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Informazioni ed indirizzi utili dei Comuni della Provincia di Chieti: Orsogna

Chieti
 

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Orsogna e la sua storia. Orsogna trae il suo nome da una delle sue contrade: la Rissogna, il primitivo nome della contrada Fraia, nella Valle del Moro, attigua all'abitato, sotto la rupe, piuttosto che dal supposto fatto che nel suo territorio, un giorno tutto boschi, vi dimorassero gli orsi, come attesterebbe il suo stemma che arreca, come quello di Biella, un orso. Un tempo Orsogna era abitata prettamente da contadini che vivevano degli ortaggi coltivati su terrazzi ricavati dal terreno scosceso. Vi erano anche le botteghe artigianali dei Vasari che avevano scelto il punto ideale per la loro lavorazione, essendo il punto piu' caldo e il meno battuto dai venti del Nord e per la presenza di terreni in gran parte argillosi (si possono infatti notare i Calanchi o "li cannanune"). L'ubicazione a Orsogna di questi artigiani era situata nelle grotte sotto codeste rupi, ora rinforzate con archi: la naturale posizione del luogo, riparato dal freddo, permetteva la lavorazione anche nel periodo invernale, ed anche un rapido essiccamento dei cocci.
 
Moltissime grotte di Orsogna dovevano essere adibite a tale lavorazione, ma la maggior parte di esse sono andate distrutte dall'abbandono e dalla guerra. Gli artigiani, EMIGRATI o passati ad altre attivita', sono totalmente scomparsi; unica testimonianza e' una grotta, l'unica rimasta accessibile, ove sono evidenti gli oggetti di lavoro, il forno e i frammenti di terracotta, nonche' le tracce che il fumo della cottura ha lasciato attraverso gli anni. Cultura e tradizioni a Orsogna: La Sagra dei Talami. Quadri biblici viventi. In Orsogna il secondo giorno di Pasqua: il Martedi' dell'Angelo, si celebra la festa della Madonna del Rifugio o piu' comunemente detta la festa dei "TALAMI ", una sorta di barelle portate a spalla, su una delle quali, un tempo, una giovanetta vestita da Madonna era circondata da fanciulli e fanciulle che raffiguravano degli angeli. Trattasi di un grande quadro vivente realizzato su una piattaforma in legno con una parete frontale che funge da scenario. In alto, al centro della parete frontale, era posta una raggiera di legno; al di sotto della raggiera, una mensolina su cui poggiava, in piedi, assicurata mediante legatura alla cintola, una bimba dai dieci agli undici anni raffigurante la Madonna, e sotto due bimbetti raffiguranti due angioletti. Il Talamo Originario era cosi' come descritto.


Città di Orsogna

Nel 1959 vennero apportati due notevoli cambiamenti rimasti fino ad oggi: i bambini raffiguranti gli angioletti non appaiono piu' e gli uomini che reggevano il talamo hanno ceduto il posto a mezzi agricoli, sui quali vengono costruiti i palchi per le scene da raffigurare. Allestito di anno in anno a Orsogna il Martedi' in Albis, con crescente interesse, maggiore cura e solennita', il talamo venne ad assumere un carattere preciso e definitivo: da semplice culto rituale, si trasformo' in vero e proprio spettacolo teatrale. Vennero rappresentati oltre a quello prigemio altri soggetti, tratti dalla vita della Madonna, dalla agiografia, dalla Bibbia e dal Vangelo. Si allestirono piu' quadri, non nello stesso posto ma in punti diversi del paese. I quadri in numero di sei furono infine presi a turno uno alla volta dal luogo o quartiere di partenza alla destinazione Piazza Mazzini di Orsogna dove nelle vicinanze era situata la Chiesa della Madonna del Rifugio. Mentre sfilavano i carri con i talami, un "lettore" illustrava e commentava le varie scene raffigurate dai quadri.

Comune di Orsogna
Piazza Mazzini 1
- 66036 Orsogna (Ch)
Tel.: 0871.869765 – Fax: 0871.86134

Altitudine: 430 mt. s.l.m.
Estensione: 25,26 kmq.

