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I Comuni della Provincia de L'Aquila: Ortona dei Marsi

L'Aquila

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Rivoli e i Resti di Milonia: Rivoli rappresenta il primo nucleo abitato del Comune di Ortona Dei Marsi che si incontra percorrendo la strada Provinciale che da Pescina attraversa tutta la valle del Giovenco. Poche case costruite in epoca recente che non danno alcuna testimonianza o sentore di quanta importanza abbia avuto il luogo. Anzi la vicina autostrada Roma–Pescara ha contribuito e continua in tal senso a profanare quello che, di tutto il territorio, è il sito storico per eccellenza. Rivoli occupa solo nella minima parte il territorio ove sorgeva la città fortificata di “Milionia”. Sul finire della guerra sannitica, 294 a.C., Milionia era una città fortezza dei Marsi, alleati dei Sanniti, i quali, attaccati dall'esercito dell'Urbe al comando dei consoli Lucio Postumio e Marco Attilio Regolo, posero una linea di resistenza proprio a Milionia. Il console Lucio Postumio Megello cinse immediatamente d'assedio la città, ma la difesa sannita rimaneva indomita. Allora il condottiero romano fece trasportare attraverso la via Valeria le macchine belliche per l'attacco risolutivo alla fortezza. La strada però arrivava a Cerfegna (attuale Collarmele) ed egli la fece prolungare fino al valico di Forca Caruso, da cui si dipartiva un ramo che risaliva verso il vallone di Carrito; in questo modo gli sarebbe stato possibile prendere alle spalle la fortificata Milionia. Lo stratagemma riuscì. Dal racconto di Tito Livio si desume che fu una giornata memorabile. I legionari romani iniziarono l'attacco di prima mattina utilizzando le vinee (tettoie), gli arieti e le catapulte. L'urlo dei soldati, misto al cozzo delle armi e agli stridii delle macchine da guerra , riempì la valle di un tragico e assordante clamore. Alle dieci alcuni tratti delle mura ciclopiche crollarono. La lotta feroce corpo a corpo per le vie e dentro le abitazioni si protrasse con esito incerto fino alle quattordici. Alla fine i romani ebbero la vittoria. Furono contati i morti e i feriti: solo da parte sannita si ebbero 3200 morti e 4200 feriti e prigionieri. Tito Livio non menziona l'entità delle perdite romane. Era l'anno 458 dalla fondazione di Roma e mancavano 294 anni alla nascita di Cristo. La storia di Milionia finì ed i Marsi entrarono a far parte definitivamente della repubblica di Roma. Per avere una idea di quanto fosse grande il sito di Milionia basta dire che la sua recinzione muraria ( accertata attraverso i resti ancora oggi identificabili) aveva un’estensione di ben 3,600 Km e racchiudeva un territorio di oltre 150 ettari. Nulla sappiamo della città nelle epoche successive, ma dalle iscrizioni, tombe e materiali rinvenuti si presume che il centro continuò a vivere lungamente, anche se in forme ridotte fino al V-VI secolo d.C. sul sito di Rivoli e Collecavallo. Con l'arrivo dei Longobardi sul finire del VI secolo, il piccolo vicus di Milionia ebbe fine insieme alle piccole ville rustiche romane e villaggi che costellavano il territorio. I resti più importanti ed ammirabili di questa città sono alcuni tratti di mura di cinta e cisterne per la raccolta dell’acqua. Altri ritrovamenti avvenuti recentemente sono la prova inconfutabile della presenza in quei luoghi di una vera e propria urbe, servita di canalizzazioni, cisterne per l'acqua, sistemi fognari e viari ben definiti, racchiusi e protetti da mura ciclopiche.
