Guida ai Parchi dell’Abruzzo: Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

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Guida ai Parchi dell’Abruzzo: Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Abruzzo > Guida ai Parchi d'Abruzzo
 GUIDA AI PARCHI D'ABRUZZO 
 
         
 
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
 
massiccio del Gran Sasso (calcareo, carsico, arido e prevalentemente roccioso) e quello della Laga (arenaceo-marnoso, fittamente boscoso, ricco d’acque di superficie), il Parco presenta degli ambienti naturali molto differenti. Di conseguenza, una flora e una fauna diversificate, con i due massicci, letteralmente incastrati tra di loro nell’alta Val Vomano, che sono in perfetta continuità ecologica. Un ambiente geografico e naturale straordinario, inestricabilmente intrecciato con la millenaria presenza umana testimoniata dagli sterminati pascoli, i coltivi d’alta quota, i borghi medievali, le chiese, i castelli.
 
Il Parco ha una superficie di 148.935 ettari e interessa marginalmente anche il Lazio e le Marche. La parte abruzzese, che consiste nei nove decimi della superficie totale, interessa le province di Teramo, l’Aquila e Pescara con quaranta Comuni, quella marchigiana tocca la sola provincia di Ascoli Piceno con due comuni, e quella laziale la provincia di Rieti sempre con due comuni. Il massiccio del Gran Sasso è il più importante complesso montuoso dell’Appennino, con la maestosità delle sue vette di roccia dolomitica, le più alte dell’intera catena, che culminano nel Corno Grande (2912 metri), nel Corno Piccolo, nel Pizzo d’Intermesoli e nel Monte Camicia. Ospita il ghiacciaio del Calderone, l’unico dell’Appennino nonché il più meridionale d’Europa, ed è affiancato a sud dall’altopiano di Campo Imperatore, una sterminata landa carsica d’alta quota (fra i 1600 e gli oltre 2000 metri s.l.m.) di una bellezza mozzafiato, quanto di più simile al Tibet possa trovarsi in Europa. La sua morfologia è caratterizzata da alte pareti verticali, morene, circhi glaciali, valloni, dirupi, campi carsici e i numerosi laghetti anch’essi di origine carsica; a nord-ovest si salda con i Monti della Laga, geologicamente diversi perché formati da marne e arenarie, che interessano il settore settentrionale del Parco e sono situati a cavallo delle tre regioni (Abruzzo, Lazio e Marche). L’uso umano di queste montagne si desume dalla differente copertura forestale, continua e folta nei versanti teramani del Gran Sasso e della Laga, con netta preponderanza di praterie e pascoli nel versante aquilano del Gran Sasso e in quello laziale della Laga, a testimoniare l’utilizzo prevalentemente pascolivo nei settori meridionali e quello forestale a settentrione e a oriente.

Il laghetto di Pietranzoni a Campo Imperatore.

La vegetazione include le faggete sulla Laga (col raro abete bianco, relitto glaciale a queste latitudini) e sul versante teramano del Gran Sasso, pascoli a Campo Imperatore e sul Voltigno e magnifiche fioriture d’alta quota. Gli aspetti naturalistici non sono l’unica attrattiva di questo Parco, che anzi si caratterizza per una comunione, un intreccio inestricabile nei suoi paesaggi fra natura e presenza umana. Ne sono testimonianza gli innumerevoli antichi borghi e castelli disseminati sulle sue pendici a dominare le conche intramontane:

Il lago di Campotosto al tramonto.

sul versante teramano, innanzitutto i piccoli borghi medievali abbandonati fra i boschi della Laga e gli eremi della Montagna dei Fiori, lo splendido centro rinascimentale di Campli, Civitella del Tronto con la sua possente fortezza, gli spettacolari ruderi di Castel Manfrino affacciato sulle gole del Salinello, i castelli medievali di Castel di Luco e Piano di Roseto, Castelli con le botteghe della nota e pregiata ceramica e l’oratorio di San Donato (detto la “Cappella Sistina della maiolica”), i deliziosi centri storici di Isola del Gran Sasso, Cortino, Valle Castellana, Tossicia, Pietracamela; sul versante aquilano, Campotosto col suo grande lago, gli antichi centri storici del Gran Sasso, con la loro atmosfera medievale intatta: Assergi, Barisciano, Santo Stefano di Sessanio, Calascio con la sua splendida Rocca, Castelvecchio Calvisio e Carapelle Calvisio, Castel del Monte, Ofena, Bussi sul Tirino; sul versante pescarese, ripidamente digradante verso le colline e il mare, Farindola, col suo notissimo formaggio pecorino.
CIVITELLA DEL TRONTO E LA SUA FORTEZZA
Occupa la sommità di un alto colle che controlla il Tronto, per secoli confine fra Regno di Napoli e Stato Pontificio, oggi fra Abruzzo e Marche.

