Guida ai Parchi dell’Abruzzo: Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise - Abruzzo... una regione da vivere e... da scoprire.

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

Guida ai Parchi dell’Abruzzo: Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Abruzzo > Guida ai Parchi d'Abruzzo
 GUIDA AI PARCHI D'ABRUZZO 
 
         
 
Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
 
Nato nel 1922, è il più antico e importante d’Italia. In esso sono concentrati quasi tutti i caratteri che contraddistinguono l’Appennino centrale, compresi elementi di flora e fauna unici al mondo o ormai scomparsi nel resto della catena. Riceve oltre un milione di visitatori ogni anno, attirati dai suoi ambienti naturali di rara bellezza.
 
Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise si estende su 50.683 ettari e interessa 24 comuni nelle tre regioni: 12 in Abruzzo (che costituiscono i tre quarti della superficie totale) tutti in provincia dell’Aquila, 5 in Molise e 7 nel Lazio. I monti del Parco hanno aspetto selvaggio e sono caratterizzati da forre, campi carsici e altipiani, cui si affiancano i laghi di Scanno, di Barrea, di Castel San Vincenzo e il piccolo lago Vivo. Dal punto di vista geomorfologico, ci troviamo nel cuore del grande regno calcareo dell’Appennino centro-meridionale che dai Monti Sibillini nelle Marche scende, con rare soluzioni di continuità, fino al massiccio del Pollino. Grandi groppe montuose, valloni aperti, pareti precipiti e gole impervie come quella della Foce di Barrea, anfiteatri rupestri di intenso fascino come quello della Camosciara, pianori erbosi circondati da pendici selvose come quelli delle Forme e dei Campitelli, estesi ghiaioni sonori e incoerenti, rocce chiare e stratificate su cui si abbarbicano esemplari imponenti di pino nero sono i variegati e mutevoli ambienti del Parco. Un gran numero di nascenti corsi d’acqua, così rari in genere nelle aride zone calcaree, scorrono tra i massi candidi e le austere faggete. Un grande lago artificiale, quello di Barrea, ormai perfettamente inserito nel paesaggio, completa verso oriente la serie degli ambienti del Parco. In questo scenario si inserisce la vegetazione, che si sussegue in fasce parallele dai fondovalle alle vette. La biodiversità del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è ricca e varia sia in ambito vegetale che animale. Le quasi 6000 specie di insetti che ne popolano il territorio rappresentano un record della fauna entomologica italiana e comprendono bellissimi coleotteri come la Rosalia alpina o la Chrysochloa sipari, molto rare e localizzate. Tra i mammiferi che hanno reso famoso il Parco sono presenti oltre all’orso, che è il simbolo del più antico Parco Nazionale d’Italia, il lupo appenninico, il camoscio d’Abruzzo, il cinghiale, il cervo, il capriolo, la lince, la volpe, il tasso, la faina, la donnola e lo scoiattolo meridionale. Tra i volatili, oltre all’aquila, meritano una segnalazione la poiana, il gheppio, il falco pellegrino, il gufo reale, la civetta, il grifone e il rarissimo picchio dorsobianco, tipico della foresta. Sui pascoli si osservano la coturnice e il gracchio corallino, sui laghi sostano l’airone cenerino, lo svasso maggiore, la gru e vari anatidi, mentre tra gli anfibi vale la pena ricordare la salamandra giallo-nera, la salamandrina dagli occhiali e l’ululone dal ventre giallo, considerati i più rari e tipici elementi della fauna anfibia appenninica.

Il centro abitato di Barrea e l’omonimo lago.