La Storia di Ortona dei Marsi. L'abitato di Ortona dei Marsi si trova nella parte centro-settentrionale della Valle del Giovenco, situato lungo il limite orientale del territorio marsicano. Quest'area è stata spesso considerata dagli studiosi ai margini della vita politica, economica e artistica della regione rispetto al territorio compreso nel bacino fucense; tuttavia nel passato questo insediamento e i suoi dintorni hanno rappresentato un importante nodo di confine tra l'area marsa e peligna e un fondamentale luogo di passaggio da Roma verso il Mare Adriatico e l'Italia meridionale. Ortona dei Marsi ha visto nei secoli il passaggio di genti e di culture, di eserciti e conquistatori e questa mobilità è ben rappresentata nell'aspetto stesso dell'insediamento con le sue diverse fasi edilizie e con i suoi monumenti specchi di una grande capacità di sviluppo e cambiamento caratteristica di un luogo tecnicamente e culturalmente vitale. Questa parte della Valle del Giovenco ha visto l'occupazione da parte dell'uomo fin dall'epoca preistorica (nei pressi degli attuali centri abitati di Ortona dei Marsi, Cesoli e Rivoli sono stati rinvenuti alcuni frammenti ceramici ascrivibili all'Età del Bronzo ): la vicinanza al lago Fucino, la presenza del fiume Giovenco e l'alternarsi di alture e terreni pianeggianti hanno sicuramente favorito il popolamento di questa zona anche nei secoli successivi. Durante il periodo dell'occupazione del popolo dei Marsi (VI - III secolo a.C.) l'insediamento più importante della Valle fu sicuramente la "città”di Milionia (circa dove oggi sorge l'abitato di Rivoli), che visse dal V secolo a.C. fino al 294 a.C. anno di distruzione da parte dell'esercito romano durante la "Terza Guerra Sannitica". La popolazione ivi residente si disperse formando nella Valle tanti piccoli villaggi: Fundus Magnus (Ortona dei Marsi), Vado Albonis (Santa Maria), Fumegna (Sulla Villa), Fonticella (riunitosi in seguito a Sulla Villa), Carreto (Carrito), Milionia o Melogne (sulle rovine del precedente insediamento), Cesulis (Cesoli), Parasepe (probabilmente nella Valle di S. Angelo sul Monte Parasano), Codardo e Fondittoli. Fundus Magnus si sviluppò ai piedi di un'altura, intorno ad un'area sacra preesistente: i resti di un imponente muro in opera poligonale, inglobato poi nel XIV-XV secolo nella cinta muraria orientale del borgo fortificato, suggeriscono la presenza di una struttura religiosa italico-romana. Alcuni studi eseguiti su simili resti archeologici situati nell'area fucense hanno portato a riconoscere questa struttura come il muro pertinente alla recinzione di un santuario pagano di III-II secolo a.C. Per più di otto secoli la comunità che qui abitò dovette godere di un periodo di tranquillità e di pace, vista la totale assenza di ritrovamenti di strutture fortificate risalenti a questa lunga epoca [il toponimo stesso si ritiene rifletta questa caratteristica: "fundus magnus”letteralmente si traduce con "grande podere”(quindi aperto), mentre il successivo Ortonam (hortus = villa, proprietà chiusa da muro) si ritiene sottolinei la presenza di strutture fortificate che caratterizzeranno nei secoli successivi l'aspetto dell'abitato]. Evidentemente la crisi che investì tutto il mondo romano durante la media età imperiale (II-III secolo d. C.), la Guerra Greco-Gotica (535-553), e la conquista longobarda della regione alla fine del VI secolo, non arrivarono ad intaccare profondamente l'aspetto generale dell'area. Le prime grandi trasformazioni topografiche che si verificarono a Fundus Magnus avvennero tra la tarda antichità e l'alto medioevo, quando l'opera benedettina di diffusione della religione cristiana toccò anche le regioni più interne. Fu qui eretta una cella (piccolo monastero) dedicata alla Vergine Maria, la cui prima menzione risale all'anno 872; è possibile identificare questo edificio con la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie che si trovava proprio ai piedi del colle fino agli inizi del secolo scorso quando fu demolita in seguito al terremoto che colpì la Marsica nel 1915. Inoltre risalente ai primi anni del medioevo è il definitivo processo di eliminazione di ogni residua traccia dell'antica religione pagana con i suoi simboli e i suoi luoghi di culto: è plausibile quindi supporre che il primitivo edificio ecclesiastico dedicato a S. Giovanni fu eretto nell'area un tempo occupata dal santuario. Nel X secolo, dopo un periodo di generale instabilità del potere carolingio, la Contea dei Marsi fu affidata ad una famiglia francese scesa in Italia al seguito del re Ugo di Provenza.