Il centro storico di Civitella del Tronto.

La struttura attuale è quella cinque-seicentesca, ma la sua storia sanguinosa inizia ben prima, nel Medioevo, e termina con l’Unità d’Italia, con l’assedio del 1860-61, conclusosi con la capitolazione della guarnigione borbonica. Superata la porta duecentesca che immette nel centro storico (da visitare, con le sue strette strade, che ospitano notevoli monumenti), si sale alla fortezza e si visitano via via l’ampia Piazza d’Armi, il Bastione di San Giacomo e il Palazzo del Governatore. Le antiche caserme borboniche ospitano un piccolo ma interessante museo dedicato alla storia della fortezza e al grande assedio del 1860-61.
 
CASTEL MANFRINO, LE GOLE E GLI EREMI DEL SALINELLO
Uno dei canyon più  spettacolari  dell’Appennino è stato scavato dal  corso  del Salinello  tra la Montagna  dei Fiori e  la  Montagna di Campli.

Le gole del Salinello.

Al suo imbocco,  la  prima  meraviglia  che  custodisce è la  grotta  Sant’Angelo, a Ripe di  Civitella  del Tronto, un antro che  è  sacro  ininterrottamente  da  oltre  10.000  anni.  Poi,  sulle balze  della  parte alta del vallone una serie di eremi in posizione  impressionante: Santa  Maria  Maddalena,  Santa  Maria Scalena,  San  Francesco alle Scalelle e il più spettacolare di tutti,  Sant’Angelo in Volturino (il nome  deriva  dal  latino  vultur, “avvoltoio”).  A  dominare  le  strettissime  gole,  ove  le  acque del  Salinello  scorrono  tumultuose,  i  ruderi  di  Castel  Manfrino, il  maniero eretto nel 1258 per volontà del re svevo Manfredi.
 
CAMPLI E LA NECROPOLI DI CAMPOVALANO. DAL BORGO MEDIEVALE ALLA PIÙ RICCA AREA ARCHEOLOGICA D’ABRUZZO
Ai piedi della Laga, la piana di Campovalano è stata per secoli – fra il XIII e il IV  sececolo a.C. – un enorme quanto unico  “cimitero senza città”, concentrante le sepolture dell’aristocrazia di un ampio territorio, con migliaia di tombe che hanno restituito corredi straordinari per ricchezza, eleganza e stato di conservazione.

La chiesa di S. Pietro di Campovalano.

Il museo  che  li espone è nel  centro storico di Campli, splendida cittadina medievale con una  bellissima  piazza,  antichi  palazzi e le chiese di San Francesco ( del primo ’200 ) e di Santa Maria in Platea (fine ’300). Da visitare anche la chiesa di San Pietro, degli inizi del Duecento, al margine della piana di Campovalano, nei pressi delle rovine di un convento benedettino.
 
IL BOSCO MARTESE E LA MORRICANA
La più grande selva della Laga si distende sul versante orientale del massiccio, tra i valloni della Cavata e della Morricana, e alterna alla tipica faggeta appenninica grandi abeti dal fusto regolare. Il valico del Ceppo è il punto di accesso migliore per chi vuole visitarla; da qui, una strada sterrata pianeggiante lunga quasi sei chilometri consente di attraversare la parte più suggestiva della foresta.

Veduta aerea del Bosco Martese.

Un sentiero più ripido consente di salire dal Ceppo agli Jacci di Verre, al cospetto delle cime più elevate della Laga, e di proseguire verso i “faggi torti”, la cascata della Cavata o il Pizzo di Moscio. Dalla presa dell’Enel, dove la sterrata si conclude, un altro sentiero conduce alle selvagge cascate della Morricana, autentico gioiello di questo versante del massiccio.
 
LA VALLE DELLE CENTO FONTI A CESACASTINA DI CROGNALETO
All’aridità quasi assoluta degli altri massicci montuosi abruzzesi, calcarei e quindi carsici, i Monti della Laga contrappongono una struttura geologica arenaro-marnosa che favorisce lo scorrimento superficiale delle acque, che qui perciò sono abbondantissime ovunque.

una delle cascate nella valle di Cesacastina.