Cuore del territorio e sede dell’Ente Parco è Pescasseroli, che offre un’ottima ricettività turistica; tutt’attorno vette che sfiorano i 2000 metri, prati, valli, corsi d’acqua, le necropoli italiche di Barrea e di Amplero, l’acropoli sannita di Alfedena, e accoglienti borghi come Bisegna, San Sebastiano, Gioia Vecchio, Opi, Villetta Barrea e Barrea con il suo lago, Civitella Alfedena, la solitaria Scontrone, la superba Scanno col suo splendido centro storico e le tradizioni d’artigianato artistico dell’oreficeria e dei merletti al tombolo. Trattandosi di un’area tutelata ormai da quasi un secolo è naturale che le strutture ricettive e di visita al territorio siano radicate e assai ben organizzate. Oltre 150 gli itinerari escursionistici e una decina i sentieri-natura, con possibilità di trekking e di escursione a piedi, a cavallo e in mountain bike quasi infinite. Vale la pena di ricordare luoghi ormai entrati di diritto nel vocabolario del turista montano come la Camosciara o la Val Fondillo, il lago Vivo e Forca Resuni, il Passo del Diavolo con le sorgenti del fiume Sangro e il lago della Montagna Spaccata, solo per citare i più celebri.

La Valle Iannanghera.

Il lago di Barrea è perfetto per canoa e windsurf, così come, assieme agli altri minori, diventa luogo ideale per il birdwatching. Le ampie strade di collegamento sono una buona occasione per un tranquillo cicloturismo. Da Villetta Barrea si sale lungo i tornanti del Passo Godi, dove si può sostare presso l’albergo rifugio e intraprendere una bella passeggiata sul pianoro, e si ridiscende poi dal versante opposto fino a Scanno, paese principale di un piccolo ma interessante comprensorio montano. Il borgo è celebre in tutto il mondo per il suo splendido centro storico fotografato dai grandi nomi internazionali come Cartier-Bresson e Giacomelli, per le donne che portano il costume tradizionale e per il suo lago che separa i monti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise dal selvaggio massiccio del Monte Genzana.

Fioritura di scarpetta di Venere e orso bruno marsicano.

Dispone di notevoli risorse ricettive e di un’interessante offerta di ristorazione, con cibi tipici come la polenta e i primaverili orapi, spinaci selvatici usati per condire la pasta fatta in casa. Il lago di Scanno è ideale per canoa e windsurf, e la strada che segue le sue rive si presta egregiamente per belle passeggiate cicloturistiche. 
LA CAMOSCIARA
Per molti visitatori il cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise batte a Pescasseroli, la piccola “capitale” dell’area protetta; per altri il clou della visita coincide con l’arrivo a Passo Cavuto, il valico che si raggiunge per un ripido sentiero da Civitella Alfedena e intorno al quale vive il più importante nucleo di camosci del Parco. Se si bada alla sua storia, però, il cuore della prima area protetta dell’Appennino è senz’altro la Camosciara, il selvaggio vallone che ospita l’orso, il camoscio, il lupo, la lince, il cervo. A permettere la loro sopravvivenza fu innanzitutto la natura impervia dei luoghi, con boschi fittissimi e pendii ripidi interrotti da salti di roccia che chiudono la valle, che quindi non si prestavano a essere disboscati per lasciare il posto ai pascoli. Per raggiungere la Camosciara, da Opi o da Villetta Barrea, basta seguire la statale 83 Marsicana fino al Casone Antonucci, un vecchio edificio in pietra utilizzato oggi dal servizio educazione come base del progetto volontariato nel Parco. Qui inizia la strada asfaltata della Camosciara, che è chiusa da una sbarra dopo circa un chilometro. Lasciata l’auto, si prosegue a piedi o in bici sulla strada asfaltata che scende leggermente e poi risale fino a raggiungere il piazzale omonimo, a 1100 metri di quota, circondato da magnifiche faggete. Da qui un breve sentiero-natura scavalca con un ponte il ruscello e porta in pochi minuti di cammino al cospetto della cascata delle Ninfe. Un altro e più ripido sentiero nel bosco consente di ammirare dall’alto la cascata e porta in un’ora di salita al rifugio Belvedere della Liscia, a 1440 metri di quota. L’andata e ritorno dalla sbarra al piazzale richiede un’oretta a piedi, e naturalmente molto meno in bici.
 
LA VAL FONDILLO E I CAMOSCI
Fra le mete più frequentate del Parco, la Val Fondillo offre percorsi di grande suggestione a piedi, in mountain bike e in sci da fondo. La passeggiata di fondovalle è accessibile a tutti (anche coi passeggini), mentre i sentieri più impegnativi conducono al Passaggio dell’Orso e alle creste del Monte Amaro di Opi.