Città di Ortona dei Marsi

Comune di Ortona dei Marsi
P. Marconi, 3
- 67050 Ortona dei Marsi (Aq)
Tel.: 0863.87113 - Fax: 0863-87134

Altitudine: 1.003 mt. s.l.m.
Estensione: 52,66 kmq.

Sito web: www.comune.ortona.aq.it
PEC: comune.ortona.aq@pec.comnet-ra.it

Posta ordinaria: info@comune.ortona.aq.it

Castiglione e Campo Catino: Castiglione: Piccolissima ma amena frazione, eredita un passato ricco di storia. Sicuramente l’etimo del nome viene dal latino medioevale “Castiglionem”, che significa che doveva essere, nel medioevo, un grosso borgo cintato di mura, anche se ritrovamenti archeologici fanno pensare ad origini ben più antiche, riconducibili al periodo romano. Campo Catino: Lungo la strada provinciale denominata “Marsico-Sannitica”che conduce nella valle Peligna, a circa 2 km, sul lato destro diparte una pedonale ghiaiosa la quale s'inerpica sul costone della montagna e con ampi tornanti e con non poca fatica ci conduce alla scoperta del cosiddetto “Vallone di S.Giorgio”. Si tratta di un ampio e profondo vallone a tratti ricoperto di verdi conifere, formatosi in migliaia di anni sicuramente a causa dell'erosione dell'acqua e vento. Difatti è ben visibile a valle, all'altezza della frazione di Castiglione, un gigantesco accumulo di arenaria di riporto. Proseguendo oltre, la strada diventa più agevole e dopo aver attraversato una stretta gola si apre ad una verde vallata chiamata “Campo Catino”. Con un'ultima fatica risalendo l'agevole costone di montagna posto a sud possiamo non perderci di ammirare, da quota 1600 m d'altitudine, l'intero paesaggio della vallata del Giovenco e quindi del territorio del Comune di Ortona. Sulla Villa: Sulla Villa è una ridente frazione posta alla base della montagna che sovrasta Ortona verso Oriente. Alla fine del ‘600, precisamente nel 1690 come testimoniano le iscrizioni poste al lato dell’altare, viene eretta in questo piccolo centro una chiesetta dedicata alla Madonna Assunta. La frazione allora aveva ancora il nome originario di Fumegna. Nella chiesa è venerata una statua della Madonna, seduta, che allatta il Bambino. La statua è certamente più antica della chiesa e, probabilmente, prima si trovava nella vicina chiesa di S.Agnese andata in rovina in quel periodo come altri luoghi di culto esistenti nel territorio. Da quanto la statua della Madonna fu collocata nella chiesa essa veniva chiamata la Madonna della Villa, poiché probabilmente proveniente dal viciniore paese di Villalago, da qui il nome alla frazione prima in “la Villa “e poi in “Sulla Villa”. Nel 1990, al compimento dei trecento anni dalla costruzione, la chiesa di Sulla Villa assurge ufficialmente a Santuario e diventa meta di pellegrinaggio religioso. aratteristica è la lunga processione con fiaccole che, la sera del 14 agosto, accompagna la statua della Madonna dalla frazione alla chiesa parrocchiale in Ortona centro. A Carrito, frazione di Ortona dei Marsi si trova il Santuario Madonna della Pieta’: Carrito, frazione del Comune di Ortona Dei Marsi, è sede di scalo ferroviario della linea Roma-Pescara tale da essere ufficialmente denominato “Stazione Nord del Parco Nazionale”. La linea ferroviaria divide il paese in due, una parte, semplicemente chiamata alta, si estende lungo un rilievo roccioso in modo che le case poste più in alto sono a circa 1000 metri d’altitudine. Rappresenta il nucleo originario del centro abitato con storia e tradizioni più antiche. L’altra, con origini più recenti e sviluppo quasi pianeggiante si estende a valle della linea ferroviaria. Fattori urbanistici, storici e sociali hanno determinato lo sviluppo di un tessuto urbano disaggregato tale che si possono individuare distintamente realtà rionali, quali “il Cassino (ove era anticamente la chiesa dedicata a SanPasquale), la Verminesca, Le Casala e Fonte di Sale”. Diventeremo sicuramente noiosi esporre con meticolosità tutta la storia di questo paese, poiché, come testimoniano reperti trovati in zona, dovremo partire sicuramente da quel periodo storico denominato Paleolitico o ancor prima.