Sito web: www.orsogna.net
PEC - Posta certificata: info@pec.comune.orsogna.chieti.it

Posta ordinaria: info@orsogna.net

La sede originaria del Talamo di Orsogna fu la Chiesa della Madonna del Rifugio, rasa al suolo dai bombardamenti nel 1944. Era situata la' dove oggi si estende il Piazzale Belvedere di Orsogna, sulla rupe sud-occidentale del paese, prospiciente la Valle del Moro. Secondo la leggenda popolare di Orsogna, il tempio fu edificato in questo luogo, perche' qui, in epoca immemorabile era apparsa la Vergine Maria tra i rami di un grosso fico. All'interno di questa Chiesa c'era al di sopra dell'altare maggiore un grande affresco che raffigurava la Madonna del Rifugio che indossava un vestito rosso e un manto azzurro che le scendeva fino ai piedi e con cui Ella copriva delle figure maschili appartenenti alla confraternita di nostra Signora del Rifugio alla sua sinistra, alla sua destra un gruppo di donne anch'esse consorelle della Congregazione, e in alto, sospesi nell'aria, due angioletti guardavano il volto della Madonna Nera. Godeva di grande venerazione, presso il popolo che la riteneva miracolosa, non soltanto per le innumerevoli grazie che elargiva, ma per il prodigio che Ella compiva ogni anno all'alba del martedi' di Pasqua. Il miracolo di Orsogna consisteva nel cambiamento improvviso, e della durata di brevi istanti del colore del suo volto, da nero in bianco, oppure in un movimento leggero degli occhi. In attesa del miracolo si svolgeva in Chiesa una grande veglia notturna. Iniziava al vespero del lunedi' in Albis e si protraeva fino all'alba del giorno successivo.

Orsogna trae il suo nome da una delle sue contrade: la Rissogna, il primitivo nome della contrada Fraia, piuttosto che dal presupposto che nel suo territorio, un tempo tutto boschi, vi dimorassero gli orsi, come attesterebbe il suo stemma che reca un orso alzato sulle zampe posteriori. Senza far risalire la sua origine ai tempi longobardi, il nome di Orsogna appare per la prima volta su un diploma del 1151, con il quale Ruggero il Normanno faceva dono al monastero o badia di San Salvatore a Majella, fra le altre chiese, anche quella di San Martino apud Ursonia. Dopo tale epoca, Orsogna ha seguito sempre le sorti della Contea di Manoppello, sotto la signoria degli Orsini prima e dei Colonna nel XVI sec. Durante il Risorgimento, Orsogna fu sede di un’importante "vendita" di carbonari nel 1813 e molti liberali orsognesi vennero processati in seguito alla reazione borbonica nel 1848 – 49.

 

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Il Talamo di Orsogna sorse appunto durante una lunga notte di preghiera per il desiderio dei fedeli di vedere incarnata l'immagine pittorica di tanta venerazione. L'iniziativa fu presa dai componenti della Confraternita di nostra Signora del Rifugio di Orsogna, i quali, sull'esempio delle compagnie religiose e laiche delle altre regioni d'Italia, durante la veglia del martedi' di Pasqua alzarono per la prima volta il sipario del palcoscenico improvvisato sul presbiterio della Chiesa, facendo apparire davanti allo sguardo incantato dei presenti, il grande scenario composto non di statue ma di personaggi viventi i quali in posizioni immobili, raffiguravano l'affresco rappresentato sull'altare maggiore. La Sacra Rappresentazione Orsognese era nata. Il suo nome, rimasto immutato nel tempo, fu' "Talamo". Tale tradizione di Orsogna, fortunatamente, si e' tramandata sino ai giorni nostri, e i Talami negli ultimi anni sono stati realizzati dagli artisti orsognesi: D'Ercole e Bartoletti, che ogni anno rinnovano le scene bibliche da rappresentare. La manifestazione di Orsogna viene svolta la mattina del Martedi' di Pasqua e nell'edizione notturna del ferragosto.


Per ulteriori info: Regione Abruzzo e Provincia di Chieti

 
 
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