La Val Fondillo con i camosci.

Dal suo imbocco la strada sterrata conduce in un chilometro allo slargo di grotta Fondillo, dal quale un ponticello in legno scavalca il torrente Scerto raggiungendo dei magnifici prati, un’area da picnic e l’inizio del sentiero per il Monte Amaro di Opi. Seguendolo per poche centinaia di metri, e continuando in leggera discesa nel punto in cui i segnavia per la cima iniziano a salire, si raggiunge un ruscello che forma delle cascatelle. La sterrata di fondovalle prosegue alternando tratti in piano e altri in leggera salita, supera lo sbocco della valle di Cacciagrande, che sale verso lo spartiacque tra la Val Fondillo e la Camosciara, traversa un boschetto di conifere e raggiunge una radura a 1201 metri di quota e un piccolo rifugio utilizzato in passato dai pastori. Accanto al rifugio inizia sulla destra un sentiero che s’inoltra in una magnifica faggeta verso i 1960 metri della Serra delle Gravare. Poco oltre la strada sterrata di fondovalle lascia il posto a una ripida e sassosa mulattiera che traversa un altro boschetto di conifere, e prosegue nella fittissima faggeta verso i 1672 metri del Passaggio dell’Orso, il valico completamente circondato dal bosco oltre il quale si può scendere verso la Val Canneto e Settefrati, nel settore laziale del Parco. Oltre a quella verso Canneto e Settefrati, che richiede un veicolo per tornare alla base, merita di essere percorsa la traversata in direzione dei Tre Confini, di Forca Resuni, della Valdirose e di Civitella Alfedena. Si tratta di una lunga e affascinante camminata, che permette di passare in rassegna tre delle più belle valli dell’area protetta e di incontrare i camosci al pascolo nei pressi del Passo Cavuto e nella conca dell’alta Valdirose. Altri camosci attendono i visitatori della Val Fondillo sull’aereo crinale del monte Amaro di Opi, l’elegante montagna che culmina a 1862 metri di quota e che offre un meraviglioso colpo d’occhio sulla Val Fondillo, sulla Camosciara, sulla valle del Sangro e sulla conca dove sorgono Pescasseroli e Opi, oltre che su gran parte delle vette più alte del Parco, a iniziare dal Monte Marsicano e dal Monte Petroso. Il camoscio appenninico, il “signore delle vette” dei parchi abruzzesi, scomparve alla fine del XIX secolo da tutte le montagne dell’Appennino ad eccezione di quelle del Parco d’Abruzzo, che ne furono l’ultimo rifugio. Oggi la specie è in ripresa ed è stata da tempo reintrodotto anche negli altri Parchi abruzzesi. Nel periodo estivo l’avvistamento diventa più semplice perché i branchi, con i piccoli nati nella tarda primavera, salgono alle quote più elevate, dove – muovendosi con grande discrezione e con un po’ di fortuna – è possibile osservarli anche a distanze ravvicinate, intenti a pascolare nelle praterie di alta quota o a riposare su ripide cenge rocciose.
 