Ortona Dei Marsi è posizionato nella zona orientale della Marsica, il paese sorge sulle falde del monte Parasano. Di rilievo il castello di Ortona Dei Marsi che domina l’abitato. Antiche le origini di questo insediamento tanto che si suppone che Ortona dei Marsi fosse un’importante borgo sotto il dominio dei Marsi. Anticamente era conosciuta come Milonia.

 
La Storia di Ortona dei Marsi. Nel corso dei primi due secoli del loro dominio in tutta la regione si assistette ad un diffuso fenomeno di incastellamento che fu originato da necessità politiche, economiche e soprattutto militari e che portò alla formazione di una fitta rete di castra (castelli, aree fortificate), funzionali al controllo capillare di tutto il territorio da parte della famiglia comitale. Tra il X e l'XI secolo si costruì una struttura fortificata nell'estremo limite settentrionale del crinale del colle che dominava Fundus Magnus per permettere l'avvistamento di eventuali pericoli al fine di dare il tempo alla popolazione di pianura di mettersi in salvo. Attualmente lo spazio che un tempo ospitava questa prima fortificazione è occupato dalla Torre e dalle mura di cinta costruite durante il periodo di dominazione angioina. La presenza di una struttura cinta da mura, dunque sicura e facilmente difendibile, determinò lo spostamento sulla cima del colle di parte della popolazione che abitava la pianura e i villaggi vicini. Si formò dunque un primo piccolo agglomerato urbano che tra l'XI e il XII secolo fu circondato a sua volta da una cinta muraria. La chiesa di S. Onofrio (oggi completamente rimaneggiata), costruita anch'essa tra X e XI secolo a ridosso della fortificazione, condizionò in parte il tessuto urbano costituendo un importante polo verso cui le vie principali e gli edifici erano orientati. L'abitato era caratterizzato da una particolare forma "a fuso": la strada principale, intorno alla quale si sviluppavano le abitazioni, era orientata verso S. Onofrio e verso la fortificazione, essa partiva da un ingresso posto a sud oggi non più visibile. L'entrata al borgo era possibile anche da altri due accessi situati entrambi lungo le mura orientali: Porta Castello verso nord e Porta Storta verso sud. Nel corso del XII secolo il flusso di gente che cercava rifugio all'interno delle sicure e imponenti mura di cinta del borgo appena costituito non si dovette arrestare, tanto che si formò un nuovo quartiere sulla cima del colle a ridosso delle mura meridionali. Si costruì un piccolo edificio ecclesiastico, la chiesa di S. Abbondio (identificata con la cappella dedicata a S. Antonio che attualmente conserva un aspetto settecentesco), circa nell'estremo limite meridionale del crinale, in posizione opposta rispetto alla chiesa di S. Onofrio. Lo sviluppo di questo secondo agglomerato dovette avvenire piuttosto velocemente, tanto che all'incirca alla fine del XII secolo già fu circondato dal nuovo circuito murario. Durante questo secolo dovette inoltre verificarsi il definitivo abbandono dell'antico insediamento di Fundus Magnus: la sua ultima menzione si trova in un documento del 1137, mentre comincia ad apparire nelle fonti normanne della fine del secolo il nome di Ortonam. Il primo documento che con sicurezza menziona Ortona fu compilato nel 1187, il cosiddetto "Catalogus Baronum", un elenco voluto dal nuovo re normanno di tutti gli insediamenti del regno e del numero dei soldati che ognuno di questi poteva fornire all'esercito. Il feudo di Ortonam metteva a disposizione ben 8 soldati. Si calcola che all'incirca si contava un soldato per ogni 24 famiglie, quindi il paese e i villaggi vicini ospitavano alla fine del XII secolo circa 192 famiglie. Tutta la vita del paese si era spostata dunque verso l'alto, all'interno del nuovo grande borgo fortificato. A partire dal XIII secolo la politica dei nuovi re angioini favorì lo sviluppo di feudi e signorie e in qualche modo contribuì alla nascita di una nuova classe sociale medio- alta, che ad Ortona la si trova ben rappresentata dal quartiere "signorile”costituito per la maggior parte da grandi case e da palazzetti occupanti a volte interi isolati, che nacque a ridosso delle mura orientali del castrum e si sviluppò intorno alla preesistente chiesa di S. Giovanni. In generale si assistette tra XIV e XV secolo ad un periodo di ripresa economica, che portò ad un florido momento costruttivo con il rinnovo, l'abbellimento e il potenziamento di strutture già esistenti. In primo luogo venne costruita una nuova cinta muraria che circondò l'ultimo ampliamento dell'abitato sviluppatosi sulle pendici orientali del colle e il cui accesso doveva trovarsi all'altezza di dove oggi sorge il palazzo comunale. Questo circuito a differenza dei primi due, era munito di imponenti strutture difensive, quali torrioni circolari con base a scarpa e torrette circolari; queste vengono costruite anche sul lato occidentale e meridionale della più antica fortificazione, probabilmente per rinforzare dei punti lungo la muratura altrimenti più suscettibili agli attacchi nemici. In secondo luogo si ricostruì completamente l'area fortificata sulla sommità settentrionale del crinale dove fu eretto un nuovo recinto murario, più ampio e più complesso, e dove soprattutto fu realizzata l'imponente torre ancora oggi conservata. In terzo ed ultimo luogo numerosissimi interventi furono eseguiti nell'ambito dell'edilizia privata e nelle strutture esistenti: le due porte di accesso al primo nucleo abitato, Porta Castello e Porta Storta, furono risistemate assumendo l'aspetto "gotico”che conservano attualmente; due iscrizioni relative a case di abitazione signorile situate sulla sommità del colle testimoniano una rinnovata cura per l'aspetto esteriore degli edifici, espressa anche chiaramente dalle abitazioni stesse del "quartiere signorile”nato in quegli anni. L'aspetto che assunse il paese durante gli ultimi secoli del medioevo si ritiene non dovette poi cambiare molto durante l'epoca moderna.

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Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia de L'Aquila