Il corso d’acqua più spettacolare si trova nei pressi di Cesacastina, dove il Fosso dell’Acero scende verso valle con effetti spettacolari. Il luogo, ai piedi del Monte Gorzano e delle cime della Laghetta, possiede un panorama da favola, che scopre la catena del Gran Sasso dal Monte San Franco al Monte Camicia. Anche il borgo di Cesacastina, da cui parte il sentiero, offre interessanti motivi di visita, e dal suo belvedere si gode uno stupendo panorama verso il Gran Sasso.
 
SULLE RIVE DEL LAGO DI CAMPOTOSTO
Il lago artificiale di Campotosto è il più vasto dell’Abruzzo. Nella buona stagione si danno appuntamento intorno alle sue acque gli appassionati della canoa, del windsurf, dei picnic all’aria aperta, mentre d’inverno il lago gelato è uno spettacolo da non perdere. 

Veduta del lago di Campotosto.

La quota di 1313 metri sul mare garantisce frescura anche nel cuore dell’estate. Belli gli itinerari per il Monte Cardito, il Monte di Mezzo e le Cime della Laghetta, mentre la strada circumlacuale è ottima per passeggiate in bicicletta e – d’inverno – brevi ma interessanti percorsi sugli sci da fondo. Oltre che al lago, Campotosto deve la sua notorietà ai salumi tra cui la celebre mortadella di Campotosto (localmente detta “coglioni di mulo”), un presidio Slow Food, ai formaggi e alle carni prodotti dagli allevatori locali.
 
IL GRAN SASSO, I SUOI STORICI RIFUGI E IL GHIACCIAIO DEL CALDERONE
Il Gran Sasso è la cima alpinisticamente più importante dell’Appennino, quella dove nasce storicamente l’alpinismo escursionistico stesso (con l’ascensione documentata dal capitano Antonio De Marchi nel 1573); i suoi storici rifugi (il “Garibaldi” del 1886, e il “Duca degli Abruzzi” del 1908), ancor oggi frequentatissimi e perfettamente restaurati.

La vetta orientale del Corno Grande e il Calderone.

I rifugi hanno ospitato generazioni di escursionisti e alpinisti. Il “Paretone”, la muraglia di milleseicento metri di altezza con la quale il Corno Grande si affaccia sui colli di Isola del Gran Sasso e Castelli, ne è la parete-simbolo. Questo ambiente francamente alpino, verticale, di nuda roccia, custodisce anche il più meridionale dei ghiacciai europei, il Calderone.
 
CASTELLI, LA “CAPITALE” DELLA MAIOLICA ABRUZZESE CON LA SUA GRANDE TRADIZIONE
Ai piedi della impressionante parete Nord del Monte Camicia, Castelli è uno dei borghi più suggestivi d’Abruzzo, patria sin dal Medioevo di una delle più importanti e raffinate tradizioni europee di maioliche d’alta qualità.

Vaso maiolicato esposto nel Museo della Ceramica di Castelli.

Presente in tutte le corti d’Europa (e oggi in tutti i più importanti musei del mondo), la ceramica di Castelli ha il suo periodo più fecondo tra il Quattrocento e il Seicento. Alle scuole dei Grue, dei Fuina, dei Gentili, dei Cappelletti si devono oggetti di notevole bellezza, bene illustrati nel locale Museo della Ceramica. Invece la chiesetta di San Donato, detta “la Cappella Sistina della maiolica abruzzese”, con il suo soffitto a mattonelle, offre una straordinaria rappresentazione del livello cui attingeva anche la produzione popolare castellana.
 
CAMPO IMPERATORE, IL “PICCOLO TIBET”
«Campo Imperatore è infinito, un oceano di pascoli lambiti dalla nebbia portata dal vento. Potrebbe benissimo essere Tibet»: così nel 1937 descriveva questa meraviglia d’Abruzzo il grande alpinista e orientalista fiorentino Fosco Maraini.

Panorama di Campo Imperatore.

Per secoli teatro della grande stagione della pastorizia abruzzese (quando vi pascolavano centinaia di migliaia di ovini), nel Cinquecento avevano acquisito castelli e pascoli ai piedi del Gran Sasso anche i Medici di Firenze, mercanti internazionali di lana. Oggi come allora, propone prospettive sconfinate e surreali, da decenni “location” d’eccezione per l’industria cinematografica. Compreso fra i 1600 e i 2200 metri di quota, lungo 25 chilometri e largo 8, ha al suo culmine lo storico albergo dove nel 1943 i paracadutisti tedeschi liberarono Mussolini.
 
IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO, IL PIÙ SCENOGRAFICO DEI CASTELLI D’ABRUZZO
Come un nido d’aquila, a 1460 metri di quota, la Rocca di Calascio è il più spettacolare tra i molti castelli che controllavano le “vie della lana” da e per l’altopiano di Campo Imperatore. Domina un territorio enorme, e scopre un panorama mozzafiato.

Il Castello di Rocca Calascio.

Fondato intorno al Mille, consiste all’inizio in un solo torrione quadrangolare, che successivamente viene munito di una fortificazione esterna con quattro poderose torri cilindriche che gli danno un aspetto inconfondibile e lo rendono ben visibile da lontano. Nel corso dei secoli appartenne ai benedettini di San Vincenzo al Volturno, agli Acclozemora e ai Piccolomini. Nel 1579, insieme alla vicina Santo Stefano di Sessanio, entrò nei possedimenti dei Medici, che basavano la loro ricchezza sul commercio della lana.
 
SANTO STEFANO DI SESSANIO. L’ANTICO BORGO MEDIEVALE CHE FU FEUDO DEI MEDICI
Tra i paesi del versante meridionale del Gran Sasso, uno dei più interessanti è senza dubbio Santo Stefano di Sessanio, a 1251 metri di quota su una delle più importanti vie di accesso ai ricchi pascoli di Campo Imperatore. Per tal motivo fu feudo dei Medici di Firenze, che qui avevano ingenti interessi nella produzione di lana. 

Una via del centro storico di S. Stefano di Sessanio.

Il centro storico, perfettamente medievale, è integro e completamente restaurato (fatto oggetto di un recupero originalissimo, e trasformato in “albergo diffuso”); il solo danno del sisma del 2009 è stato quello subito il torrione mediceo che lo sovrastava, ma che a breve verrà ripristinato. Interessantissimo il sistema di vallette carsiche che circondano il borgo, con l’arcaico paesaggio agrario dei “campi aperti”, e che producono le rinomatissime lenticchie locali, presidio Slow Food.
 
CASTEL DEL MONTE, IL PAESE-MUSEO DEI PASTORI E DELLA TRANSUMANZA
La “capitale” dei pastori del Gran Sasso accoglie ancora oggi i visitatori che salgono dalla piana di Navelli verso Campo Imperatore, il “piccolo Tibet” delle montagne d’Abruzzo, la cui economia si è basata fin dall’antichità sulla pastorizia transumante. 

Il centro storico di Castel del Monte.

La ricchezza prodotta dalla pastorizia è testimoniata dai suoi molti palazzi e dalle chiese, riccamente decorate. Cuore dell’abitato è il quartiere fortificato del Ricetto, con le sue ripide strade a scalinata (le “rue”), i suoi archi e le sue belle case di pietra, che oggi propone nei molti ambienti del suo originale “Museo diffuso” una lettura a tutto tondo della vita e delle tradizioni culturali dei pastori. È patria della produzione di alcuni dei migliori formaggi pecorini d’Abruzzo, fra i quali il notissimo canestrato di Castel del Monte, presidio Slow Food.
 
LA CHIESA DI SAN PIETRO AD ORATORIUM
La chiesa, isolata ai piedi di Capestrano, lungo il corso del fiume Tirino, è nascosta in un boschetto di salici e pioppi. L’esterno della chiesa visto dal retro è molto semplice, con le sue tre absidi semicircolari di pietra spoglia.

L’interno della chiesa di San Pietro ad Oratirium.

In facciata, un concio rovescio riporta l’enigmatico quadrato magico costituito dalle parole “sator arepo tenet opera rotas”, mentre l’architrave del portale reca un’iscrizione che data la chiesa: (a rege desiderio fundata anno milleno centeno renovata) fondata dal re Desiderio, rinnovata nell’anno 1100. In stile romanico, ha un interno di estrema suggestione, con possenti colonne che la dividono in tre navate, uno splendido ciborio duecentesco e interessantissimi affreschi del XII secolo nell’abside centrale, dipinti in sola ocra rossa.
 
AMITERNUM, GIOCHI E PIACERI DEGLI ANTICHI SABINI
Nel verde del paesaggio della valle dell’Aterno, a nord di L’Aquila, si ergono maestosi i resti di due grandi edifici dell’antichità: un teatro e un anfiteatro d’epoca romana. Sono le vestigia dell’antica Amiternum, patria del grande storico Sallustio.

Veduta aerea dell’anfiteatro di Amiternum.

