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I parchi nazionali in Abruzzo: Parco Nazionale d'Abruzzo

Abruzzo > Le Oasi in Abruzzo > I Parchi nazionali
Il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. A nord-ovest il Gran Sasso si salda con i Monti della Laga, geologicamente diversi perché formati da marne e arenarie, che interessano il settore settentrionale del Parco e sono situati a cavallo delle tre regioni (Abruzzo, Lazio e Marche). Con versanti a orografia diversa – accidentato il versante marchigiano, dirupato o a forte pendenza quello del Lazio, più ondulato e dall’aspetto più dolce quello abruzzese che ospita le cascate della Morricana, della Volpara e delle Barche e ad est la Montagna dei Fiori e la Montagna di Campli, separate dalle Gole del Salinello –, essi delineano una catena montuosa, a tratti difficile e tortuosa, con una linea di cresta che, dal Monte Comunitore sale verso la cima di Macera della Morte, punto di confine tra le regioni a 2022 metri di altitudine, per culminare nei 2458 metri di Monte Gorzano. Il territorio del Parco presenta degli ambienti naturali molto differenti e, di conseguenza, una flora ed una fauna diversificate. Questa varietà di ambienti è anche favorita dalla differente costituzione dei due massicci che lo compongono: marnoso arenacea la Laga, con una morfologia più arrotondata, fondamentalmente calcareo il Gran Sasso, e quindi decisamente più accidentato. Se a queste peculiarità si aggiunge quella di un’orografia varia, di esposizioni dissimili e, non ultimo, del differente uso dei territori da parte dell’uomo, si comprende pienamente l’origine della diversità richiamata. Il Gran Sasso rivela alte pareti verticali, morene, circhi glaciali, valloni, dirupi, il vasto altopiano di Campo Imperatore, gli estesi campi carsici ed i numerosi laghetti anch’essi di origine carsica, nonché il ghiacciaio più meridionale d’Europa, il Calderone; tutti insieme raccontano la storia di questa montagna e la differenziano in modo netto dai contigui Monti della Laga, seppure i due massicci, letteralmente incastrati tra di loro nell’alta valle del Vomano, siano in perfetta continuità ecologica. L’uso umano di queste montagne si desume dalla differente copertura forestale, continua e folta nei versanti teramani del Gran Sasso e della Laga, con netta preponderanza di praterie e pascoli nel versante aquilano del Gran Sasso ed in quello laziale della Laga, a testimoniare l’utilizzo prevalentemente pascolivo nei settori meridionali e quello forestale a settentrione e a oriente.

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La natura in Abruzzo.
Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela.
 
 
I parchi nazionali in Abruzzo
Regione della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.
Tre Parchi Nazionali: Lo storico Parco Nazionale d’Abruzzo, quelli del Gran Sasso-Monti della Laga e della Majella istituiti di recente; un Parco regionale, il Sirente-Velino, oltre 30 riserve e oasi naturalistiche gestite direttamente sia dai Comuni o dal Corpo Forestale dello Stato che dalle Associazioni ambientaliste; tutto questo fa dell’Abruzzo la Regione dei Parchi, con circa il 30% del proprio territorio sottoposto a tutela.

Parco Nazionale d'Abruzzo
Il Parco Nazionale d'Abruzzo fu istituito con regio decreto del 2 Gennaio 1923 n. 257, convertito in Legge il 12 Luglio dello stesso anno. Oggi, dopo successive integrazioni, comprende, in un territorio di 44.000 ettari, 22 comuni delle province de L'Aquila, Frosinone e Isernia. Il settore abruzzese (3/4 della superficie totale) interessa i comuni di: Alfedena, Barrea, Bisegna, Civitella Alfedena, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Opi, Pescasseroli, Scanno, Villavallelonga e Villetta Barrea. La gestione e’ affidata all'Ente Autonomo Parco Nazionale d'Abruzzo, con sede a Roma e direzione a Pescasseroli, che nel 1980 ha avviato il progetto di "zonazione", cioe’ la ripartizione in zone dell'intero territorio, stabilendo dei vincoli molto rigidi nelle aree dove l'ambiente e’ protetto integralmente e criteri piu’ elastici per l'uso turistico del territorio nelle altre.
Attualmente il Parco e’ suddiviso in 4 zone: Riserva integrale, Riserva generale, Protezione e Sviluppo. In ogni paese sono stati istituiti un Centro Visita e Uffici di zona ed e’ stato creato il Centro Studi Ecologici Appenninici con finalita’ di studio e divulgazione sulle specie animali piu’ rare.
Articolo tratto dal sito: www.giulianovaweb.it
 
 
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