Ortona Dei Marsi è ad oggi ed ancor più nel passato, il centro più importante e più popolato della “ Valle del Giovenco ”. Il Giovenco è un fiume che nasce in località Campo Mizzo nel territorio del comune limitrofo di Bisegna. Alimentato da molteplici sorgenti che affluiscono dai monti laterali, percorre tutta la valle fino a riversarsi nei canali del vecchio alveo del Lago Fucino. Fino al 1 ottobre 1878, data ufficiale di ultimazione del prosciugamento del lago, il Giovenco era l'unico affluente del lago.
Carrito, frazione di Ortona dei Marsi (Aq) Il nostro scopo è di rendere al visitatore, poiché tale, un’immagine o meglio una cartolina del paese, quasi un invito a scoprire di persona le caratteristiche del luogo. Non possiamo quindi evitare in questo contesto descrivere l’importanza spirituale e culturale che rappresenta il “Santuario della Madonna della Pietà”. Il Santuario è situato nella parte alta di Carrito ed è facilmente raggiungibile, a prescindere dalla strada in salita, indifferentemente dal mezzo di locomozione. La costruzione del Santuario risale agli inizi del ‘600; è stato oggetto nel corso dei secoli scorsi di vari interventi di ristrutturazione, non ultimo quello del 1998, forse il più importante ed impegnativo, con il quale è stata posta in pristino l’intera facciata. Il Santuario è aperto ai visitatori tutti i giorni dell’anno, salvo nel periodo invernale per condizioni meteorologiche avverse. Lungo il tragitto a circa metà percorso si può sostare ed eventualmente trarre beneficio dalle acque che sgorgano dalla fontana dell’omonima piazza, conosciuta soprattutto per essere il luogo ove si svolge, nel mese d’agosto, una rinomata sagra dedicata al tartufo locale. Proseguendo nella visita non è da meno la più moderna chiesa dedicata al patrono S.Nicola di Bari, costruita nel 1965 all’ingresso del paese ed immersa in un lussureggiante parco di conifere. A poche centinaia di metri, lungo la strada che porta al centro abitato di Castiglione, altra frazione del Comune, immersa nel verde dei salici e pioppi si trova “Fonte di Sale”. Fontana le cui acque, come si evince dal nome stesso hanno proprietà salutari. Utilizzata fin dal 300’ a.C. tant’è che gli abitanti della vicina città di “Milionia”avevano costruito una condotta per l’approvvigionamento idrico della stessa. Fonte Majora a Ortona dei Marsi: Una delle più belle escursioni da intraprendere è quella che riguarda il tragitto di circa tre Km, che porta fino alla località denominata “Fonte Majora”. Il percorso, naturalmente da fare a piedi, inizia dal rione “Verminesca”della frazione di Carrito e prosegue, lasciandosi alle spalle la linea ferroviaria, lungo una stretta ma comoda strada in terra battuta, verso una lussureggiante valle. Il tragitto dapprima pianeggiante diventa gradualmente erto e la strada viene accompagnata da una fitta vegetazione e da secolari piante di roverella. In questo contesto, adottando un rispettoso comportamento, non diventa improbabile imbattersi od osservare a distanza la fauna tipica locale quali ungulati piccoli e grandi e splendidi esemplari di rapaci. A circa metà percorso ai più attenti, lungo la strada, non è difficile intravedere i resti dell'antico monastero dedicato a S.Tommaso abbandonati nel XIII Secolo, come altri nella zona, probabilmente per mancanza di risorse gestionali ed umane e non da meno a causa del brigantaggio. Proseguendo oltre, dove la valle è meno ampia e la flora lascia spazio alla nuda roccia, sotto l'ombra d'alti pioppi e ramiferi salici si presta alla vista la fonte, denominata “majora”per essere, tra le altre del posto, quella con maggiore e gradito efflusso. Infatti, i nostri predecessori romani non si sbagliavano affatto; le analisi eseguite sulle acque che ivi sgorgano ne hanno confermato le proprietà salutari. L'acqua, il verde, la roccia ed il silenzio incontaminato rendono tutto il paesaggio di una rara bellezza, tale che esso è meta ricorrente di escursionisti e sede, nel periodo primaverile-estivo, di campi scout.