Di origine sabina, la città fu importante, grande e potente. Prese il nome del fiume Aterno che le scorreva a fianco, o forse all’epoca attraversava l’abitato. Del suo antico splendore si conservano oggi, oltre ai due edifici per lo spettacolo, anche le terme. A poca distanza l’abitato medievale di San Vittorino, con la bellissima chiesa di San Michele, del XII secolo, caratterizzata da interessanti catacombe legate al culto del martire locale san Vittorino.
 
L’ABBAZIA DI SAN CLEMENTE A CASAURIA
Lungo la valle del fiume Pescara è giunta imponente sino ai nostri giorni l’abbazia di San Clemente a Casauria, visitabile a poca distanza dal casello autostradale di Torre de’ Passeri. Rappresenta senza dubbio uno dei monumenti più importanti del patrimonio artistico e architettonico abruzzese.

La facciata dell’Abbazia di San Clemente a Casauria.

La chiesa originaria fu costruita nel IX secolo, come mostra il bassorilievo del portale centrale, ma subì numerose distruzioni e ricostruzioni. Assunse l’assetto attuale nel XII secolo, con poche aggiunte successive. Alla splendida facciata, con portico, tre portali magnificamente decorati e le imponenti porte in bronzo, segue un interno di rara bellezza, con tre pregevoli arredi: l’ambone, il cero pasquale e il ciborio, tutti in pietra e finemente lavorati.
 
OFENA E LE “PAGLIARE”
Il centro medievale di Ofena, l’antica Aufinum, alla base di un’importante via della transumanza che sale verso Castel del Monte e Campo Imperatore.

Le “pagliare” di Ofena.

Ofena conserva un centro storico integro e alcune chiese di grande interesse. Piacevoli passeggiate conducono, a monte, ai borghi di Garrufo (molto pittoresco, di impronta medievale) e a Villa Santa Lucia, e, a valle, al pianoro sottostante (dove tra l’altro si produce uno dei migliori vini rossi della regione) ov’è sito il complesso delle “pagliare”, un antico borgo formato da abitazioni stagionali, utilizzate per lo sfruttamento agricolo della piana.
La passeggiata (a piedi o in bici) verso il borgo abbandonato delle pagliare inizia dalla bella chiesa di San Pietro ad Cryptis, a valle del paese.
 
LE ANSE DEL TIRINO
Il Tirino, uno dei fiumi più limpidi d’Italia, nasce dalle spettacolari risorgive di Capo d’Acqua e Presciano, tra Capestrano e Ofena, sul versante sudorientale del Gran Sasso.

Le anse del Tirino.

Paradiso dei pescatori sportivi (che vi convergono da tutt’Italia), degli appassionati di canoa e dei birdwatcher (grazie alle stabili colonie di martin pescatore, porciglioni, gallinelle d’acqua e alla presenza stagionale di folaghe, tuffetti, aironi, anatre selvatiche), la sua valle offre splendide passeggiate a piedi, a cavallo o in mountain bike, mentre il suo corso permette meravigliose escursioni in canoa sulle sue acque cristalline. Grazie alla natura pianeggiante dei luoghi, i percorsi sono accessibili a tutti, anche coi passeggini. Nei dintorni sono da visitare gli antichi borghi di Capestrano e Ofena.
 
FARINDOLA, IL VALLONE D’ANGRI E LA PIANA DEL VOLTIGNO
Il caratteristico borgo di Farindola (noto anche per il suo straordinario formaggio pecorino, presidio Slow Food) è la porta d’accesso del vallone d’Angri, che incide con un profondo canyon il versante sudorientale del massiccio del Gran Sasso, roccioso e selvaggio.

Ciaspolata nella faggeta nel Vallone d’Angri.

È un’escursione impegnativa, che dalla bella conca del Mortaio d’Angri (a quota 695 metri), conduce a salire attraverso scenari straordinari sino a Campo Imperatore. Escursioni alternative e assai più facili (fattibili anche in automobile) conducono all’altopiano del Voltigno, un vastissimo pianoro carsico stupendamente incastonato fra i rilievi poco più a sud (e che d’inverno permette splendidi itinerari sugli sci da fondo) o ad ammirare verso Montebello di Bertona i torrioni calcarei dei “Merletti” di Villa Celiera.
 
NAVELLI E IL SUO ZAFFERANO
Navelli è un bel borgo medievale, arroccato su un rilievo che domina l’omonimo altopiano, noto da secoli per la sua produzione di zafferano. L’altopiano, nella sua straordinaria cornice di mandorleti, tra i massicci del Gran Sasso e del Sirente, è infatti il cuore di una delle più interessanti produzioni tradizionali d’Abruzzo.