ALLA SCOPERTA DELL’ORSO BRUNO MARSICANO
Incontrare l’orso tra i boschi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise non è mai stato facile. Però, le escursioni di “bearwatching” in alcune località e in determinati periodi dell’anno rendono questa possibilità più concreta. Un’escursione molto panoramica e adatta allo scopo è quella che da Pescasseroli porta rifugio di Jorio. È possibile percorrere questo sentiero da soli fino ad agosto. Da agosto fino ai primi di ottobre, il Parco regolamenta il flusso turistico in questa zona frequentata dagli orsi, permettendo a non più di 20 persone al giorno di salire accompagnati da una guida. Si parte per l’escursione raggiungendo le alte quote dell’area protetta all’ora in cui di solito gli appassionati dei sentieri fanno ritorno in fondovalle. Superato il rifugio, che è stato oggetto di un recente restauro, il gruppo cammina in rigoroso silenzio. Chi non possiede un binocolo ne riceve uno in prestito dalle guide. A ogni svolta del sentiero la guida che cammina in testa si ferma, punta il binocolo sulle radure ai piedi della cresta e sulle faggete che le delimitano, poi esplora il terreno palmo a palmo, con la massima attenzione. Mezz’ora oltre il rifugio l’intera comitiva si siede su un ripido prato a osservare, sistemando un cannocchiale di precisione su un treppiede. Oggetto di tanta attenzione è l’orso, animale simbolo del Parco e di tutte le aree protette d’Abruzzo, che si lascia osservare in circa la metà delle occasioni. Oltre all’orso, in qualche caso compaiono i cervi o i caprioli. All’imbrunire capita di ascoltare l’ululato dei lupi echeggiare nelle valli e sulle foreste del Parco. Anche quando la fauna non abbonda, il rituale dell’appostamento e la discesa verso Pescasseroli nell’oscurità più completa e alla luce delle pile frontali, rendono queste camminate davvero speciali.
 
SCANNO E IL SUO LAGO
Splendido paese d’impronta medievale, Scanno è una delle mete più note tra i visitatori dell’Abruzzo. Il borgo antico offre una scenografia urbana di grande impatto grazie all’armonica somma degli stili, dal medioevale al barocco, passando per il rinascimentale. Un ideale percorso di visita può iniziare dalla chiesa di Santa Maria in Valle, che li riassume tutti e tre, ma è tutto il centro storico, con le tante splendide chiese, le sue case addossate le une alle altre, i suoi palazzotti, le sue scalinate, a meritare un’attenta visita. Tra le vie e gli archi capita spesso di incontrare le anziane del paese che vestono abitualmente il costume tradizionale, di probabile ascendenza montenegrina, e rappresentano una delizia per i fotografi in cerca dello scatto suggestivo. L’artigianato tipico del luogo è quello dei pizzi lavorati al tombolo e dell’arte orafa: centrini, scialli e tovaglie si possono acquistare da molti artigiani del paese così come ciondoli, anelli e collane in delicata filigrana. Ai piedi di Scanno, lungo la strada che sale dalle gole del Sagittario, si trova il lago omonimo. Spettacolare e dal clima piacevole, il bacino è un’ottima meta per turisti in cerca di frescura, pescatori, birdwatcher e canoisti. Fu un’antica ciclopica frana caduta dal Monte Genzana a sbarrare la valle del Sagittario creando il lago, che riempì una vasta conca a 922 metri di quota. Negli ultimi decenni, alla tradizionale presenza di pescatori sulle rive o in barca (il lago è ricco di specie ittiche pregiate), si è affiancata quella di bagnanti, di turisti che noleggiano un pedalò, e di visitatori dai gusti sportivi che giungono sulle sponde del lago per praticare il surf o la canoa.
 
IL CENTRO STORICO DI PESCASSEROLI
“Capitale” e punto di partenza per la visita del Parco, attrezzata con buone piste da sci, Pescasseroli offre al turista l’incontro con un elegante centro storico e bei monumenti: i resti dell’antico castello longobardo sul colle del “pesco” (l’altura difesa da cui originarono molti centri altomedievali), la chiesa barocca del Carmelo, il grande Palazzo Sipari (la famiglia che diede i natali al filosofo Benedetto Croce e al grande ambientalista Erminio Sipari, fondatore del Parco nel 1922) e soprattutto la parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, di origini medievali ma che offre l’incontro di stili ed epoche diverse: romanico, gotico, rinascimentale, barocco.

Il centro abitato di Pescasseroli.