Aschi, frazione di Ortona dei Marsi (Aq) Aschi è la frazione del comune con maggiore densità di abitanti. Si trova ad Est del territorio comunale, posta all’ingresso di un’ampia valle ed a circa 1130 m slm. L’etimo originario di Aschi era “Asylum”, in seguito trasformatosi per derivazione fonetica in Ascilum, poiché il popolo marso aveva stabilito in queste contrade una dimora finalizzata all’accrescimento e militarizzazione della giovane popolazione. A ridosso dell’attuale paese, sulla cima del monte Civitella, è ancora oggi possibile decifrare tratti di mura all’interno delle quali erano addestrati i giovani militari. Il territorio ospitava, nel versante a fronte del lago Fucino e favoriti dal particolare microclima, anche altri insediamenti i quali con la dominazione romana finirono per essere abbandonati. Sui ruderi di queste agglomerazioni urbane, i pochi che scelsero di rimanere, votati alla religione cristiana, eressero varie chiese. Nel tempo circostanze storiche e sociali resero a quegli abitanti la consapevolezza che essere raggruppati significava maggiore sicurezza e pertanto si riunirono all’agglomerato urbano di Aschi. Il periodo medioevale di questo centro è stato certamente meno travagliato di altri del Comune, causa un’economia agreste-pastorale più favorevole e redditizia, testimoniata nel tempo dal continuo aumento demografico. Purtroppo il terremoto che, il 13 gennaio del 1915, colpì l’intera Marsica sconvolse e mandò in rovina il paese. Le vittime furono oltre settecento, la chiesa parrocchiale dedicata a San Salvatore e la maggior parte delle case andarono in rovina. L’abitato, così come lo vediamo adesso, fu ricostruito ai piedi del colle dove era insediato l’originario. Le esigenze moderne hanno determinato la schematizzazione del tessuto urbano ed un sorprendente sviluppo dello stesso verso la più comoda zona pianeggiante. L’unicità caratteriale e l’attaccamento viscerale hanno riproposto, a differenza delle altre frazioni e nonostante la posizione non certamente favorevole, se non un accrescimento, un assetto demografico stabile. Nei dintorni di Ortona dei Marsi (Aq) Gli itinerari escursionistici di maggiore interesse che si possono intraprendere, partendo dal centro urbano, sono due. Uno con direzione est ed ha come meta il borgo abbandonato di Sperone. Il secondo verso Ovest, ossia verso la valle che confluisce sulla piana del Fucino, con maggiori interessi storici. Entrambi sono attuabili per la maggior parte con l'ausilio della macchina la quale, com'è da immaginare, non permette uno sguardo attento e riflessivo su quanto s'incontra o si può ammirare lungo il tragitto. Come abbiamo accennato, partendo dal centro abitato di Aschi e volgendo lo sguardo ad Est si sviluppa davanti ai nostri occhi una strada con carreggiata ghiaiosa e leggermente in salita. Il silenzio e la natura incontaminata ci fanno da guida fino ad incontrare lungo la strada la sorgente di “Fonte Davina”dove l'area attrezzata a Pic-nic da la possibilità di un breve riposo. Proseguendo, la strada si fa più erta, a circa un km, immettendoci nel territorio del Comune di Gioia Dei Marsi, si presta ai nostri occhi la vecchia torre ed il borgo di Sperone, ormai abbandonato da anni. Il fascino spettrale del paese, il silenzio mistico, convivono e si elevano dal sottostante panorama della piana del Fucino. L'altra escursione è prettamente storica e si può quindi intraprendere con la macchina. Partendo dal centro urbano si percorre la vecchia strada per Pescina, la quale per un buon tratto è comoda ed asfaltata. Quasi alla fine della strada asfaltata a sinistra si osserva una fontana detta di Santa Maria dal nome della chiesa, distrutta intorno l'anno 1000 e dedicata a Santa Maria Valle Verde i cui resti si possono ammirare a ridosso della stessa fontana. Da detta fontana percorrendo sul lato destro una strada sterrata si può raggiungere la cima del monte denominato “Civitella”, sede, come già accennato, di un centro per l'addestramento alle armi dei giovani romani. Da questo versante e proseguendo lungo il crinale della montagna si ammira tutta la valle del Giovenco con i suoi centri urbani. Ripartendo dalla fontana di Santa Maria non possiamo tralasciare di ammirare altre testimonianze storiche, infatti, a circa un Km si trovano i resti di antiche tombe risalenti al II°, III° sec. a.C. e più a valle i resti della fortezza e poi chiesa di San Nicola.
 
 
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