Raccolta dello zafferano e sullo sfondo il borgo medievale di Navelli.

Dal XIII secolo, lo zafferano vi si coltiva sempre con lo stesso antico metodo, e resiste tutt’oggi in forza della sua qualità, che lo rende un vero e proprio “oro rosso”, ingrediente principe di alcune delicate preparazioni dell’alta cucina italiana e internazionale, come il celebre risotto alla milanese. Dal 2005 è un prodotto a Denominazione di Origine Protetta e viene tutelato e promosso da un Consorzio con il nome di “Zafferano dell’Aquila DOP”.
 
IL PIANO DELLE LOCCE E SANTA MARIA CARBONI, UN ITINERARIO SENZA TEMPO
Il massiccio del Gran Sasso, che verso il mare alza una lineare e compatta muraglia rocciosa, verso l’interno si articola in un sistema estremamente complesso di altipiani, corrugamenti e bacini intramontani: un paesaggio fatto di pascoli sterminati e straordinarie vallette carsiche, ognuna col proprio borgo medievale, il castello, le chiese rurali.

La chiesetta di Santa Maria Carboni.

È il caso del Piano delle Locce, una vasta conca erbosa che si estende a circa 1250 metri di quota, profondamente incassata fra i rilievi a margine di Campo Imperatore, appena a nord dell’abitato di Santo Stefano di Sessanio. Al suo lato settentrionale si trova l’antica cappella rurale di Santa Maria Carboni. Tutt’attorno, le pendici della conca sono costellate di stallette ipogee, le “locce” appunto, nelle quali nottetempo si riparava il bestiame.
 
L’IPPOVIA DEL GRAN SASSO, UN ANELLO DI 300 CHILOMETRI
Compie l’intero periplo del massiccio, toccando tutti i suoi centri più pittoreschi, i suoi monumenti naturali e storico-culturali e mettendo in rete tutte le risorse del territorio: paesaggio, natura, tradizioni, gastronomia, ricettività diffusa.

Turismo equestre nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Sviluppa, fra anello principale e diramazioni, circa 300 km recuperando vecchie mulattiere, carrarecce e sentieri tra paesaggi di incontaminata bellezza, borghi e castelli, pascoli e boschi. I percorsi, perfettamente segnalati, sono attrezzati con punti d’acqua (sono stati ristrutturati gli abbeveratoi e le fonti che si incontrano lungo il percorso), punti fuoco, capanni, aree di sosta o di tappa e ricoveri per i cavalli. Naturalmente, questo straordinario anello attrezzato può essere percorso non solo a cavallo, ma anche a piedi o con bici da montagna.


 
INFORMAZIONI TURISTICHE SUL PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA
 
PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA
Via del Convento 1,
67010 Assergi L’Aquila
tel. +39 0862 60521 – fax +39 0862 606675
ente@gransassolagapark.it – www.gransassolagapark.it
 
Le strutture del Parco
 
ASSERGI (Aq)
• Polo Amministrativo del Parco, Punto Informativo, Antiquarium del Parco, Punto Informativo Estivo con Showroom dei prodotti tipici a Fonte Cerreto tel. +39 0862 60521
 
BARISCIANO (Aq)
• Orto Botanico, Museo del Fiore, Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino – San Colombo tel. +39 0862 899025
 
ARISCHIA (Aq)
• Punto Informativo, Museo del Legno – Associazione “Abruzzo 1573” tel. +39 340 3345990
 
CALASCIO (Aq)
• Museo delle Fortificazioni tel. +39 0862 60521
 
SANTO STEFANO DI SESSANIO (Aq)
• Punto Informativo Estivo, Museo Terre della Baronia tel. +39 0862 60521 / 0862 899117
 
BUSSI SUL TIRINO (PE)
• Centro Visite Fiume Tirino, Punto Informativo, Laboratorio Didattico, Biblio-Mediateca – Cooperativa “Il Bosso” tel. +39 085 9808009
 
FARINDOLA (Pe)
• Polo Scientifico del Parco, Centro Visite, Museo interattivo e Area Faunistica del Camoscio appenninico, Aula Didattica tel. +39 085 823100
 
VALLE CASTELLANA (Te)
• Ecomuseo Terre del Castellano tel. +39 0861 93130 / 345 4314796
 
SAN PIETRO DI ISOLA DEL GRAN SASSO (Te)
• Centro per le Acque, Ecomuseo, Sentiero Natura, Laboratorio Formativo – C.E.A. “Scuola Verde” tel. +39 335 1048318
 