L’interno, severo ma armonico, è a tre navate, nel quale i fasci di colonne richiamano i temi dell’architettura cistercense; la facciata è a coronamento orizzontale; il campanile ha preso le forme attuali nel XVI secolo. L’opera d’arte più venerata della chiesa è la statua della Madonna Nera, nota nella zona come “L’Incoronata” (come l’omonima foggiana, a testimonianza degli strettissimi legami che univano i due territori per via della Transumanza). Il recupero della parte più antica del paese ha avuto un grosso impulso negli ultimi anni con la moltiplicazione di strutture ricettive, ristoranti e negozi di artigianato tradizionale. All’ingresso dell’abitato, per chi arriva da Avezzano, c’è una fontana con un’iscrizione intagliata nella roccia, che ricorda l’inaugurazione del Parco il 9 settembre 1922.
 
IL LAGO VIVO
La più elegante catena montuosa del Parco fa da sfondo all’unico lago di origine naturale dell’area protetta, che è anche una meta molto apprezzata dagli escursionisti. Piccolo e in buona parte acquitrinoso, frequentato in estate da bovini e cavalli al pascolo brado, il lago Vivo occupa il fondo di una vasta depressione carsica a 1591 metri di quota, ed è affiancato sulla sponda meridionale (a sinistra per chi raggiunge il bacino lungo il sentiero che sale da Barrea) da una piccola sorgente perenne. Alle sue spalle, imponente soprattutto quando l’ultima neve della primavera contrasta con il verde delle giovani foglie dei faggi, si alza la catena che unisce il Monte Tartaro e la Meta alle torri rocciose del Monte Altare e alla vetta del Monte Petroso, la cima più elevata di questo settore dell’area protetta.

Veduta estiva del lago Vivo.

Il facile sentiero che conduce al lago Vivo è tra i più interessanti e frequentati del Parco, si raggiunge di preferenza da Barrea, e offre una piacevole camminata (un’ora e mezza per la salita, al massimo un’ora in discesa) in una faggeta ricca di esemplari d’alto fusto, che si apre all’improvviso sulla conca che ospita il lago. Fra maggio e giugno le fioriture spontanee sono spettacolari; in piena estate anche le ore più calde sono stemperate dal fresco delle acque e della faggeta; in autunno il bosco si accende di mille caldi colori; anche d’inverno, infine, l’escursione può compiersi tranquillamente (a piedi o con le racchette da neve) perché il fitto bosco fa sì che non esista pericolo di valanghe.
 
SULLE TRACCE DEI SANNITI TRA ALFEDENA E BARREA
Ai piedi dei massicci della Meta e del Monte Greco, Alfedena e Barrea sorgono sui siti di importanti insediamenti sanniti. Frequentate come basi per escursioni nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise meritano di essere valorizzate anche per l’abbondanza di testimonianze e di reperti archeologici che conservano. Poche zone come questa, in Abruzzo, sono ricche di necropoli, fortificazioni e resti di templi e di edifici civili.

Disco-corazza sannita in bronzo esposto nel Museo CivicoArheologico di Alfedena.

Un bell’itinerario è la salita da Alfedena al Monte Curino, dove sono i resti di un santuario e un tratto di mura megalitiche. Ad Alfedena, a 893 metri di quota, meritano una sosta i resti del castello e la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, del XIII secolo. Il Museo Civico conserva solo una piccola parte delle raccolte sannite: la parte di corredi antichi rimasta in Abruzzo è oggi esposta nel Museo Archeologico Nazionale di Chieti, mentre i reperti trafugati dalla Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale sono tornati ad Alfedena dopo un accurato restauro presso l’Università di Tubinga. Dalla piazza Umberto I si raggiungono le case di Fonticella, oltre le quali si prosegue su una mulattiera in salita. Al primo bivio si va a destra, per un ripido sentiero che zigzaga in un valloncello e porta al pianoro erboso del Monte Curino, a 1020 metri di quota. Una vecchia recinzione segnala i resti di un tèmenos, un recinto sacro di undici metri di lato. Salendo verso sinistra in una intricata boscaglia si raggiungono i resti delle mura megalitiche che difendevano l’abitato. Si torna ad Alfedena per la stessa via. Tra andata e ritorno si cammina per meno di un’ora.

