A SERRAMONACESCA, STORIA DI SANTI ED EREMITI NELLA CHIESA SOTTO LA MONTAGNA
Serramonacesca, ai piedi del versante orientale della Majella, è conosciuta per la stupenda abbazia romanica di San Liberatore, ma molti non sanno che nel suo territorio c’è un’altra attrattiva di notevole interesse, l’eremo di Sant’Onofrio, una chiesetta solitaria e nascosta nella natura incontaminata dell’omonimo vallone, posta al di sotto di un’imponente parete rocciosa.

L’eremo di Sant’Onofrio.

L’effetto d’insieme è di straordinaria suggestione, e vale certamente la visita. L’interno è molto particolare, con l’altare addossato alla nuda roccia e la “culla di S. Onofrio”, un piccolo ripiano su roccia, dove ancora oggi i pellegrini si distendono per curare febbri e mali di pancia. Il sentiero per raggiungerla, ben segnalato, si stacca a monte dell’abitato della contrada Brecciarola di Serramonacesca.
 
LA CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE DI GUARDIAGRELE
Guardiagrele è uno splendido centro storico sul versante orientale della Majella, con chiese, palazzi, porte e belle mura. Il suo gioiello è la chiesa di Santa Maria Maggiore, costruita sui resti di un tempio pagano e sviluppata in più fasi durante tutto il Medioevo.

La facciata della chiesa la chiesa di Santa Maria Maggiore a Guardiagrele.

La facciata ha una inconsueta struttura centrale a torre, che serve anche da campanile, con un bellissimo portale gotico sormontato da un’elegante monofora. Ai fianchi della chiesa due ampi porticati, differenti fra loro; sotto il destro campeggia un enorme affresco di San Cristoforo, unica opera firmata del più importante pittore del Quattrocento abruzzese, Andrea Delitio. Nella cripta è allestito il Museo Diocesano, con il ricco Tesoro della chiesa.
 
IL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO, LA RELIQUIA CHE MOSTRA IL VERO VOLTO DI GESÙ
Poco fuori dal centro storico di Manoppello si trova la chiesa cappuccina del Volto Santo, che custodisce da secoli una delle più note e importanti reliquie del mondo cristiano, il Volto Santo, un velo trasparente sul quale sono impressi i connotati di un volto maschile con occhi aperti e bocca anch’essa semiaperta, ritenuto da molti l’autentico velo col quale la Veronica coprì il volto di Gesù deposto dalla croce.

Il santuario di Manoppello ove si custodisce il Velo del Volto Santo.

Secondo gli studi del professor Heinrich Pfeiffer, questa reliquia (esposta sull’altare maggiore) è da considerare la vera immagine di Cristo e costituirebbe, assieme alla Sindone di Torino, l’unico esempio conosciuto di “acheropita”, ovvero di immagine non fatta da mani umane.
 
L’ABBAZIA DI SANTA MARIA ARABONA DI MANOPPELLO
Fra le cinque grandi chiese medievali cistercensi in Abruzzo, l’abbazia di Santa Maria Arabona rappresenta l’esempio più significativo dell’architettura di questo Ordine, che rivoluzionò la storia, la cultura e l’economia della regione. Sorta nel XII secolo sul sito di un precedente tempio pagano e rimasta incompleta, è in pure forme gotiche, con splendidi arredi e decori lapidei (in particolare il tabernacolo e il monumentale candelabro) e numerosi affreschi.

L’abbazia di Santa Maria Arabona a Manoppello con sullo sfondo il Gran Sasso.

Fra i quali una Crocifissione e soprattutto la splendida Madonna col Bambino, ambedue di Antonio da Atri (1373), un maestro dell’ultimo Trecento abruzzese.
 
PESCOCOSTANZO, IL PIÙ RICCO BORGO D’ARTE D’ABRUZZO
Nel descrivere il patrimonio storico-artistico e monumentale di Pescocostanzo, è difficilissimo suggerire delle priorità perché tutto è degno di attenzione. Si tratta infatti di un borgo rinascimentale e barocco assolutamente unico per ricchezza, coerenza e stato di conservazione, la cui  prosperità si basò sia sulle numerosissime botteghe di eccellenti artigiani artisti (orafi, fabbri, intagliatori, marmorari) sia sulle tante grandi famiglie locali di allevatori, proprietarie di immense greggi che transumavano fra Abruzzo e Puglie.

La piazza Municipio di Pescocostanzo.

Da non perdere il giro dell’intero centro storico, coi suoi palazzi e le sue tipiche case a schiera col “vignale”, la collegiata di Santa Maria del Colle (autentico museo), la chiesa di Gesù e Maria (gioiello barocco di Cosimo Fanzago, il grande architetto del barocco che qui firmò anche il convento di Santa Scolastica, in piazza Municipio).
 