ISOLA DEL GRAN SASSO (Te)
• Polo Patrimonio Culturale del Parco e Area Faunistica del Cervo tel. +39 0861 97301
 
CORTINO (Te)
• Area Faunistica del Cervo
 
ARSITA (Te)
• Museo del Lupo tel. +39 0861 998016
 
PRATI DI TIVO DI PIETRACAMELA (Te)
• Museo dell’Alpinismo tel. +39 0861 959619
 
RIPE DI CIVITELLA DEL TRONTO (Te)
• Centro Visite di Ripe di Civitella, Museo della Grotta Sant’Angelo, Centro visite di Macchia da Sole, Antiquarium di Castel Manfrino – Associazione “Verdelaga” tel. +39 328 6118276 / 336 660510
 
ARQUATA DEL TRONTO (Ap)
• Centro dei due Parchi (Country House, Casa del Parco, Punto Informativo e Centro di Educazione Permanente) – Cooperativa “Forestalp” tel. +39 0736 803915
 
AMATRICE (Ri)
• Polo per il Patrimonio Agroalimentare del Parco tel. +39 0746 824519
 
MONTORIO AL VOMANO (Te)
• Mediateca Ce.D.A.P., Centro di Documentazione sulle Aree Protette tel. +39 0861 501049
Percorso ad anello attrezzato (Guazzano di Campli – Macchia da Sole – Castel Manfrino – Ripe di Civitella) con aree di sosta, punti fuoco, capanni di osservazione, leggii esplicativi
Ippovia del Gran Sasso d’Italia (320 km attraverso il territorio delle province di L’Aquila, Pescara e Teramo) con aree di sosta attrezzate, rifugi, capanni per la sosta e il ricovero dei cavalli, abbeveratoi e fonti d’acqua (partenze da Assergi, Bussi sul Tirino, Prati di Tivo, Rigopiano, Capestrano, Campotosto)
 
Informazioni turistiche
IAT L’AQUILA tel. +39 0862 410340
IAT TERAMO tel. +39 0861 244222
IAT BARISCIANO tel. +39 0862 89735
UFFICIOTURISTICO DI CASTEL DEL MONTE tel. +39 0862 938404
 
Gli appuntamenti nel Parco
Le numerose attività che l’Ente Parco promuove e organizza all’interno del suo territorio, rivolte agli adulti così come a ragazzi e bambini in età scolare, sono ampiamente e dettagliatamente diffuse via web agli indirizzi www.gransassolagapark.it e www.parks.it/parco.nazionale.gran.sasso, con un ricco calendario di iniziative (programmi di educazione ambientale, escursioni naturalistiche, appuntamenti culturali) in continuo aggiornamento.
Vacanze in Italia. Mille sono i motivi per trascorrere uno splendido weekend nelle città d'arte italiane. Non programmate la vostra vacanza “soltanto” alla scoperta dei musei più noti come il Vaticano e il Colosseo a Roma, gli Uffizi e il David di Michelangelo a Firenze, il Palazzo Ducale di Venezia e l'Ultima Cena di Leonardo a Milano, imperdibili nel vostro itinerario (prenotate l'ingresso per saltare la lunga coda!). Provate anche qualche esperienza più particolare. Vi presentiamo alcune nuove ed esclusive visite, con aperture straordinarie e limitate, alla scoperta di mestieri antichi e degustazioni esclusive che renderanno indimenticabile la vostra vacanza.
Gli Uffici IAT - Informazione Accoglienza Turistica della Regione Abruzzo

Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e il Parco Nazionale della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela.