LA VALLELONGA E LA FORESTA DI VALLE CERVARA
Villavallelonga è la porta orientale del Parco e occupa la parte più montagnosa della Vallelonga, area delimitata da lunghe catene montuose, ardue e impervie. Proprio qui è stata scoperta la faggeta più antica d’Europa, la Valle Cervara con i suoi faggi che raggiungono anche 600 anni di età e dove l’orso marsicano trova ancora oggi, il suo habitat naturale. Fra gli 11 percorsi con diversi livelli di difficoltà che si possono scegliere, il più suggestivo è quello che attraverso la Valle Cervara porta al monte di Valle Caprara. Lasciata la macchina ai Prati d’Angro, attraverso una sterrata ci si dirige all’ingresso della valle, dove inizia il sentiero che costeggia le rive di un torrente ormai asciutto. Ci si può fermare per ammirare i grandi faggi e provare anche a misurarne qualcuno con le braccia per scoprire che ci vogliono almeno tre persone per abbracciarli tutti. Si arriva così alla fontana di Valle Cervara, e inizia la salita che porta fin su alla pianeggiante cresta finale del Monte Caprara. Qui lo spettacolo è assicurato: la conca del Serrone, a sud tutti i monti del Parco (l’Amaro di Opi, il Marsicano, le Gravare e il San Nicola), la costiera del Petroso e della Meta, poi il Velino, il Sirente, il Corno Grande e, dirimpetto, la Montagna Grande. Se si vuole evitare la scarpinata si può optare per il “sentiero natura dell’orso” che parte dal Centro Visita di Villavallelonga e porta fino all’area faunistica dove si possono ammirare due esemplari di orso marsicano. Altra visita può essere quella ai paesi di Bisegna, San Sebastiano e Ortona, piccoli centri medievali della valle del Giovenco dove oltre al Centro Capriolo di Bisegna e al Centro Verde di Ortona è possibile percorrere diversi sentieri suggestivi. Una particolarità da non perdere è la visita all’acquedotto della Ferriera a Bisegna.


INFORMAZIONI SUI PARCHI D’ABRUZZO
 
PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE
Viale Santa Lucia, 67032 Pescasseroli (Aq)
tel. +39 0863 91131 – fax +39 0863 912132
info@parcoabruzzo.it – www.parcoabruzzo.it

L’acero monumentale di Monte Tranquillo.
 
Le strutture del Parco
PESCASSEROLI (Aq)
• Centro Visita, Museo Naturalistico, Ufficio Informazioni, Parco Faunistico, Giardino Appenninico tel. +39 0863 9113221
 
CIVITELLA ALFEDENA (Aq)
• Centro Visita, Museo del Lupo appenninico, Ufficio Informazioni, Sentieri Natura, Aree Faunistiche del Lupo appenninico e della Lince tel. +39 0864 890141
 
BISEGNA (Aq)
• Centro Visita, Museo del Capriolo, Ufficio Informazioni, Area Faunistica del Capriolo, Sentiero Natura – Associazione “Montagna Grande” tel. +39 333 1948465
 
VILLAVALLELONGA (Aq)
• Centro Visita dell’Orso, Museo Naturalistico, Ufficio Informazioni, Area Faunistica dell’Orso, Sentiero Natura – Cooperativa “Sherpa” tel. +39 0863 1940278
• Ufficio Territoriale del Parco tel. +39 0863 949221-9492617
 
VILLETTA BARREA (Aq)
• Centro Servizio Educazione tel. +39 0864 89102
• Museo della Transumanza – Associazione “Borgo Fattoria Didattica” tel. +39 340 3174515

LECCE NEI MARSI (Aq)
• Area Faunistica del Cervo
 
SCANNO (Aq)
• Punto informativo tel. +39 348 0548804
• Area Faunistica del Cervo
 
OPI (Aq)
• Centro Visita, Museo e Area Faunistica Camoscio appenninico Coop. SO.R.T. tel. +39 333 4228260
 
CAMPOLI APPENNINO (Fr)
• Centro Visita, Museo e Area Faunistica dell’Orso Cooperativa “VerdeBlu” tel. +39 335 6846414
 
ALVITO (Fr)
• Centro Visita – Cooperativa “VerdeBlu” tel. +39 335 6846414
• Ufficio Territoriale del Parco tel. +39 0776 513032
 