PACENTRO
Con un’immagine da cartolina che ricorda il borgo toscano di San Gimignano, le torri del castello di Pacentro si ergono maestose sul fianco del Morrone dominando la Valle Peligna.

Il borgo di Pacentro.

Identificate ormai, assieme alla Rocca di Calascio, come uno dei simboli del Medioevo abruzzese, le tre alte torri di Pacentro permettono al visitatore di immaginare, con buona attendibilità, quale doveva essere il colpo d’occhio offerto dal paesaggio dell’Abruzzo montano nel Medioevo e anche successivamente, almeno fino a tutto il Quattrocento; quello stesso alternarsi di colline, chiese, borghi e fortificazioni che il pittore Andrea Delitio racconta negli sfondi dei suoi splendidi affreschi.
 
L’ABBAZIA DI SAN LIBERATORE A MAJELLA DI SERRAMONACESCA
Immerso nelle boscose pendici della Majella, sorge uno dei gioielli dell’architettura sacra dell’Abruzzo medievale: l’abbazia di San Liberatore a Majella. Sorta nell’VIII secolo, assume le forme attuali nell’XI, in puro stile romanico lombardo.

Veduta dell’interno dell’abbazia di San Liberatore a Majella.

Per secoli ebbe a fianco un grande monastero, oggi completamente distrutto dalla frana erosiva provocata dal torrente Alento, che scorre in basso al suo fianco. Grande e maestosa, con tre portali, un possente campanile e un interno di perfetta sobrietà, conserva magnifici capolavori come l’ambone, un bel ciclo di affreschi duecenteschi e soprattutto il magnifico pavimento tassellato ad opus sectile del 1275, composto da migliaia di tasselli marmorei policromi. Ai piedi della chiesa, il nascente Alento scorre in un alveo erosivo incantevole, sopra cui si apre un’antica necropoli paleocristiana.
 
LA GROTTA DEL CAVALLONE
Nella Majella ce ne sono oltre cento, più o meno completamente esplorate, con struttura e dimensioni molto varie, ma la più bella è la grotta del Cavallone. Pur se posta in alto nell’erto vallone di Taranta Peligna, sul versante meridionale della montagna, la grotta è stata organizzata e attrezzata per la fruizione turistica, e si può quindi visitare abbastanza facilmente.

L’interno della grotta del Cavallone.

Vi si arriva infatti mediante una comoda funivia che parte dalla strada poco fuori Taranta Peligna. Il percorso di visita è lungo circa un chilometro e si snoda tra ambienti di notevole fascino, tutti ben illuminati, a valorizzare la fantasmagoria di stalattiti, stalagmiti e cavità spesso enormi.
 
L’ALTOPIANO DELLE CINQUE MIGLIA
Sito nell’interno montano meridionale della regione, fra Rocca Pia e Roccaraso, a una quota di circa 1200 metri, deve il suo singolare nome al fatto che si allunga da nord-ovest a sud-est per nove chilometri, corrispondenti a cinque antiche miglia.

Veduta aerea dell’altopiano delle Cinque Miglia.

Oggi facilmente attraversabile in pochi minuti d’auto, un tempo e per secoli ebbe una fama temibile e sinistra, per le stragi terribili che il gelo vi compiva d’inverno fra chi ne tentava l’attraversamento, inghiottendo talvolta interi eserciti. Oggi, in ogni stagione consente splendide passeggiate, escursioni e percorsi in mountain bike, a cavallo, con gli sci o le ciaspole in uno scenario ampissimo, di grande bellezza. L’escursione più bella è quella verso la Montagna Spaccata. Alle sue estremità si trovano una bella chiesa medievale, la Madonna del Casale (a nord), e l’eremo della Madonna della Portella (a sud).



INFORMAZIONI UTILI SUL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA
PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA
Sede Operativa: Badia Morronese,
via Badia 28, 67039 Sulmona (Aq)
tel. +39 0864 25701 – fax +39 0864 2570450
info@parcomajella.it – www.parcomajella.it
 
Fioriture di genziana primaticcia sul Monte Morrone con sullo sfondo la Majella.

Le strutture del Parco
 
ATELETA (Aq)
• Area Faunistica del Cervo tel. +39 0872 946022 / 340 9775462
• Ostello della Stazione tel. +39 085 922343
 
BOLOGNANO (Pe)
• Centro Informazioni del Parco tel. +39 085 8880114 / 085 922343
 
CANSANO (Aq)
• Centro Informazioni del Parco tel. +39 347 1344793
 
CARAMANICO TERME (Pe)
• Centro Informazioni del Parco, Centro di Visita del Parco, Museo Naturalistico e Archeologico, Museo della Fauna Italiana ed Europea, Area Faunistica della Lontra, Foresteria del Parco “Casa del Lupo” tel. +39 085 922343
 
FARA SAN MARTINO (Ch)
• Centro di Visita del Parco, Museo Naturalistico, Ostello “Macchia del Fresco” tel. +39 0872 980970 / 339 2615405
 
LAMA DEI PELIGNI (Ch)
• Centro di Visita del Parco, Giardino Botanico “Michele Tenore”, Sentiero Natura, Area Faunistica del Camoscio Appenninico, Biblioteca tel. +39 0872 916010
 
PACENTRO (Aq)
• Centro Informazioni del Parco e Area Faunistica del Camoscio Appenninico tel. +39 0864 41304 / 349 8474470
 
PALENA (Ch)
MOM Museo dell’Orso Marsicano tel. +39 339 8629165 / 0872 918951 / 0872 918898-919009
• Ostello del Parco “Ostello dei Quarti” tel. +39 085 922343
 
PESCOCOSTANZO (Aq)
• Centro Informazioni del Parco tel. +39 0864 641311 / 339 8629165
 
PRETORO (Ch)
• Area Faunistica del Lupo Appenninico tel. +39 0871 898143 / 335 5995995
 
ROCCAMORICE (Pe)
• Ostello La Poiana tel. +39 085 8572514
 
SANT’EUFEMIA A MAIELLA (Pe)
• Centro di Visita, Giardino Botanico “Daniela Brescia”, Erbario del Parco tel. +39 085 920013
 
SAN VALENTINO IN ABRUZZO CITERIORE (Pe)
• Centro Informazioni del Parco tel. +39 085 922343
 
SERRAMONACESCA (Pe)
• Area Faunistica del Capriolo tel. +39 085 922343
 
Informazioni turistiche
IAT CARAMANICOTERME tel. +39 085 922202
IAT ROCCAMORICE tel. +39 085 8572614
IAT PESCOCOSTANZO tel. +39 0864 641440
IAT RIVISONDOLI tel. +39 0864 69351
IAT ROCCARASO tel. +39 0864 62210
IAT SULMONA tel. +39 0864 53276
 
Gli appuntamenti nel Parco
Il Parco Nazionale della Majella promuove e organizza all’interno del suo territorio, attraverso le sue strutture, escursioni a piedi e con le ciaspole, in mountain bike e a cavallo, corsi e programmi di educazione ambientale per adulti e bambini. Di particolare interesse sono i tre grandi trekking della durata di più giorni: il Sentiero dello Spirito, il Sentiero del Parco e il Sentiero della Libertà. Tutti i programmi dettagliati sono disponibili sui siti web www.parcomajella.it e www.parks.it/parco.nazionale.majella.
Vacanze in Italia. Mille sono i motivi per trascorrere uno splendido weekend nelle città d'arte italiane. Non programmate la vostra vacanza “soltanto” alla scoperta dei musei più noti come il Vaticano e il Colosseo a Roma, gli Uffizi e il David di Michelangelo a Firenze, il Palazzo Ducale di Venezia e l'Ultima Cena di Leonardo a Milano, imperdibili nel vostro itinerario (prenotate l'ingresso per saltare la lunga coda!). Provate anche qualche esperienza più particolare. Vi presentiamo alcune nuove ed esclusive visite, con aperture straordinarie e limitate, alla scoperta di mestieri antichi e degustazioni esclusive che renderanno indimenticabile la vostra vacanza.
Gli Uffici IAT - Informazione Accoglienza Turistica della Regione Abruzzo

Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e il Parco Nazionale della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela.