 
Terme e benessere in Abruzzo. Vacanze per curarsi, per conservare la salute, per ritrovare e mantenere quell'equilibrio tra il corpo e la mente che aiuta a restare giovani a lungo. Terra di grandi orizzonti verdi, di spazi di natura incontaminati e di spiagge adatte a un turismo tranquillo, l’Abruzzo offre interessanti possibilita' anche a chi preferisce soggiornare in collina. Molte tra le localita' ai piedi della montagna sorgono tra i 400 e i 900 metri, e possono quindi ospitare senza problemi chi avrebbe delle difficolta' a salire eccessivamente di quota. Per chi ha bisogno di cure termali, infine, l'Abruzzo offre l'attrezzatissima stazione di Caramanico Terme, ai piedi della natura selvaggia della Majella, e i centri di cura di Popoli e Raiano. Meritano una citazione anche le salutari acque minerali di Canistro.
Turismo in Abruzzo, tra natura e turismo rurale: Il turismo in Abruzzo offre i più vari e meravigliosi panorami, dalla catena alpina (la catena montuosa più importante d'Europa ) alle spiagge di corallo, dai parchi nazionali e dalle foreste incontaminate alle più belle isole del Mediterraneo. L’Abruzzo, nazione , con la sua biodiversità, con le sue regioni, presenta: montagne, colline, fiumi, laghi, coste e mari incontaminati. L’Abruzzo è un grande paese da godere con monumenti ed opere d’arti di indubbio valore, che accoglie visitatori da tutte le parti del mondo. Sito dedicato al turismo sulla Regione Abruzzo con informazioni turistiche sulla Abruzzo, dove passare il tempo libero in Abruzzo, con itinerari di enogastronomia nella Regione Abruzzo. Qui troverete l’elenco completo delle strutture ricettive nella Regione Abruzzo: alberghi in Abruzzo, Residence in Abruzzo, bed & breakfast in Abruzzo, campeggi in Abruzzo, Villaggi turistici in Abruzzo, case per le ferie in Abruzzo, Alloggi agroturistici in Abruzzo, In più, gli IAT - Informazione Accoglienza Turistica in Abruzzo, IAT in Abruzzo, Pro-loco in Abruzzo, Informazioni turistiche sulla Regione Abruzzo, Agenzie per il turismo in Abruzzo con informazioni, utili sulle guide di viaggio, e offerte hotel in Abruzzo. Informazioni sui servizi in Abruzzo, Informazioni di interesse generale sulla Regione Abruzzo, Informazioni turistiche sulla Regione Abruzzo, Meteo in Abruzzo, Proloco in Abruzzo. Tourism in Abruzzo, nature and rural tourism: Tourism in Abruzzo offers the most diverse and beautiful landscapes, from the Alps (the most important mountain range in Europe) to the coral beaches, national parks and pristine forests to the most beautiful Mediterranean islands. Abruzzo, nation, with its biodiversity, its regions, has mountains, hills, rivers, lakes, coasts and seas pristine. Abruzzo is a great country to enjoy with monuments and works of art of great value, which welcomes visitors from all over the world. Site dedicated to tourism on the region of Abruzzo Abruzzo tourist information about where to spend leisure time in Abruzzo, with food and wine tours in Abruzzo. Here you will find the complete list of accommodation in Abruzzo: Abruzzo Hotels, Apartments in Abruzzo, Bed & Breakfast in Abruzzo, Abruzzo campsites, holiday villages in Abruzzo, holiday homes in Abruzzo Accommodation Agro-tourism in Abruzzo Plus , the IAT - Tourist Information in Abruzzo Abruzzo IAT, Pro-loco in Abruzzo Tourist Information on Region Abruzzo Abruzzi tourism agencies with information on useful travel guides, and hotel deals in Abruzzo. Information about services in Abruzzo, information of general interest on the Abruzzo Region, Tourist Information on Region Abruzzo Weather in Abruzzo Abruzzo Proloco. Tourisme dans les Abruzzes, la nature et le tourisme rural: tourisme dans les Abruzzes offre les paysages les plus variés et magnifiques, des Alpes (la chaîne de montagnes la plus importante en Europe) sur les plages de corail, des parcs nationaux et forêts vierges les plus belles îles de la Méditerranée. Abruzzes, une nation, de sa biodiversité, ses régions, a des montagnes, collines, rivières, lacs, mers et côtes vierges. Abruzzes est un grand pays à déguster avec des monuments et des œuvres d'art d'une valeur inestimable, qui accueille les visiteurs de partout dans le monde. Site dédié au tourisme sur la région des informations touristiques Abruzzes Abruzzes pour savoir où passer son temps libre dans les Abruzzes, avec de la nourriture et des visites de vignobles dans les Abruzzes. Ici vous trouverez la liste complète des hébergements dans les Abruzzes: Hôtels Abruzzes, dans les Abruzzes Appartements, Bed & Breakfast dans les Abruzzes, campings Abruzzes, villages de vacances dans les Abruzzes, maisons de vacances dans les Abruzzes Hébergement Agro-tourisme dans les Abruzzes Plus , l'IAT - Office du Tourisme dans les Abruzzes Abruzzes IAT, Pro-loco dans les Abruzzes d'information touristique sur les agences de la région des Abruzzes Abruzzes tourisme des informations sur les Guides de Voyage utiles et des offres hôtel dans les Abruzzes. Information sur les services dans les Abruzzes, des informations d'intérêt général sur la région des Abruzzes, des informations touristiques sur la région des Abruzzes Météo dans les Abruzzes Abruzzes Proloco.

L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e trecentomila.

 
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