SAN DONATO VAL DI COMINO (Fr)
• Punto Informativo di Forca d’Acero Cooperativa “VerdeBlu” tel. +39 335 6846414
 
CASTEL SAN VINCENZO (Is)
• Centro Visita e Museo dell’Avifauna tel. +39 0865 951354
 
PIZZONE (Is)
• Centro Visita dell’Orso Marsicano tel. +39 0865 951435
 
Informazioni turistiche
IAT Pescasseroli (Aq) tel. +39 0863 910461
IAT Scanno (Aq) tel. +39 0864 74317
Pro Loco di Opi (Aq) tel. +39 0863 910622
Pro Loco di Villetta Barrea (Aq) tel. +39 0864 89333
 
Gli appuntamenti nel Parco
Le numerose attività che l’Ente Parco promuove e organizza all’interno del suo territorio, rivolte agli adulti così come a ragazzi e bambini in età scolare, sono ampiamente e dettagliatamente diffuse via web agli indirizzi www.parcoabruzzo.it e www.parks.it/parco.nazionale.abruzzo, con un ricco calendario di iniziative (programmi di educazione ambientale, escursioni naturalistiche, appuntamenti culturali) in continuo aggiornamento.
Vacanze in Italia. Mille sono i motivi per trascorrere uno splendido weekend nelle città d'arte italiane. Non programmate la vostra vacanza “soltanto” alla scoperta dei musei più noti come il Vaticano e il Colosseo a Roma, gli Uffizi e il David di Michelangelo a Firenze, il Palazzo Ducale di Venezia e l'Ultima Cena di Leonardo a Milano, imperdibili nel vostro itinerario (prenotate l'ingresso per saltare la lunga coda!). Provate anche qualche esperienza più particolare. Vi presentiamo alcune nuove ed esclusive visite, con aperture straordinarie e limitate, alla scoperta di mestieri antichi e degustazioni esclusive che renderanno indimenticabile la vostra vacanza.
Gli Uffici IAT - Informazione Accoglienza Turistica della Regione Abruzzo

Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e il Parco Nazionale della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela.