 
Terme e benessere in Abruzzo. Vacanze per curarsi, per conservare la salute, per ritrovare e mantenere quell'equilibrio tra il corpo e la mente che aiuta a restare giovani a lungo. Terra di grandi orizzonti verdi, di spazi di natura incontaminati e di spiagge adatte a un turismo tranquillo, l’Abruzzo offre interessanti possibilita' anche a chi preferisce soggiornare in collina. Molte tra le localita' ai piedi della montagna sorgono tra i 400 e i 900 metri, e possono quindi ospitare senza problemi chi avrebbe delle difficolta' a salire eccessivamente di quota. Per chi ha bisogno di cure termali, infine, l'Abruzzo offre l'attrezzatissima stazione di Caramanico Terme, ai piedi della natura selvaggia della Majella, e i centri di cura di Popoli e Raiano. Meritano una citazione anche le salutari acque minerali di Canistro.
Turismo in Abruzzo, tra natura e turismo rurale: Il turismo in Abruzzo offre i più vari e meravigliosi panorami, dalla catena alpina (la catena montuosa più importante d'Europa ) alle spiagge di corallo, dai parchi nazionali e dalle foreste incontaminate alle più belle isole del Mediterraneo. L’Abruzzo, nazione , con la sua biodiversità, con le sue regioni, presenta: montagne, colline, fiumi, laghi, coste e mari incontaminati. L’Abruzzo è un grande paese da godere con monumenti ed opere d’arti di indubbio valore, che accoglie visitatori da tutte le parti del mondo. Sito dedicato al turismo sulla Regione Abruzzo con informazioni turistiche sulla Abruzzo, dove passare il tempo libero in Abruzzo, con itinerari di enogastronomia nella Regione Abruzzo. Qui troverete l’elenco completo delle strutture ricettive nella Regione Abruzzo: alberghi in Abruzzo, Residence in Abruzzo, bed & breakfast in Abruzzo, campeggi in Abruzzo, Villaggi turistici in Abruzzo, case per le ferie in Abruzzo, Alloggi agroturistici in Abruzzo, In più, gli IAT - Informazione Accoglienza Turistica in Abruzzo, IAT in Abruzzo, Pro-loco in Abruzzo, Informazioni turistiche sulla Regione Abruzzo, Agenzie per il turismo in Abruzzo con informazioni, utili sulle guide di viaggio, e offerte hotel in Abruzzo. Informazioni sui servizi in Abruzzo, Informazioni di interesse generale sulla Regione Abruzzo, Informazioni turistiche sulla Regione Abruzzo, Meteo in Abruzzo, Proloco in Abruzzo. Tourism in Abruzzo, nature and rural tourism: Tourism in Abruzzo offers the most diverse and beautiful landscapes, from the Alps (the most important mountain range in Europe) to the coral beaches, national parks and pristine forests to the most beautiful Mediterranean islands. Abruzzo, nation, with its biodiversity, its regions, has mountains, hills, rivers, lakes, coasts and seas pristine. Abruzzo is a great country to enjoy with monuments and works of art of great value, which welcomes visitors from all over the world. Site dedicated to tourism on the region of Abruzzo Abruzzo tourist information about where to spend leisure time in Abruzzo, with food and wine tours in Abruzzo. Here you will find the complete list of accommodation in Abruzzo: Abruzzo Hotels, Apartments in Abruzzo, Bed & Breakfast in Abruzzo, Abruzzo campsites, holiday villages in Abruzzo, holiday homes in Abruzzo Accommodation Agro-tourism in Abruzzo Plus , the IAT - Tourist Information in Abruzzo Abruzzo IAT, Pro-loco in Abruzzo Tourist Information on Region Abruzzo Abruzzi tourism agencies with information on useful travel guides, and hotel deals in Abruzzo. Information about services in Abruzzo, information of general interest on the Abruzzo Region, Tourist Information on Region Abruzzo Weather in Abruzzo Abruzzo Proloco. Tourisme dans les Abruzzes, la nature et le tourisme rural: tourisme dans les Abruzzes offre les paysages les plus variés et magnifiques, des Alpes (la chaîne de montagnes la plus importante en Europe) sur les plages de corail, des parcs nationaux et forêts vierges les plus belles îles de la Méditerranée. Abruzzes, une nation, de sa biodiversité, ses régions, a des montagnes, collines, rivières, lacs, mers et côtes vierges. Abruzzes est un grand pays à déguster avec des monuments et des œuvres d'art d'une valeur inestimable, qui accueille les visiteurs de partout dans le monde. Site dédié au tourisme sur la région des informations touristiques Abruzzes Abruzzes pour savoir où passer son temps libre dans les Abruzzes, avec de la nourriture et des visites de vignobles dans les Abruzzes. Ici vous trouverez la liste complète des hébergements dans les Abruzzes: Hôtels Abruzzes, dans les Abruzzes Appartements, Bed & Breakfast dans les Abruzzes, campings Abruzzes, villages de vacances dans les Abruzzes, maisons de vacances dans les Abruzzes Hébergement Agro-tourisme dans les Abruzzes Plus , l'IAT - Office du Tourisme dans les Abruzzes Abruzzes IAT, Pro-loco dans les Abruzzes d'information touristique sur les agences de la région des Abruzzes Abruzzes tourisme des informations sur les Guides de Voyage utiles et des offres hôtel dans les Abruzzes. Information sur les services dans les Abruzzes, des informations d'intérêt général sur la région des Abruzzes, des informations touristiques sur la région des Abruzzes Météo dans les Abruzzes Abruzzes Proloco.

L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e trecentomila.

 
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