 
Terme e benessere in Abruzzo. Vacanze per curarsi, per conservare la salute, per ritrovare e mantenere quell'equilibrio tra il corpo e la mente che aiuta a restare giovani a lungo. Terra di grandi orizzonti verdi, di spazi di natura incontaminati e di spiagge adatte a un turismo tranquillo, l’Abruzzo offre interessanti possibilita' anche a chi preferisce soggiornare in collina. Molte tra le localita' ai piedi della montagna sorgono tra i 400 e i 900 metri, e possono quindi ospitare senza problemi chi avrebbe delle difficolta' a salire eccessivamente di quota. Per chi ha bisogno di cure termali, infine, l'Abruzzo offre l'attrezzatissima stazione di Caramanico Terme, ai piedi della natura selvaggia della Majella, e i centri di cura di Popoli e Raiano. Meritano una citazione anche le salutari acque minerali di Canistro.
Turismo in Abruzzo, tra natura e turismo rurale: Il turismo in Abruzzo offre i più vari e meravigliosi panorami, dalla catena alpina (la catena montuosa più importante d'Europa ) alle spiagge di corallo, dai parchi nazionali e dalle foreste incontaminate alle più belle isole del Mediterraneo. L’Abruzzo, nazione , con la sua biodiversità, con le sue regioni, presenta: montagne, colline, fiumi, laghi, coste e mari incontaminati. L’Abruzzo è un grande paese da godere con monumenti ed opere d’arti di indubbio valore, che accoglie visitatori da tutte le parti del mondo. Sito dedicato al turismo sulla Regione Abruzzo con informazioni turistiche sulla Abruzzo, dove passare il tempo libero in Abruzzo, con itinerari di enogastronomia nella Regione Abruzzo. Qui troverete l’elenco completo delle strutture ricettive nella Regione Abruzzo: alberghi in Abruzzo, Residence in Abruzzo, bed & breakfast in Abruzzo, campeggi in Abruzzo, Villaggi turistici in Abruzzo, case per le ferie in Abruzzo, Alloggi agroturistici in Abruzzo, In più, gli IAT - Informazione Accoglienza Turistica in Abruzzo, IAT in Abruzzo, Pro-loco in Abruzzo, Informazioni turistiche sulla Regione Abruzzo, Agenzie per il turismo in Abruzzo con informazioni, utili sulle guide di viaggio, e offerte hotel in Abruzzo. Informazioni sui servizi in Abruzzo, Informazioni di interesse generale sulla Regione Abruzzo, Informazioni turistiche sulla Regione Abruzzo, Meteo in Abruzzo, Proloco in Abruzzo. Tourism in Abruzzo, nature and rural tourism: Tourism in Abruzzo offers the most diverse and beautiful landscapes, from the Alps (the most important mountain range in Europe) to the coral beaches, national parks and pristine forests to the most beautiful Mediterranean islands. Abruzzo, nation, with its biodiversity, its regions, has mountains, hills, rivers, lakes, coasts and seas pristine. Abruzzo is a great country to enjoy with monuments and works of art of great value, which welcomes visitors from all over the world. Site dedicated to tourism on the region of Abruzzo Abruzzo tourist information about where to spend leisure time in Abruzzo, with food and wine tours in Abruzzo. Here you will find the complete list of accommodation in Abruzzo: Abruzzo Hotels, Apartments in Abruzzo, Bed & Breakfast in Abruzzo, Abruzzo campsites, holiday villages in Abruzzo, holiday homes in Abruzzo Accommodation Agro-tourism in Abruzzo Plus , the IAT - Tourist Information in Abruzzo Abruzzo IAT, Pro-loco in Abruzzo Tourist Information on Region Abruzzo Abruzzi tourism agencies with information on useful travel guides, and hotel deals in Abruzzo. Information about services in Abruzzo, information of general interest on the Abruzzo Region, Tourist Information on Region Abruzzo Weather in Abruzzo Abruzzo Proloco. Tourisme dans les Abruzzes, la nature et le tourisme rural: tourisme dans les Abruzzes offre les paysages les plus variés et magnifiques, des Alpes (la chaîne de montagnes la plus importante en Europe) sur les plages de corail, des parcs nationaux et forêts vierges les plus belles îles de la Méditerranée. Abruzzes, une nation, de sa biodiversité, ses régions, a des montagnes, collines, rivières, lacs, mers et côtes vierges. Abruzzes est un grand pays à déguster avec des monuments et des œuvres d'art d'une valeur inestimable, qui accueille les visiteurs de partout dans le monde. Site dédié au tourisme sur la région des informations touristiques Abruzzes Abruzzes pour savoir où passer son temps libre dans les Abruzzes, avec de la nourriture et des visites de vignobles dans les Abruzzes. Ici vous trouverez la liste complète des hébergements dans les Abruzzes: Hôtels Abruzzes, dans les Abruzzes Appartements, Bed & Breakfast dans les Abruzzes, campings Abruzzes, villages de vacances dans les Abruzzes, maisons de vacances dans les Abruzzes Hébergement Agro-tourisme dans les Abruzzes Plus , l'IAT - Office du Tourisme dans les Abruzzes Abruzzes IAT, Pro-loco dans les Abruzzes d'information touristique sur les agences de la région des Abruzzes Abruzzes tourisme des informations sur les Guides de Voyage utiles et des offres hôtel dans les Abruzzes. Information sur les services dans les Abruzzes, des informations d'intérêt général sur la région des Abruzzes, des informations touristiques sur la région des Abruzzes Météo dans les Abruzzes Abruzzes Proloco.

L’Abruzzo si trova all’incirca al centro della penisola italiana, ad una latitudine corrispondente a quella del medio e basso Lazio, con il quale confina ad occidente. A Nord i confini della Regione toccano le Marche, ad Est il mare Adriatico, a Sud e Sud-Est il Molise. Copre una superficie di 10.794 Kmq ripartita in quattro province: L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, con una popolazione vicina al milione e trecentomila.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu